La Mummia – La Tomba dell’Imperatore Dragone: Recensione in Anteprima

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La Mummia – La Tomba dell’Imperatore Dragone
Recensione in Anteprima
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Uscita in Sala: 26 settembre

Rick O’Connell e sua moglie Evelyn hanno detto basta per sempre all’avventura, dedicandosi alla pesca, alla scrittura e alla loro splendida casa. Ma il richiamo dell’adrenalina è irresistibile, e soprattutto genetico. Loro figlio Alex, infatti, novello archeologo come i genitori, ha risvegliato un’antichissima mummia orientale, condannata 2000 anni prima da una strega a vivere in eterno in uno stato di animazione sospesa, e pronta ora a tornare per conquistare il mondo intero, a meno che Rick, Evelyn, suo fratello Jonathan ed Alex riescano a fermarla in tempo…

Terzo capitolo per La Mummia in versione demenziale, spostata dall’Egitto all’Oriente ma incapace di partorire idee originali, seguendo lo stesso identico plot dei due capitoli precedenti, perdendo Stephen Sommers per un deludente Rob Cohen e guadagnando una serie di effettacci speciali che, per un blockbuster da 150 milioni di dollari, sono semplicemente imperdonabili…

800 milioni di dollari d’incasso con due film sono tanti, troppi per non partorire un nuovo terzo capitolo. Questo avranno pensato i produttori de La Mummia: La Tomba dell’Imperatore Dragone, in arrivo ben 7 anni dopo il secondo capitolo. Perso Stephen Sommers, qui passato a produrre, è stato imbarcato Rob Cohen, regista cult dei ‘coatti’ Fast and Furious e XXX, che non ne imbrocca una da allora, sono stati richiamati Brendan Fraser e John Hannah, e aggiunti gli orientali Jet Li, che vediamo ‘reale’ in nemmeno 20 minuti di film, e Michelle Yeoh, in modo da dar vita a quello che è stato definito il duello atteso da tutto l’Oriente’.

In sostituzione di Rachel Weisz, protagonista dei primi due capitoli ma fuggita immediatamente dal ripetitivo e banale progetto, è stata chiamata Maria Bello, affiancata da un’altra new entry, ovvero dal convincente Luke Ford, giovane attore australiano scovato tra migliaia di pretendenti. La storia, piaciuta con i primi due film, è stata ripresa in maniera praticamente identica, come se si stesse utilizzando un’avvizzita copia carbone…

Lo spietato imperatore cinese Dragone ed i suoi 10000 guerrieri vengono maledetti da una potentissima strega, a cui l’imperatore aveva contribuito a spezzare il cuore, uccidendo il suo unico amore. Sepolti nell’argilla per migliaia di anni, in una tomba sotterranea custodita da un misterioso e oscuro personaggio, sia l’imperatore che il suo esercito vengono risvegliati da Alex O’Connell, figlio del leggendario Rick, in cerca di una scoperta che finalmente offuschi l’ingombrante nome del padre.

Peccato che l’imperatore, tornato parzialmente in vita e pronto a partire alla ricerca della fonte della vita eterna, possieda poteri straordinari e voglia dominare il mondo. Solo la famiglia O’Connell, tornata finalmente unita, potrà porre fine al suo folle piano…

Escluso un buon prologo, che introduce alla storia e ‘racconta’ la leggenda dell’imperatore dragone, il film è un susseguirsi di battute già sentite, di personaggi già visti, di situazioni estreme che rimandano troppo ad Indiana Jones e di effetti speciali che in molti, troppi casi fanno accapponare la pelle. L’arrivo degli Yety (ebbene si…) lascia di stucco per quanto siano fatti male, in un eccesso di CGI che il più delle volte infastidisce, per non parlare di una scena in cui gli stessi Yety esultano ( nuovamente ebbene si… ) dopo aver sconfitto un nemico.

Chi ha amato i primi due capitoli, che sono comunque su un livello nettamente superiore a questo terzo episodio, probabilmente rimarrà comunque soddisfatto del lavoro fatto da Cohen. D’altronde Fraser torna a vestire perfettamente i panni di O’Connell, rimanendo assolutamente convincente, così come John Hannah torna a fare il giullare di turno, facendo spesso e volentieri sorridere. Se a tutto ciò ci aggiungete tanta, tantissima azione e un mare di effetti speciali, spesso comunque mal riusciti, avrete il solito pop corn movie che si vede e si fa vedere. Peccato che una volta usciti dalla sala starete già pensando ad altro, dimenticando tutto quello che avete appena visto nel giro di nemmeno 5 minuti…

Il problema è che il film nulla porta di nuovo rispetto ai capitoli che l’hanno preceduto, poggiando le proprie basi di scrittura sull’ovvietà e la mancanza di idee originali. Partendo dal presupposto che il sottoscritto non ha mai amato nemmeno i due film di Sommers, questo non può che essere considerato il peggiore dei tre e il secondo buco nell’acqua consecutivo di Cohen dopo il mega floppone Stealth.

Speriamo solo che il brodo non venga allungato con un nuovo capitolo, anche se il rischio è serio, grazie ai discreti incassi worldwide della pellicola. Lasciateci vivo il ricordo delle VERE Mumie, quelle di Karl Freund e Terence Fisher, vi prego!

Voto: 4,5

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