x

La volpe e la Bambina: recensione in anteprima

Condividi

Attimo di dubbio al mattino: mi sparo la prima di Vaporidis o quella a Palazzo Farnese de La volpa e la Bambina? Dubbio durato 2 secondi… alla fine della proiezione mi sono INNAMORATO di due presenti in sala che forse non vedrò MAI PIU’… e che cazzo!

La Volpe e la Bambina
Recensione in Anteprima
Uscita in sala: 21 Marzo
Postata anche qui

Tre anni dopo aver trionfato agli Oscar con lo splendido La marcia dei Pinguini, torna Luc Jacquet con La Volpe e la Bambina.

Una fiaba moderna, emozionante, coinvolgente, commovente, capace di portarti nel magico e incantato mondo della natura incontaminata, tra boschi, cascate, grotte, monti innevati e prati fioriti, sfiorando le vette della perfezione.

Luc Jacquet riesce nell’impresa di superare se stesso, dopo l’apoteosi dei punguini, portando sullo schermo un’incredibile amicizia, tra una dolce, impavida e bellissima bambina, dai capelli rossi come il fuoco e dalle lentiggini come coccinelle, e una volpe selvatica, dagli occhioni e con il manto dello stesso colore dei capelli di Bertille.
Gli sguardi dei due si incrociano casualmente in una mattinata d’autunno. Un’attimo fugace, capace di restare per sempre nella mente della piccola protagonista, che da quel momento farà di tutto per riuscire a incontrare nuovamente quella tenera volpe, che battezzerà Titù.
Le barriere fra i due si infrangono completamente, la paura di Bertille nei confronti della natura incontaminata svanisce, così come Titù giorno dopo giorno inizia a fidarsi dell’inusuale amica, portandola con sè in un mondo segreto e selvaggio, in un’avventura che cambierà per sempre la vita di entrambi.

Poesia allo stato puro, fatta di immagini, colori, suoni, rumori, sensazioni, sguardi, albe e tramonti, sorrisi e carezze, questo è La volpe e la Bambina, raro esempio di tatto e tecnica cinematografica. Jacquet, attraverso le stagioni che si danno il cambio, entrando nel magico e misterioso mondo della foresta, muove la macchina da presa con una sapienza magistrale, riuscendo nell’impresa di trasformare la natura intera, con tutte le creature che la popolano, in un enorme set coreografato alla perfezione. Si rimane sbalorditi dalla capacità di questo regista di riuscire a far ‘recitare’ gli animali, sempre al posto giusto nel momento giusto.
Girato tra le montagne dell’Ain e il Parco Nazionale dell’Abruzzo, La volpe e la Bambina ci porta Into the Wild, in quella natura che non conosciamo più, circondati come siamo da smog e cascate di cemento, riuscendo a miscelare location di ogni tipo, sempre contestualizzate, fotografate e riprese in maniera perfetta dal regista francese.
A raccontarci la storia la voce calda, quasi sensuale e un pò troppo ridondante di Ambra Angiolini, sicuramente meno fastidiosa e inadeguata di Fiorello ne La marcia dei Pinguini, mentre a rappresentare il mondo degli umani abbiamo una strepitosa undicenne, Bertille Noel-Bruneau.
Rossa e lentigginosa, dal sorriso coinvolgente e dagli occhioni sognanti, la piccola e intrepida Bertille buca letteralmente lo schermo, insinuandosi nel bosco, guidata dalla piccola Tatù, tra linci, lupi, orsi e affascinanti e al tempo stesso inquietanti grotte.
Dalla strepitosa ed emozionante alba dei titoli di coda passiamo ai corteggiamenti amorosi delle volpi al chiaro di luna, senza tralasciare le buie e anguste grotte e la foresta cupa e tenebrosa venata d’horror, in quello che è un vero e proprio ritratto d’autore.
Tutto questo Jaquet ce lo mostra parlando direttamente ai sentimenti dello spettatore, alle sue emozioni, utilizzando con maestria tutti i sensi, dal tatto all’olfatto, esagerando probabilmente forse troppo con la voce fuori campo, attraverso un vero e proprio omaggio alla natura, contemplata quasi con devozione, così incontrollabile, selvaggia e misteriosa, quanto semplicemente unica.

Magnifique!

Voto: 7,5

Autore

Articoli correlati