Goodbye Mr.Holland per il consiglio cinematografico di Dr.Apo!

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Per il CONSIGLIOTTO di Dr.Apo di questa settimana vi tiro fuori dalla mia videoteca un GIOIELLO del 1995, che all’epoca vidi anche al cinema, per poi rivederlo in vhs credo una VENTINA di volte, Goodbye Mr.Holland Opus!
Diretto da Stephen Herek e interpretato da un MAGNIFICO Richard Dreyfuss, che ottenne una nomination all’Oscar, letteralmente SCIPPATO da Nicolas Cage che lo vinse interpretando un UBRIACONE, la pellicola segue il filone del cinema sull’insegnamento, alla Attimo Fuggente per intenderci, ripresa dal titolo italiano, visto che il titolo originale è semplicemente Mr.Holland Opus, con l’allusione al classicissimo Goodbye Mr.Chips.
Sceneggiato OTTIMAMENTE da Patrick Sheane Duncan, il film non cerca di LIMITARSI al CLASSICO film sulla figura dell’insegnante che diventa MENTORE per i propri studenti, riuscendo invece a miscelare uno script biografico a una panoramica sugli ultimi 30 anni di storia americana, sociale e musicale, passando per un musical e a un dramma sulla vocazione artistica e musicale degli stessi protagonisti.

Il film narra della vita di Glenn Holland, promettente compositore costretto a fare l’insegnante di musica, per colpa del vile ma necessario denaro, in una scuola superiore per quasi tutta la vita.
L’insegnamento, inizialmente vissuto controvoglia come una sorta di rifugio provvisorio in attesa di tempi migliori, lo coinvolge sempre di più, fino a trasformare la sua frustrazione per le ambizioni artistiche sacrificate, in una vera e propria realizzazione esistenziale.
Dopo 30 anni di carriera passati tutti all’interno della stessa scuola, costretto alla pensione, Holland potrà guardare con orgoglio le quattro generazioni di studenti sulle quali è riuscito ad avere un’influenza capitale, attraverso una festa finale a sorpresa che finirà per ridargli tutte quelle soddisfazioni personali, a livello musicale, che per 30 anni aveva dovuto con rabbia sopprimere…
In tutto questo riescono ad entrare i problemi familiari di Holland, paradossalmente compositore padre di un bambino sordo, ben 30 anni di storia americana, dai rivoluzionari anni 60 al Rock’n Roll, dal Vietnam all’assassinio di Bob Kennedy, dalla morte di Lennon alla recessione economica degli anni 90, che costrinse il Governo americano a tagliare le spese per l’insegnamento, a scapito proprio delle materie artistiche, come la musica.
Dreyfuss è semplicemente STREPITOSO nell’interpretare un professore prima rigido, inflessibile e represso, un marito felice e un padre amorevole, per poi trasformarsi in un professore orgoglioso del proprio lavoro e dei propri studenti e un padre incapace di comprendere i problemi del figlio, diventato sordo proprio per colpa di una manifestazione musicale.
Il film riesce a cavalcare tutto questo in maniera abbastanza lineare, senza mai perdersi per strada o lasciare quesiti irrisolti, fino al finale struggente e commovente dove un Dreyfuss emozionatissimo per l’opera di tutta una vita finalmente realizzata, dai suoi stessi studenti, riesce a commuovere chiunque si trovi di fronte allo schermo, che sia tv o cinema (io piango TUTTE le volte che arrivo alla fine!), concludendo così una vera e propria saga biografica in grandissimo stile.
Semplicemente imperdibile.

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