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Il Calcio vergogna si ferma…confessioni di un tifoso!

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Il mondo del calcio è sotto shock per l’inferno di fuoco scatenatosi ieri pomeriggio a Catania.
Una vera e propia guerriglia urbana, per una semplice partita di pallone, che oramai, almeno in Italia, sempre meno ha a che fare con il concetto di “sport”.
Il sottoscritto è un VERO tifoso, son stato abbonato in distinti sud per 7 anni, quindi vivo questo momento con fortissima amarezza.
Ho pianto e gioito per la mia Roma, mi ci sono incazzato, divertito, porterò per tutta la vita il ricordo di quell’indimenticabile 17 giugno del 2001, quando battendo il Parma per 3 goal ad 1, ci qualificammo Campioni d’Italia. Era il mio primo scudetto, l’avevo conquistato anche io sul campo. A fine match dovetti scendere sul prato dell’Olimpico e prendermi una zolla di campo, che ancora oggi, dopo quasi 6anni, è qui ad ammuffire sulla mia scrivania.
Ad un certo punto però l’amore per il pallone ha cominciato a scemare, ancora oggi sbraito e urlo tutte le domeniche, salto e mi agito, finisco i match più importanti senza voce, ma son quasi 2anni che non vado più allo stadio, preferisco vedermela a casa, sul mio comodo divano, dove gli unici urli che posso sentire sono i miei!
Lo stadio è una sorta di luogo a se dove TUTTI si sentono autorizzati a sfogare la loro rabbia, ed è inammissibile.
In 7 anni troppo cariche della polizia ho preso, quanti lacrimogeni ho dobuto respirare (co tutto er trucco che me se squagliava!) quanti croci celtiche ho dovuto guardare con disgusto, quanti “bu bu bu” a calciatori di colore ho dovuto ascoltare con profonda vervogna.
Ad un certo punto ho così detto BASTA…ne valeva DAVVERO la pena?!? No, non ne valeva.
Il calcio in Italia è una sorta di ISTITUZIONE, non si parla d’altro, è sulla bocca di tutti, tutti si sentono autorizzati a parlarne, siam 52milioni di commissari tecnici.
Ed oggi per la prima volta nella sua storia si è FERMATO A TEMPO INDETERMINATO, dopo la morte avvenuta ieri di un giovane poliziotto, reo di essersi trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Credo si sia toccato obiettivamente il fondo. La legge Pancalli è miseramente fallita, negli stadi entra di TUTTO, c’è bisogno di una NUOVA legge che riporti un briciolo di CIVILTA’, una legge dura, senza censure, che ti chiude in cella se lanci anche solo una caccola dagli spalti, senza se e senza ma. Sta crescendo una generazione di tifosi di una violenza inaudita, 16enni che vanno allo stadio con il volto coperto, il casco in testa e le mazze per picchiare. Li ho visti io con i miei occhi, così come ho visto famiglie scappare, nonni con i nipotini sotto braccio fuggire impauriti, centinaia di agenti in formazione pronti a manganellare CHIUNQUE gli passasse semplicemente sotto tito.
Non è stata la 1° volta che uno stadio si è trasformato in un campo di guerra, avviene almeno una volta al mese, solo che questa volta c’è scappato il morto.
Ed ora li tutti ad interrogarsi, ipocriti come non mai, schifati da tanta violenza, come se loro non lo sapessero, come se loro dalle tribune d’onore dove siedono non vedessero le cariche della polizia nelle curve, come se qualcosa prima non si potesse fare.
Bisongava aspettare il morto, ed il morto lo abbiamo ottenuto.
Ora ci si ferma, per dare un segnale forte, ma per quanto tempo? E come si può ripartire, in che modo, con quale spirito, con quali annunci?
Il calcio di oggi è semplicemente finito. Quest’estate lo abbiamo scoperto corrotto e taroccato, abbiamo lavato la vergogna con il mondiale, ora lo ritroviamo addirittura sporco di sangue.
Io da tifoso dico basta, basta pene ridicole, basta superingaggi, basta processi dopo le partite, basta a questo pallone che rotola in un mare di merda, per essere poi ripulito con banconote da 100euro.
Non se ne può obietivamente più…era lo sport più bello e appassionante del mondo, che torni ad essere sport prima di tutto, se no che resti anche in cantina a marcire, del calcio di oggi nessuno ne sente più il bisogno!

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