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Coming Out Day – dichiaratevi OMOSESSUALI – forza e coraggio

Domani, giovedì 11 ottobre, si celebra in tutto il mondo il XXIV Coming Out Day. Un giorno per riflettere sull’importanza del “coming out”, un giorno per prender coraggio e gettare in terra la maschera che tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo indossato. Perché ‘celebrare’ questo giorno con 12 ore di anticipo qui su Spetteguless? Semplice. Perché c’è ancora una notte per pensarci, per ‘pianificare’, per farsi un esame di coscienza. Per prendere forza e coraggio, ed urlare al mondo ‘sono gay’. Perché checché se ne dica l’accettazione è tutto, personale ed altrui, e mai come domani quella tanto attesa sensazione di libertà potrebbe esser finalmente vostra. Un giorno tutto questo NON sarà più necessario. Anzi, probabilmente sarà ridicolo. Ma per arrivare a quel giorno, al giorno in cui eterosessualità ed omosessualità saranno REALMENTE uguali, dobbiamo continuare a lottare, ad esporci, dichiararci, e far sapere a parenti, amici, vicini e genitori, che anche loro conoscono e vogliono BENE ad un gay. Automaticamente cadrebbero cliché e leggende metropolitane. Automaticamente diventeremmo tutti uguali. Realmente tutti uguali. Ma ci vuole tempo e coraggio, per arrivare a quel giorno.
Ecco perché dopo il saltino troverete la storia del MIO coming out.
I lettori più fedeli ricorderanno la rubrica MY LIFE, andata avanti per 3 anni, divisa in puntate e incentrata sulla MIA vita.
Uno di quei capitoli riguardò proprio il MIO personalissimo coming out, inatteso e tutt’altro che pianificato.
Un coming out che ancora oggi, a distanza di 10 anni, nel suo piccolo mi inorgoglisce, e con la consapevolezza che SI’, ha contribuito a cambiarmi la vita.
Tanto da riproporvelo, nel caso in cui potesse essere utile.
Quindi buona lettura, buona serata, e buon Coming Out Day a tutti.

Dagli enti agli enta: benvenuto trauma

Dagli enti agli enta.
Un trauma.
Il giorno del mio compleanno è da sempre uno shock.
Ma dai è un cliché?
E sticazzi, sarà pure un cliché ma è maledettamente vero.
A me il 20 gennaio rode SEMPRE il culo.
Oggi, giorno del passaggio dagli enti agli enta, ancor di più.
Perché c’è uno scalino generazionale da dover superare, salutando definitivamente la lunga giovane età per iniziare a dare il benvenuto ad una fase più ‘adulta’, che pian pianino mi porterà per mano verso gli ‘anta’, ultimo trauma prima della morte. A meno che uno non voglia arrivare agli ‘ento’, ma sai che rottura di palle, almeno che tu non sia Iva Zanicchi.
30 anni e iniziare a guardarsi intorno, dietro le spalle, e un minimo davanti.
Per ritrovarsi cosa tra le mani?
E’ da questa mattina che la domanda mi frulla nella testa.
30 anni di vita. Tanti, quelli della reale adolescenza, letteralmente buttati nel cesso. Gli anni della non accettazione sessuale, della timidezza sfacciata, della scarsa socialità, gli anni dell’odiato liceo, fino all’arrivo dell’Università, con cui ha coinciso una vera e propria rinascita.
Da quel momento in poi posso dire di aver iniziato a ‘vivere’, realmente, concretamente, continuando però a rimpiangere il tempo perduto in passato. Quello magico, irresponsabile, spensierato ed irripetibile dei 15 anni, dei 16 anni, dei 18 anni, da me mai davvero ‘goduti’ appieno. Probabilmente è anche per questo motivo che questi benedetti 30 anni ‘non me li sento’. Perché almeno 5 li ho davvero cestinati, non vissuti e/o sopportati, più che cavalcati. E invece eccomi qui, oggi, 30enne, a Milano, a casa ‘mia’, e con il mio fidanzato. Pigro, come sempre, lento nel fare le cose, tendenzialmente portato a ‘cullarmi’ su ciò che ho, e tralasciando ciò che potrei avere, ma innegabilmente felice. Perché nel mio piccolo ho raggiunto alcuni di quei traguardi che in molti faticano a trovare in una vita intera.
L’amore, quello a cui non avevo mai creduto fino a quando non ho incrociato il suo sorriso e i suoi occhi, a bordo piscina; una casa tutta ‘nostra’, da vivere nella sua straordinaria e normale quotidianità, in una città, Milano, che è sempre più un piacere da scoprire; un lavoro sicuramente poco sicuro, perché figlio dell’eterno precariato, ma tendenzialmente appagante ed economicamente moderatamente soddisfacente; una salute che facciamo corna ancora regge; un blog che continua a darmi tante soddisfazioni; e un branco di persone a cui spero di mancare, non dico sempre ma almeno ogni tanto. Perché 30 anni non sono tanti ma non sono neanche pochi, non sono la fine del mondo ma neanche l’inizio di chissà quale nuova Era. Sono solo un passaggio ‘traumatico’, a cui dare il giusto peso, per iniziare a tirare le prime somme di un’esistenza che mi auguro possa riservare ancora mille altre sorprese.
Nell’attesa, mi godo forse per la prima volta quello che ho tra le mani, che non è affatto poco. Per questo, oggi, 20 gennaio 2012, sorrido. 


Appunti sparsi milanesi

- odio i bocconiani con la scopa nel culo… ma gliela danno in dotazione a retta pagata?
– sfatiamo il mito che a Milano hanno tutti una marcia in più. Su cassieri e baristi non c’è partita, qui DORMONO.
– fa caldo e c’è il sole da 4 giorni. Roba da non crederci…
– A.A.A. che qualcuno porti un CORNETTARO all’ombra della Madunnina. Non si trovano cornetti DECENTI neanche a pagarli oro. Non parliamo poi della pizza al taglio…
– W i mezzi pubblici di Milano
– W le biciclette di Milano
– vedere il faccione photoshoppato di Letizia Moratti ogni 3 metri è da orticaria lancinante.
– sbaglio o son diminuiti i finocchi? 10 anni fa erano MOOOOLTI di più. O forse ora si mimetizzano meglio…
– dopo aver fatto per anni l’aperitivo ‘alla milanese’ a Roma, devo ammettere che non c’è partita. Ad aperitivi noi romani siamo ancora all’era giurassica.
– Ma del cappuccino a un euro e 30 vogliamo parlarne? A ladri maledetti.
- Ma i cinema, dove sono? E soprattutto, quanti sono? Cazzo ne ho visti pochissimi…
- esiste un’altra città che non sia Roma dove parcheggiare è praticamente impossibile? Sì, Milano. PIU’ di Roma.
- amo il fatto che sia fottutamente ‘concentrata’.
- e’ vivibile.
- Potrei abituarmici.
- Mi ci abituerò.


My Life… a Keaton me l’hai consumato, e che cazzo basta! – Season 3 – PRIMA PUNTATA


Nelle puntate precedenti

Inverno 2006

Una vita fatta di incontri, caffè, aperitivi, sms d’attesa quando vi siete salutati, occhiatacce all’orologio, finti sms arrivati per svignarsela ed ovviamente inciuci, più o meno duraturi come lo scoccare di due dita. Chatto da qualche giorno, su messanger, con un ragazzo apparentemente carino.
Ci siamo conosciuti in rete, su qualche profilo gayo, ci siamo scambiati il contatto msn e da lì abbiamo iniziato a chiacchierare. Consapevoli che il chiacchiericcio internettiano non può durare all’infinito, se no ciao bello, ci imponiamo un incontro live, senza troppe pretese o possibili complicazioni: un caffè in pieno centro.
I giorni passano ma l’appuntamento tarda ad arrivare, visto che il sottoscritto è bloccato da un ostacolo teoricamente secondario. Il ragazzo in questione, infatti, è di destra!
Un finocchio di destra, ovvero la SPECIE che più detesto e mal digerisco al mondo.
Tra l’altro, questo NON SOLO è un elettore, ma addirittura un ATTIVISTA politico, interno ai giovani di Alleanza Nazionale.
Scherzando e ridendo, PROMETTE che non finiremo per parlare di politica, che possiamo tranquillamente evitare l’argomento, ridendoci su e bevendoci questo cazzo di caffè.
Mi convinco che ha ragione
Te pare Federì che sei così mentalmente limitato da non poter conoscere un frocio fascista??????
E’èèèèèèèèèèèè, te pare!
Che appuntamento sia…
Lascio scegliere il luogo d’incontro direttamente a lui. Opta per la Galleria Colonna, fottutamente turistica. Sfigato, sei proprio de destra. Nooooo, Federico smettila! Non pensare alla politica! Lavora qui vicino, l’ha scelto per questo motivo, semplice. Ok, vocina dei miei coglioni, hai ragione te, hai ragione te, no politica, no politica.
Lo vedo. Mi sorride da lontano. Si fa largo tra la folla. E’ in giacca e cravatta. Fa decisamente la sua porca figura il ragazzo. Bravo Federico, hai fatto proprio bene ad accettare l’invito! Grazie vocina…
Ci sediamo al tavolo, convenevoli di 2 minuti, arriva il cameriere, che a quanto pare lo conosce bene.
“Ooooooooh, ma chi si rivede! Allora? Siete pronti a ribastonarli sti comunisti! Li fate neri alle elezioni… altro che sondaggi!”.
Federico calma, calma… ehmmmmmmmmm, ehmmmmmmmm, pensa ad altro pensa ad altro…
“Eheh speriamo, speriamo davvero… comunque stai attento visto che lui è proprio comunista”, dice ridendo, indicandomi
Cazzo te ridi, mi chiedo io, mbecille.
“Ah allora scusatemi, ritiro tutto. Anche se obiettivamente dovrete prepararvi… perderete!”. E ride pure lui, dandomi una pacca sulla spalla.
Aritoccame e te lo ficco al culo quel braccio.
“Per me un thè caldo, grazie”. Sorriso maggico, taglio alla conversazione, sibilando uno “te la scordi la mancia, stronzo….”.
“Ok, e per te? Il solito? Ok, arrivo subito…”.
Si leva dalle palle, torniamo ad essere soli, nel bel mezzo della Galleria Colonna, tra Guess e Feltrinelli… che primo incontro sfigato.
“Perdonalo, mi vede qui praticamente ogni giorno, prende troppa confidenza”.
“Ah no, ma ti pare, non c’è problema”.
“Anche perchè tanto non è che abbia detto fregnacce… perderete, lo sai anche tu!”. E ride..
“Se lo dici tu… ma non avevamo detto che non avremmo parlato di politica?”.
“Vero, vero, hai ragione, non parliamo di politica”.
Tempo 3 minuti 3, fatti di cazzate e di vaghe chiacchiere, torniamo ovviamente a parlarne.
Come una pentola a pressione, infatti, sbotto, proprio non ce la faccio, esplodo, DEVO chiederglielo!
“Ma si ti giuro, tu cosa avresti fatto?”.
“Io? Bah oddio, …. vedi… senti… ma mi vuoi spiegare come cazzo fai ad essere gay e votare AN??????”.
Fu il primo passo per l’apoteosi. La Galleria Colonna TREMO’ dinanzi alle nostre urla, andate avanti per ben un’ora.
“Perchè che c’è di strano?”.
“Che c’è di strano? Voti un partito che nasce dall’MSI, voti un leader che disse no agli insegnanti gay, voti politici come STORACE, voti persone a cui fai SCHIFO in quanto omosessuale, e mi chiedi che c’è di strano?”.
“Certo, perchè come puoi ben vedere io non sono frocio, non sono una checca, sono un gay diverso”.
“Un gay diverso???? Tesoro ti piace il cazzo, punto”.
La frase mi uscì automaticamente dalla bocca. La dissi talmente ad alta voce che una vecchia accanto a noi si girò di scatto, fulminandomi con lo sguardo.
“Sì ma essere gay non è solo questo. E’ anche una condizione di vita. Anche a me le checche fanno schifo. Di me non lo sa nessuno. Tutti pensano che mi piacciano le donne, nessuno osa immaginare…”.
“E te ne vanti pure? Sei un gay fascista represso…”.
“Ma quale represso… se fossi represso non sarei qui con te”.
“Ok, allora perchè sei qui con me? Sentiamo…”.
“Bè per conoscerci, sembri un tipo interessante, anche se voti il mortadella. Potremmo divertirci…”.
“Divertirci? Tipo… andare al Luna Park o tipo fare sesso?”.
La vecchia vicino a noi intanto stava a prende appunti…
“Tipo fare sesso al Luna Park”. E ride… però che bei denti che ha… ok dai Fede, basta politica, è carino, è solo e soltanto SESSO… smettila! Vedi il lato positivo… ti inculerai un fascio!
Dopo 5minuti5… come non detto… è lui a riattaccare… “sai chi mi ricorda il tuo sorriso? Berlusconi…”.
Per poco non mi strozzo con il thè…Stai scherzando spero…”.
“No davvero… ma te lo dico come complimento sa… io lo venero, è il mio mito!”.
Lui lo venera, è il suo mito, non je la posso fa… io non je la posso fa!
“Tu veneri Berlusconi? L’uomo che sta rovinando l’Italia? Il pluri imputato che si salva il culo a suon di Leggi ad Personam? Il conflitto d’interessi fatto uomo? Tu lo veneri?!??”
“Sì… meglio del mortadella sicuro! Quello si è fatto da solo…”.
Riapriti cielo. Passammo i restanti 30 minuti a parlare di COSA avesse fatto il Governo Berlusconi nei 5 anni passati e di cose si fosse “fatto da solo”. Per lui era TUTTO oro. Quel sorriso che prima mi era addirittura piaciuto lo stavo ODIANDO, da spaccarglielo con il bastone della vecchia accanto, ormai comoda con plaid e borsa dell’acqua calda nell’ascoltare il nostro primo incontro.
La sedia era ormai arroventata, non riuscivo a stare fermo, i minuti scorrevano, lui continuava a sparare FOLLIE sulla GIUSTA condizione dell’omosessualità, giustificando così la sua appartenenza politica, fino a quando non je la feci più e mi alzai.
“Ok, basta così. Davvero, mi sto innervosendo, colpa mia ovviamente, ma non ce la faccio più, è un’ora che discutiamo su tutto, me sta a venì l’ulcera, io andrei”.
“Ma no, aspetta, andiamo via insieme”.
Non mi molla. Ormai lo odio. Paghiamo il conto, usciamo dalla Galleria, mi accompagna al motorino, parte all’attacco.
“Bè ora che facciamo?”.
“Che facciamo? Io vado a cercare un ansiolitico, te fai quello che ti pare”.
Ce l’ho io a casa l’ansiolitico… vieni da me”.
“No guarda, davvero… non mi sembra il caso”.
“Dai scemo… politicamente la penseremo diversamente ma non vedo perchè non possiamo divertirci un po’. Non faremmo nulla di male…”.
Bivio! Sano sesso con un bel ragazzo che in realtà strozzerei mentre è a pecora o pippa triste e solitaria mantenendo però linda e pinta la mia coscienza? Guarda che sorriso, che denti bianchi… e che mani curate… “lo venero… odio le cheche… è il mio mitooooo”.
“Allora? Ansiolitico da me?”.

“……….. no, davvero… meglio di no… ci fossimo incontrati in altri contesti pure pure, sei davvero molto carino ma dopo quest’ultima ora non mi si drizzerebbe neanche con un’iniezione di viagra sull’uccello! E perdonami il francesismo… Salutiamoci qui dai…”.
“Incredibile…”.
“Incredibile cosa?”.
“Non mi era mai capitato di ricevere un rifiuto sessuale per motivi politici…”.
“E lo so… neanche a me… e ho fatto sesso anche con un laziale! Pensa quanto poi esse fastidioso…”.
Ride… (che sorrisino)… “ok dai, buona serata… però è stato un bel match, mi hai tenuto testa”.
“Casomai è il contrario… sei tu che hai tenuto testa a me!”.
Ariride… (che sorrisinooooooo)… Si ma ricordati queste parole… alle politiche vi facciamo il culo!”.
“Sese… aspetta e spera… ” . Mo lo investo cor motorino.
Alle politiche il culo je lo facemmo noi (per una manciata di voti), mentre io, di culi, quella sera non ne vidi neanche uno, per colpa di un ideale, di una ristrettezza mentale, di un’incapacità a gestire le emozioni e di paraocchi incollati a doppia mandata. Per colpa anche di lui, Silvio Berlusconi.
E c’è gente che ancora si chiede perchè lo odii così tanto…

To Be Continued…

My Life… a Keaton me l’hai consumato, e che cazzo basta! – Season 3 – COMING SOON!

Due stagioni, 14 puntate, migliaia di commenti, momenti di vita vera, vissuta, sofferta, presa per il culo, da spiattellare al mondo intero, senza pudore o vergogna.
Eravamo rimasti ad una ‘marchetta feticista’, tra salti temporali e clamorose confessioni, passando per una clamorosa storia d’amore, durata 11 mesi e finita malissimo, all’ombra del Duce. Quello stesso Duce ammirato ed amato da lui, il frocio represso di Alleanza Nazionale, incontrato in un freddo ed uggioso pomeriggio di Dicembre, davanti ad un indigesto thè bollente, per poco non finito sulla sua spocchiosa ma decisamente intrigante faccia.
Io, borghese, radical chic, anticlericale, sinistroide a tratti estremista, lui, fascio, di destra, iscritto ad Alleanza Nazionale, interno al partito, represso, ma con una gran voja di cazzo che per poco se lo magnava!
Come sarà finito l’incontro/scontro? Avrò ceduto al fascino, fregandomene dell’appartenenza politica, o avrò detto no ad un probabile signor culo, in nome di un ideale e di quella tanto massacrata politica, cercando di non dimenticare la coerenza?
Lo saprete solo qui, su Spetteguless, presto, prestissimo, con la 3° stagione di… My Life… a Keaton me l’hai consumato, e che cazzo basta!

ULTIMA puntata per My Life… A Keaton m’hai rotto er cazzo co sta pippa, volemo passà ad artro?

Nelle Puntate Precedenti…

20 gennaio 1982

Vedo una luce, sento delle urla, mi tirano, mi strattonano, in poche parole me stanno a rompe er cazzo, visto che io stavo tanto bene lì dentro. Da fuori sento di tutto. Un uomo urla SPINGA, SIGNORA SPINGA!, una donna grida come una matta, un altro uomo si fa sentire con un VEDO LA TESTA AMORE, VEDO LA TESTAAAA!, fino a quando uno stronzo non mi prende a pizze sulle chiappe, osandomi toccare!
Signora è un bel maschietto…
Un signor maschietto vorrà dire, guardi che pisello! E’ si, ha preso tutto dal papà
…, dice orgoglioso l’uomo che vedeva la testa…
Basta che non ti copia il naso amò… dice sorridendo affaticata la donna che urlava…
Ma no, guarda che nasino adorabile che ha… e guarda che piedi e che caviglie!
Davvero? Son belli?
Sì tesò… sai come rosica ora la sorella, con quei tronchi che si ritrova! Fantastici… sono i tuoi, roba da farci i soldi da grande!
Ma che dici… ma che pensi mai…
E allora no… questo te lo faccio diventà un titolare della Juventus!
Sì come no…
E allora vedrai un giorno se non avevo ragione… ricordati cosa ti ho detto oggi: nasino, piedi d’oro, calciatore! Io non sbaglio mai…

23 anni dopo…

Finalmente è finita. La 4 giorni di DELIRIO romano si è conclusa. Il mio ritorno a Roma per il concerto di Madonna è stato a dir poco traumatico. Dopo 11 mesi ho ROTTO con il mio ragazzo, dopo una nottata da raccontare ai nipotini, tra inganni, tranelli, profili falsi e ingenuità varie. Scazzato dal tutto, mi son scatenato il giorno dopo con 3 ragazzi diversi, facendoci sesso, cotto e mangiato. L’ultimo di questi, un cubano della Madonna, mi ha lasciato un SEGNO a dir poco evidente sul labbro.
Preso dalla foga me l’ha letteralmente MORSO, tagliandomelo di netto.
Lì per lì do poca importanza alla cosa. Non dormo da 4 giorni, ho sulle spalle un concerto distruttivo, 2 serate in discoteca, una rottura sentimentale traumatica ed una giornata di sesso sfrenato. Sto a tocchi. Riprendo il traghetto per la mia Sardegna, dove mi aspettano gli amici, che avevo momentaneamente mollato per pochi giorni. Appena sbarcato corro subito a casa, mi metto il costume e mi fiondo in spiaggia! Sto troppo GIU’… devo vedere i miei amici!
Il labbro è sempre spaccato. Un tagliuzzo apparentemente insignificante domina la parte posteriore. Senza minimamente immaginare le possibili conseguenze, mi sparo subito un intero pomeriggio di sole, ovviamente senza precauzioni di nessun tipo, visto che son già nerissimo!
Il sole cala, la spiaggia si svuota, il mare diventa un’infinita tavola. Sono le 8 di sera. Questa è l’ora più bella. L’ora in cui comincio a star male.
Mi gira la testa, ho poche forze, una fottuta spossatezza si impossessa improvvisamente di me. Saluto tutti, prendo la macchina e corro a casa. Sto gelando, ho i brividi, sudo freddo. Piombo in casa senza dire una parola, i miei apparecchiano in veranda, corro in bagna, e lo vedo… il mio labbro sta MUTANDO!
Da quell’innocuo e semplice taglietto, dopo 4 ore di sole, sta nascendo una vera e propria CREATURA fantascientifica! Un vero e proprio ALIEN mi pulsa sul viso! E’ viola, è verde, è giallo, è azzurro, è un cazzo di arcobaleno che cambia colore in base all’angolazione!
Corro da mia madre spaventatissimo, barcollando in corridoio… amore è un herpes… viene con lo stress… ti sei stressato questi giorni? Noooooooooo, che dici! Son stati 4 giorni così tranquilli! Un herpes… il primo herpes della mia vita… cubano di merda!
Mi infilo immediatamente sotto le coperte, la temperatura corporea segna 37,5, sono bianco come un cencio, tempo 5 minuti e CROLLO, senza sapere che la mattina seguente il tutto avrebbe assunto contorni DRAMMATICI!
Sono le 8 di mattina. Sto a tocchi. Mi fanno male tutti i muscoli del corpo. Sento la bocca strana. C’è qualcosa che non va. Ho un mal di gola pazzesco, non riesco a deglutire nemmeno la mia saliva. Mi alzo, arrivo non so come in bagno, accendo la luce… e MI vedo.
L’Herpes è diventato qualcosa di IMPENSABILE. Si è allargato a tutta la bocca. Ho la lingua che mi brucia da morire, con le dita delle mani che si sono clamorosamente gonfiate. Il mio vizio di mangiarmi le unghie me la sta facendo pagare. L’herpes ha contagiato anche loro! Ho i polpastrelli gonfi e VIOLA.
Paro uscito da un film di David Cronenberg ma SONO VERO, non c’è nessun Make-Up!
Il termometro segna 42. Letteralmente TERRORIZZATO costringo i miei a portarmi al Pronto Soccorso di Olbia.
Qui, dopo un’ora di fila, la cogliona di turno mi guarda e mi fa… BE’ CHE DIRE… E’ PALESEMENTE UN HERPES!
Ma va?!? Ma me cojoni! Ma pure na laurea t’hanno dato li mortacci tua?!? E’ un herpes?!? Questo ERA un herpes, ora è mutato ed è diventato un MOSTRO che mi sta MANGIANDO e trasformando in qualcosa di INUMANO! Cazzo non mi vedi?!? Ho la lingua fucsia, le labbra nere e le dita viola… so un quadro vivente di Pop Art! A quel punto COSTRINGO la diretta interessata a farmi delle analisi del sangue.
Vengo imbottito di antibiotici e rimandato a casa.
Un agosto da incubo. Fanno 40° all’ombra, sto in Sardegna, e sto passando la mia estate a MORIRE nel mio letto, ricoperto de NUN SE SA COSA.
10 giorni. 10 giorni senza praticamente mangiare. 10 giorni con a malapena l’acqua. 10 giorni senza riuscire a deglutire quasi nulla. 10 giorni di BOLLE misteriose. 10 giorni a maledire me e quel bastardo DESTINO, che probabilmente me la stava FACENDO pagare. 10 giorni da SOLO, a casa, con i miei amici a divertirsi in spiaggia ed i miei a fare giustamente altrettanto.
Gli antibiotici mi rimettono al mondo, pian piano passa tutto, facendomi tornare nella normalità subito dopo ferragosto. Le analisi del sangue non rivelano nulla di particolare. Il MISTERO dell’Herpes IMPAZZITO è così ancora oggi STORIA nel nord della Sardegna. Ci sono nonni che raccontano ai nipotini froci davanti al caminetto la STORIA DI QUEL ROMANO CHE SCOPO’ UN CUBANO, TRASFORMANDOSI IN UNO ZOMBIE… cercando di convincerli così a tornare NORMALI. Storie ingigantite, leggende metropolitane. C’è chi racconta che sputassi sangue, chi come mi fosse caduto il pisello, chi come avessi fatto in realtà una pompa ad un alieno. Menzogne colorite, per un agosto a dir poco indimenticabile, segnato da un herpes STORICO. Anche se diciamocelo… la storia del pisello alieno PO ESSE PURE VERA… mai più visto un cazzo simile! Cubano maledetto

2 anni prima…

E parliamone…
Oddio Federì… ma che cazzo stai a dì?!? Cioè davvero vuoi VENDERE i tuoi piedi ad uno sconosciuto? Ma non hai bisogno di soldi, non ti mancano, non ti servono… e allora perchè lo vuoi fare? Per provare… per provare il “brivido” dell’escort! Il brivido dell’escort? Ma te mica sei normale! Senti vocina dei miei cojoni hai rotto er cazzo… me sto a fa du palle co sta Antropologia de merda, fanno 40° all’ombra, tutti i miei amici stanno al mare… così me svago un po’! E te devi svagà facendote leccà i piedi li mortacci tua? Ma vatte a magnà un gelato e lecca quello, svagate al parco con una corsetta, ma non co sto matto! Aaaaaaaaaaaaah che palle, moralista del cazzo… dai poi sarebbe no schiaffo alla miseria dì de no… eddai su, 70 euro per 45 minuti, sai quanti ragazzini in Africa ce camperebbero?!? Aaaaaaah, mo la buttamo sul patetico quindi… ma no, è la verità però! Ma chi li guadagna al giorno d’oggi 70 euro in meno di un’ora, e tutto a nero!
Ma te stai a sentì? Sei ridicolo, la stai a buttà sulla finanza!… e te sei la vocina dei miei cojoni, quindi taci, perchè ho già deciso!
Je dico sì… nnamose a fa leccà sti piedi!
Allora? Che ne dici? Ci stai? Abitiamo pure vicini…
Ok, ci sto… facciamo sta pazzia!
E così fu. Ormai non potevo più tornare indietro. Letteralmente IMPAZZITO, mollai l’esame di Antropologia per “andare a vendere” PARTE del mio CORPO ad un perfetto sconosciuto.
Oddio… e se è un pazzo? E se questo me ammazza?!? Troppo tardi per pensarci… sono sotto casa sua! Le richieste del MATTO son state poche ma semplici… ha PRETESO che io arrivassi a destinazione SENZA calzini e con le scarpe da ginnastica più PUZZOLENTI che avessi!
Folle, questo è un cazzo di folle. E allora perchè sono qui? Fa un caldo FOTTUTO. Dentro le mie scarpe da jogging se sta a formà direttamente un MICROCOSMO. Non stanno a sudà. Nono, se stanno direttamente a SQUAIA’! Ma lui così ha chiesto… più ODORANO e più si eccita. Valli a capì sti feticisti…
Arriva l’ora dell’appuntamento. Non lo vedo. Oddio magari c’ha ripensato? Nnamo mejo così, che cazzata che stavi a fà Federì! Ma squilla il telefono. E’ lui. Sta arrivando. E’ in leggero ritardo. Porca puttana e ORA? Che faccio? Eccolo… lo vedo, mi saluta, si presenta. 30 anni circa, sopra il metro e 80, belle spalle, fisico discreto, non è il mio tipo ma sicuramente non è un mostro. Piacerebbe a molti dei miei amici. Lui è tranquillissimo. Ci avviamo verso casa sua. Prendiamo l’ascensore, apre la porta, la chiude dietro di sè, sono nella tana del lupo!
Eccolo là… mo me dà na portacenerata de cristallo sulla tempia e me fa a pezzi! Vede e percepisce la mia agitazione. Mi offre da bere. Mi fa vedere la BELLISSIMA casa, portandomi così in camera da letto.
Mi spiega COSA ACCADRA’ a breve. Io devo stare semplicemente sdraiato, in mutande, sopra il letto. Stop. Lui invece andrà a piazzarsi nudo ai piedi del letto, in ginocchio, a GODERE dei miei piedi. Niente baci, niente toccate in altri posti. Tutto qui?
Tutto qui.
Tipo MIGNOTTA AD ORE mi piazza un orologio sul comodino, in modo da poter controllare i 45 minuti CONCORDATI, sistemando la radio su Rds.
La situazione è a dir poco PARADOSSALE. Mi aspetto che da un momento all’altro escano Ciprì e Maresco urlando STOOOOOOOOP, ma aimè non esce nessuno.
Braccia dietro la testa mi preparo alla prima STORICA e indimenticabile LECCATA.
Lui è mostruosamente su di giri. Si avvicina al mio piede destro. Lo annusa come potrebbe fare un cane da tartufo dinanzi al suo tesoro. Fino al momento in cui tira fuori la lingua, che viene a contatto con la mia piante del piede.
E qui accadde l’imprevisto.
Un brivido lungo la schiena mi attraversa tutto, facendo partire di SCATTO il piede stesso, che piazza direttamente il mio pollice sul suo occhio sinistro! Un vero e proprio CALCIO nell’occhio!
Oddio che cazzo ho fatto… l’ho cecato?!? Eccolo là, questo mo me lega e me fa a pezzetti!
Dolorante ed incazzato si alza di scatto, mostrando un eccitazione NON indifferente, correndo in bagno a controllare l’occhio.
Io son lì come uno stronzo sul suo letto, senza sapere cosa fare!
Tempo 2 minuti e torna in camera, ridendo come un pazzo. A quanto pare non gli era mai capitata una situazione simile, cosa che l’ha eccitato ancor di più.
Ok questo è totalmente sciroccato!
Torniamo così ai miei piedi. Tenendomeli questa volta ben stretti con le mani, riprende con CALMA a lavorarci sopra, facendomi alla fine abituare al tutto.
Sensazioni? Sinceramente… nessuna!
A me la cosa più che eccità fa ride… peccato che 40 minuti non passano MAI! Lui sta lì a leccarmi i piedi come un ossesso, mentre io… ripeto a mente l’esame di ANTROPOLOGIA!
Le lancette dell’orologio corrono, io sto li a guardarmi il soffitto, ascolto RDS, mi godo l’aria condizionata, un pò de umido ai piedi e ripeto tra me e me la fantastica storia di Malinowski, fino a quando non SCATTA l’ora X.
Il tempo è SCADUTO!
Libidinoso ed eccitatissimo, mi chiede gentilmente se posso concedergli altri 15 minuti, pagandomi un extra di 30 euro, perchè INNAMORATO dei miei piedi. E qui, già SCHIFATO di quello che stavo facendo, ho finalmente utilizzato la frase che da una VITA sognavo un giorno di pronunciare, ovvero… DAI NON TI PREOCCUPARE, QUESTI SONO OMAGGIO!
Roba che Julia Roberts me fa na pippa…
Finito il SUO lavoro mi rivesto, con lui che addirittura mi ringrazia!
Prende il portafoglio, mi sento STRANISSIMO nell’accettare soldi simili, ma ormai ci sono… e così li prendo! D’altronde Federì… pensa ai bambini in Africa!
Il caldo afoso di Roma mi riavvolge una volta tornato in strada.
Mi sento sporco, appiccicoso, devo assolutamente tornare a casa a lavarmi.
Mi sparo una doccia di mezz’ora, mi lavo i piedi praticamente con la VARECHINA, tempo 10 minuti e mi arriva un suo sms, dove si augura di poterlo RIFARE in futuro. Ovviamente MAI è ricapitato. Follie di un pomeriggio d’estate! Volevo provare sta cazzo di ebrezza del GIGOLO’, se così si poteva chiamare la mia esperienza, l’ho provata… ora basta! Anche questa “esperienza” me la so tolta… segnata, archiviata, mai più da ripetere!
Tornai così a casa dalla mia Antropologia con la sicurezza di aver vissuto l’incontro più ASSURDO di tutta la mia vita, senza sapere che in futuro sarebbe arrivato il mitico CULO ROTTO e soprattutto lui… lo storico, delirante, surreale e litigioso appuntamento/aperitivo con un militante gay di… Alleanza Nazionale!

Fine Seconda Stagione!
To Be Continued….

Il PROMO della 7° e ULTIMA puntata di MY LIFE… A Keaton m’hai rotto er cazzo co sta pippa, volemo passà ad artro?


7 puntate con la prima stagione. 7 con la seconda.
L’abbiamo visto fare sesso la prima volta con una donna e con un uomo, l’abbiamo visto fare coming out con i propri genitori, l’abbiamo visto andare a conoscere le froce meneghine, l’abbiamo visto in vacanza e a Roma, la sua città, l’abbiamo visto in Spagna, allo Stadio per la prima volta con suo padre, abbiamo visto la sua laurea, i suoi 11 mesi di fidanzamento, il loro sviluppo e la loro clamorosa rottura, l’abbiamo accompagnato negli incontri al buio più folli ed impensabili, conoscendo l’ormai leggendario Culo Rotto, fino all’ultimo capitolo di questa 2° stagione della sua vita a cui non frega in realtà un cazzo a nessuno e al bivio finale dinanzi al quale ci aveva lasciato (?!?!)… pronto ad essere svelato, MERCOLEDI’, per l’ultima puntata della 2° stagione di…
MY LIFE… A Keaton m’hai rotto er cazzo co sta pippa, volemo passà ad artro?… solo qui, su Spetteguless!

6° e penultima puntata di MY LIFE… A Keaton m’hai rotto er cazzo co sta pippa, volemo passà ad artro? Season TWO!


NELLE PUNTATE PRECEDENTI!
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Dicembre 2005.

E’ finita. Dopo quasi 4 mesi di BUGIE è finita. Posso continuare a stare con un ragazzo che per oltre 100 giorni mi ha mentito sull’età, spacciandosi per un altro? Menzogne su menzogne, a fin di bene dice lui, ma sempre di menzogne stiamo parlando. Il ritorno a casa dall’agenzia di viaggio fu traumatico. Lui in silenzio, io impassibile, in cerca di quell’autocontrollo che a fatica stavo riuscendo a mantenere. Il rumore della pioggia che sbatte sul parabrezza è alienante. Il traffico di Roma non ci aiuta di certo a superare il momento. Io non voglio parlare, lui ha paura di farlo. Lo riaccompagno a casa, non spengo nemmeno la macchina…
Scendi…
Finisce qui, vero? Mi chiede con un filo di voce…
Si finisce qui.
E così scese. Ero avvelenato, mai avrei pensato che sarebbe finita così, in modo talmente brusco. Anche perchè non se lo meritava. Era un ragazzo dolcissimo, estremamente sensibile. Ma quella menzogna, quella terribile menzogna non potevo fargliela passare. E così me ne tornai a casa, con un macigno sullo stomaco. Un’ora prima ci eravamo visti per organizzare il nostro primo viaggio insieme, senza minimamente immaginare cosa sarebbe successo in quei terribili successivi 60 minuti.
Quella notte non dormii. Mi chiedevo se avessi fatto davvero la cosa giusta. Se davvero non potessi capirlo e perdonarlo. Se davvero cambiasse qualcosa nel nostro rapporto. D’altronde forse era davvero come aveva detto lui… cosa cambia ora che sai la mia vera età? Son sempre io!

Era davvero sempre lui? Questa domanda mi tormentò per giorni.

Ad aiutarmi nemmeno gli amici, quelli più stretti, ai quali chiesi consiglio. Loro, paradossalmente, erano tutti sulla stessa linea d’onda, LA SUA!
Fede si ti ha mentito, ma decisamente a fin di bene… d’altronde cosa vuoi che sia l’età? E’ pura forma… se ci sei stato insieme per oltre 3 mesi, e ci sei stato bene, perchè buttare tutto?!?
E fu così che dopo una settimana mi decisi.
Gli dissi che volevo parlargli, per un chiarimento. Volevo rivederlo e sentire l’effetto che mi avrebbe fatto.
L’appuntamento ovviamente su Ponte Milvio, su quel ponte che è stato parte integrante della nostra storia. Lì ci conoscemmo, lì ci scambiammo il nostro primo sorriso, lì dovevamo scoprire se riprendere per i capelli una storia che aveva vissuto una settimana thrilling o farla finita definitivamente.

Sono giorni ormai che non ci vediamo. Dentro di me mi sono convinto di averlo perdonato, fino a quando non lo vedo arrivare. Io sono seduto sul muretto, all’inizio del ponte. Lui viene dall’altra parte. Il solo rivederlo mi smuove tutto. Mi rigenera. Posso davvero perdonarlo? Probabilmente devo. Lui è nervoso, è serissimo, sicuramente non immagina minimamente quello che sta per succedere. Fino a quando un sorriso, quello splendido sorriso, non nasce sul suo viso.
Mi ha appena visto far comparire da dietro la schiena una rosa rossa. Quella rosa rossa da lui sognata ed agognata. Quella stessa rosa rossa che mai avrei pensato di regalare ad un uomo. Fino a quel pomeriggio di Dicembre. Gli ultimi metri che ci dividevano li percorre in lacrime. Lacrime di gioia questa volta. Gliela porgo, lui la prende, felicissimo, nemmeno fosse un trofeo…
Scusami…
Scusami tu…

E così ricominciammo da zero. Il viaggio per Londra comunque saltò, perchè in qualche modo dovevo fargliela “PAGARE”, senza rendermi conto che mai nulla sarebbe stato come prima, che qualcosa si era incrinato, fino alla rottura finale, che 8 mesi dopo avrebbe fatto finire quel qualcosa che sarebbe dovuto finire proprio quel freddo pomeriggio di Dicembre, ma che non ebbi le PALLE di troncare

8 mesi dopo, 6 agosto 2006.

Non posso crederci. E’ proprio lui. Il caldo è imbarazzante, Roma d’Agosto vive sotto una cappa d’umidità sconvolgente, eppure un brivido di freddo mi attraversa la schiena. Guardo al cielo, lui lentamente si avvicina, l’obelisco di Mussolini mi sovrasta in tutta la sua imponenza, dandomi l’impressione di crollarmi addosso. Ma è il mondo che mi sta crollando addosso, è la nostra storia, arrivata definitivamente al proprio capolinea.
Sorpreso di trovarmi qui? Aspettavi qualcun’altro?!?

Le forze cominciano a cedermi, lo stupore è talmente elevato da farmi barcollare. Un sorriso amaro, amarissimo si impossessa del mio viso.

E quindi eri tu? Sei sempre stato tu? A quale pro?
A quale pro? Per dimostrarmi quanto sei stronzo! Queste sono le prove del tuo TRADIMENTO!
Nel dirlo mi sventola un foglietto di carta, scritto a penna…
Leggi leggi…
Cosa sarebbe questo?

Leggi!

Lessi… erano i messaggi che mi ero scambiato con quel misterioso ragazzo su Gaydar, da lui trascritti.
E allora?
E allora?!? E allora eccole le prove… tu mi hai tradito ed eri pronto a farlo qui, questa sera, sotto l’obelisco!

G. cosa stai dicendo… cioè tu hai montato tutto questo circo, hai creato una pagina finta di Gaydar, rubando foto a chissà chi e riempendola di informazioni personali, per fottermi? E questo tu me lo chiami TRADIMENTO?!? Questa è una bastardata bella e buona… potevi a sto punto pagà un gigolò perchè ci provasse spudoratamente una sera al Village! E ti sei fatto tra l’altro pure una scheda telefonica nuova… ma chi cazzo sei, Lucifero?!?

Ah quindi ora sarei io lo stronzo?!? Cioè tu mi tradisci ed ora sarei io lo stronzo?!?
Ma dove e quando ti avrei tradito, ma la tua è una cazzo di ossessione! In questi giorni ci siamo anche visti, oggi pomeriggio abbiamo fatto l’amore, quando tu sapevi tutta questa merdata! Cioè non ho parole, come hai potuto guardarmi negli occhi, come hai potuto FINGERE di non sapere!

Tu non hai parole?!? TU?!? Chissà quante altre volte l’avrai fatto, chissà con quanti ti sarai divertito in Sardegna, chissà quante corna mi tocca portarmi dietro!

Ancora co sta storia?!? Ancora???? Dopo 11 mesi ancora non ti FIDI di me?!? Cristo la tua è una malattia…

E come potrei fidarmi di un bastardo simile, che accetta un invito alle 2 di notte sotto l’obelisco con un perfetto sconosciuto?!?
Ma se lo sai benissimo che è stato lui, ovvero TE, ad assillarmi per questo incontro! Sai benissimo che io gli avevo detto che ero fidanzato e che non mi interessava…

Si ma poi hai ceduto… gli hai dato il tuo numero di telefono, alla facciaccia di quel “CAGACAZZI” del tuo ragazzo!
E su questo hai ragione, HO SBAGLIATO, ma non ero venuto qui per “TRADIRTI”…
Bugiardo, maledetto bugiardo… Basta non possiamo andare avanti così, non posso più fidarmi di te…
E quindi, che vogliamo fare…
E quindi finiamola qui.
E qui si fregò con le sue stesse mani. Voleva mettermi alla prova. Voleva vedere la mia reazione, voleva probabilmente essere pregato perchè cambiasse idea, ma non accadde nulla di simile.
La nostra storia era finita al ritorno da Madrid, ed il primo a saperlo ero io. Solo che non sapevo come far finire il tutto, fino a quel momento. Così meschinamente presi la palla al balzo…
Ok, finiamola qui.
Come scusa?

Hai ragione te, finiamola qui. Così non possiamo più andare avanti…

Cioè tu non fai nulla per cercare di recuperare? Butti 11 mesi così, senza provarci nemmeno?!?

G. scusa… mi hai appena mollato ed ora ti metti a fare storie?!? Tu difficilmente me la perdoneresti, mai arriveresti a FIDARTI di me, mentre io mai potrei dimenticare una bastardata simile, che evidenzia ancora una volta, casomai ce ne fosse ancora bisogno, quanto tu sia infantile… quindi si, finiamola qui!

Sei proprio uno stronzo…

E così finì. Sotto l’obelisco del Duce, a poche ore dal concerto di Madonna, ad 11 mesi dal nostro primo incontro. Tentammo di rimanere ‘amici’. Ci sentimmo per telefono per altre 2 settimane circa, fino a quando una sera, improvvisamente ed inaspettatamente, lui mi chiamò.

Mi riempì di insulti, maledisse il giorno in cui mi aveva incontrato, augurandomi tutti i mali possibili immaginabili. Da allora non ci siamo mai più parlati nè salutati. E’ capitato di incrociarci, in giro per Roma, per locali, ma l’indifferenza è sempre stata totale. Siamo stati insieme per 11 mesi, eppure ci comportiamo come fossimo due estranei. Un triste epilogo per una storia che comunque porterò sempre con me, perchè di quegli 11 mesi non ho mai rinnegato e sicuramente mai rinnegherò nulla, alti e bassi compresi…

48 ore dopo…

Non dormo praticamente da tre giorni. Il ritorno a Roma dalla Sardegna, la rottura con G., il distruttivo concerto di Madonna, dovrei COLLASSARE a letto per un giorno intero, ma non ce la faccio proprio.
L’adrenalina mi esce dalle ORECCHIE, sono così INCAZZATO per com’è andata a finire la storia con il mio ex che a dormire non ci penso proprio. Tra 24 ore me ne torno in Sardegna, Roma è deserta, fa un caldo ATROCE, ho casa libera. Accusato di TRADIMENTO, io, che MAI ho tradito nessuno in tutta la mia vita, mi decido di RIFARMI di quegli 11 mesi, passati con un solo uomo. Così mi metto al computer. Entro su Mirc., pagina frocia della capitale, clamorosamente STRAPIENA visto il periodo. Voglio solo e soltanto divertirmi. In un’ora mi organizzo 3 appuntamenti di solo SESSO. Uno per pranzo, uno per il pieno pomeriggio, uno per la sera. Al primo praticamente nemmeno lo faccio entrare che già gli sono addosso. Al secondo lo faccio arrivare ADDIRITTURA fino in cucina, per offrirgli da bere, per poi saltargli addosso. Al terzo, il mejo, il dessert, un cubano a Roma solo per 15 giorni, gli concedo addirittura una CENA, per poi ovviamente ARIsaltaje addosso. Salutato l’ultimo, chiudo la porta della mia casa CHIUSA distrutto, svuotato, con annessi sensi di colpa. Mai avevo fatto nulla di simile, mai avevo incontrato un ragazzo solo e soltanto per scopare. Quel giorno l’avevo fatto addirittura 3 volte! Mi accascio a terra, spalle alla porta, e finalmente inizio a piangere.
Era due giorni che TRATTENEVO quelle lacrime. Due giorni che le ricacciavo dentro. Due giorni che facevo finta che non fosse successo nulla, due giorni che ridevo e scherzavo, quando in realtà una parte di me, nemmeno troppo piccola, era uscita a pezzi da quella storia finita male, malissimo. D’altronde 11 mesi non si possono cancellare con un colpo di spugna…
Avevo appena fatto sesso con tre perfetti sconosciuti, i primi due della mia età, di Roma, il terzo, il cubano, poco più grande di me. L’avevo fatto senza passione, senza trasporto, senza un minimo d’interesse, se non fisico. Sesso animale, che a molti piace, che non lascia strascichi mentali, cotto e mangiato, fatto quel giorno solo per ripicca a lui, così sicuro di esser stato cornificato negli 11 mesi passati insieme da MERITARSI quelle corna ATIPICHE, perchè arrivate fuori tempo massimo. Ma ancora poche ore però e sarei tornato nella mia amata Sardegna, dai miei amici, che avevo lasciato solo per pochi giorni, e che mi stavano aspettando.
Peccato che da un momento di FOGA CUBANA serale, il mio labbro si fosse spaccato, perchè preso letteralmente a morsi da quella bestia della madonna!

Lì per lì non detti nessuna importanza alla cosa, sbagliando clamorosamente, visto che davanti a me si stava per presentare la peggior settimana della mia vita, proprio per colpa di quel labbro spaccato…

3 anni prima

E’ luglio. Si muore dal caldo. Sto sotto esame, non posso andare al mare perchè a breve ne avrò uno, quindi mi tocca stare a Roma a boccheggiare. E’ pomeriggio, sono circa le ore 15. Dopo ore di studio mi prendo una pausa. Devo un attimino alleggerire i pensieri e rinfrescare la mente. Entro in rete, cazzeggio una decina di minuti, controllo posta, blog ed apro Mirc. Entro nella stanza GayRoma, piena a qualsiasi ora del giorno, e la lascio lì, aperta.

Trascorsi i miei 10 minuti di relax riprendo a ripassare e a ripetere. Il computer l’ho lasciato acceso, sperando incosciamente in qualcosa che mi DISTURBI dal mio noioso esame. Quel qualcosa si materializza con un trillo. E’ Mirc che chiama. Mollo il libro, vado a vedere chi FORTUNATAMENTE mi stressa, e ti trovo un soggetto che semplicemente mi chiede…
Sei escort?

No guarda, hai sbagliato proprio persona, non sono un escort! Ciao.
Escort io? Me ce manca solo questa…

No ma non hai capito… io cerco escort un po’ “particolari”… non voglio farci sesso!

Ma dai, e che ci vuoi fare scusa?, chiedo incuriosito…

Leccargli i piedi! Mi risponde lui sicuro…
Leccargli i piedi?!? Cioè te cerchi ragazzi a cui leccare i piedi?!?

Sì, esatto… solo quello, leccargli i piedi!

E basta?

E basta…

No aspè vediamo se ho capito bene… tu paghi per leccare piedi ai ragazzi, senza fargli assolutamente nient’altro?

Esattamente…

Ma quanti anni hai?

30, e sono anche un bel ragazzo…

All’anima, sei un bel ragazzo e devi pagà!

Bè ma che c’entra… la mia è una perversione un po’ particolare… non è così semplice da dichiarare… tra l’altro… te come ce l’hai i piedi?

Ah bè, modestamente parlando… son due capolavori! Toccatemi tutto, ma non i miei piedi…
mmmmmmh, guarda che così mi fai eccitare?

Te sei eccitato? Se sì so 8 euro e 50, me poi pure fa un bonifico!

Ahahahah affascinante, bei piedi e pure simpatico… molto interessante!
E no, che culo è?… ma senti un po’, quindi te proprio ti ecciti nel leccare i piedi…

Già… te l’hai mai fatto?!?
Io?!? Ma anche no!
E non te li hanno nemmeno mai leccati?!?

Ma direi proprio di no… anche perchè probabilmente li prenderei a calci in faccia, soffro terribilmente il solletico… e poi sinceramente no, non mi ispira proprio come fantasia sessuale…
Ne sei proprio così sicuro? Scusa se non provi… come puoi saperlo…

No guarda, fidati… ne sono quasi sicuro!
E’ quel quasi che fa la differenza… e poi non ti ho nemmeno detto quanto pago… sicuro che non vuoi saperlo?!?
Bè, a questo punto sono curioso! Quanto scuci per leccare due piedi?
… 70 euro per 45 minuti…
70 euro per 45 minuti!!! Per una pompa ad un pollice?!? All’anima! Scrivilo in pubblica che ci trovi la fila fuori la porta di casa!

E lo so, ma io ora voglio te…

E perchè scusa?
Sfida personale… poi sarebbe la tua prima volta… e poi dai che ti ho incuriosito, non puoi non ammetterlo… 45 minuti, tu non devi fare nulla e ti becchi 70 euro… se non è un affare questo… ne vogliamo parlare?!?
I miei due libri d’esame sono lì che mi guardano… Per un feticismo metodologico e Antropologia della comunicazione visuale. Feticci, merci, pubblicità, cinema, corpi, videoscape, del mitico Massimo Canevacci, Antropologia Culturale… cazzo questo è un assurdo scherzo del destino! Cos’è una prova applicata sul campo o una nuova frontiera dell’ORALE?!?
E così risposi a quell’ultima esca con un incuriosito ed assolutamente per me impensabile…

…..parliamone pure

To Be Continued…

Il PROMO della 6° puntata di MY LIFE… A Keaton m’hai rotto er cazzo co sta pippa, volemo passà ad artro?


Rose rosse, colpi di scena, litigi furibondi, tradimenti, giornate di sesso sfrenato, herpes epici, cubani calienti, febbroni da Pronto Soccorso, sensi di colpa, maledizioni, piedi fatati, proposte indecenti e ‘marchette’… tutto questo e molto altro nella 6° e penultima puntata della 2° stagione di MY LIFE… A Keaton m’hai rotto er cazzo co sta pippa, volemo passà ad artro?… VENERDI’, ore 12, a poche ore dalla mia partenza per Barcellona, solo qui, su Spetteguless!

MY LIFE… A Keaton m’hai rotto er cazzo co sta pippa, volemo passà ad artro? 5° puntata!

NELLE PUNTATE PRECEDENTI!
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Luglio 2006
Mi sono laureato da pochissimi giorni. Traguardo finalmente raggiunto, con i miei genitori in lacrime, il mio correlatore che mi chiede se può usare la mia tesi di laurea come materiale didattico, come dispense da dare agli studenti, il mio relatore, il temutissimo e mitologico prof. Morcellini, Preside di Facoltà, entusiasta, ed io finalmente pronto a godermi un’estate priva di studio e di esami.
Come primo regalo di Laurea mi concedo una vacanza, la prima vera vacanza con il mio ragazzo.
Stiamo insieme da 10 mesi, a Natale siamo andati vicinissimi ad un viaggio per Londra, poi clamorosamente saltato. Ma ora ci siamo davvero. Si parte. Destinazione… MADRID!
Siamo quasi ad agosto ed andiamo in una città BOLLENTE dove non c’è il mare. Perchè? Perchè lui così voleva e io nessuna voglia di discutere avevo. Già sudo all’idea di dover passare una settimana TURISTICA con un MALATO di bellezze architettoniche, in una città che ne è piena, con 45° all’ombra. Ma un rapporto è fatto di “dare ed avere”, o almeno così dicono…
Arriviamo finalmente in Spagna, il nostro alberghetto è a due passi dalla stazione Atocha, autentica SERRA metropolitana.
Nemmeno arriviamo ed inizia il TOUR DE FORCE… praticamente dalle 08:00 alle 20 in giro per la città, avvolta da una cappa di caldo da RECORD. Il mio lui è dotato di un CAZZO di maledetto libricino di tipo 100 pagine con TUTTE le bellezze IMMANCABILI di Madrid.
Lui vuole vederle TUTTE in 5 giorni.
Un fottuto lavoro! Sono passate meno di due ore dall’arrivo e già rimpiango ROMA… lui, semplicemente, LO ODIO!
Non ci perdiamo NULLA, con quel cazzo di libricino, accompagnato da un pennarello per CANCELLARE il già visto, giriamo in lungo e in largo l’intera città, facendocela praticamente TUTTA A PIEDI!
Madrid poi NON è una città normale… è TUTTA IN SALITA! E’ tutta uno scalino! 180 piani di scale per entrare ed uscire da una metropolitana! Ricordo di esser tornato con due polpacci che porca la mignotta nemmeno un culturista! Ma lui nulla… vuole vedere tutto. 27 ore dentro il Giardino Botanico a vedere OGNI albero, OGNI pianta… ma che due cojoni cazzo, è un FOTTUTO PARCO! Mi sono laureato da 2 giorni, ho passato i 3 mesi più stressanti della mia vita, posso passanne un’altra dentro il Giardino Botanico? Sì, posso… “guarda che bello quel tostonyumeno della Patagonia! E’ un albero rarissimo”…
Una volta poi arrivati davanti al mio AMORE, Hieronymus Bosch, dinanzi al quadro che da UNA VITA aspettavo di CONTEMPLARE, Il Giardino delle Delizie al Prado, lui che fa? Mi mette frettapassano le ore, più “conviviamo” e più mi rendo che il rapporto è ormai logoro.
Voglio davvero passare tutta la vita con un ragazzo così, che non non ride ‘per principio’ alle stronzate che dico, che non mi fa pià ridere, con cui mi son detto tutto quello che c’era da dire e con cui non ho DAVVERO nulla in comune?
Io dico bianco, lui dice nero. Io dico A, lui dice Z. Gli apposti si attraggono? Porca puttana sì, è più vero della panza di Britney Spears!
E’ sempre stato così, ma starci appiccicato per 5 giorni, 24 ore al giorno, mi fa vedere tutto da un’altra prospettiva.
Madrid, città magnifica, piena di vita, ricca d’arte, cultura e divertimento, arrivo quasi ad odiarla. Nato nel migliore dei modi, il viaggio si conclude in maniera terribile, inondandomi di dubbi e perplessità. Torno a Roma scazzatissimo, MAI mi ero così annoiato in un viaggio. E tutto questo con il mio ragazzo. Sarà davvero il caso di andare avanti o dovrei interrompere il tutto? Vivaddio parto subito per la Sardegna, vacanze separate, io con i miei amici, lui con i suoi… ma cazzo che brutta cosa da dire, e anche solo da pensare!
Forse quella sera di dicembre non dovevo perdonargliela…

Dicembre 2005:
“16″….
Ha detto 16. La ragazza dell’agenzia di viaggio gli ha appena chiesto l’età e lui ha risposto… 16. Non 19, ovvero l’età che io ho SEMPRE saputo lui avesse, ma 16.
Un silenzio SURREALE avvolse l’intera agenzia. Sotto di me il vuoto. Il buio scese dall’alto, la vena del collo iniziò a pulsare, il cuore a martellare, l’occhio sinistro a traballare. Ha detto 16.
Lui è lì che mi guarda, impaurito, trema, ha gli occhi rossi, le lacrime raccolte e pronte a sgorgare. Si aspetta quasi una mia reazione, che non arriva.
Io comincio a muovere nervosamente la gamba. Ha detto 16. Sono 4 mesi che sto con lui.
4 fottuti mesi e solo ora scopro che non ha 19 anni ma 16, perchè porca troia ha detto proprio 16! Quella stronza continua a ticchettare sulla tastiera, ci sta prenotando il viaggio per Londra. DEVO FERMARLA!
No scusi… quanto ha detto che viene il tutto? Mmmmmh… ma non è forse un po’ troppo?
Lui, il BASTARDO, capisce che NON VOGLIO fare nessuna scenata e NON mi regge il gioco…
Ma no dai, sta nel budget di partenza… ormai abbiamo fatto tutto!
Sorride alla ragazza dell’agenzia, come ad invogliarla a continuare… per poco non lo fulmino seduta stante.
No guardi… si fermi, ci voglio pensare bene, davvero.
Bè se vuole cambiamo destinazione, troviamo prezzi migliori se cerchiamo..
No davvero, ho detto no! Ci pensiamo e torniamo ok? Grazie..
Mi alzo di scatto. Ho il viso VIOLA, lui non schioda dalla sedia. Lei capisce che qualcosa non va. Io vado verso la porta. Fuori DILUVIA. E’ buio. C’è traffico e caos per strada.
Esco, apro l’ombrello. Lui ritarda pure. Esce.
Cioè quindi non partiamo più?
Ha il CORAGGIO di esordire con questa frase. E qui non c’ho visto più.
In 5 minuti urlo come MAI prima in tutta la mia vita. Gli vomito addosso davvero di tutto. Nemmeno allo stadio in un Roma-Juventus ero arrivato mai a tanto. Lui cerca di ribattere ma NON DEVE ribattere, dovrebbe chiedere solo SCUSA ma invece no, cerca anche giustificazioni alla folle STRONZATA, ovvero MA SE TI DICEVO CHE AVEVO 16 ANNI QUANDO CI SIAMO CONOSCIUTI NON MI AVRESTI MAI CAGATO
E infatti è così! Certo che non ti avrei mai cagato, cazzo sei minorenne, ma te ne rendi conto?!?
Ma che cambia! Sei comunque stato con un minorenne per 4 mesi, anche se tu eri convinto che non lo fossi… ma concretamente non cambia nulla! Resto sempre io… 16 o 19 anni!!
Non ci provare con questi giochetti del cazzo che ti prendo a sberle, NON CI PROVARE! Mi hai mentito su TUTTO per 4 mesi, 120 fottuti giorni, ma te ne rendi conto? Hai mentito sulla scuola, sui tuoi amici, sui tuoi genitori che sapevano pure di me, sulla macchinina di merda da 16enne che dicevi di avere da 2 anni in attesa di quella “NORMALE” quando in realtà probabilmente te la sei fatta 4 mesi fa… cazzo sono stato con il BUGIARDO DEL SECOLO per 4 mesi! Ma ti chiami davvero G.? Magari ti chiami Palmiro! Porca puttana fammi vedere la carta d’identità! Ma quando pensavi di dirmelo? Se pensavi di dirmelo! E soprattutto come pensavi di venire in agenzia e salvarti… ma era ovvio che ti avrebbe chiesto il documento, cojone!
La pioggia attenua le mie urla. I decibel sono imbarazzanti. Sto gridando come un ossesso. Sembro un ORCO, sono pronto a mangiarmelo. Ci avviamo verso la macchina, apro la portiera, salgo. Lui non sale. Abbasso il finestrino. VUOI SALIRE?, gli urlo.
“Tu ora mi lasci, mejo salutarci qui, io non ci salgo su quella macchina”, mi dice da fuori…
Apro lo sportello. Sta DILUVIANDO, Mi esce l’urlo più forte mai sentito sulla terra.
PORCO *** SALI SU QUESTA CAZZO DI MACCHINA!!
In silenzio, sguardo basso, sale. Dopo 15 minuti scenderà, da ex…

Fine Ottobre 2005:
Ponte Milvio, pieno pomeriggio, ore 18. E’ l’ora dell’aperitivo!
Praticamente quasi tutti i pomeriggi mi vedo a metà del ponte con il mio boy, stiamo insieme da più di un mesetto, lui abita da una parte, io dall’altra. Incontrati a metà strada, ci spariamo un thè o un cappuccino in quello che è diventato ormai il nostro bar. Il barista ormai SOSPETTA palesamente, tanto che son SICURO che MINIMO ce sgrulla l’uccello nelle tazze che ci porta, viste le occhiataccie che ci manda ogni volta che ci sediamo al tavolo, aspettando che lui arrivi per ricevere l’ordine. D’altronde siamo a Roma Nord bellezza, feudo STORICO della destra romana, dove i froci CI SONO ma si nascondono PERFETTAMENTE sotto le mentite spoglie di pariolini coattelli pseudo leccafiche!
Tra i tavoli passa il solito indiano con un mazzo di rose, va da tutte le coppiette sedute ai tavoli, noi ovviamente ci evita, ed io lì sparo la mia sentenza…
Le rose rosse. Che cazzata… ma quale ragazza di OGGI potrebbe esser felice nel ricevere una rosa rossa! Ma dai… ma per piacere… arrivata a casa è già appassita e la butti!
Vabbè la fai seccare e la conservi, mi risponde il mio G., guardandomi negli occhi.
Ma stai scherzando? Gli rispondo io ridendo… dai sarebbe da maniaci!
Nono, io lo troverei romanticissimo… magari trovassi un uomo che mi regalasse una rosa rossa
Ehm Ehm… per chi è il cappuccino?
E’ il cameriere stronzo che ci riporta alla VITA, dopo aver ascoltato TUTTA l’ultima parte della conversazione, per una volta arrivato giusto in tempo dinanzi alla mia ennesima romantica figura di merda, che in futuro risulterà però UTILE…

Agosto 2006
Aaaaaaaaah la Sardegna, la mia amata Sardegna. Dopo la DISTRUTTIVA e scasssapalle vacanza madrilena con il mio lui ci voleva proprio la mia cara Sardegna. Sono con i miei amici, mi sto divertendo come un matto e sono sempre più convinto che, una volta tornato a Roma, devo chiudere il “fidanzamento”. Non può funzionare.
Trascinato per mesi, per “abitudine” più che per altro, questo rapporto non può continuare.
Non facciamo altro che litigare, lui è convinto che io lo tradisca, è maledettamente geloso, odia inspiegabilmente i miei amici e da tanto, troppo tempo mi mette nella condizione di dover sempre e comunque scegliere. O lui o loro. Non gli va giù, non lo vuole ammettere ma è semplicemente IMMATURO!
Dal punto di vista dell’intelletto di anni ne dimostra forse 40, ma c’è un’immaturità di fondo che è palese ed evidente. Fortunatamente, vista l’età, dico io..
Inutile fare quello MATURO di cervello, l’ESPERTO DI VITA quando hai 17 anni appena compiuti… c’è poco da fa! Ma come rompere? Come far finire il tutto? Non lo so, non ho il coraggio di farlo e di prendermi tale responsabilità… qui l’immaturo sono io.
E’ il 4 agosto. Il 6 MADONNA arriva allo Stadio Olimpico. Ho comprato quel CAZZO di biglietto da tempo biblico ormai. Non ho MAI visto Madonna in concerto e MUOIO dalla voglia di vederla. Lui la odia. Rompe il cazzo anche se la sento in macchina, nella MIA macchina! Perchè stiamo ancora insieme? Non lo so proprio…
Il punto è che non SO come troncare. Gli voglio bene, ci sono affezionato, ma non lo amo. Non è amore ma pura routine. Dopo 9 mesi ci siamo ABITUATI alla prassi, alle nostre seratine, ai nostri pomeriggi, ai nostri cinema, alle nostre cenette. Ma è questo quello che voglio? No, non è questo quello che voglio e non è questo quello che lui si merita.
Ma ne parleremo a Settembre… ora torno a Roma 2 giorni, rivedo lui, mi vedo Madonna e me ne torno in Sardegna! E’ l’estate della mia Laurea CAZZO, va festeggiata fino in fondo!
Roma d’agosto è splendida… si muore dal caldo ma è DESERTA… è una pacchia!
I miei non ci sono, ho casa libera. Torno, riavvio il pc dopo 10 giorni di assoluta mancanza tecnologica ed internettiana.
Controllo la posta, il blog e per ultimo il mio profilo Gaydar.
Lo faccio quasi automaticamente, avrei forse dovuto cancellarlo per rispetto nei suoi confronti 9 mesi fa, quando ci siamo conosciuti, ma invece è ancora lì. Lui ovviamente lo sa. Sono egocentrico e vanesio, quindi mi piace sempre e comunque sbirciare chi mi apprezza o disprezza, che io sia fidanzato o no.
Sul profilo avverto tutti che sono impegnato, ma qualche messaggio arriva sempre.
Tra questi, quel 5 agosto, ce n’è uno di un ragazzo apparentemente molto carino. Belle foto, buon profilo, mia età, alto, fisico slanciato e parecchi interessi in comune.
Mi chiede se sono di Roma, dice di avermi visto da qualche parte e che vorrebbe conoscermi.
Gli rispondo con un semplice “ti ringrazio per tutto ma come scritto sul profilo sono fidanzato, ciauz”. Punto.
Ma lui non molla…
“Bè, anche io lo sono… abito a Campo dei Fiori, potremmo prenderci una birra qui sotto una sera di queste, non faremmo nulla di male…”
“No davvero, come detto son occupato, quel cagacazzi del mio ragazzo è GELOSISSIMO e poi sono tornato a Roma solo per pochi giorni, mi vedo Madonna all’Olimpico e riparto l’8 Agosto per la Sardegna… è una toccata e fuga!”
“Ma daaaaaaaaaaai… anche io vado a vedere Madonna! Bè ma allora vediamoci allo stadio scusa… questo è il mio cell! Il tuo?”.

E qui sbagliai. Non so perchè ma risposi a quel messaggio con il mio numero di cellulare. Non pensavo che avrebbe potuto avere chissà quale seguito, ed invece…
E’ il 5 agosto, mancano 24 ore al concerto di Madonna. Rivedo il mio lui. Si percepisce a pelle che qualcosa, dal ritorno di Madrid, è cambiato. Da parte mia quanto da parte sua.
Mi fa quasi una SCENATA per colpa di… Madonna! Non gli va già che io sia tornato per il concerto e non per lui… come se non sapesse che erano tipo 180 mesi che avevo comprato i biglietti! Ormai non lo reggo davvero più… si litiga e basta. E che palle, ma poi esse geloso di Madonna?!?
E’ la sera prima del concerto, lui ha una cena con amiche, io esco con i miei, che non vedo da ormai 2 settimane.
Siamo in fibrillazione per l’evento del giorno dopo, nessuno di noi ha mai visto la DIVINA LIVE, ma ormai ci siamo quasi.
Vogliamo andare a bivaccare sotto lo stadio per i posti migliori, ma l’idea si perde quasi subito nel nulla… ma chi cazzo je la fa! Abitando a 10 minuti a piedi dallo stadio decido comunque di passare e vedere com’è la situazione attorno all’Olimpico prima di tornare a casa.
Saranno le 2 di notte.
Il cellulare suona. E’ l’avvertimento di un sms in arrivo. Lo apro. Non ho il numero registrato, è il ragazzo GAYDAR!
“Ciao, come stai? E soprattutto… dove stai?”.
Sto fermo ad un semaforo, gli rispondo…
“Oi, ciao… guarda sto tornando a casa, prima però passo sotto lo stadio per vedere quanta gente c’è! Se c’è il delirio chiamo i miei amici e bivacchiamo lì sotto…”
“Ma daaaai… io pure sto qui sotto lo stadio! Ma passa al volo scusa, così ci conosciamo!”.

Secondo mio errore dopo l’avergli dato il numero di telefono.
Gli dico di SI’. Tanto ci devo passare comunque, mi dico, percè no…?
“Ok allora, ci vediamo sotto l’obelisco, 5 minuti e son lì”.
Percorro Ponte Duca d’Aosta. L’obelisco del Duce è lì che mi guarda, in tutta la sua FASCIA imponenza. Parcheggio la macchina lì davanti, 4 frecce, scendo e aspetto che arrivi sto Cristo. Lo avverto via sms che sono arrivato, lui mi risponde immediatamente… “1minuto e arrivo!”.
Cosa sto facendo alle 2 di notte sotto l’obelisco del Mussolini? Non lo so…
Non si vede anima viva.
Fino a quando un’ombra non esce da dietro l’obelisco.
L’omrba si fa sempre più nitida, in una mano tiene il cellulare, nell’altra uno strano foglio… riconosco i suoi contorni, mi si appanna la vista, mi cala la pressione, mi gira improvvisamente la testa, non ci posso nè voglio credere, un sorrisino amaro si impossessa del mio volto… è il mio ragazzo.

To Be Continued…

Il PROMO della 5° puntata di MY LIFE… A Keaton m’hai rotto er cazzo co sta pippa, volemo passà ad artro?


Viaggi mancati, litigi, colpi di scena, bugie, tradimenti, sospetti, obelischi, concerti, Madrid, Madonna, il Trittico delle Delizie, la Costa Smeralda, Gaydar, sms, numeri sconosciuti, inganni e quel 16, quel MALEDETTO 16 da capire e decifraretutto questo e MOLTO ALTRO nella 5° puntata di MY LIFE… A KEATON M’HAI ROTTO ER CAZZO CO STA PIPPA, VOLEMO PASSA’ AD ARTRO?……Solo su Spetteguless, LUNEDI’ PROSSIMO!