Category Archives: Berlusca

Silvio Berlusconi e la svolta BURLESQUE

In principio furono solo e soltanto cene eleganti.
La discoteca sotterranea con palo di lap dance?
Assolutamente dei figli. Io? Mai stato.
Poi sono arrivate le prime compromettenti ammissioni delle illustri ‘ospiti’.
Chi si travestiva da suora, chi da Ronaldinho, chi da infermiera sexy, ballando intorno ad un palo e davanti al padrone di casa.
Fino alla giornata SHOW di oggi, in Tribunale  a Milano, che ci regala, a sorpresa e con un colpo di teatro della satira che rasenta il capolavoro, la svolta.
“È vero, le ragazze si travestivano, anche da poliziotto, ma lo facevano perché si trattava di gare di burlesque. In casa mia c’erano cene assolutamente eleganti, in una sala da pranzo con 6 cameriere, di cui 4 sempre diverse. Poi qualche volta si scendeva al piano di sotto dove ho un teatro, che è la vecchia discoteca dei miei figli, in un’atmosfera di simpatia, gioiosità. divertimento. Qui scendevano le mie ospiti, io non sempre scendevo. E loro facevano nient’altro che delle gare. Si allenavano, le donne sono di loro natura esibizioniste. Se poi sono donne dello spettacolo, gli piace montare degli spettacolini, e facevano delle gare di Burlesque. Io guardavo molto interessato, perché mi divertivo, e continuerò a farlo”.
Parole e pensieri di Silvio Berlusconi.
Che in questi ultimi mesi di triste e tecnico ‘montismo’ ci era mancato, diciamocelo.
Perché un uomo così involontariamente comico, sfacciatamente bugiardo, e drammaticamente ridicolo, non lo vedremo mai più. 

P.S. che qualcuno dia un cazzo di Ministero a Cher, grazie.

W Luigi Berlusconi e l’amico portato allo stadio per Barcellona-Milan

Se la chiacchierano prima del match e se la ridono durante la partita, per poi tornarsene a casa sconfitti, per una volta perdenti, e probabilmente sconsolati. E qui mi fermo con la fantasia, che è meglio.

Angelino Alfano e il ritorno del PDL spazzatura: con la sinistra avremo i matrimoni gay

Farebbero come otto anni di Zapaterismo in Spagna, che non sapendo come affrontare la crisi economica ha cominciato a fare i matrimoni tra gli uomini e le coppie di fatto buttando fumo neglio occhi della società”.
Ma MAGARA Alfano mio.
MA MAGARA, ribadisco. Se non fosse che il centrosinistra italiano non abbia NULLA del MIGLIORE zapatarismo del primo mandato spagnolo.
Siamo ufficialmente entrati in campagna elettorale. Indi ragion per cui, VIA CON IL GETTARCI MERDA ADDOSSO.
Venghino signori venghino, che ci stanno li froci da usare a proprio piacimento.
W la politica italiota. E il ritorno di un centrodestra SPAZZATURA.

Update: queste le risposte del ‘centrosinistra’ alla provocazione firmata Alfano:

BERSANI: «Sentendo i toni di Alfano chiedo se siamo già in campagna elettorale. Nel caso ci tenga informati, vorremmo partecipare».

Nichi Vendola: «Ricordo sommessamente al segretario del Pdl che le coppie di fatto sono un pezzo della realtà del nostro Paese, ed è paradossale l’idea che si possa usare ancora lo spauracchio dei matrimoni gay nel nome della difesa della famiglia tradizionale proprio da quella destra che ha massacrato le famiglie italiane di ogni tipo, che ha prodotto il più esteso fenomeno di impoverimento delle famiglie italiane».

Ecco Gente della libertà: il nuovo inno del PDL che scopiazza Candy Candy

No vabbè fermi tutti. Altro che PLAGIO nei confronti di Gente che Spera degli Articolo 31, con J-Ax che minaccia denunce a destra e a manca. Quest’OBBROBIO è Candy Candy versione 2.0! Che qualcuno avverta i Rocking Horse, e soprattutto rassicuri Berlusconi. Perché non sarà un nuovo inno a ridarti fiato. Sei finito Papi, mettitelo bene in testa.


A volte ritornano: Berlusconi e la mancata competizione con i gay

L’unica cosa di cui non mi hanno accusato è di essere gay”. “Non ho nulla contro gli omossessuali, anche perché più ce ne sono, minore è la competizione”.
C’era mancato? Ma anche no. Di chi stiamo parlando? Ma dai su, di quello lì, una volta Premier, poi dimessosi per volontà popolare.
Dall’oltretomba della politica nazionale Silvio Berlusconi è tornato a sparare minchiate, regalando autentiche perle al periodico americano ‘The Atlantic’. Parole come al solito VUOTE di contenuto ma ricche di POSITIVITA’. Il motivo? Ragazzi miei quest’uomo non conta più un emerito CAZZO. Fino ad un anno fa un’intervista simile avrebbe riempito PAGINONI e PAGINONI di giornali, suscitando le solite polemiche. Oggi è invece relegata in un angolino. Dall’oltretomba politica, per l’appunto. Che splendida sensazione, non trovate anche voi?

Siamo liberi: rassegna stampa dell’addio di Silvio Berlusconi

Il giorno dopo la chiusura di un’epoca. Politica, culturale, sociologica, per non dire psicanalitica. Silvio Berlusconi si è dimesso, tra ali di folla festante, fischi ed insulti. Le monetine di Craxi sono passate alla Storia, così come passerà alla Storia questa giornata infernale per il disarcionato Cavaliere, finalmente Nudo. Si credeva amato, idolatrato, applaudito, si è ritrovato odiato, contestato, sbertucciato. Tanto in Italia quanto all’estero.

Poco più di tre anni fa aveva il Paese tra le mani. Vinse con un consenso schiacciante. Aveva una maggioranza parlamentare da record. Promise riforme, per poi non fare nulla. In poco più di 3 anni ha letteralmente mandato a puttane tanto l’Italia quanto la sua vergognosa carriera politica, finalmente giunta al termine. Siamo tutti più liberi questa mattina. Tanto Roma quanto Milano si sono svegliate sotto un magnifico sole. Un sole di novità, condito da un’aria frizzante, da respirare a pieni polmoni.
Questo 13 novembre è un giorno speciale, una domenica da ricordare, da vivere, attraverso una rassegna stampa per certi versi storica, con i quotidiani del Capo ancora una volta ridicoli nel diffondere paure insensate, antiche, banali, comiche, per non dire noiose. Ma c’è una triste epoca che ha scritto la parola fine. Da oggi si ricomincia.
Buona domenica blog!

Che il 12 novembre diventi Festa Nazionale

17 anni di potere.
17 anni passati a sopportare le sue bugie, le sue battute da cabaret da quattro soldi, i suoi ammiccamenti maschilisti e sessisti, le sue leggi ad personam, i suoi insulti alla Costituzione e all’Italia intera.
17 anni che hanno segnato e cambiato non solo un Paese ma almeno 2 generazioni, rovinate dalla sua politica da tele-imbonitore, fatta di promesse, di sogni sfacciati e spiattellati su tv e giornali, in 17 anni ovviamente mai realizzati.
17 anni di puttane, di ministri improponibili, di figure di merda internazionali, di vergognosi deputati e senatori, di compravendite, processi e barzellette.
17 anni più volte sembrati sull’orlo del precipizio, per poi riprendere magicamente quota.
Ma ora ci siamo. All’ora di cena salirà al Quirinale, per dimettersi. E togliersi dalle palle una volta per tutte.
Che il 12 novembre diventi FESTA NAZIONALE, come nuovo giorno di LIBERAZIONE.
Perché sarà dura ripartire, ci vorranno anni per estirpare il berlusconismo dalla politica e dalla società nostrana, drogata ed avvelenata da 17 anni di terrore culturale, ma oggi, in queste ore, abbiamo messo la prima pietra.
C’è un Paese da far resuscitare.
Senza Silvio Berlusconi.
Quel giorno è arrivato.
Ed è oggi.
W l’Italia.

Silvio Berlusconi a un passo dall’addio: e Ryanair si supera

Manca poco più di un’ora al voto che potrebbe finalmente segnare la FINE della pagina politica più triste della recente storia d’Italia. Quella legata a Silvio Berlusconi, ad un passo dal baratro e straordinariamente sbertucciato quest’oggi dal sito internet di Ryanair, che ancora una volta, e con straordinaria tempestività, lo prende riccamente per il culo. Clap, clap, clap.

Silvio Berlusconi e la sua INCREDIBILE visione della crisi

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Sandra Milo sentenzia: in questo mondo di gay Berlusconi è una certezza

A forza di urlare “Cirooo, Cirooooooo”, i neuroni devono averle dichiarato sciopero sindacale, lasciandola in balia degli anni. Che iniziano ad esser quasi 78. Mica bruscolini, potremmo aggiungere.
Intervistata da Vanity Fair, Sandra Milo ha sparato la massima della settimana, parlando nientepopodimenoche di Silvio Berlusconi. Perché lei, la Sandrona, la musa/amante storica di Federico Fellini, si fidanzerebbe immediatamente con il nano di Arcore :

“Ma certo, subito. Finalmente uno a cui piacciono le donne. Anche troppo. In questo mondo di gay, lui almeno è una certezza.”

Una certezza?!?!? Esattamente. Sandrona è riuscita nell’impresa di definire ER POMPETTA una ‘certezza’. Nell’umiliare l’Italia nel mondo, dopo averla portata sul baratro econonico? Anche, ma questo per la Milo è tutt’altra storia. Per un uomo, il Berlusca, diventato a sorpresa il prototipo dell’ “etero” duro e puro. In questo mondo di gay, costretto a certificare il totale rincoglimento della Milo. Un tempo musa, e ormai solo e soltanto che fusa.