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Coming out nella pallavolo italiana: Stacy Sykora si dichiara lesbica

Avanti un altro.
Il mondo dello sport si fa sempre più ‘coraggioso’, nell’abbattere tabù fino ad oggi spesso inattaccabili.
Parliamo infatti di coming out e di pallavolo femminile.
Stacy Sykora, libero della Robur Tiboni Urbino, si è dichiarata lesbica in un’intervista a Pallavoliamo .it.
Ora non mi nascondo più, ho finito di indossare maschere solo perché sono una giocatrice forte che ha giocato le Olimpiadi. Ho i miei pregi e le mie debolezze e così come non mi nascondo più in campo non lo faccio più nemmeno nell’amore: ho una ragazza, e con lei sto davvero bene; mi dispiace se qualcuno può storcere il naso e non accettare la mia omosessualità, ma io sto bene con lei ed è questo l’importante. Ho una fidanzata, ma ciò non vuol dire che non posso essere anche una giocatrice forte e una buona persona! Ora per la prima volta ho una persona accanto nella mia quotidianità e tutte le sere non vedo l’ora di tornare a casa dagli allenamenti per stare con lei. Adesso che ho qui con me Shivonn, sto chiamando persino i miei ogni giorno: sto semplicemente vivendo la vita perché se morissi domani almeno ora sto facendo ciò che mi rende felice. Penso sempre che quando morirò sarò sola e allora voglio sfruttare al massimo ogni momento della mia vita con le persone che mi stanno più a cuore e facendo le cose che mi piacciono di più“.


Insieme alla compagna Shivonn, Stacy si è fatta anche fotografare in un apposito servizio, che ce la mostra felice, sorridente, e libera da un peso che nel mondo dello sport è da sempre purtroppo  particolarmente ingombrante. Fino a quando non ci si fa coraggio e ci si dichiara, squarciando quel velo di ipocrisia che ad un passo dal 2013, oggettivamente parlando, si fa sempre più fastidiosamente ridicolo.
Quindi che dire. 10, 100, 1000 Stacy Sykora. Avanti il prossimo.

Coming Out Day – dichiaratevi OMOSESSUALI – forza e coraggio

Domani, giovedì 11 ottobre, si celebra in tutto il mondo il XXIV Coming Out Day. Un giorno per riflettere sull’importanza del “coming out”, un giorno per prender coraggio e gettare in terra la maschera che tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo indossato. Perché ‘celebrare’ questo giorno con 12 ore di anticipo qui su Spetteguless? Semplice. Perché c’è ancora una notte per pensarci, per ‘pianificare’, per farsi un esame di coscienza. Per prendere forza e coraggio, ed urlare al mondo ‘sono gay’. Perché checché se ne dica l’accettazione è tutto, personale ed altrui, e mai come domani quella tanto attesa sensazione di libertà potrebbe esser finalmente vostra. Un giorno tutto questo NON sarà più necessario. Anzi, probabilmente sarà ridicolo. Ma per arrivare a quel giorno, al giorno in cui eterosessualità ed omosessualità saranno REALMENTE uguali, dobbiamo continuare a lottare, ad esporci, dichiararci, e far sapere a parenti, amici, vicini e genitori, che anche loro conoscono e vogliono BENE ad un gay. Automaticamente cadrebbero cliché e leggende metropolitane. Automaticamente diventeremmo tutti uguali. Realmente tutti uguali. Ma ci vuole tempo e coraggio, per arrivare a quel giorno.
Ecco perché dopo il saltino troverete la storia del MIO coming out.
I lettori più fedeli ricorderanno la rubrica MY LIFE, andata avanti per 3 anni, divisa in puntate e incentrata sulla MIA vita.
Uno di quei capitoli riguardò proprio il MIO personalissimo coming out, inatteso e tutt’altro che pianificato.
Un coming out che ancora oggi, a distanza di 10 anni, nel suo piccolo mi inorgoglisce, e con la consapevolezza che SI’, ha contribuito a cambiarmi la vita.
Tanto da riproporvelo, nel caso in cui potesse essere utile.
Quindi buona lettura, buona serata, e buon Coming Out Day a tutti.

Primo trailer per Come non Detto

Aspettative alte. Fino all’arrivo di questo trailer. Un po’ a corto di ritmo. E recitativamente parlando un pelo traballante. Pessimismo e fastidio? Diciamo di no. Ma c’era di augurarsi qualcosina di meglio. A presto per la recensione in anteprima.

Ma quale ‘personal trainer’: Alessandro Cecchi Paone allo scoperto – amo Claudio Viana Fernandez

All’Isola dei Famosi ci aveva provato.
Lui è il mio personal trainer.
Deriso persino in Cina, Alessandro Cecchi Paone ha impiegato del tempo ma alla fine l’ha ammesso (ad Alfonso Signorini su Chi).
Claudio Viana Fernandez è il mio boyfriend.
Da personal trainer a fidanzato, il passo è stato bravo per il brasileiro, tempo fa finito (lui dice assolutamente a sua insaputa) su un sito di ESCORT meneghini.


«Negli ultimi anni la mia casa era bella, ma anche un pò fredda, piena di libri, di carte, di giornali, di dvd. Non era vissuta. Da quando c’è lui mi trovo a cavalcare tavole da surf, indossare scarponi da sci e scarpe da ginnastica. La tv non è più accesa sui canali all news, che sono quelli che interessano a me, ma su tutti i canali sportivi possibili e immaginabili. Accetto tutto questo, perchè sono molto innamorato e poi mi diverte un sacco. Io non sono mai stato ragazzo. Ho sempre studiato e lavorato come un pazzo. Non ho giocato, non mi sono divertito: avere per casa questo folletto mi ha cambiato la vita. Io e Claudio andiamo al cinema quasi tutti i giorni. Sai la stupidata ‘cinema, pizza, gelato’? Ecco, non la facevo da anni. Lui mi fa lavorare di meno, mi fa rilassare. E pensare che, fino a poco tempo fa, lavoravo sette giorni su sette. Con Claudio il venerdì si parte e si va in giro. Per tanti anni ho fatto cose belle, ma non essenziali. Adesso che c’è lui mi dico: ‘Vado a fare il convegno o andiamo a Ponza?’. Andiamo a Ponza“.
E Ponza sia, a ciuccià piedi a mollo.

Fare OUTING in Italia diventa reato

Una notizia che dividerà l’opinione pubblica e il mondo gblbtq. Ed è per questo motivo che il sottoscritto prende SUBITO posizione, sottolineando l’ASSURDITA’ della decisione della Corte di Cassazione, ufficializzata poche ore fa dal sito Cassazione.net.
Con la sentenza n. 30369 del 24 luglio 2012, la Corte ha infatti ACCOLTO il ricorso di un uomo che aveva visto finire in prima pagina il proprio inciucio con un collega di lavoro. Anche se l’articolo in questione NON riportava nomi ne’ cognomi, la ricostruzione della storia avrebbe inciso sulla REPUTAZIONE del soggetto in questione. Se il gup di Ancona, il 2 maggio 2011, aveva dichiarato il ‘non doversi procedere’ per omesso controllo nei confronti del direttore del periodico perchè l’articolo non aveva offeso il diretto interessato nei confronti del quale, al più, poteva essere ipotizzata la lesione del diritto alla riservatezza, visto che il cognome non era stato scritto per esteso e che si era parlato genericamente di un ‘marito marchigiano‘, la Corte ha ribaltato la sentenza, rinviando il tutto al Tribunale di Ancona per un nuovo esame.
Chi DIFFONDE l’OMOSESSUALITA’ ALTRUI, in sostanza chi fa OUTING, rischia una condanna per diffamazione e violazione della privacy (la sessualità rientra tra i dati sensibili come elemento di potenziale discriminazione sociale).
Ora, detto che l’outing è una pratica tanto diffusa quanto spesso deprecabile (ma non sempre, leggasi personaggi omofobi di giorno e culattoni di notte, i cui nomi il sottoscritto sbatterebbe subito in prima pagina), la sentenza della Corte ufficializza di fatto la DIVERSITA’ dell’essere omosessuale.
L’essere gay, da oggi in poi, sarà DIFFAMANTE.L’omosessualita’ e’ una situazione di fatto riconducibile alle scelte di vita privata di una persona, e non ha alcun rilievo sociale”, sottolinea la sentenza della Corte, colpevole due volte nel ‘giustificare’ la propria  sentenza. Perché l’omosessualità NON è una SCELTA DI VITA, così come anche l’eterosessualità di un individuo NON ha alcun rilievo sociale, ma a nessuno è mai venuto in mente di dichiararla ILLEGALE se pronunciata senza il consenso del diretto interessato (Io etero? Ma ti denuncio!).
In un mondo in cui la guerra dei diritti glbtq si fa sempre più accesa, e fortunatamente all’ordine del giorno, in Italia si cammina quindi sempre sull’orlo del precipizio giuridico.
Etichettare un uomo o una donna come OMOSESSUALI senza l’approvazione dei soggetti in questione, da oggi in poi, sarà reato, perché contro la loro privacy. Una chiara forzatura, sotto alcuni punti di vista più che apprezzabile ma sotto molti altri persino ‘pericolosa’, che si infrange contro la realtà quotidiana, in cui non c’è nulla di ‘diffamante’ nell’essere gay o etero, e nell’etichettare qualcuno come OMO o ETEROsessuale (privacy fino ad un certo punto, se con rilevanza politico/socio/culturale). Come la metti la metti, in sostanza e a detta di chi scrive, questa sentenza è da cestinare.

Beyonce a favore dei gay e del coming out di Frank Ocean

Sii intrepido.
Sii onesto.
Sii generoso.
Sii coraggioso.
Sii poetico.
Sii aperto.
Sii libero.
Sii te stesso.
Sii innamorato.
Sii felice.
Sii ispirazione.
Così Beyonce ha voluto omaggiare l’amico Frank Ocean, pochi giorni fa dichiaratosi gay.
Dopo aver collaborato alla splendida I Miss You, tra l’ex Destiny’s Child e Frank è nata una profonda amicizia, in queste ultime ore pubblicamente ‘dichiarata’ dalla cantante.
Ancora una volta al fianco del mondo glbtq, che difatti la ama ANCHE per questo motivo.

Come non Detto: teaser trailer per la nuova gay-comedy all’italiana

Ivan Silvestrini alla regia, Josafat Vagni, Monica Guerritore, Ninni Bruschetta, Valeria Bilello, Francesco Montanari, Antonino Bruschetta, Lucia Guzzardi, Andrea Rivera, Valentina Correani, Josè Dammert ed Alan Cappelli Goetz protagonisti, per una gay-comedy che uscirà il prossimo 14 settembre nei cinema d’Italia, con distribuzione Moviemax. Al centro della trama di COME NON DETTO, qui sotto esplicitata, il COMING-OUT.
Mattia sta per trasferirsi a Madrid dal fidanzato Eduard, così da non dover rivelare alla famiglia di essere gay. Eduard, invece, è convinto che la loro unione abbia la benedizione di tutti i familiari. Quando il giorno prima di partire per la Spagna, Eduard annuncia il suo arrivo a Roma per conoscere i “suoceri”, Mattia dovrà scegliere se, finalmente, vuotare il sacco con i suoi oppure confessare al compagno di essere stato un formidabile bugiardo. Tra In & Out e Il Mio Grosso Grasso Matrimonio Greco, una divertente commedia tra il detto e… non detto.
Impressioni? Dopo l’evitabile Good as You, incrociamo le dita.

Anderson Cooper ce l’ha fatta: SONO GAY

Negli Usa lo sapevano pure i MURI, ma lui aveva sempre negato. O meglio, non aveva mai confermato. Fino ad oggi.
Perché Anderson Cooper, ovvero uno dei volti più celebri (e boni) della tv statunitense, ha FINALMENTE fatto coming out.

Per tanto tempo, rimanendo in silenzio su alcuni aspetti della mia vita, ho dato l’impressione sbagliata, come se stessi cercando di nascondere qualcosa, qualcosa che mi mettesse a disagio, che mi facesse vergognare o addirittura paura. Questo è doloroso, e semplicemente non è vero. Il fatto è che sono gay, lo sono sempre stato e sempre lo sarò, e non potrei esserne più felice, orgoglioso e fiero. Continuano ad esserci ancora troppo episodi di bullismo tra i giovani, così come ci sono ancora discriminazioni e violenza contro le persone di ogni età in base al loro orientamento sessuale, per questo credo che sia arrivato il momento di rendere chiaro dove mi trovo. Credo sia giusto alzarmi in piedi ed essere contato. Io non sono un’attivista, ma sono un essere umano e non me ne frega nulla se questo ha a che fare con l’essere giornalista. A mio avviso la capacità di amare un’altra persona rientra nei grandi doni di Dio, e ogni giorno ringrazio Dio per avermi dato la possibilità di dare e condividere l’amore con le persone della mia vita“.

E fu così, dopo anni ed anni di speculazioni, che il segreto di pulcinella di Anderson Cooper venne ufficializzato. Facendo cadere un’altra pesante maschera ed aggiungendo un altro nome ai coming out celebri d’America di questi ultimi mesi. Sempre più presenti, NORMALI, facilmente ‘accettati’, e per questo ancora più lieti.

Joe Jonas e Darren Criss sempre più (scopa?)amici

Ehm, qui doppia recchia ce cova?!? Purtroppo no. Sono solo SPLENDIDI fotomontaggi.

Francesca Vecchioni su OGGI: ho avuto due gemelle con la mia compagna

Voglio rendere pubblica la mia storia, per dimostrare che la famiglia nasce da un’unione sentimentale onesta e profonda che prescinde dal sesso dei suoi componenti”. “Mi sembra superfluo sottolineare che l’omosessualità non è una malattia, né un devianza. Io e la mia compagna Alessandra ci amiamo, abbiamo due figlie e vorremmo che fossero tutelate attraverso l’affermazione dei nostri diritti. È assurdo che, per esempio, nel caso io venissi a mancare la mia compagna per la legge italiana sarebbe una perfetta estranea rispetto alle bambine, le quali sarebbero le prime vittime di una situazione ingiusta”. “Io e Alessandra siamo andate in Olanda dove nessuno si è meravigliato per la nostra unione, trovando strano solo il fatto che non fossimo sposate. Abbiamo scelto l’Olanda perché in questo Paese la donazione è considerata un servizio sociale. Chi dona il seme lo fa gratuitamente e non può restare nell’anonimato. Se le nostre figlie vorranno, al compimento del sedicesimo anno potranno conoscere il loro padre biologico”.“Il padre? La domanda è inevitabile, ma tutte le recenti ricerche dimostrano che la capacità genitoriale prescinde dal sesso. Non per niente le più avanzate democrazie occidentali, come il Canada, la Gran Bretagna, la Germania e il Belgio hanno da tempo leggi che tutelano genitori e figli nella situazione mia e di Alessandra”. “Spero tanto che un giorno potremo sposarci. Potremmo farlo subito, a New York o a Oslo, dove il matrimonio omosessuale è consentito anche alle coppie non residenti. Ma io e Alessandra vogliamo sposarci in Italia. Ormai di famiglie come la nostra ce ne sono tante e non possono essere ignorate”.
Parole (inattaccabili) di FRANCESCA VECCHIONI, figlia di Roberto, SPLENDIDA madre.
Lesbica.
E giustamente sicura di quel che dice, ovvero:
NOI SIAMO UNA FAMIGLIA. Grandissima Francesca, e grande cover per OGGI.

Cheyenne Jackson gnocco e bagnato per Attitude

Dichiaratamente omosessuale, sposato dal 2011 con un medico nello stato di New York, visto in 30 Rock e Glee, 37 anni tra meno di un mese, e la cover di ATTITUDE come ‘regalo’ di compleanno.
Lui è Cheyenne Jackson.
Ovvero quando Hollywood fa rima con coming out.