ParaNorman: Recensione in Anteprima

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ParaNorman
Uscita in sala: 11 ottobre

Da ME pubblicata  su CINEBLOG.it

3 anni dopo Coraline, la Focus Features torna alla complessa ma affascinante stop motion con il curioso ed atteso ParaNorman, vera e propria sorpresa animata diretta a quattro mani da Chris Butler (supervisore degli storyboard di La Sposa Cadavere e Coraline) e Sam Fell (Giù per il tubo e La avventure del topino Despereaux).

Giocando con i classici dell’orrore degli anni 50, i due registi osano l’inosabile, dando vita ad un cartoon in plastilina e 3D che strizza l’occhio più ai grandi che ai piccini, grazie ad atmosfere cupe, zombie, fantasmi, rimandi cinematografici, streghe e cult orrorifici del passato, realizzando di fatto un autentico gioiello. Anzi, il miglior cartoon visto fino ad oggi in sala in questo 2012.

Calcando la mano sull’Universo dei ‘diversi’, Butler e Fell pennellano una società alquanto scorbutica, razzista, omofoba e selettiva. Grassi, ‘freak’, ragazzini strambi, cheerleader dal neurone solitario, pompati privi di intelletto ed omosessuali vanno derisi, umiliati, e perché no, bruciati in piazza come streghe. Omosessuali? Esatto. Anche omosessuali. Perché in ParaNorman, udite udite, assistiamo al primo coming out della storia dell’animazione cinematografica.

Un atto di coraggio da parte di registi e produttori, ovviamente andati incontro alle sbraitanti urla dell’americana Family Research Council, che ha coraggiosamente tuonato: “I genitori che porteranno i bambini a vedere il nuovo film ParaNorman potrebbero trovarsi a rispondere a domande indesiderate sul sesso”. “Questa storia potrebbe non far inarcare le sopracciglia ai genitori delle città metropolitane, ma crediamo che si debbano lasciare ai genitori informazioni sull’orientamento sessuale di un personaggio, nel caso in cui si voglia evitare questo tipo di conversazione sulla strada di casa“.

Bigotti ed omofobi da sempre, quelli della Family Research Council non hanno ovviamente capito una virgola del gioiello partorito dalla Focus Features. Perché son proprio loro i veri indiretti protagonisti del film. Coloro che puntano il dito, che insultano, denigrano, e distinguono tra cittadini di serie A e di serie B. Il piccolo protagonista della pellicola è un dolce, solitario e taciturno ragazzino. Che ha un dono. Vede e può parlare con i morti. Ma nessuno gli crede. Il povero Norman è circondato dai fantasmi, ma è lo zimbello della città. Il povero pazzo da evitare come la peste. Perché ’strano’, perché mostro, diverso. Neanche in famiglia lo stanno troppo a sentire. Il padre lo guarda quasi con terrore. La sorella lo evita come la peste. La mamma non prende posizione. Solo la nonna, la ‘defunta’ nonna, gli è vicino, mentre manda giù decine di film horror alla tv.

Al suo fianco un bimbetto cicciotello, sfottuto perché grasso, e una serie di emarginati inconsapevoli. La sorella bionda, che definire ’stupida’ è dire poco; il fratello muscoloso, tutto ormoni e pochi neuroni; il matto del Paese, che da sempre millanta verità mai prese in considerazione; l’insopportabile bullo, macho fuori ma ‘mammoletta’ dentro; e ovviamente loro. Gli zombie, tutt’altro che crudeli e addirittura terrorizzati da noi umani. Perché siamo proprio noi, quando vogliamo, a trasformarci in mostri. Cattivi con il prossimo, pronti a giudicare, a far del male, tanto fisicamente quanto a parole, armati di forconi, torce infuocate e insulti gratuiti.

La pseudo anormalità che incontra la pseudo normalità, ridando luce ad una verità assoluta, troppo spesso taciuta, che ci vuole tutti ‘identici’, e per questo meritevoli di diritti e rispetto. Cavalcando un’animazione spettacolare, e di una complessità abnorme (5 anni di lavoro), Butler e Fell giocano con luoghi comuni sociali e cinematografici, senza dimenticarsi l’ingrediente principale. Le risate. Tante, tantissime. Secchiate di divertimento, da associare ad una ricca dose di action (incredibilmente affascinante la scena del bagno della scuola, costata ben 2 anni di lavoro), per un film che intrattiene, diverte ed illumina, confermando la crescita esponenziale del cinema d’animazione. Sempre più originale e coraggioso, e non solo in casa Pixar, come dimostra questo autentico gioiello. Che definire imperdibile è dire poco.

Voto: 8

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