Ferzan Ozpetek, “Non critico l’utero in affitto, ma non voglio togliere di mezzo la figura femminile”

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“Avrei voluto un figlio con Simone ma la natura lo impedisce. E non volevo mettere in mezzo nessun altro o far crescere un bambino senza madre. Non è una critica all’utero in affitto: le leggi devono essere per la felicità e la libertà di scelta delle persone. Ma non voglio togliere di mezzo la figura femminile, per me è la colonna portante della vita e della crescita. Poi ho una coppia di amici che hanno avuto una bimba con l’utero in affitto e la fanno crescere in modo meraviglioso”.

Così Ferzan Ozpetek, dalle pagine de LaRepubblica, ha motivato l’assenza di figli in famiglia. A 24 ore dall’uscita in sala de La Dea Fortuna (qui la mia recensione), in cui l’omogenitorialità è al centro della trama, il regista turco ha espresso le sue perplessità nei confronti della GPA, rimanendo con un piede in due scarpe. Ed è curioso leggere simili dichiarazioni proprio da Ferzan, che ha ampiamente dimostrato come la FAMIGLIA non sia unicamente collegata ai legami di sangue. Essendo fatta di amicizie, incontri, vicini di casa, nuovi e vecchi amori. Un insieme umano che coinvolgerà sempre e comunque, figure femminili. Un bimbo ha bisogno di amore.

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