Jussie Smollett, parlano i fratelli nigeriani accusati della presunta finta aggressione

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“I miei clienti sono enormemente rammaricati per essere stati coinvolti in tutto questo. Comprendono come tutto questo abbia avuto un impatto sulle persone di tutta la nazione, in particolare sulle comunità legate alle minoranze, specialmente quelle che sono da tempo vittime dei crimini di odio”.

Così l’avvocato Gloria Schmidt, via The Wrap, ha riferito le prime parole ufficiali dei fratelli nigeriani Abimbola e Olabinjo Osundairo, che a detta della polizia di Chicago avrebbero inscenato un pestaggio omofobo e razzista ai danni di Jussie Smollett, divo di Empire, lo scorso 22 gennaio.
Smollett avrebbe pagato 3500 dollari per farsi picchiare, perché intenzionato a strappare un contratto più ricco dalla Fox. Arrestato, l’attore è stato rilasciato dopo aver pagato una cauzione da 100.000 dollari. Rischia fino a 3 anni di galera, se ritenuto colpevole.
Jussie continua a negare qualsiasi accusa, sottolineando come quei 3500 dollari vennero da lui effettivamente pagati ai due Osundairo, ma solo e soltanto in quanto personal trainer. Abimbola e Olabinjo, in sostanza, avrebbero dovuto aiutarlo ad aumentare di peso, mettendo muscoli. Poi la notte di quel 22 gennaio, inspiegabilmente, l’avrebbero aggredito all’uscita di un autogrill, mettendogli un cappio al collo e cospargendolo di ammoniaca.
Ci sarà un processo, ovviamente, ma nell’attesa la carriera di Smollett si può dire conclusa anzitempo. La Fox ha fatto fuor il suo personaggio dagli ultimi episodi dell’ultima stagione di Empire.

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