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B-Boy Blues, Jussie Smollett fa il suo esordio alla regia dopo le accuse di aver inscenato un attacco omofobo

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Chissà se anche Iconize, tra qualche anno, proverà a rilanciarsi dirigendo un film.
Nel dubbio Jussie Smollett, licenziato da Empire dopo le accuse di aver inscenato un attacco omofobo per motivi puramente mediatici, farà il suo esordio dietro la macchina da presa adattando B-Boy Blues, best-seller del 1994 di James Earl Hardy, in Italia mai arrivato.
B-Boy Blues segue la tumultuosa relazione tra Mitchell Crawford, giornalista di 27 anni, e Raheim Rivers, fattorino di 21 anni.
Si incontrano in un bar gay nel Greenwich Village nell’estate del 1993.
Il B-boy se ne va agli angoli delle strade, fredde e minacciose. Raheim è il terzo B-boy nella vita di Mitchell, ma è intelligente e talentuoso e un genitore amorevole per suo figlio di cinque anni. Ma Raheim nasconde una vena violenta…
B-Boy Blues ha poi dato vita ad una serie di libri che hanno venduto milioni in tutto il mondo, diventando punto fermo all’interno della comunità nera LGBTQ d’America.
Il film entrerà in produzione a New York il 17 ottobre.
Smollett ha vinto 5 volte il NACCP Image Award, e ha diretto due episodi di Empire, “What Is Done” e “Fair Terms”.
La sua carriera finisce nel gennaio del 2019, a Chicago, quando denuncia un’aggressione omofoba.
Ma la polizia indaga e ribalta il tavolo, accusando Jussie di aver inscenato tutto. Inizialmente scagionato, è stato poi di nuovo accusato, con numerose cause legali ancora in corso e un procuratore speciale che sta rivalutando l’intero caso, oltre alla condotta dei pubblici ministeri locali.
Il mese scorso Smollett ha presentato istanza per far cadere nuovamente le accuse contro di lui.

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