Coronavirus, Paolo Brosio: “Bisogna tornare a Dio perché quello che sta avvenendo è un segnale ben preciso”

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Dobbiamo rimettere al primo posto Dio. Quando Conte si è insediato con il ‘Conte bis’ mi ha preoccupato quando ha parlato del nuovo umanesimo dove ha parlato di tutto, dell’uomo, della tecnologia e della scienza senza mai dire la parola ‘Dio’. Il Governo ha pensato a tutto, tranne che alla fede: si può comprare tutto, anche le sigarette, ma si chiudono le chiese perché, secondo loro, sono luogo di ricettacolo di focolaio. Se vengono abitualmente disinfettate, con le dovute precauzioni, perché non tenerle aperte almeno per le messe feriali, mantenendo distanze e direttive della comunità scientifica? Bisogna tornare a Dio e anche di corsa, perché quello che sta avvenendo è un segnale ben preciso. Il Governo non è attaccato ai valori cristiani, ha scelto di affidarsi alla scienza e non a Dio. Ma la scienza non è Dio, altrimenti avremmo già risolto tutto.

Così Paolo Brosio, via AdnKronos, è tornato a delirare, chiedendo come un Matteo Salvini qualsiasi la riaperture delle chiese, perchése non fai la confessione come fai a toglierti il peccato dall’anima? Abbiamo pensato a tutto tranne che a Dio. L’unica cosa che mi sento di dire, è tanti auguri alla mamma oggi 99enne.

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