Achille Lauro, “se sono etero, gay o fluido? Lo lascio al caso”

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Da adolecente ascoltavo Ragazza di Periferia, da grande l’ho remixata con Anna Tatangelo. Se sono etero, gay o fluido? Questo lo lascio al caso. Ho pagato di tasca mia la sala del primo concerto, 300 euro per lo Zoobar di Roma. Ho suonato davanti a 3 persone. Per anni non ho dormito, per creare tutto questo. Ho ricomprato i gioielli di nonna Flavia. Li ho riscattati dal monte dei Pegni.
Non mi è mai mancato nulla. Mio padre si chiama Nicola De Marinis, è stato professore universitario e avvocato, ha scritto 4 libri, per meriti insigni è diventato consigliere della Corte di Cassazione. Nonno Federico era prefetto di Perugia. L’altro nonno ha combattuto nella seconda guerra mondiale. Mia mamma ha dedicato la vita agli altri. Casa nostra era sempre piena di ragazzi presi in affido. Sono sempre stato abituato a condividere. Se ho figli? Li ho schivati.

Bellissima intervista fiume da parte di Aldo Cazzullo ad Achille Lauro, sul Corriere della Sera di oggi, tra miti da sfatare (NO, non è mai stato in galera) e altri da alimentare (è eterosessuale), per una popstar che l’Italia tutta ha finalmente visto esplodere.
E il 31 ottobre, giorno del suo 30esimo compleanno da Roma, si riparte con il nuovo tour.

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