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Beirut Pride Week, è stato un trionfo anche tra le minacce islamiste

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La prima storica Pride Week del mondo arabo, andata in scena a Beirut fino a domenica scorsa, è stata un trionfo.
I 2000 braccialetti del Beirut Pride inizialmente prodotti non sono bastati, tanto da costringere gli organizzatori a commissionarne altri 2000 a metà settimana.
4000 persone hanno partecipato ad una dozzina di eventi, tra conferenze, party e laboratori, che si sono svolti sia all’interno che all’esterno di Beirut sotto la bandiera del Beirut Pride.
Sabato sera la bandiera arcobaleno ha sventolato liberamente al di fuori di un bar centralissimo della città, per poi sventolare anche fuori le ambasciate di Olanda e Regno Unito.
Intercettato dal Telegraph Hadi Damien, organizzatore, ha parlato di una partecipazione che “ha superato tutte le aspettative iniziali”.
Le premesse, infatti, erano drammatiche.
A 24 ore dall’inaugurazione un gruppo islamista ha minacciato l’intero evento, annunciando possibili attentati.
L’Hotel in cui il primo appuntamento era stato organizzato ha dovato cancellare la serata, per la sicurezza stessa dei presenti.
Ma la Beirut Week non si è fermata e i gay, le lesbiche, i bisessuali, gli etero e i transgender della città non si sono fatti spaventare, partecipando in massa.
In Libano, cosa da non dimenticare, l’articolo 534 del Codice Penale punisce tutti i contatti fisici e le unioni contronatura. Tale proibizione è valida per l’omosessualità maschile, l’adulterio, la sodomia e la fornicazione, mentre il lesbismo è legale dato che non involve la penetrazione.

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