Eccomi, l’album capolavoro di Patty Pravo

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5 anni d’attesa e oltre 700 brani proposti.
Un 26esimo disco nato per celebrare i 50 anni di carriera di un’artista probabilmente unica nel panorama nazionale.
Un album trainato dal Premio della critica Mia Martini al Festival di Sanremo.
Un progetto, Eccomi di Patty Pravo, che si può tranquillamente definire un capolavoro. Nel suo genere e soprattutto in un contesto, vedi la discografia italiana, sempre più tristemente piatta.
Autori del calibro di Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, Tiziano Ferro, Gianna Nannini, Pacifico, Samuel Romano dei Subsonica e Rachele Bastregh dei Baustelle, per tredici canzoni che scivolano via tra emozioni e stupore, vista l’altissima qualità proposta.
Non ci sono di fatto ‘scivoloni’, in Eccomi. Un concentrato di singoli, di tracce inattaccabili da far venire l’orticaria a quelle cantanti che riempiono stadi su stadi, sognando però giorno e notte un progetto come questo.
Dalla sublime ballad targata Sangiorgi che apre il disco, “A parte te”, a quello che potremmo definire il manifesto musicale di tutte le storie d’amore finite, “Se”, scritta da Samuel dei Subsonica. Con quel micidiale piano che riapre vecchie ferite dimenticate al grido ‘se nascessi un’altra volta io lo rifarei. E se ancora ti incontrassi, io ti amerei. Perché proprio non ci riesco, a rimpiangerti‘. Ma è un continuo, Eccomi, e non ti da’ modo ne’ tempo di prender fiato.
Con Qualche cosa di diverso di Zibba l’eleganza della Pravo torna a dominare la scena, marcando il campo con una frase che è già storia (‘non trovi che spogliarsi sia la cosa più geniale, dopo il disordine‘), mentre con Nuvole la divina Patty si supera, con quelle gocce che assomigliano alle lacrime. Applaudita la più ritmata Per difenderti da me, scritta per lei da Tiziano Ferro, si passa poi alla porno-pop Possiedimi, firmata dalla Nannini, alle potenti Se chiudo gli occhi e Come una preghiera, alla primaverile Un uomo semplice e a quei duetti ‘rap’ che un po’ stonano, nell’impianto generale. Prima Non siamo eroi (feat. Emis Killa), poi Tutt’al più (feat. Fred De Palma), portata sul palco dell’Ariston. Due botte di vita, di cambiamento e di ‘sperimentazione’ per una donna che a 50 anni dal debutto ha regalato ai propri fan un gioiello. Da ascoltare e riascoltare, da cantare e soprattutto leggere, tra le righe, con la consapevolezza che… ‘ci rivedremo poi‘. A Roma, per dire, domenica 10 aprile all’Auditorium, sala Santa Cecilia. A presto Patty.

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Comments

  • Pretty On The Inside 22 Febbraio 2016 at 17:09

    “Se” è veramente molto bella…

  • Salvo 22 Febbraio 2016 at 1:49

    L’album più bello di Sanremo

  • CRISTIANO 22 Febbraio 2016 at 0:43

    L’album è decisamente bello ma per me è lontano anni luce dalle sonorità e dallo sperimentalismo, (anche nei testi), di un vero capolavoro di qualche anno fa che non è stato amato dal pubblico, ossia RADIO STATION. Un picco di creatività da parte di una Vera Artista, capace di mettersi in gioco continuamente e di sperimentare e rischiare, fregandosene altamente delle classifiche…

  • MrniceSpice Evolution PoPster 21 Febbraio 2016 at 21:21

    concordo con la tua recensione. E’ un disco degno del suo nome e del record che ha raggiunto. Nessuna come lei.

  • ziaassunta 21 Febbraio 2016 at 19:22

    Bel disco veramente.

  • Marcel P. 21 Febbraio 2016 at 13:52

    Sì d’accordo le canzoni non sono niente male, alcune belle, ma la voce non c’è, nonostante il “maquillage” della sala d’incisione, nonostante lei sia brava a mascherare perchè ha una solida tecnica vocale, la voce di Patty non c’è più.