Bernie Sanders, campagna pro-diritti glbtq per battere la Clinton

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Fino a pochi mesi fa era ad oltre 40 punti di distanza dalla rivale democratica Hillary Clinton, ma in queste prime due tappe delle primarie USA ha ribaltato tutti i pronostici.
Pari e patta all’esordio e vittoria nel New Hampshire.
Il ‘vecchio’ socialista Bernie Sanders è il nuovo che avanza negli Usa, con l’ex first lady che ha iniziato a sudare freddo come avvenuto 8 anni or sono, quando super favorita della vigilia cadde dinanzi al fenomeno Barack Obama.
Ebbene il lanciatissimo Sanders ha appena diffuso una campagna pubblicitaria pro-diritti glbtq/black oriented, provando così a soffiare quelle due fette di elettorato che fino ad oggi vedevano Hillary apparentemente avanti.
Uno spot gay-inclusive che vede Sanders tornare sul campo dei diritti glbtq, da lui SEMPRE sostenuti. Anche quando non portavano voti.
Nel 1993 voto’ CONTRO il Don’t Ask, Don’t Tell, nel 1996 votò CONTRO la difesa Marriage Act e nel 2000 sostenne le unioni civili.
Tutt’altra storia per la Clinton, che disse NO alle unioni gay nel 2000, quando era in Senato, per poi cambiare idea nel 2013. Bernie vs. Hillary per frenare poi la corsa del pazzo Donald Trump. Che sfida.

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Comments

  • M. G. Prometheus 19 Febbraio 2016 at 19:24

    Secondo i sondaggi fatti fino ad ora, nelle elezioni generali se la caverebbe molto meglio della Clinton, quindi evidentemente riesce ad attirare anche elettori non iper-progressisti.
    Ad ogni modo, attenzione al problema delle email della Clinton, perché potrebbe essere messe sotto accusa dall’FBI entro metà marzo.

  • Shkval 19 Febbraio 2016 at 13:21

    È la sensazione che ho avuto anch’io. Ma quella parte che hai citato tu che deve convincere e il corrispondente elettorato probabilmente sarebbero convinti più facilmente da un candidato giovane piuttosto che da uno navigato che si è speso sempre per una politica progressista. In parole povere deve convincere anche un pezzo di conservatori repubblicani e democratici. Non so quanto sarà facile. Ma dalle votazioni nei prossimi stati sicuramente si avrà qualche indicazione. Vediamo.

  • M. G. Prometheus 19 Febbraio 2016 at 2:28

    In realtà Sanders è amatissimo dai giovani, molto più della Clinton. E, inaspettatamente, non se la cava affatto male neppure tra le donne. Il suo tallone d’Achille è invece l’elettorato nero, storicamente affezionato ai Clinton. Sarà sul voto afro-americano che si giocherà la battaglia. Un segnale in tal senso verrà dal South Carolina, dove Sanders perderà sicuramente, ma di quanto?

  • Shkval 12 Febbraio 2016 at 20:14

    Purtroppo temo che il voto del New Hampshire non faccia molto testo poiché è sempre stato progressista. Bisognerà vedere come se la cava anche negli altri e soprattutto che sostegno raccoglierà. Obama è riuscito a battere la Clinton coinvolgendo i giovani, i social e chiunque voleva respirare un po’ di aria fresca dopo Bush. Sanders è un politico di vecchio pelo anche se progressista per cui non sarà facile per lui.