Laura Pausini a sorpresa: tappe russe a Mosca e San Pietroburgo – e la lotta contro l’omofobia?

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L’annuncio a sorpresa, che oggettivamente stride con quanto detto e scritto negli ultimi mesi.
Perché ultimamente Laura Pausini si è sempre più spesa nei confronti dei diritti dei gay, con dichiarazioni pubbliche tanto in tv quanto sui social, per poi svelare al mondo una serie di nuove tappe del proprio tour.
Tappe che la porteranno all’Arena di Verona (2-3 maggio) e a Taormina (10 e 11 maggio), ma anche, e qui casca l’asino,  in Australia e soprattutto in RUSSIA.
Per la prima volta Laura Pausini in Russia.
Il 21 giugno a Mosca e il 25 a San Pietroburgo.
Tappe nell’omofoba Russia di Putin, nella Russia delle Olimpiadi della vergogna, nella Russia delle Pussy Riot prese a cinghiate, nella Russia della legge contro la propaganda Gay.
Nella Russia che andrebbe boicottata, almeno dal punto di vista artistico, e invece viene ancora oggi sposata, accettata e abbracciata da popstar di livello internazionale.
Per motivi puramente economici, che di fatto finiscono per cancellare quanto detto e scritto anche pubblicamente. Perché la coerenza con quel che si crede, in determinati casi, dovrebbe essere inaffondabile anche dinanzi al Dio denaro. A meno che la Pau non vada a protestare in casa di Putin rischiando il carcere (Madonna la stanno ancora a cercà). Ma c’è davvero qualcuno disposto a crederci?

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