Se POVIA diventa direttore artistico della Scuola per Cantautori

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Nell’ultimo decennio la musica si è omologata ad un unico genere, ad un unico suono. Le canzoni sembrano avere tutte lo stesso arrangiamento, o discoteca o pop rock, e non si riesce più a sentire un disco cantautorale, acustico. Oggi “Bocca di rosa” o “La donna cannone” sicuramente non passerebbero in radio”. “Dal dopoguerra in poi, grazie ai cantautori, in tanti hanno superato momenti bui semplicemente ascoltando i loro brani”. “Sto preparando un disco cantautorale con brani che saranno portati nei teatri a partire dall’inverno 2014 per arricchire “Povia in Cantautore”. Fino ad ora il pubblico ha risposto bene, ci sono un sacco di amanti del cantautorato. In teatro riesci ad essere più emozionante, ti rilassi e l’ascolto risulta piacevole, la gente segue lo spettacolo fino alla fine. E’ una novità assoluta che tra l’altro mi appartiene: è diverso stare sul palco con il gruppo durante un concerto rock dove tu fai casino ma dai meno emozioni e più grinta. Quando ti esibisci chitarra e voce sei solo tu e c’è il silenzio assoluto”.
Signore e signori, Povia, proprio lui, quello dei PICCIONI, dei BAMBINI che fanno OOOOH e dei gay convertiti e GUARITI dell’omosessualità, è diventato direttore artistico della Scuola per Cantautori del CMM di Grosseto. L’annuncio è arrivato pochi giorni fa, per un riconoscimento che vedrà Povia tenere delle vere e proprie lezioni d’approfondimento sui testi, la struttura e le stesura di una canzone, nonché la mimica, l’interpretazione, l’esecuzione strumentale finalizzata ad individuare il giusto modo di accompagnarsi, il modo di porsi ad un microfono e al pubblico. 3 anni dopo l’indimenticabile scempio sanremese. E poi dicono che la musica italiana non produca più autori di un certo tipo. E grazie ar cazzo. Se questi sono gli ‘insegnanti’…

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