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Misterioso calciatore gay in Germania: FAI COMING OUT grida Angela Merkel

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Un MISTERIOSO calciatore della Bundesliga ha rilasciato una clamorosa intervista circa 48 ore fa:
Se la mia sessualitá diventasse pubblica non sarei al sicuro”. “Ma non so se sarò in grado di mantenere per tutta la carriera questa continua tensione fra il modello di giocatore eterosessuale e la possibile scoperta”. “Storie, titoli, riviste… Se facessi coming out tutti vorrebbero scoprire cosa faccio con il mio compagno sotto le lenzuola. La mia passione, il calcio, sarebbe tutto irrilevante. O decido di andare con il mio ragazzo a un evento per poi finire su tutti i giornali per tre settimane oppure mento a me stesso e tengo tutto in privato. Semplicemente non c’è alcuna soluzione. Ovviamente sarei felice se all’improvviso arrivassero una valanga di coming out. Un po’ di normalitá mi renderebbe felice, potere semplicemente andare con un partner futuro in un ristorante… Sarebbe un sogno“.
Parole tanto dolci quanto terribili, che sottolineano il DOLORE della menzogna. Della privazione. Della sessualità limitata, causa volere della società che ci circonda.
Il nome di questo calciatore, ovviamente, non è trapelato, ma la sua intervista ha fatto il giro del mondo, riportando a galla un Universo, quello del pallone, tanto gay quanto schifosamente omofobo. Angela Merkel, dinanzi a questo sfogo, ha invece dato il meglio di se’, sottolineando come nessuno dovrebbe aver paura di vivere la propria omosessualità.
Questo ragazzo vive in un Paese nel quale non deve temere di fare coming out. Possiamo dare un segnale: non dovete avere paura. Questa è la mia missione politica“.
Un segnale. Innegabilmente difficile ma obbligato, necessario, dovuto.
Perché solo dichiarando la propria omosessualità ‘potremmo un giorno, magari tra 20 anni, privare di senso e utilità il gesto ‘estremo’ del coming out.
Per poi correre allo stadio, vedere la propria squadra del cuore, ed esultare dinanzi ad un goal del proprio centravanti, che davanti le telecamere, mentre con le mani mima il gesto di un CUORE, urla di gioia “ti amo Mario“.

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