30 secondi in anteprima per Benvenuto di Laura Pausini

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“Benvenuto a un pianto che commuove ad un cielo che promette neve/ Benvenuto a chi sorride, a chi lancia sfide a chi scambia i suoi consigli coi tuoi/ Benvenuto a un treno verso il mare e che arriva in tempo per Natale/ Benvenuto ad un artista, alla sua passione/ Benvenuto a chi non cambierà mai a un anno di noi”.
Orecchiabile, furba, commerciale, ma tendenzialmente brutta.
30 secondi sono bastati e bastano per bollare il nuovo singolo di Laura Pausini, Benvenuto, come qualcosa di imbarazzante.
Perché il testo, scritto probabilmente da un generatore automatico di banalità, è di un paraculo quasi fastidioso. Smielato come non mai, e talmente semplice da lasciare di sasso, perché venderà miliardi di copie e passerà in radio ogni 4 minuti e mezzo. D’altronde QUESTA è la VINCENTE formula Pausini. Che il sottoscritto ha sempre odiato, tanto da non capacitarsi, ancora oggi, come sia possibile che questa donna abbia MILIONI e MILIONI di fan sparsi in giro per il Pianeta. Sarò io a non averci capito un cazzo? Po esse. A questo punto mi arrendo, dando il benvenuto a chi la pensa esattamente come me.


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