Slitta ancora la legge contro l’omofobia: si vota martedì 26

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Update: come volevasi dimostrare… per l’ennesima volta, via Anna Paola Concia: Legge contro Omofobia e Transfobia: finalmente ci siamo, martedì 26 Luglio alle ore 15 verranno votate le pregiudiziali di costituzionalità. É ufficiale. Ci mobilitiamo? Ce l’abbiamo la forza e la pazienza di farci sentire ancora? Allora sit in alle 15 davanti a Montecitorio!!

Mentre Mancuso, ex Presidente Arcigay, minaccia per l’ENNESIMA VOLTA di rivelare i NOMI di tutti quei politici che la sera lo prendono al culo ma di giorno si nascondono scandalizzati dietro i banchi Montecitorio, il Parlamento ha RINVIATO, ancora una volta, la votazione sulla proposta di Legge contro l’Omofobia (e ancor prima sulle pregiudiziali di costituzionalità al testo stesso presentate da Lega Nord, Pdl e UDC, perché a loro dire DISCRIMINEREBBE gli etero). Perché c’era da salvare/arrestare PAPA, da riempire Napoli di MERDA, con gli indecenti rifiuti della Lega al decretone spazzatura, perché c’è una CASTA da difendere, mentre gli italiani vengono letteralmente DISOSSATI e DISSANGUATI, c’è un Premier da tenere a galla, una maggioranza che fa acqua da tutte le parti, un Governo da brividi, un opposizione troppo spesso balbettante, e le vacanze estive ormai prossime. Quindi, MA SAI A NOI CHE CE NE FREGA DEI FROCI? Questo, in soldoni, è l’ennesimo messaggio inviatoci dai ‘POTENTI’ della politica a tutti i finocchi d’Italia. Perché mentre gli attacchi omofobi si moltiplicano, tra chi li annuncia e chi li smentisce, e il mondo intero ci guarda SBIGOTTITO, tremando dinanzi ad un ipotetico crollo che porterebbe alla caduta dell’intera Area Euro, i gay sono davvero l’ULTIMISSIMO pensiero che passa tra le teste dei politici nostrani. Troppo impegnati a litigare, a spalarsi merda addosso, a costruire leggi ad personam, ad inveire e a salvarsi il culo dalla galera per metter mano e bocca ad una legge che è ben presente in TUTTI i paesi DEMOCRATICI d’Europa. La votazione, TEORICAMENTE, è slittata a MARTEDI’ 26 LUGLIO (siamo così passati dal 15 giugno al 22 giugno, diventato poi 9 luglio, 19 luglio,  20 luglio, 21 luglio, 26 luglio, solo per ricordare gli ultimi slittamenti). Il presidio di martedì davanti Montecitorio di varie associazioni glbtq, andato purtroppo QUASI deserto (una cinquantina i presenti), è servito quindi a poco, se non fosse che andrebbe ripetuto MARTEDI 26, giorno del giudizio. A meno che i carissimi parlamentari dei miei coglioni non abbiano altro di cui parlare, cazzeggiando ancora una volta, pur di non renderci GIUSTIZIA e dignità. Perché non chiediamo altro che questo.

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