L’album del mese? Safari Disco Club di Yelle: ecco la pagella di Spetteguless

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In questi ultimi 10 giorni ho ascoltato, e riascoltato tre album. Anzi no, quattro.
I R.E.M., pazzeschi con Collapse Into Now, i Subsonica, che mi hanno letteralmente fatto innamorare di Eden, James Blake e soprattutto Safari Disco Club, autentico CAPOLAVORO  elettrodance partorito da Yelle. 

27 anni, Julie Budet all’anagrafe, francese, Yelle esplode 4 anni fa con Pop-Up, suo album d’esordio.  A cause des garçons diventa tormentone quasi immediatamente, contribuendo ad esportare la tectonic fuori dai confini nazionali.
Quattro anni per tornare sulle scene, un tempo enorme per il mondo della musica di oggi. 
Un tempo necessario per dar vita ad un album che è un concentrato di suoni, dal ritmo pressante, incalzante, coinvolgente, suoni delicati e precisi, mai truzzi e beceri, come purtroppo vuole la ‘moda’ del momento. Non una coattata discotecara, ma un album di pura elettrondance, che il sottoscritto vi CONSIGLIA, accompagnato dalla voce limpida e quasi infantile di Yelle, riuscita nell’impresa di realizzare 11 tracce che fanno quasi a gara nel superarsi, toccando vette FOTTUTAMENTE alte.  

   1. Safari Disco Club: il singolo di lancio, quello che da’ il titolo all’album. Ovvero come regalare una perfetta colonna sonora al Bunga Bunga di casa Berlusconi. Un trionfo di VITA, di allegria musicale, trascinante, travolgente. Da gonnellino di paglia, osso tra i capelli, e conseguente scatenamento in pista. Scalzi. Voto: 8 
   2. Que veux-tu: Deliziosa. Un’ondata di musicalità, da cantare anche se non si conosce una parola di francese. Dal ritornello MAGICO. Un piccolo capolavoro, nella sua totale semplicità. Voto: 8+
   3. C’est pas une vie: Quasi una filastrocca, maledettamente orecchiabile. Anche se probabilmente ripetitiva, e tra le tracce ‘meno convincenti’, ma tutt’altro che insufficiente. Voto: 6+
   4. Comme un enfant: Alla faccia dell’infante. Portoni spalancati all’elettronica danzereccia, ritmo furibondo, da risvegliare cadaveri e le finocchie più commerciali. Altro probabile singolo bomba. Voto: 7,5
 
   5. Chimie physique: E anche gli anni 80 sono stati omaggiati. Con quel tocco di elettronica che non guasta mai, dando vita ad un mix che è pura dinamite . Voto: 7,5 


   6. La musique: Base incalzante, quasi ipnotica nel suo essere ripetitiva, da possibile remix stellare. Voto: 7,5


   7. Mon pays: Come non ricordare l’album d’esordio di Gwen Stefani? Questa Mon Pays sembra uscire direttamente dall’indimenticato Love. Angel. Music. Baby. del 2004. Un trionfo anni 80 che torna, prepotentemente, miscelandosi ancora una volta all’elettronica di oggi, come in Chimie Physique, tra bassi e ritmi meno stressanti rispetto alle tracce precedenti. Ma complessivamente siamo ancora una volta nettamente sopra la sufficienza. Voto: 7+

   8. J’ai bu: Inizio deludente, per poi tuffarsi in un ritornello ancora una volta delizioso, accompagnato dalla solita base impeccabile. Musicalmente parlando stiamo parlando di un album elettrodance praticamente PERFETTO. Voto: 7
   9. Le grand saut: Più che un salto un orgasmo. Da ballare, fino allo sfinimento. 60 secondi di ‘introduzione’, per poi scatenarsi, in una canzone che è una fottuta meraviglia. Voto: 9
  10. Unillusion: Fermate Yelle, siamo alla 10° traccia, e questa francesina non ha nessuna intenzione di metter freno all’insana voglia di disco che questo album riesce a trasmettere. Illusione un par di palle. Qui siamo di fronte ad uno dei migliori album dell’anno. Canzone capolavoro. Voto: 9
  11. S’eteint Le Soleil: Ci siamo. E’ finito. Anche se vorrete riascoltarlo una, due, 10, 100 volte. Ballandolo, cantandolo, lasciandovi andare un’ultima volta a questa ennesimo gioiello. Meno irruento, più soft, ma straordinario. Voto: 9
 

Voto Album: 8,5

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