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A Carrara il via alla SAGRA DEL FINOCCHIO: scoppia la polemica

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‘‘Contro la discriminazione, adotta un finocchio anche tu”.
È questo lo slogan della “Sagra del finocchio”, in programma l’11 settembre a Carrara, organizzata dall’Associazione Radicali di Carrara e Lunigiana e dall’Arci. Una sagra che, nelle intenzioni dei promotori, si propone di combattere l’omofobia con l’arma dell’ironia. Una giornata di dibattiti, finita nel calderone delle polemiche per via di una CLAMOROSA lettera spedita dal consigliere comunale Stefano Benedetti (La Destra per gli Italiani) al Vescovo di Massa Carrara per chiedere di fare pressioni sul Sindaco per revocare l’autorizzazione alla manifestazione (cosa che tra l’altro potrebbe accadere, visto che sono giorni che la Giunta rompe i coglioni agli organizzatori) . Preparatevi perché c’è DA RIDE:

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Sua Eminenza, Le scrivo queste poche righe per sensibilizzarla ad una questione che a mio avviso ha una portata enorme rispetto a quella che dovrebbe essere la dignità umana ed il rispetto verso la religione, la comunità cristiana e i cittadini tutti.

Mi riferisco alla già famosa “festa del finocchio” (con iniziali volutamente minuscole), il cui solo nome dovrebbe far vergognare gli organizzatori, pederasti, lesbiche, atei e tutto ciò che di più schifoso esiste al mondo, basta pensare che tanti di questi individui, sono gli stessi che scaldano le serate notturne dei pervertiti che si svolgono in quel di Torre del Lago.

Ma ognuno è libero di fare quello che vuole, l’importante che rispetti la libertà altrui e che abbia la sensibilità di non offendere la religione e soprattutto i Santi amati e pregati da coloro che la professano, ma non solo, da tutti i credenti e forse anche da tanti non credenti.

Con questa festa tutta la comunità Cristiana Apuana sarà offesa nel proprio spirito e Piazza S. Francesco profanata da orde di maniaci, spavaldi contro natura che dovrebbero, invece, festeggiare da un’altra parte, lontano dalla città e dallo sguardo innocente dei bambini.

Per questo motivo, la invito a nome di tanti cittadini che la pensano come me, a farsi garante della nostra richiesta nei confronti del Sindaco affinché revochi l’autorizzazione agli organizzatori della festa in quella piazza, dedicata ad un Santo amato e venerato da tutti proprio per la Sua semplicità umana e religiosa.

Non è pensabile che la festa sia stata dislocata in Piazza S. Francesco, solamente per una questione logistica e che il Sindaco non abbia pensato all’impatto che avrebbe la presenza di pederasti e lesbiche senza pudore in una Piazza che, anche se non consacrata, rappresenta l’essenza della cristianità ed è dedicata ad una Santo che per propria indole non ha nulla a che fare con gli spogliarelli delle drag queen o con i temi della comunità gay, che se si sentono discriminati dalla società, significa che sono vittime di se stessi per il proprio modo di comportarsi : gente che si isola e che si ritrova nelle zone gay solo per fare sesso, casino e niente altro.

Mi auguro che questo appello venga accolto e che il Sindaco Zubbani comprenda la gravità della decisione di spostare la festa in Piazza S. Francesco. Credo comunque che abbiamo il diritto di manifestare di svolgere la festa, ma sicuramente senza ostacolare la società e offendere la religione.
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W l’Italia e la sua merdosa classe politica.

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