Britney Spears nella storia della musica

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Tanto di cappella alla Regina delle Trucide.
Britney Spears è entrata di diritto nella storia della musica.
Per quale cazzo di motivo, vi starete chiedendo mentre vi strozzate con il caffè vomitandolo dal naso?
Perché la sora Spears, secondo la RIAA (Recordind Industry Association of America), ha superato i 100 MILIONI di dischi venduti in carriera!
Ebbene sì.
Come Mariah, Celina, Janet, Madonna e Whitney.
C’è da dire, per verità di cronaca, che metà dei dischi venduti, dal 1998 ad oggi, sono riconducibili ai suoi due primi dischi. Baby One More Time, con 28 milioni di copie, e Oops! … I Did It Again, con 1.319.193 copie vendute nella prima settimana e più di 20 a fine corsa. Dopo sono arrivati Britney, 9 milioni di copie, In The Zone, 6 milioni di copie, Blackout, 3 milioni di copie e Circus, 4 milioni e mezzo di copie, oltre alle 3 raccolte, Greatest Hits: My Prerogative, B in the Mix: The Remixes e The Singles Collection, che hanno rispettivamente venduto 5 milioni di copie, un milione di copie e NON LO SO quante copie (dati presi su Wikipedia, quindi non rompete i cojoni a me se per voi non veritieri).
Non contenta, la zozza ha fatto suo un altro clamoroso scettro, diventando l’artista femminile (se “femminile” può essere considerata…) ad aver venduto più dischi dal 2000 ad oggi.
In soldoni… Britney Spears è entrata ufficialmente nella storia della musica.
Ok, vado ad affogarmi nel gelato.

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