Festival Internazionale del Film di Roma – Pride and Glory: Recensione in Anteprima

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Festival Internazionale del Film di Roma
Pride and Glory

Recensione in Anteprima
Uscita in sala: 31 ottobre
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Una famiglia di poliziotti, distrutta dall’interno da uno scandalo che scuote le fondamenta dello storico NYPD, tra corruzione, violenza ed efferati omicidi. Ad occuparsi delle indagini Ray, costretto a dover indagare sul dipartimento capeggiato dal fratello e a dover scegliere tra la lealtà verso la famiglia e la lealtà verso le istituzioni, tra la legge ed una legge superiore…

Stilisticamente interessante, Pride and Glory porta in scena ancora una volta la corrotta polizia newyorkese, la ‘casta’ intoccabile, la cortina di plastica invalicabile, il codice d’onore al quale tutti i poliziotti della Grande Mela devono rifarsi. Peccato che il film si perda nel ritmo troppo compassato, nella mancanza totale di qualsiasi colpo di scena e nel ‘già visto’, anche di fronte ad un’interessantissima regia e ad un cast corale di tutto rispetto…

Macchina in spalla isterica, fotogafia sgranatissima e una più volte utilizzata ripresa in soggettiva per portare lo spettatore ‘dentro l’azione’ sono gli ingredienti stilistici dell’ottimo Gavin O’Connor, figlio di un poliziotto e per questo nato e cresciuto nell’ambiente da lui raccontato in questo film. Un ambiente dove i primi a trasgredire la legge son proprio quelli che dovrebbero farla rispettare, come tante, troppe volte abbiamo visto ultimamente in sala.

Di suo e di differente il film ci mette una qualità ‘alta’ dal punto di vista registico e tre grandi attori, Edward Norton, Colin Farell e Jon Voight, come al solito bravissimi. Al corrotto e spietato Farell è concessa una delle scene più cruente e forti della pellicola, con un ferro da stiro e un neonato come protagonisti.

Ma a parte questa scena e poche altre l’azione latita e il ritmo è troppo rallentato, per essere un poliziesco. L’idea centrale del film poi, di certo non originale, non contribuisce a dare quel pathos che da una pellicola di questo genere ci si dovrebbe giustamente attendere. Un peccato, vista l’interessante regia e il cast di grido, che lo lascia in un ‘limbo di critica’ da cui è decisamente difficile uscire, proprio da parte di chi scrive, ovvero il sottoscritto…

Voto: 6

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