Fiorella Mannoia è tra le cantautrici più apprezzate della scena musicale italiana, amata per i suoi testi profondi e sensibili. Canzoni, le sue, che hanno fatto la storia delle sette note, e una carriera particolare, che l’ha vista spaziare dal cinema all’impegno politico e umanitario.

Foto promozionale di Fiorella Mannoia – Spetteguless.it
Impossibile pensare a Fiorella Mannoia senza che non vengano in mente pezzi evergreen come Come si cambia, Quello che le donne non dicono e I treni a vapore. Attiva sin dagli anni Settanta, la cantautrice capitolina può vantare una carriera quasi cinquantennale, avendo iniziato a cantare molto giovane. Ma non tutti sanno che Fiorella ha iniziato a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo seguendo una lunga tradizione familiare. Nata nel 1954 dallo stuntman siciliano Luigi, ha seguito le orme paterne assieme al fratello e la sorella, lavorando nei primi anni come controfigura di Monica Vitti, Candice Bergen e Loretta Goggi.
Ben presto, ha capito però di volersi dedicare alla musica, e per questo ha debuttato al Festival di Castrocaro nel 1968, con Un bimbo sul leone. Pur non vincendo, Fiorella si è aggiudicata il suo primo contratto discografico con la Carisch, pubblicando i suoi primi 45 giri. Con l’etichetta discografica ha inciso Ho saputo che partivi, Le ciliegie, Gente qua gente là e Occhi negli occhi. Il primo grande successo arriva però negli anni Ottanta, quando nel 1987 prende parte al Festival di Sanremo con Quello che le donne non dicono. Il brano, pur classificandosi solo all’ottavo posto, riceve il Premio della Critica e negli anni successivi diventerà il pezzo più noto del suo repertorio.
Fiorella Mannoia, la carriera straordinaria dell’artista romana tra sette note e impegno sociale
Oggi, con alle spalle decine di album e raccolte e sei partecipazioni a Sanremo, oltre a svariati premi della critica, Fiorella Mannoia è tra gli artisti più stimati e amati della musica italiana, anche per l’impegno sociale e politico dimostrato in questi ultimi anni, in particolare per la lotta contro la violenza sulle donne e la fine del conflitto tra Israele e Palestina.
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Coraggiosa e determinata, l’artista si è spesso schierata in prima linea per dare voce ai più deboli, mostrando di non avere alcuna paura di esporsi. Non è un caso che abbia vinto l’Oscar romano per la solidarietà, oltre a aver firmato l’appello per la pace lanciato da Michele Santoro per la guerra tra Russia e Ucraina. Di recente ha preso inoltre parte a una manifestazione nella Capitale per la fine dei bombardamenti su Gaza: “Ho parlato da cittadina non da cantante. Ho voluto dire quello che pensavo perché è importante. Un giorno ci chiederanno ‘dove eravate voi'” ha dichiarato a margine dell’evento, pronta, come spesso fa, a metterci la faccia, e non solo belle parole.