Echoes di Will Young: la recensione/pagella di Spetteguless

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Sorprendente, ammaliante, sinceramente impensabile. Debbo dire di non essere mai stato un particolare estimatore di Will Young. Neanche sapevo che avesse fatto ben 7 album in 9 anni. Ma l’ultimo, consigliato da Marco, mi ha fatto suo. Perché Echoes, uscito a fine agosto in Inghilterra e trascinato dalla splendida Jealousy, è un disco di una bellezza rara, tanto nei suoni quanto nella voce di Young, perfetta nel sapersi adattare a base elettroniche, volutamente anni 80, e ad autentiche ballad, mai noiose o banali, come troppo spesso accade, con ‘omaggi’ al sound di Kylie, dei Goldfrapp e degli Scissor Sisters, in un album da ascoltare, e far conoscere. Perché non merita affatto il totale disinteresse che lo sta purtroppo travolgendo. Almeno qui in Italia… (dove vedere voti e considerazioni, traccia dopo traccia, da ascoltare anche se quasi sempre velocizzate? Dopo il saltino)


1) Jealousy – il singolo di lancio perfetto. Il capolavoro che potrebbe segnare diverse carriere. Will l’ha partorito senza ottenere quei consensi che si sarebbe innegabilmente meritato. Perché Jealousy ha tutto. E’ incalzante e ritmata, ma anche lenta e appassionata, mai volgare o coatta, ma anzi maledettamente ‘delicata’ e quasi ‘elegante’. Come far iniziare al meglio un album. Voto: 8

2) Come On – cover di un pezzo dei Kish Mauve, con Come On Will continua a seminare quegli strumenti che renderanno pian pianino quest’album come qualcosa di cercato, voluto, e ottenuto. Trattenutissimo nella voce, Young pulisce l’originale dei Kish, finendo per renderla meno accattivante, e per questo poco riuscita. Anche perché molto più adatta ad una voce femminile. In quel caso c’era Mima Stilwell, qui c’è Young. E non ci siamo. Voto: 6

3) Lie Next to Me – chiara, scandita, quasi sussurrata. E’ la delicata voce di Will a far partire questa terza traccia, che paradossalmente si perde nel banale ritornello, troppe volte ripetuto e fastidiosamente ‘già sentito’. Una canzone a metà. Voto: 6+

4) I Just Want a Lover – anni 80 e disco. Ma senza mai strafare. Con enorme classe Young cambia registro, con una canzone dal ritmo impressionante, che farebbe impazzire gli Scissor Sisters, e in seconda battuta il sottoscritto, che li venera. Splendida traccia. Voto: 7,5

5) Runaway – e gli 80’s continuano. Facendo nuovamente centro. L’elettropop inizia a farsi strada all’interno di Echoes, grazie alla collaborazione con Donnie Sloan, musicista australiana sempre più in rampa di lancio. E si sente. Perché Runaeay è un gioiellino. Voto: 7+

6) Outsider – si torna a suoni più tenui e ‘cullati’. Dopo le due tracce pseudo ‘disco’ Young rispolvera la propria voce, sempre più addomesticata, grazie ad una canzone prodotta da un ‘certo’ Dan Carey, produttore di M.I.A., Hot Chip, Kylie Minogue, Franz Ferdinand, Róisín Murphy, Lily Allen e La Roux, finendo per sorprenderci. Perché con Outsider Carey e Young partoriscono qualcosa di totalmente differente, facendo comunque centro. Voto: 7

7) Silent Valentine – pianoforte e voce. Senza dimenticare quel tocco ‘elettronico’ che caratterizza l’intero album. Sembra il Robbie Williams dei tempi migliori eppure ci ritroviamo davanti a Will Young, gay dichiarato della musica inglese che con questo Echoes sembra non sbagliare un colpo. Sorprendente. Voto: 7

8) Losing Myself – wow. Grazie alla mano di Pascal Gabriel, produttore delle due Minogue e dei Goldfrapp, qui al meglio grazie ad una traccia dai suoni sempre più martellanti, Will si sta lentamente avvicinando all’album perfetto. Voto: 7

9) Personal Thunder – il deragliamento. Statisticamente ‘dovuto’, con questa Personal Thunder Young deraglia. Almeno a detta del sottoscritto. Evitabile. Voto: 5

10) Hearts on Fire – dopo il deragliamento la resurrezione, immediata, e travolgente. Perché Hearts on Fire è perfetta. A metterci mano gli inglesi Kish Mauve, per una canzone che si espande in maniera dirompente come un fuoco impazzito. Ritmata e clamorosamente radiofonica, singolo sicuro. Voto: 7,5

11) Happy Now – noiosa, noiosa, noiosa. Voto: 5

12) Good Things – ci mancava solo lui in quest’album. Andy Cato dei Groove Armada, produttore di questa Good Things, autentico gioiello di fine disco, quasi ‘timberlakiana’ tanto nei suoni quanto nella voce di Young, sempre più in falsetto. Adorabile. Voto: 7+

13) Safe from Harm – come finire un album simile? Con una traccia potente, ancora una volta impreziosita dalla voce di Will, padrona assoluta dopo 50 splendidi minuti di musica, dichiaratamente e orgogliosamente ‘alta’. Voto: 7

Voto album: 7+

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