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A volte ritornano: Berlusconi e la mancata competizione con i gay

L’unica cosa di cui non mi hanno accusato è di essere gay”. “Non ho nulla contro gli omossessuali, anche perché più ce ne sono, minore è la competizione”.
C’era mancato? Ma anche no. Di chi stiamo parlando? Ma dai su, di quello lì, una volta Premier, poi dimessosi per volontà popolare.
Dall’oltretomba della politica nazionale Silvio Berlusconi è tornato a sparare minchiate, regalando autentiche perle al periodico americano ‘The Atlantic’. Parole come al solito VUOTE di contenuto ma ricche di POSITIVITA’. Il motivo? Ragazzi miei quest’uomo non conta più un emerito CAZZO. Fino ad un anno fa un’intervista simile avrebbe riempito PAGINONI e PAGINONI di giornali, suscitando le solite polemiche. Oggi è invece relegata in un angolino. Dall’oltretomba politica, per l’appunto. Che splendida sensazione, non trovate anche voi?

Che il 12 novembre diventi Festa Nazionale

17 anni di potere.
17 anni passati a sopportare le sue bugie, le sue battute da cabaret da quattro soldi, i suoi ammiccamenti maschilisti e sessisti, le sue leggi ad personam, i suoi insulti alla Costituzione e all’Italia intera.
17 anni che hanno segnato e cambiato non solo un Paese ma almeno 2 generazioni, rovinate dalla sua politica da tele-imbonitore, fatta di promesse, di sogni sfacciati e spiattellati su tv e giornali, in 17 anni ovviamente mai realizzati.
17 anni di puttane, di ministri improponibili, di figure di merda internazionali, di vergognosi deputati e senatori, di compravendite, processi e barzellette.
17 anni più volte sembrati sull’orlo del precipizio, per poi riprendere magicamente quota.
Ma ora ci siamo. All’ora di cena salirà al Quirinale, per dimettersi. E togliersi dalle palle una volta per tutte.
Che il 12 novembre diventi FESTA NAZIONALE, come nuovo giorno di LIBERAZIONE.
Perché sarà dura ripartire, ci vorranno anni per estirpare il berlusconismo dalla politica e dalla società nostrana, drogata ed avvelenata da 17 anni di terrore culturale, ma oggi, in queste ore, abbiamo messo la prima pietra.
C’è un Paese da far resuscitare.
Senza Silvio Berlusconi.
Quel giorno è arrivato.
Ed è oggi.
W l’Italia.

Silvio Berlusconi a un passo dall’addio: e Ryanair si supera

Manca poco più di un’ora al voto che potrebbe finalmente segnare la FINE della pagina politica più triste della recente storia d’Italia. Quella legata a Silvio Berlusconi, ad un passo dal baratro e straordinariamente sbertucciato quest’oggi dal sito internet di Ryanair, che ancora una volta, e con straordinaria tempestività, lo prende riccamente per il culo. Clap, clap, clap.

Silvio Berlusconi e la sua INCREDIBILE visione della crisi

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Questa è l’opinione dell’Europa sull’Italia

Domanda secca al duo Merkel-Sarkozy, chiamati a salvare l’Euro e l’Europa tutta dalla crisi che sta massacrando Italia, Spagna, Portogallo e soprattutto Grecia: “Il premier italiano vi ha rassicurato sui provvedimenti che prenderà il suo governo?”.
Inequivocabile la prima reazione della Merkel e di Nicolas Sarkozy. Quella sincera, di getto, a cui ne è seguita una più ‘istituzionale’, e svuotata di ogni credibilità.
Siamo praticamente la barzelletta del mondo. Grazie a lui, B., e al suo Governo di nullafacenti, occupati da mattina a sera, e con il Paese sull’orlo del baratro, a parlare di legge sulle intercettazioni.

Silvio Berlusconi come Amanda Knox: parola di Libero

……………. che qualcuno ci svegli da questo brutto, bruttissimo incubo.

Se questa è la CHIESA: secondo il Monsignor Babini “Vendola pecca più di Berlusconi”

Perché la Chiesa italiana TACE dinanzi allo SCHIFO politico di queste ultime settimane? Perché quello stesso Vaticano che durante il Governo Prodi lanciava scomuniche quotidiane sul centrosinistra che OSAVA pensare ai Dico quest’oggi è SILENTE, quasi nascosto, per non dire imbarazzato, mentre i suoi fedeli schiumano indignazione tra le mura di casa? Risposte che molto probabilmente si chiamano ICI e PRIVILEGI VARI assicurati da questo Governo fascista all’attuale dirigenza vaticana, quest’oggi riuscita nell’impresa di partorire l’ennesima bestemmia di questi ultimi anni. Perché secondo il Monsignor Babini, vescovo emerito di Grosseto, “l’omosessualità è un peccato assai più grave delle imprese del premier”. Intervistato da quella FECCIA internettiana di Pontifex, Babini si è così lanciato contro Nichi Vendola, Governatore della Puglia:
“Io non ne posso più della retorica inutile di Vendola. Credo, da cattolico, che la omosessualità praticata sia un peccato gravissimo e contro natura, certamente peggiore di chi va con l’altro sesso. Alla luce dei fatti, senza stilare classifiche, Vendola pecca molto di più di Berlusconi”.
Da sempre prontissimo ad aprire il culo per far uscire cagate omofobe, Babini quest’oggi si è letteralmente SUPERATO, riuscendo nell’impresa di SALVARE l’indecente e “malata” condotta del Premier, per poi puntare il dito contro il solito frocio di turno, ancora una volta umiliato, solo e soltanto perché omosessuale, da un’istituzione che sta iniziando a rasentare il concetto di CRIMINALITA’. Perché questa è istigazione all’odio. E ci siamo riccamente rotti i coglioni. 

Giuliano Ferrara sclera su Rai 3 per difendere Silvio Berlusconi

Questo è quello che ci rimarrà del berlusconismo. Perché se è vero che B. prima o poi si leverà dai coglioni, c’è anche da dire che la sua atroce corte dei miracoli rimarrà qui a far danni, e spesso a spese di noi contribuenti. E chissà per quanti anni ancora. Levateje i carboidrati a questo, che gli hanno dato alla testa.

Così il britannico THE SUN vede Silvio Berlusconi…

Ovvero come un moderno Nerone, circondato da baldracche, che si chiede… crisi? Quale crisi?. Questa è l’immagine dell’Italia all’estero, grazie ad un Presidente a tempo perso che fa girare patonze da mattina a sera, invece che togliersi dai coglioni. Una volta per tutte.

P.S. sotto un’altra vignetta, firmata The Independent, ancor più esplicita, e umiliante.

Tre parole per Silvio davanti al Tribunale di Milano…

… tipo “vai a cagare”? No, magari. Anche se ormai manca poco. Ma davvero poco…