Modena, ancora manifesti omofobi – Arcigay all’attacco

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Manifesti come quelli affissi dai consiglieri comunali di Modena sono ormai ricorrenti in tutto il paese, a firma delle diverse compagini che danno corpo ai nuovi fascismi”. “Quei manifesti non si limitano a esprimere un’opposizione al matrimonio tra persone dello stesso sesso ma addirittura alludono all’omogenitorialità come a una compravendita di bambini, paragonandola a una nuova schiavitù. Questo è grave e inaccettabile, perché lede profondamente la rispettabilità delle famiglie omogenitoriali, in cui i bambini sono amati esattamente come accade in tutte le altre famiglie. Avvilisce prendere atto che in Italia ci si finge liberali negando alle persone omosessuali il diritto al matrimonio ma nel contempo lasciando carta bianca ai predicatori d’odio, che possono diffondere le loro campagne negli spazi di pubblica affissione, con l’autorizzazione dell’amministrazione comunale. La cultura liberale è un’altra cosa e lo dimostrano la quasi totalità dei Paesi europei, in cui gay e lesbiche possono sposarsi e le incitazioni all’odio sono sanzionate per legge. Di questo paradosso portano la responsabilità Parlamento e Governo che su questi temi tengono il Paese in stallo“.

Pensieri e parole di Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay che ha ovviamente attaccato gli indegni manifesti omofobi apparsi a Modena. Carta da culo che sembrerebbe quasi alludere ad una nuova Santa Inquisizione contro gli omosessuali, contribuendo così ad alimentare quella  diffamante disinformazione che giorno dopo giorno raggiunge sempre più livelli vergognosi. Ma all’interno del Governo Renzi,  ormai, di Unioni Civili non si parla più. Almeno fino a gennaio, dicono loro.

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