My Life (A Michael Keaton me fai na pippa!) 4° puntata

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Nelle Puntate Precedenti…
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C’era una volta un ragazzo che in tutta la sua vita non aveva mai detto le due parole più inflazionate della terra, quelle paroline che chiunque almeno una volta nella vita ha detto, anche senza crederci, ma lui no… Nei suoi primi 26 anni di vita non era mai riuscito a dirle, tanto da prendersi un terribile incantesimo: se non fosse riuscito a dirle a qualcuno entro il 30° anno d’età, sarebbe rimasto acido per sempre! A ricordargli il tempo che passa una una polo Ralph Lauren vintage a tiratura limitatissssssima, dentro una campana di vetro, pronta a sgretolarsi anno dopo anno… 4 ne mancano alla fine dell’incantesimo, la Polo è sempre più scolorita, l’acidità sempre più palese e marcata, ma quelle due semplici paroline proprio non riescono ad uscire dalla sua bocca, passando prima per il suo cuore… quelle due paroline che fanno camminare il mondo, e che suonano all’incirca cosi: TI AMO.


5 lettere, due parole, una semplicità disarmante nel dirle e un significato ormai perso nel tempo.
Tutti si dicono TI AMO, c’è gente che addirittura se lo dice al 3°appuntamento, chi lo dice al proprio ragazzo 5 minuti dopo averlo tradito, come nulla fosse, neanche fossero una sorta di purificazione moderna e laica dei peccati commessi…
Io invece non le ho ancora MAI dette a nessuno. Le ho ricevute, ma anche in quel caso non ho mai risposto con il canonico ANCHE IO, o ripetendole a pappagallo. Non amavo e non l’ho dette, non avrebbe avuto nessun senso, avrei preso in giro lui ma prima di tutto me stesso, e non me lo consento. Una sorta di PAURA d’AMARE, condita magari da un cuore di babbuino, che sta li a pendermi sopra la testa…
Ma com’è possibile direte voi, non hai mai conosciuto qualcuno a cui avresti voluto dirle? Bè si, ma questo è un altro paio di maniche. Di persone a cui avrei voluto dirle, pronto a vendermi anche un braccio per riuscire a farlo, ne ho conosciute due, ma non ho mai avuto la possibilità di farlo, o anche solo le palle, visto che tutto quello che provavo io nei loro confronti non era purtroppo ricambiato.
E’ un classico, ci si innamora SEMPRE delle persone sbagliate, o che comunque non si riuscirà MAI a fare proprie.
Probabilmente è un comportamento inconscio presente in ognuno di noi, con una dose massiccia nel sottoscritto, ma il mio cuoricino quelle due volte non solo era pronto a dirle, ma a urlarle, a scriverle sul cielo, sui muri, ovunque, per rimanere invece poi strozzate in gola per anni, fino a quando non le ho mandate giù, facendole sparire a forza di lacrime purificanti.
Del mio primo e indimenticabile amore vi ho già parlato in un vecchio post, e torno a parlarvene oggi…
Era l’estate del 2002, Piazza Farnese, c’erano i mondiali coreani sul grande schermo, Italia-Messico, girone eliminatorio, il Trap in panchina.
Piazza gremita, un caldo bestiale, io ero con un mio amico del liceo, etero. Incrocio lo sguardo con un ragazzo che era dall’altra parte rispetto a dove mi trovavo io, e il colpo di fulmine, a cui fino a quel momento non avevo MAI creduto, mi arrivò dritto in testa, tramortendomi.
Non dimenticherò mai quel sorriso.
Ci eravamo scambiati dei messaggi in rete qualche giorno prima, e il FOTTUTO caso volle che quel giorno ci ritrovassimo nella stressa piazza, alla stessa ora, a pochi metri di distanza. Ci conosciamo a fine partita, l’interesse, o la curiosità, da parte sua è palese. Lo presento al mio amico, spacciandolo per un conoscente di vecchia data. Ci prendiamo un gelato, chiacchieriamo… lo conoscevo da 5 minuti ed ero già totalmente pazzo di lui.
Era più grande di me, aveva 28 anni, più basso di me, 175/178 cm, e viveva proprio li, in una viuzza dietro Campo dei Fiori. A fine chiacchierata ci scambiamo i numeri di telefono e la sera dopo mi invita a casa sua per un dvd! Era così assurdo che non ci volevo e potevo credere…
Quelle 24 ore non passarono mai, ero chissà perchè convinto che mi avesse rifilato un numero fasullo, che probabilmente non l’avrei mai più rivisto, e invece l’invito arrivò davvero: ore 21, ti aspetto!
PANICO TOTALE! Ero COMPLETAMENTE fuori dai giri gay, non avevo ancora MAI messo piede in una discoteca gay romana, e di amici omosessuali ne avevo davvero pochissimi… e non sapevo davvero cosa cazzo fare!
Ma mi era bastato un’ora per rendermi conto che quell’uomo era l’uomo della mia vita…

Intelligente, brillante, simpaticissimo, malato di cinema, sinistroide, anticlericale come me, mediterraneo in tutto e per tutto, fisicamente PER ME perfetto, con un appartamentino con mansarda a Campo dei Fiori, con affitto bloccato a due soldi, romanista fracico, con una voce INCREDIBILMENTE sensuale e quel sorriso che non vedrò mai più indosso a nessuno…
Finalmente arrivò la sera, in sella al mio motorino scalcinato prendo e parto, agitatissimo… bottiglia di vino rosso in mano, mi indirizzo verso casa sua… mi aspettavo di girare l’angolo e di trovarlo sulla finestra, stile Audrey, a cantare Moon River, e invece no giro l’angolo e vengo invaso dai SUBSONICA a palla… DISCO LABIRINTO! Ormai ero cotto…
Mi apre il portone, con la musica che esce dalla sua finestra che INONDA la viuzza, salgo quel piano maledetto di scale, mi viente incontro il suo splendido cane, che mi adorava, e mi ritrovo li come un IDIOTA un 2minuti buoni sulle scale a giocare con sto ammasso de peli rossi… era come se non volessi entrare! A quel punto, assalito da una luce bianchissima e accecante, lui esce sul pianerottolo, tutto bagnato, con un asciugamano intorno alla vita sorretto da due fringuelli in volo, un sorriso a 98 denti, pronto a domandarmi “vuoi rimanere tutta la sera sulle scale a giocare con lui? No perchè se è così’ dimmelo!”… e io a questo punto per poco non sturbo, con 3 orgasmi in contemporanea da guiness dei primati.
Entriamo in casa, lui era appena uscito dalla doccia, mi lascia in salotto e si va a vestire… più mi guardo intorno, più sbircio i dvd, i libri, i cd, e capisco che SANTO DIO quell’uomo era uscito dalla MIA TESTA… era praticamente perfetto… era la META’ della mia mela, del mio TAO, del mio CUORE, del mio LETTO, e in verità pure la META’ de me, ma questa è un’altra storia… dentro di me ero li che dicevo ORA VADO DI LA’ E GLI SALTO ADDOSSO, ma alla fine attesi pazientemente sul divano…mangiamo, cucina lui, tutto cibo africano comprato a Piazza Vittorio, beviamo il vino e ridiamo tantissimo, d’altronde c’erano due vite da raccontarsi, e io non vedevo l’ora di sapere la sua per filo e per segno… finita la cena ci diamo al nostro dvd, motivo dell’appuntamento… aveva preso da Hollywood ( storica videoteca di titoli d’autore romana, altro motivo per amarlo…) Harold e Maude, magnifico film inglese del 1971 che non avevo mai visto, e che da allora mi son sempre rifiutato di rivedere…
Era lì accanto a me, a due centimetri da me, su quel divano bastardo, il film andava avanti, tra risate fragorose, quando a un certo punto ci giriamo tutti e due nello stesso momento, l’uno verso l’altro, gli occhi neglio occhi, le labbra che lentamente spengono il sorriso, per avvicinarsi e toccarsi, in un caldo e passionale bacio. Finimmo per fare l’amore lì, su quel divano, con Harold e Maude in sottofondo, due corpi avvinghiati in un tripudio di passione, andata avanti tutta la notte, per ore e ore, fino allo sfinimento fisico e psichico.
Ovviamente tutto ciò non è mai successo, queste ultime righe me le sogno da 5 fottutissimi anni, tutte le notti! Il film andò si avanti, ridemmo davvero come due matti, ma le nostre labbra non si avvicinarono MAI, quella sera io non feci nulla, lui nemmeno, e alle 3 circa ci salutammo, con il mio ormone che ormai usciva dai pori della pelle come SUDORE, vista l’ENORME quantità prodotta in quelle ultime ore! Roba che ci avrei potuto riempire una cazzo di Vasca, altro che latte Cleopatra mia! Una sera che non ho mai dimenticato, e che rimpiangerò per sempre… Mi aveva invitato a casa sua, accolto bagnato in asciugamano, preparato una fantastica cena, raccontato TUTTO di lui, chiacchierato per ore, e non aveva fatto NULLA di nulla… ma porca la puttana maledetta, ma tutti a me??
Ero a dir poco spaesato… Anche perchè nei giorni a seguire non solo ci risentimmo, ma ci rivedemmo praticamente tutti i giorni! Era lui a chiamare, era lui a invitarmi, era lui che organizzava i pomeriggi a Villa Ada, era lui che mi portava in giro per la magica Roma notturna in motorino, con l’aria calda che investiva i nostri sorrisi, praticamente onnipresenti quando eravamo insieme. Dopo una settimana così non ne potevo davvero più. Ero pronto a STUPRARLO pure sulla sella dell’SH se non si decideva a fare qualcosa! Io ero un COGLIONE, decisamente TROPPO timido e bloccato, mentre lui non si faceva di certo molti problemi da quel punto di vista, almeno a giudicare dai suoi racconti… e poi e che CAZZO, era lui quello MOLTO più grande e con MOOOOLTE più esperienze… quindi cosa stava aspettando?
Così arrivò LA CAZZATA!
Quella che rimpiangi di aver fatto 2 secondi dopo averla fatta…
Io non ce la facevo davvero più, dovevo fare qualcosa, sbloccare la situazione in un modo o nell’altro, ma non avevo il coraggio di affrontare l’argomento face to face… così partori l’IDIOZIA del secolo… scrivergli una MAIL!
Ci misi un pomeriggio intero a scrivere quella fottuta mail, lunga una quaresima, dove ESPLICITAVO il mio interesse nei suoi confronti. Nel momento stesso in cui premetti INVIA, ero lì pronto a suicidarmi, pentito come nemmeno Britney Spears nel non aver dato la propria patonza a Justin quando erano fidanzati!
Ma il gioco ormai era fatto…
In quel pomeriggio feci DI TUTTO pur di non pensarci, fino a quando, mentre ero in agenzia di viaggi a prendere i biglietti per il traghetto che mi avrebbe portato nella MIA amata Sardegna, ecco LO SQUILLO…
Mi stava chiamando… PANICO TOTALE! Saltai sulla sedia come una CHECCA ISTERICA, facendo quasi morire d’infarto l’operatore che mi stava seguendo, costretto ad ASPETTARMI perchè NON POTEVO NON rispondere a quella telefonata urgentisssssssssima… chiamata che invece fu a dir poco SURREALE… mi disse che aveva appena letto la mail, che n’era rimasto SORPRESO (se come no…) ma che PURTROPPO non ricambiava il tutto… qui il mio cuore si fermò per una ventina di secondi… con me stava benissimo, si faceva delle grasse risate, mi adorava, ma non era scoccata quella scintilla, quell’attrazione fisica che era giustamente FONDAMENTALE ( questo lo aggiungo io… ) e così non si poteva fare altro che rimanere solo buoni amici, se io l’avessi voluto…
Ovviamente non riuscì a dire di no, continuando così ad uscire, come nulla fosse successo… ma in realtà io non lo volevo come AMICO, non me ne fregava un cazzo di averlo come amico, e non riuscivo proprio a vederlo come tale… ma non riuscivo a stargli lontano… così la TORTURA proseguì! Tornato a Roma dopo l’estate, la sera in cui lui tornò dal suo viaggio in Spagna, mi chiamò immediatamente, voleva vedermi a tutti i costi SUBITO per raccontarmi tutto quello che aveva fatto, AVVENTURE sessuali incluse! E io li ad autoflagellarmi, ad ascoltare le storie sulle sue trombate con un norvegese conosciuto a Barcellona, consapevole che non l’avrei MAI avuto, ma incapace di allontanarmi da lui… fino a quando una sera d’ottobre, ormai contento anche solo di stargli vicino, la classica GOCCIOLINA traboccò…
Dovevamo andare al cinema, a vedere Minority Report, all’Adriano. Io, lui e basta… invece si presenta, in ritardo, con un’amica ma SOPRATTUTTO con un misterioso “amico”… per farla breve i due vanno VIA nel bel mezzo del film, perchè l’altro “non riusciva a proseguire la visione di un film così disturbante”, PAROLE SUE, lasciando me e l’altra amica come DUE STRONZI in sala… ovviamente i due andarono a casa a trombare come ricci in calore… non gliel’ho mai perdonata, e da allora il rapporto ha virato di 180°, cambiando per sempre.
Non lo vedo e non lo sento da 5 anni.
Tutte le volte che vado a Campo dei Fiori sto li ad immaginare che sbuchi da Via dei Giubbonari, con il cane al guinzaglio, una birretta in mano e quel sorriso che mi fece suo al primo sguardo.
Sono certo che non viva nemmeno più a Roma, ma darei tutto per poter tornare indietro, a quella fatidica sera in cui aprì la porta di casa, tutto bagnato con indosso solo un asciugamano, a un perfetto sconosciuto, a quello stesso sconosciuto con cui passò un’intera estate di risate, steso su un prato di Tor di Quinto a guardare il cielo, con un Festival dei Fuochi d’artificio a fare da cornice romantica a quel TI AMO che non poteva esser detto in un momento migliore, ma che alla fine DA FOTTUTO BASTARDO non arrivò mai… mi accontenterei anche di rivederlo solo per 5 minuti, per sapere solo che cosa CAZZO ha fatto in questi ultimi 5 anni, li mortacci sua! 5 anni senza un merdoso sms? Fottutissimo bastado, ma che cazzo ti costava è? Ma che se sparisce così? Pezzo di merda, fà che non te incrocio pè strada che te GONFIO!

Ma io l’amavo e non pensai a NESSUNO, che non fosse lui, per mesi e mesi e mesi, e il tutto sicuramente contribuì in maniera DECISIVA ad una mia maturazione personale, sia sul piano del carattere, sia su quello della personalità e SOPRATTUTTO del CINISMO.
E intanto la Polo Ralph Lauren Vintage e a tiratura limitata ha perso una manica…
Consapevole di DOVER RECUPERARE tutto quel tempo perduto, l’estate successiva accettai la proposta di un gruppetto di amici di partire per una VACANZA GAY, la prima, e fino ad oggi unica, della mia vita.
Così il 17 Agosto 6 PAZZI partivano, destinazione MYKONOS, per una settimana frocia a dir poco S-U-R-R-E-A-L-E…
TO BE CONTINUED…

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