My Life (A Michael Keaton me fai na pippa!) 3° puntata

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Nelle puntate precedenti…
La mia prima notte di sesso omosessuale era stata archiviata con soddisfazione. La pazzia di prendere e partire per Milano, per andare da uno sconosciuto, era stata ormai metabolizzata, con un pomeriggio e una serata che mi avrebbero fatto toccare con mano, in tutti i suoi eccessi, l’universo gayo milanese.
La sveglia fu molto dolce e romantica, con tanto di colazione a letto, sesso e prima cazzata mattutina ai miei, convinti che io stessi a Milano per vedere Milan-Roma, quando in realtà ero sdraiato su un letto a soppalco accanto a un brasiliano nano e nudo!
Quello che secondo i miei sarebbe stato un pomeriggio da ETERO COATTI in trasferta a S.Siro, si rivelò invece un pomeriggio da neo frocio stupito, in trasferta nella capitale gay d’Italia!
Come d’incanto, appena usciti dall’appartamento con destinazione il centro, il mio GAYDAR, rimasto spento per decenni, si accese improvvisamente, segnalando froci ovunque!
Dò me giravo, ne beccavo uno! Che fosse periferia, centro, in metro, sul tram, quella cazzo di città pullolava de froci… e per uno come me, che a Roma aveva sempre fatto FINTA di non vederli, fù la scoperta dell’America!
Una scoperta però inizialmente traumatica… se io, per andare anche solo a Campo dei Fiori alle 5 di pomeriggio di Sabato per un tè freddo, andavo, e vivaddia vado, TRANQUILLAMENTE scaciatissimo, con pantaloncini, magliettina, barba sfatta e addirittura infradito ( quando è caldo…), a Milano NO!
Pure alle ore 14, cor caldo, er freddo, la pioggia, la neve, se nun c’è n’anima viva, e stanno anche solo andando pè na chiacchierata tra amici… le CULE milanesi son tutte PERFETTE!
24ore su 24 perennemente impeccabili, con capello BLOCCATO, marca bene in vista, in PIENO POMERIGGIO, nemmeno stessero SEMPRE andando a ballare!
Un esempio ce l’avevo poi vicino, con il mio brasiliano che aveva avuto il coraggio di uscire con degli OSCENI stivaloni a punta alla Walker Texas Rangers, camicia attillata e jeans ad hoc per mettere in mostra il bel culo…
Possibile che quello fosse l’universo gay? Dovevo TRASFORMARMI in quel modo per essere ACCETTATO nel giro? Domande che quel pomeriggio mi posi decine di volte, stordito da cotanta perfezione maschile nel raggio di poche centinaia di metri…
Ogni negozio, ogni commesso, ogni metro del centro aveva il suo omosessuale tiratissimo in mostra, mentre io avevo il mio nano brasiliano pronto a ballarmi TELL ME da un momento all’altro!
E CHE CAZZO ma dove ero finito?
L’impatto DEVASTANTE arrivò però solo verso le ore 17, quando il mio FROCIOLO, al motto di “HEI HO HEI HO, ANDIAMO A SCULETTAR“, mi portò, anni e anni dopo le mie traumatiche esperienze pomeridiane al GILDA, in quella che è la discoteca gaya per i PISCHELLI milanesi… il GASOLINE!
Neanche entrati e sto puffo ar cappuccino già conosceva tutti… baci de quà, saluti de là, lui è un mio AMICO di Roma, pensa è la sua prima discoteca gaya, i suoi nemmeno sanno che sta quà, della serie AAAAAAAAAAAAAAAAO’ CHE SO’ TIPO N’ATTRAZIONE? E finiscila un pò!
In poche parole ero a 2 metri dalla PORTA RIANBOW, ovvero la cassa, e già me rodeva er culo… i due oracoli del sud, i buttafuori, erano li, sull’ingresso, pronti a fulminarmi con i loro occhialoni neri… pronto a superare l’ostacolo, circondato da INFANTI IMPERATRICI, ovvero frocietti 18enni particolarmente su di giri, con vicino il mio gnomo tascabile, ero a un passo dalla TORRE D’AVORIO!
Finalmente entriamo nel locale… percorriamo un corridoio, o almeno quello che a me sembra un corridoio, visto che è il locale stesso! Un buco, stretto e buio, con qualche divanetto, un paio di cubi, Madonna in sottofondo e una mandria di ragazzini urlanti, avvinghiati e PERFETTI nel look!
Il mio GHISMO li conosce praticamente tutti, saluta mezzo corridoio, mi presenta, io imbarazzatissimo, visto come un ALIENO in terra straniera, speranzoso che il mio Falkor venisse a salvarmi, o in sua assenza almeno un Artax da montare!
Ho bisogno di sciogermi, mi attacco ai cocktail, ne bevo troppi, e comincio a scatenarmi… 10 minuti e sono un BAGNO DI SUDORE, circondato invece da ROBOTS insensibili alla fatica!
E che cazzo fanno 90 gradi, io sto MORENDO, grondo, sudo direttamente sacchi de grasso e intorno a me sò tutti IMPECCABILI? Cos’è un patto con il diavolo gay che si raggiunge solo dopo TOT ANNI di discoteche? Il non sudare MAI in determinate situazioni? Oggi conosco la risposta… il mio patto l’ho sottoscritto un paio d’anni fa…
In tutto ciò il mio omino con la lumaca SPARISCE, chiacchiero con due suoi amici, stranamente simpatici, quando me se avvicina MORLA, l’essere millenario, un quarantenne viscido in cerca di CARNE FRESCA, dal capello tirato all’indietro, nemmeno fosse uscito da Quei bravi Ragazzi di Scorsese!
Con molta classe lo piscio, mi metto in cerca del mio gnomo, quando lo trovo su un divanetto MOLTO rilassato con un altro pischelletto meneghino… i due non fanno nulla ma MI RODE COMUNQUE IL CULO!
Non che mi piaccia poi così tanto, ma che cazzo, sono tuo ospite… contieniti per un weekend! Usciamo dal GASOLINE tipo alle ore 20, fuori le mamme ad aspettare le INFANTI IMPERATRICI, mentre io tengo il muso al mini pan de zucchero che me porto dietro, che mi porta all’OBBLIGATO aperitivo… all’ELEPHANT!
Altro giro, altri gay, in poche parole il mio tour prosegue…
L’aperitivo mi DIVERTE, il posto mi piace, lo promuovo in tutto e per tutto, mangiamo, si beve, si chiacchiera, altri suoi amici ci raggiungono, tutti moooooolto cule ma altrettanto simpatici, e alla fine ce ne torniamo a casuccia…
L’incantesimo, e non solo quello, si è ROTTO, è evidente… le 24ore insieme hanno palesato le ENORMI differenze caratteriali, una volta di nuovo sul letto a soppalco torniamo a fare quello che se DOVEVA fà, per poi dormire non più abbracciati, come la sera precedente, ma decisamente distaccati, per la mia gioia e il mio sonno, finalmente tornato reale!
La mattina dopo ho il treno, lui lavora il pomeriggio, ha sonno e vuole rimanere a letto, io nemmeno sto lì ad insistere… non sono il tipo che prega…
Peccato che non solo non mi accompagna alla stazione centrale, o anche solo alla fermata metropolitana, ma nemmeno alla porta di casa… rimane sotto le lenzuola, ci salutiamo così, con io che mi trascino il mio trolley, tristemente, da solo…
Non gliel’ho mai perdonato, mi ha chiamato e richiamato, mi ha chiesto scusa, ma non gli ho mai più risposto…
Dopo 36 ore lasciavo un mondo mai visto prima, che ufficialmente diventava il MIO mondo da quell’esatto momento, per tornare nella mia fantastica città, vista finalmente con occhi diversi… il NULLA era stato riempito di certezze.
Appena tornato il giorno dopo mi sono segnato in palestra, mi sono sciolto, ho iniziato a conoscere i primi ragazzi gay, ho instaurato le prime amicizie, ho cominciato a frequentare i primi locali froci della capitale, ho avuto le mie prime storielle, per quella che da 7 anni ormai è una STORIA INFINITA.
Una storia spesso deprimente e depressiva, con le Paludi della Tristezza che ogni tanto incombono, di cui vado però fottutamente fiero, perchè costruita passo passo nel tempo, capace di tirar fuori l’APO che c’è oggi.
Quello stesso Apo che, pochi mesi dopo esser tornato da quella città cosi distante dal mio carattere, scoprì le prime pene d’amore…
To Be Continued…

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