1)Emma
2)Arisa
3)Noemi
Maria De Filippi torna ad imporre la ‘legge di Amici’ al Festival di Sanremo, piazzando al primo posto il 3° suo pupillo negli ultimi 4 anni.
Immeritatamente, ovviamente.
Perché dinanzi ad una cantante che non conosce neanche i nomi di chi le ha scritto la canzone c’è solo che da mettersi le mani nei capelli.
Tra le tre finaliste doveva vincere Arisa, mentre tra i 10 pezzi arrivati in finale maggiore considerazione avrebbero meritato Nina Zilli, a cui è andato il contentino Eurofestival, e Francesco Renga. Ma il televoto si sa, fa sfracelli. Tutto questo in una serata semplicemente ignobile dal punto di vista prettamente autorale.
Concluso l’inutile intervento di Celentano, Sanremo è finito. Sono le ore 23. Volendo Morandi&Co potrebbero annunciare il vincitore e mandarci a nanna.
E invece cor cazzo. Perché per ben DUE ORE E MEZZA (di nulla), la baraonda sanremese allunga il brodo, fino allo scontato annuncio finale, che il sottoscritto aveva già ‘spoilerato’ su Twitter con 40 minuti di anticipo. Perché tutti sapevano tutto, visto e considerato che dalla sala stampa era già partita la soffiata finale. A salvarsi dalla serata shock, in maniera fantastica, una sublime Geppi Cucciari. In pochi minuti la magnifica Geppi ha letteralmente FRANTUMATO Gianni Morandi, lanciando frecciatine da voto 8 in pagella.
Se in Rai ci fossero ancora cervelli funzionanti, la conduttrice per l’edizione 2013 sarebbe già diventata realtà.
Perché un Sanremo in mano alla Cucciari sarebbe STRAORDINARIO. Almeno sulla carta.
Per il resto, ascolti boom a parte, poca, pochissima cosa, per un’edizione che verrà ricordata per lo scioglimento del mito Celentano, finalmente fischiato e contestato in diretta, per l’ennesimo trionfo da Talent firmato Maria De Filippi, a cui si aggiunge la vittoria targata Gerry Scotti per la categoria Giovani, e per 4/5 canzoni di ottima fattura, ovviamente sconfitte, ma sicure vincitrici in radio. Questi, per chiudere il cerchio, i miei voti FINALI:
Gianni Morandi: voto 3. Lento, rincoglionito, imbarazzante, con gli occhi perennemente al cielo, legato a doppio filo all’onnipresente ‘gobbo elettronico’, e travolto dal tormentone ‘io amo gli omosessuali’. Pensioniamolo.
Rocco Papaleo: voto 7. Stranulato, un alieno sul palco dell’Ariston. Perennemente in bilico tra la presa per il culo e la presunta ‘serietà’. Inspiegabile il suo eclissamento nelle due puntate centrali. Meritava più spazio.
Ivana come cazzo se chiama: voto 0. Inutile. Qualcuno dovrebbe spiegarci il senso di questa valletta. E il contenuto del suo contratto.
Geppi Cucciari: voto 9. L’ospite più azzeccato dell’intera edizione. Travolgente. Ha fatto suo il Festival con 3 interventi. Genio.
Ospiti: voto 1. Ospiti? Oddio, e quali? Doveva essere il Festival dei pochi soldi, dell’austerità. Certo, come no. 750,000 euro ad un’unica persona e tanti saluti. Mai visto in 60 edizioni un Festival così povero di ‘ospiti’ concreti. A salvare la baracca gli immensi Patty Smith e Brian May nella serata dei duetti. Per il resto il nulla.
Stylyst e look dei cantanti: – 10. Mai vista in 60 anni un’edizione con cantanti vestiti peggio di questi. Atroci.
Regia: 2. Inspiegabilmente isterica, veloce, dal montaggio sfrenato, dallo zoom infinito e dalla telecamera zompettante. Odiosa.
Adriano Celentano: voto 1. Sinceramente ridicolo.
Coreografie: 5. Brutte. Diciamolo. Tranne rari casi, brutte.
Ballerini: 6,5. Troppo vestiti, ma comunque più che sufficienti.
Lacrime di Emma: 2. Non è da tutti far finta di piangere. E ieri sera ne abbiamo avuto la prova. Ritenta Emma, sarai più fortunata.
Dread di Noemi: 1. Inguardabile, sporco, per non dire ‘schifoso’, e immotivato. Che qualcuno uccida colui che ha deciso il look di Noemi a Sanremo 2012.
Gli occhi diabolici di Loredana Bertè nella puntata finale: voto 10. Avesse potuto avrebbe sgozzato in diretta Gigi d’Alessio, colpevole di averle strappato gli occhiali.
Le camicie di (E)UGENIO Finardi: voto 9. Indossare la stessa camicia per 5 sere consecutive. Sembrava un’impresa impossibile ma lui, (E)UGENIO, ce l’ha fatta. Mito.
Autori: 1. Non c’è altro da dire. In termini di preparazione, scaletta, interazione tra conduttori ed ospiti, interviste, battute e presunte gag, è stato uno stillicidio.
Qualità media delle canzoni: 6,5. Alcune oscene, altre orecchiabili, un paio notevoli. Livello medio interessante. Almeno sulla ‘musica’, Sanremo 2012, non ha del tutto deluso.
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Sanremo 2012: voti e commenti sulla prima serata
La prima serata del Festival di Sanremo 2012 verrà ricordata per vari motivi.
Per la baraonda della giuria, con il voto andato a puttane; per il rincoglionimento di Gianni Morandi, ormai appurato; per la prima serata Rai, ormai sdoganata a livello di parolacce, con ‘cazzo’ e ‘vaffanculo’ a go-go; per la splendida scenografia di Castelli; per il talento innato di Rocco Papaleo, genio attoriale di comicità e recitazione; per il ritorno di Belen e della Canalis, sempre più ‘presentatrice da osteria’, perché come applaude lei neanche Lady Chioccia a Uomini e Donne; per la sfida della modella diciannovenne, in ospedale ‘paralizzata’ a letto mentre quelle altre due sgallettate la prendono per il culo in prima serata; e soprattutto per lui, il predicatore molleggiato che per un’ora e passa ci ha costretto a mandar giù un’imbarazzante pagina di televisione. Adriano Celentano.
Premessa: al sottoscritto Celentano PIACE. Ma quando canta. Nel momento stesso in cui alterna silenzi chilometrici a pipponi esistenziali inizia a farmi girare i coglioni. Ieri sera, impresa quasi impossibile, è riuscito a farmeli roteare per quasi 90 minuti. Scavando nel populismo terra terra, Celentano ha sparato cannonate contro tutti. Ma a salve. Contro la Chiesa, contro i quotidiani e settimanali ecclesiastici, colpevoli di dar poco spazio alla PAROLA DI DIO, contro la politica, e contro il ‘povero’ Aldo Grasso, che si è beccato del deficiente in eurovisione. Atroce la ‘recita’ scolastica con Pupo, Morandi & Papaleo, atroce l’insieme autorale, perché assolutamente incomprensibile ai più, atroce la lunghezza infinita del monologo, per quello che è stato un programma nel programma, tanto da far giustamente incazzare molti cantanti, con Renga dichiaratamente imbufalito.
Ma Celentano è Celentano, diranno i suoi sostenitori.
Vero, e infatti ce ne siamo accorti ieri sera, più nel male che nel bene.
A salvare la serata, come scritto, la musica.
Perché il livello medio delle 14 canzoni presentate dai ‘big’ in gara è ‘interessante’. Soprattutto perché figlio di un primo e breve ascolto.
Vogliamo quindi dare una PAGELLA a tutti i cantanti e a tutte le canzoni ascoltate ieri sera?
Splendido. Facciamolo, confrontandoci con EDUCAZIONE e rispetto del parere altrui.
Dove? Dopo il saltino…