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Scioccante pestaggio omofobo ad Atlanta

Brutale.
Agghiacciante.
Gratuito.
Ma non per questo da censurare. Anzi, da diffondere.
Perché l’omofobia è reale, tangibile, e colpisce ogni giorno migliaia di ragazzi in giro per il mondo.
La loro colpa? Essere gay.
Pugni, calci, insulti.
Questo ragazzo di colore è andato incontro ad un vero e proprio ‘agguato’ di stampo omofobo.
No faggots in Jack City!‘, urla lo stronzo che riprende il pestaggio, insieme alla sua sporca banda di teppisti da ore ‘braccato’ dalla polizia della città, ovviamente sulle loro tracce proprio grazie a questo filmato.
Che va visto, e non ‘censurato’ come successo su Youtube. Perché l’omofobia non è una ‘leggenda metropolitana’. Ed oggi ne abbiamo avuto l’ennesima schifosa dimostrazione.

-24 ore alla Legge contro l’Omofobia: tempestiamo di MAIL i 630 deputati

24 ore di tempo per ‘convincerli’ a dire SI’ ad una legge contro l’omofobia. A meno di clamorosi cambi di programma, da prendere comunque in considerazione visti i quasi 10 slittamenti a cui è andata incontro l’attesa votazione negli ultimi 2 mesi, DOMANI scoccherà l’ora della Legge contro l’Omofobia. UDC, PDL e LEGA hanno presentato delle pregiudiziali di costituzionalità al testo, perché a loro dire DISCRIMINATORIO contro gli eterosessuali. Prima di poter passare alla legge vera e propria, bisognerà quindi superare questo ennesimo scoglio, a dir poco ‘comico’, per non dire surreale. Perché affermare con forza e convinzione che una legge contro l’omofobia discriminerebbe gli eterosessuali significa VERAMENTE giocare con l’intelligenza media, prendendola sfacciatamente per il culo.

Lamentarci DOPO la più che probabile e vergognosa bocciatura, come ha giustamente sottolineato Anna Paola Concia sul suo profilo FB, è troppo semplice. Ecco perché abbiamo 24 ore di tempo per TEMPESTARE di mail gli oltre 600 deputati che dovranno votare. E non parlo solo e soltanto dei deputati di Pdl, Lega e UDC, ma ANCHE dei deputati del Partito Democratico, che troppo spesso ci hanno regalato cocenti sorprese. 600 e passa mail da inviare in 24 ore (e attenzione perché teoricamente i deputati DEVONO leggere la loro casella mail, e nel caso in cui decidano di NON rispondere, dopo un TOT di mancare risposte verranno SEGNALATI dal sistema interno alla Camera), con testo e parole da VOI SCELTI, sperando di smuovere coscienze, e voti. Perché di quelli abbiamo bisogno. Per sentirci un pelo più democratici, un pelo più liberi, un pelo più civili, e soprattutto un pelo più protetti, sostenuti e rispettati.

P.S. dove trovare TUTTE le mail di TUTTI i deputati? Dopo il saltino. E passate parola!

Se volete copia/incollare, nel caso in cui non sappiate cosa scrivere, questo è il messaggio che il sottoscritto ha spedito ai 630 deputati d’Italia: Non è anticostituzionale, non toglie nulla all’Universo eterosessuale, e potrebbe ‘frenare’ molti omofobi, purtroppo ancora oggi troppo spesso trascinati dall’odio verso il diverso che sembra quasi voler essere un punto fermo di questi ultimi anni. La Legge contro l’Omofobia che si appresta ad arrivare alla Camera dei Deputati merita la vostra attenzione, e soprattutto il vostro sostegno. Perché sono tanti, troppi, gli attacchi a sfondo omofobo che quotidianamente avvengono ai quattro angoli del Paese. E perché trovo sinceramente assurdo che mia madre, 52enne, felice per la  felicità di suo figlio, omosessuale dichiarato, debba preoccuparsi per via del ‘clima’ di tensione che ci avvolge da anni. Una legge contro l’omofobia non solo renderebbe più sicuro me, omosessuale, ma anche quei tantissimi parenti, eterosessuali, genitori, madri, padri, sorelle e fratelli che temono per la nostra incolumità. In un paese che troppo spesso arriva a giustificare determinati tipi di violenza, dopo averla implicitamente aizzata.
Non vogliamo ne’ chiediamo molto. Solo di essere ascoltati, considerati, ‘difesi’, e rispettati, come qualsiasi altro italiano. Eterosessuale o omosessuale che sia.
Votate SI’ alla legge contro l’omofobia.


Fabrizio Marrazzo vs. Arcigay: siamo alle comiche

Una delle poche cose degne di nota fatte dall’Arcigay romano in questi ultimi anni è stato ALLONTANARE Fabrizio Marrazzo. Prezzemolino televisivo, perennemente a caccia del taccuino e della telecamera di turno, e per anni ‘responsabile’ di manifestazioni glbtq dal punto di vista organizzativo DISASTROSE, Marrazzo lo scorso anno è stato sfanculato dall’Arcigay. Era il presidente della sede capitolina, è stato fatto fuori dal giorno alla notte. In malo modo, questo va detto, e cavalcando strade discutibili, ma è stato fatto fuori. Ed è questo quello che conta. Perché a detta del sottoscritto Marrazzo ha fatto TANTO e MALE all’interno della comunità gay romana. E attenzione, non c’è nulla di personale tra il sottoscritto e Fabrizio. Ci conosciamo di vista, ci salutiamo per pura educazione, ma tutto finisce lì. Perché non mi sono mai piaciuti i suoi MODI di fare ‘politica’, trattando l’omofobia come grimaldello mediatico, e non ho mai fatto nulla per nasconderlo. Mandato via dall’Arcigay, Marrazzo ha trovato ‘casa’ all’interno del Gay Center. In questi ultimi mesi si è MOSTRUOSAMENTE avvicinato alla giunta di CENTRODESTRA, formata dalla formidabile coppia Alemanno/Polverini, suscitando più di qualche malumore all’interno della comunità. Ieri, ancora una volta, il buon Fabrizio ha denunciato un presunto attacco omofobo nella città eterna. Dopo le sparate degli anni scorsi (come dimenticare la fantomatica’ bomba carta’ al coming out, rivelatasi poi una ‘miccetta’, con tanto di vaso indicato come PROVA della potenza distruttiva della bomba ma in realtà bruciato da tempo), il sottoscritto dinanzi ad ogni comunicato di Marrazzo tentenna, aspetta, vuole vederci chiaro. Tanto da sobbalzare quando nella serata di ieri è arrivato un controcomunicato firmato Arcigay in cui si sottolineava l’INESISTENZA e l’INFONDATEZZA del presunto attacco omofobo.
Disse il Gay Center: domenica 17 alcuni giovani, in via dei Fori Imperiali, hanno lanciato uova e vetri contro un ragazzo di rientro da una serata nella Gay Street. Nessuna vittima, però, ha voluto sporgere denuncia, per paura di ritorsioni o per non rivelare la propria omosessualità. “Questa prima parte dell’estate sta dando segnali preoccupanti di un escalation di aggressioni omofobe. Se dovessimo guardare le segnalazioni ricevute dal nostro numero verde dovremmo dire che siamo di fronte ad una nuova emergenza”, commentò Marrazzo.
DICE ORA Paolo Patané, Presidente Arcigay: “Arcigay e l’Associazione Gay Street smentiscono decisamente che episodi di omofobia siano recentemente avvenuti in via di S.Giovanni in Laterano”.
Risponde a stretto giro Marrazzo: “Le dichiarazioni di chi non conosce i fatti sono allucinanti: in un momento in cui si evidenzia un fenomeno particolarmente grave, in cui i gay segnalano episodi di omofobia che non hanno il coraggio e la forza di denunciare alle forze dell’ordine per timore di ritorsioni o perché non sono visibili in famiglia, certe dichiarazioni sono molto pericolose, soprattutto per gli stessi giovani omosessuali che non possono vedersi smentiti da persone che non conoscono i fatti”. “Con tutto il rispetto, il bancone di un bar di via di San Giovanni in Laterano non è un osservatorio dell’omofobia, anche perché i fatti si sono svolti in via dei Fori Imperiali. Sulle dichiarazioni lette valuteremo eventuali azioni legali”.
Commenta a caldo anche Renata Polverini: “Voglio infine ringraziare l’associazione guidata da Fabrizio Marrazzo per aver aderito alla Fiaccolata di domani contro le mafie promossa dalla Provincia di Roma insieme alla Regione Lazio e a Roma Capitale, sarà una ulteriore occasione per ribadire la cultura della legalità e del rispetto”.
Oggi la proposta di legge contro l’omofobia arriva alla Camera. E’ previsto un SIT-IN a Montecitorio. Ma si parla di TUTTO tranne che di questo. Qui si annunciano battaglie legali per un presunto attacco omofobo, in una guerra tra associazioni che sta rasentando il RIDICOLO. Perché con gente così a RAPPRESENTARCI, non arriveremo MAI da nessuna parte.

Torna Luca di Tolve (il Luca di Povia) con Ero gay. A Medjugorje ho ritrovato me stesso


Vittima dell’abbandono da parte del padre quando era un bambino, e del conseguente rapporto sbilanciato, ai limiti del morboso, con la madre, Luca si ritrova a mettere in discussione la propria identità di genere e a intraprendere l’esperienza omosessuale. Dopo i primi amori adolescenziali, l’ingresso nell’età adulta coincide con la scelta di vivere senza timori la propria condizione. Eletto Mister Gay negli anni ’90, si ritrova famoso e molto richiesto a eventi mondani, feste e spettacoli. La sua nuova vita lo porta a vivere ogni sorta di trasgressione e sfrenatezza.
Dietro l’angolo, però, sta in agguato un nemico letale: l’Aids, che senza pietà lo priva nel giro di poco dei migliori amici. Si ritrova con tanta rabbia addosso, soprattutto verso il padre e verso Dio. 

Un giorno accade che qualcosa si rompe nella dinamica di vita e nel precario equilibrio costruito in quegli anni. Luca rientra in se stesso e decide di intraprendere un percorso di conversione, su base psicologica e religiosa, che lo porta a scoprire e a sanare le ferite di tanti anni, fino a riappropriarsi della sua mascolinità ed eterosessualità. Un cammino faticoso, fatto di dubbi e ricadute, che lo porta fino a Medjugorje: l’incontro con la Madonna lo spinge decisamente sulla strada della conversione, favorendone una completa rinascita interiore. Dopo sofferenze e fatica, Luca incontra anche l’amore a lungo cercato e con Terry inizia una nuova vita, fatta di una gioia mai sperimentata prima.

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Così si presenta “Ero gay. A Medjugorje ho ritrovato me stesso“, libro di quel Luca era Gay che tanto fece scandalo a Sanremo, con Povia protagonista. Lui è Luca di Tolve, a capo dell’incredibile GRULLO LOT, che su Facebook incredibilmente proclama: L’OMOFOBIA? UNA GRANDE BUFALA” PAROLA DI EX GAY MILITANTE. Follie? No, una triste realtà, nell’incredibile, delirante e omofoba Italia di oggi.

Gay Pride a Milano? C’è anche chi la pensa così…

Tempo al tempo e verrà trovata una cura per guarire dall’omosessualità? No miei cari, tempo al tempo e questi coglioni saranno sempre meno. Fino ad estinguersi. Sarà lunga, dura, snervante, ma succederà. Quindi mettiamoci pure comodi, e facciamoli delirare…

P.S. grazie a Devil per lo screenshoot.

Per Umberto Veronesi “l’amore omosessuale è più puro di quello eterosessuale”

“Quello omosessuale è l’amore più puro, al contrario di quello eterosessuale, strumentale alla riproduzione. “E’ difficile dire se la chimica abbia un ruolo nella sessualità. Avere qualcosa di chimico dentro vorrebbe dire che uno è predisposto, e che geneticamente nasce così: questo non lo penso. La sessualità si diffonde in rapporto agli stili di vita, alla cultura del momento, è anche un atteggiamento contagioso. In certi ambienti è molto frequente perché si scopre che è una forma di amore che può essere interessante esplorare”.

Parole di Umberto Veronesi, celebre oncologo ed ex ministro della Sanità, negli ultimi anni letteralmente DEDITO all’energia nucleare, tanto da aver ‘abbandonato’ il centrosinistra, distante e contrario. Per il Sindaco di Sulmona siamo un ABERRAZIONE SESSUALE, per molti altri malati, diversi. Per Veronesi il nostro amore è invece addirittura PIU’ PURO rispetto a quello eterosessuale. Vero o falso? Non lo so, e non me ne frega nulla. Perché non voglio essere ‘superiore’ a nessuno, in quanto omosessuale, in nessun caso e/o contesto. Vorrei solo che anche il mio amore venisse chiamato AMORE, con la A stramaiuscola, per essere rispettato, felice, e finalmente soddisfatto. Tutto il resto sono solo chiacchiere, che susciteranno polemiche, e soprattutto tanti altri insulti.

Natalia Aspesi shock: ovvero come parlare di matrimoni gay e rasentare l’omofobia

Nell’edizione di ieri de LaRepubblica è apparso un lungo ed interessante articolo firmato Natalia Aspesi, penna storica del giornalismo italiano. Premessa. Il sottoscritto ‘apprezza’ la Aspesi, e neanche poco, anche se proprio non riesco a capire il motivo per cui su Repubblica/Il Venerdì scriva praticamente di tutto. Posta del cuore (spesso a tematica glbtq), recensioni cinematografiche, gossip, star system, moda. Soprattutto quando viene inviata nei vari Festival cinematografici del mondo, tipo Venezia, la Aspesi mi fa salire letteralmente il veleno, perché 3/4 di articolo partono per descrivere red carpet e abiti dei protagonisti. Della serie ‘ma sticazzi’, parlami del film! Finita la doverosa e personale premessa, torniamo a noi, ovvero all’articolo di ieri, sul primo matrimonio gay in chiesa, di stampo valdese, che si terrà domenica a Milano. A sposarsi saranno Ciro e Guido, coppia omosessuale conosciutasi in discoteca 7 anni fa. A parlarne ovviamente lei, la TUTTOFARE Natalia che ripercorre la loro storia d’amore, per poi scivolare clamorosamente nella parte finale, che mi ha sinceramente lasciato senza parole. Basito, perplesso, anche leggermente incazzato. Questo il tratto incriminato:

È stato mandato un invito anche al nuovo sindaco Pisapia (ma non si sa se lo ha raggiunto), senza insistere per non creargli eventuale imbarazzo: anche se il giorno prima, sabato 25, ci sarà il Gay Pride milanese, patrocinato dal Comune. Ecco, Ciro e Guido sono l´opposto delle star del Gay pride: non sono giovani, non sono sexy, non si travestono, sono persone qualsiasi dalla vita qualsiasi, sono credenti, vogliono rendere pubblica la loro unione, essere accolti dalla loro chiesa, visto che la legge non lo fa, per quello che sono. Chiedono il diritto di non essere discriminati, ghettizzati, costretti alle piume e all’esagerazione per essere riconosciuti“.



In sostanza Gay Pride = baracconata, carnevalata, con travestiti, piume di struzzo e tacchi sgargianti? E no cara mia Aspesi. Gay Pride uguale anche TANTA, TANTISSIMA gente ‘comune’, pacata, tutt’altro che ‘sexy’. PERSONE QUALSIASI DELLA VITA QUALSIASI, che scelgono di metterci la faccia e di scendere in strada, perché stanchi, indignati, incazzati, e desiderosi di diritti. Basta con questi ignobili cliché. Qui nessuno si COSTRINGE (o è costretto) all’esagerazione per essere ‘accettato’. Anche perché fino a quando ci sarà gente che la pensa COME TE, mia cara Natalia, che sembra quasi voler distinguere tra baracconi e non, l’intero movimento glbtq, con tutte le sue colorate e LEGITTIME anime, non verrà MAI accettato.

Affittasi camera singola zona Colosseo: NO INVERTITI

Qui il LINK dell’annuncio. Potete rispondergli, minacciarlo, mandarlo affanculo e soprattutto segnalare un abuso. Non voglio dire altro, perché non ce la faccio davvero più. Sto grandissimo testa de cazzo pure l’annuncio ci ha fatto. W l’Italia.

P.S. grazie a Piero per la segnalazione.

P.P.S. annuncio CANCELLATO. Grandi ragazzi.

Come reagireste ad una cameriera che insulta pesantemente una famiglia con madri LESBICHE?

Chissà cosa sarebbe successo in Italia dinanzi ad un esperimento tv simile (cameriera, madri e bambini sono ovviamente d’accordo), ideato dalla ABC per testare gli omofobi d’America. Dinanzi ai vari Giovanardi d’Italia, chissà se una toccante lettera come quella letta in questo filmato sarebbe mai nata. Ok, fingiamo di non conoscere una risposta, e continuiamo a dirci “chissà”…

Forza Nuova contro l’Europride Roma 2011, con la Bocconi di Milano sotto attacco omofobo

Una settimana al via dell‘EuroPride 2011 e Piazza Vittorio, che sarà sede dell’Europride Park dal 1° al 12 giugno, viene letteralmente INVASA da manifesti contro il Pride, targati Forza Nuova.
Giustamente furiosa la reazione di Rossana Praitano, Presidente Mario Mieli e Comitato organizzatore del Roma Europride 2011:
“Ennesimo attacco al Pride e alla libera espressione democratica della comunità glbtq”. “Come ogni anno il Pride viene attaccato in maniera ignobile, con motivazioni come al solito risibili ed intenti discriminatori e di stampo omofobo che non sono degni di una città come Roma e soprattutto dei suoi cittadini e cittadine, che stanno invece accogliendo l’evento Europride con attenzione e le grandi aspettative riservate ad una manifestazione che non è solo della comunità glbtq ma di tutta la città”. Abbiamo chiesto all’Ufficio Decoro del Comune di Roma l’immediata rimozione dei manifesti e speriamo che questo sia l’ultimo ed unico attacco ai danni dell’Europride. Sabato 11 giugno saremo tutti in piazza per la grande parata, culmine dell’evento. Invitiamo tutte e tutti a sfilare con la comunità glbtq in segno di protesta contro i rigurgiti omofobi di coloro che vorrebbero una città non solidale, chiusa e antidemocratica”.

Ma l’ondata omofoba di giornata NON finisce qui. Perché a Milano, alla Bocconi, si è verificato un altro indegno episodio, dopo quello di due settimane fa. Al centro del mirino ancora una volta l’associazione Bocconi Equal Students (Best), e un loro manifesto, brutalmente imbrattato, che pubblicizzava un convegno sul talento femminile in ambito lavorativo dal titolo “Uomini che amano le donne”.
Atroci gli insulti lasciati sul poster con un pennarello blu.
“I froci si curano a Zyklon b” (ovvero il gas usato nei campi di sterminio nazisti) e “L’hiv la vostra punizione”.
E la legge contro l’Omofobia, giustamente, marcisce in Parlamento.

Sotterriamo anche noi gli omofobi con i GLITTER

L’omofobia, si sa, è in ogni dove. Non solo in Italia ma anche negli States, dove una curiosa campagna di protesta si è fatta sentire. Protagonisti il repubblicano Gingrich e sua moglie Callista, letteralmente SOMMERSI di glitter da un omosessuale alquanto incazzato per le loro uscite maledettamente omofobe. E se il sottoscritto propone di rilanciare l’iniziativa anche in Italia, con SECCHI di glitter da lanciare sui politici nostrani a partire da lunedì, quando alla Camera si discuterà della Legge contro l’Omofobia, rimane imperdibile il volto di Gingrich e Callista, costretti a rimanere impassibili, e a far finta che non sia successo nulla, perché ripresi dalle telecamere dell’Associated Press.