Category Archives: Cose da BLOG

25 anni in vignetta per KYLIE MINOGUE

Una fatina del pop da festeggiare, omaggiare, e ringraziare, per averci fatto ballare, scheccare e cantare per un quarto di secolo.
Come ESALTARE i 25 anni di carriera di Kylie Minogue?
Ovvio, con una vignetta ad hoc da me ideata e splendidamente realizzata dal solito fenomenale Emilio Pilliu (qui la sua pagina FB).
25 anni vissuti perennemente sulla cresta del successo, con grazia, eleganza e quel tocco glitterato che l’ha da subito tramutata in un’icona gay.
Anche se di REGINA dei froci, nel mondo del pop, ce ne può essere UNA e solo UNA.
Quindi st’attenta a te gnappetta mia…
E tanti auguri da Spetteguless, che ti venera, e continuerà a farlo da qui all’eternità.
W Kylie.

Plastic 2012/2013: è ripartito il BORDELLO (del pesce)

Vivo a Milano da quasi 18 mesi.
Il tempo vola, l’ambientamento è stata lungo e articolato, ma siamo ormai ad un passo dalla sua tanto attesa completezza.
Ebbene, in 18 mesi non ero mai stato al Plastic.
Incredibile ma vero.
Il ‘leggendario’ Plastic, che lo scorso anno ha chiuso la ‘storica’ sede originale per poi trasferirsi da tutt’altra parte, in un locale grande il triplo.
Locale diverso, ma abitudini identiche al passato, da quel che ho capito.
Perché ciò che ho visto ieri sera al Plastic, serata (gay) House of Bordello, non mi era mai capitato in oltre 10 anni di onorata vita discotecara.
Più che la casa del Bordello un mercato del pesce, dove chiunque è OBBLIGATO a mettersi in mostra, a farsi scovare, a sgomitare, a spingere, ad urlare, per poter entrare.
Perché non esistono file, ma un’indefinita e agghiacciante massa di persone accalcate contro una transenna. Il loro obiettivo? Farsi notare da colui che ha il potere di farti entrare o mandarti a casa. Una sorta di Hunger Games frocio. Tu sì, tu no, tu forse, aspetta.
Chiunque arrivi può entrare prima di te. Chiunque ha quasi il PERMESSO di passare davanti ad un altro. Chiunque si DANNA l’anima per riuscire a farsi vedere. Braccia che si alzano, gente in punta di piedi, sguardi fissi puntati su colui che SCEGLIE, sull’ELETTO che ha il potere ultimo e decisionale, nella speranza di riuscire ad incrociare il suo magico sguardo e pensare: forse mi ha visto.
Essendo stata la mia PRIMA volta, ho osservato tutto con sconcertato interesse (strabiliante RISSA tra buttafuori e alcuni clienti, compresa una ragazza. Botte da orbi). Un’esperienza sociologica più che una nottata in discoteca.
Dal fondo della fila. Mani giunte. Un alieno in mezzo al delirio. Ero con amici, vecchi ‘clienti’ del locale. Loro ‘conoscevano’, e alla fine siamo entrati dopo una mezz’oretta di attesa. Perché solo se conosci riuscirai ad oltrepassare quel magico ingresso. E sborsare 25 euro. Alternative non ce ne sono. O forse sì. Vestirti come uno stronzo.
Ruba il paralume di Zio Cledo e Nonna Palmira, lasciali al buio a piagne, mettitelo in testa e stai sicuro che ce la farai. ENTRERAI. Persino prima di me, testa di cazzo imbottigliato nella NON fila da 30 minuti. Perché tu sei eccentrico (storpiatura gratuita di RIDICOLO) ed io no.
Ma questa è la caratteristica storica del locale, è ciò che lo contraddistingue“, mi hanno gentilmente ‘spiegato’ due lettori del blog conosciuti all’interno.
E me cojoni, rispondo io.
Bella caratteristica del cazzo.
Il vecchio Plastic da quel che ho capito era uno sgabuzzino che dava quasi direttamente sulla strada. Era fisicamente impossibile fare diversamente. Qui sì, sarebbe più che possibile. C’è un ampio spazio per poter gestire un numero indefinito di (CIVILI) file. Vuoi ‘selezionare’ chi entra? Magnifico. Io AMO la selezione, la VENERO. Ma fammi ORDINATAMENTE mettere in fila. Poi quando toccherà a me essere ‘selezionato’, a te la possibilità di prendermi a calci in culo o accogliermi nell’Olimpo del ‘basta che ce credi’. Vuoi adottare un trattamento speciale per gli amici e i Very Important People de sta ceppa? Fantastico. Esistono le LISTE (con annesse file ad hoc). Credo da 30 anni.
E invece no. Al Plastic si alimenta volutamente la maleducazione, l’ignoranza, l’inciviltà, il cliché dell’italiano medio che non rispetta le regole TIPO della convivenza sociale, credendo tra l’altro di esser TOP proprio per questo motivo. Ma TOP de che, a sfigato. Sei un cafone, punto. Qui entra l’inciucione, l’amico dell’amico dell’amico, quello che è più alto e smaliziato, quello che sgomita e spinge, quello vestito da pagliaccio, quello che ti guarda dall’alto in basso pensando ‘ma sto stronzo ancora non l’ha capito che se non fai così qui non entri‘? Come no. Certo che l’ho capito. E difatti il sottoscritto al Plastic non ci metterà più piede. Locale molto carino (aerazione Alpheus stagione 2007 a parte: una sauna), 3 sale, privée, musica varia al punto giusto, bella gente (a parte qualche scopa nel culo di troppo tipica della Milano gaya), cocktail discreti, gestione degli spazi da rivedere. Ma organizzazione imbarazzante, per non dire quasi umiliante. Possibile che dopo un’intera settimana lavorativa debba continuare a STRESSARMI per andare a ballare? Lottare per poter entrare in un locale, di sabato sera, quando VIVAIDDIO esistono alternative queer molto più easy. Vedi il tranquillo, happy e delizioso GLITTER, o lo stesso Sabato del Villaggio. Verità a mio avviso lampanti, tanto da lasciarmi basito. Perché ogni weekend CENTINAIA di persone accettano questo ‘trattamento’, pur di entrare lì dentro. Il perché? Inspiegabile. Ed è qui che casca l’asino. Perché la colpa non è di chi organizza, talmente ossessionato dal mantenere inalterato il ‘fantasma’ del locale passato da non capire che tutto è migliorabile (soprattutto quando è ampiamente possibile), bensì del cliente tipo, che continua inspiegabilmente a farsi prendere per il culo, alimentando di fatto l’intollerabile.
Tu si, tu no, tu forse. Tra grida, braccia alzate, spintoni e look da ‘ho visto cose che voi umani neanche potete immaginare‘.
Un Bordello. Verissimo. Ma del pesce.
Ma anche no, grazie.

Artpop di Lady Gaga: ecco la COVER in ANTEPRIMA MONDIALE (e in vignetta)

Una cover ‘colorata’.
Lady Gaga l’ha annunciato, via social network, e Spetteguless può ora dimostrarlo.
Perché solo QUI potete finalmente ammirare la COPERTINA di Artpop, nuovo album di mrs. Germanotta.
Un’esclusiva MONDIALE e in ANTEPRIMA, con Andy Warhol, Gaga, il suo nuovo misterioso progetto, Madonna, Celebration e la pop-art legati a doppio filo.
Da me ideata, e come al solito dallo STRAORDINARIO Emilio Pilliu realizzata (qui la sua fan page su Facebook), la 27esima vignetta della storia di Spetteguless (qui tutte le altre) è da questo momento tutta vostra. A voi il compito di amarla/odiarla/trovarla indifferente e DIFFONDERLA in OGNI DOVE. Buona domenica blog.

Intervista a Mr. Sirenetto 2012 – parla Matteo Maida

Circa 50 giorni fa ha fatto sua la CORONA di Mr. Sirenetto 2012, sbaragliando l’agguerrita concorrenza, per poi volare a Torre del Lago in quanto finalista di Mr. Gay Italia.
21 anni, e ‘conosciuto’ nella gaya vita notturna capitolina grazie alle chiavi del privéè di Muccassassina, da quasi due anni in mano sua, Matteo Maida oltre a ‘vincere’ la GLORIA ETERNA, in quanto Mr. Sirenetto in carica, fa sua anche una più che dovuta intervista. Che vi attende dopo il saltino, tra verità, un’ostentata (e fastidiosa?) sicurezza, e l’inedita ‘polemica’ con Alessio Cuvello, ovvero Mr. Gay Italia 2012.

Vacanze finite: bentornato blog

Sole, mare, 3 kg in eccesso e palla all’aria.
L’avevo promesso. E l’ho fatto. 11 giorni di ‘stacco totale’.
Nada computer. Nada internet. Nada connessione. Nada ‘aggiornamento’ continuo. Solo libri e quotidiani.
Ma le ferie, al tempo della crisi, durano il tempo di un rutto, e difatti rieccoci qui.
Davanti ad un pc.
Al caldo di Roma, dopo quasi 2 settimane di Sardegna. Che mi lasceranno un’unica indelebile immagine.
Quella di un ristorante. Di un tavolo. Di 4 piatti, 4 bicchieri e 8 posate.
Da una parte i miei genitori, dall’altra io e il mio fidanzato.
Nel mezzo sorrisi, chiacchiere, confidenze, e sguardi di felicità.
La mia, evidente e fragorosa; quella dei mio padre e mia madre, nel vedermi sereno, amato e innamorato; e quella della mia dolce metà, finalmente ‘totalmente’ condivisa dopo due anni esatti di storia, con la prima ‘convivenza parentale’ straordinariamente andata a buon fine.
Squarci di ‘famiglia’ e di ‘normalità’, a lungo desiderata e finalmente arrivata.
Una ‘normalità’ che da sola vale 1000 vacanze.
Con la consapevolezz che sì. Sono un uomo fortunato.
Bentornato blog.

Chiuso per FERIE: BUONE VACANZE a tutti

A lungo attese, e finalmente arrivate.
Dopo un paio di anni d’assenza, da lunedì torno nella mia amata Sardegna.
L’obiettivo? Staccare da tutto. 10 giorni di sole, mare e palle all’aria.
Se vedo un PC, giuro, darò di matto.
Necessito di uno stacco netto, ed è per questo che vi auguro buone, buonissime vacanze.
Ovunque voi siate, sappiate che sarete comunque nei miei pensieri, perché Spetteguless fa ormai parte dalla mia vita da quasi 7 anni.
Forse farò qualche capatina nostalgica, ma in linea generale posso già annunciare che ci rivedremo il 18 agosto.
Belli carichi e ovviamente sul pezzo. Nel farlo, vi ‘abbandono’ con un signor mash-up, che vede incontrare VOGUE di Madonna e … Let’s Have a Kiki degli Scissor Sisters.
Buona estate blog.

Spetteguless intervista Luca Sappino

Ha solo 24 anni, un recente passato ‘politico’ e un futuro sempre più ‘giornalistico’. Nel mezzo, nel presente, c’è un attivismo glbtq invidiabile. E attenzione, perché stiamo parlando di un eterosessuale. Ovvero Luca Sappino, da tempo battagliero sui diritti dei gay, tanto da meritarsi il titolo di ‘paladino omosessuale’. Attualmente in radio con Ribalta, su Radio Popolare Roma, ha inoltre un blog e un programma radiofonico sul sito dell’Espresso, Comincio Lunedi, ma l’abbiamo visto anche su RedTv, ha scritto per Il Riformista e per Gli Altri, e a breve lo troveremo in edicola con Telese, oltre a fare politica attiva. Segue  Spetteguless, e da tempo volevo intervistarlo. Detto, fatto. Cari lettori, ecco a voi (l’affascinante) Luca Sappino.

Un giovane eterosessuale che lotta al fianco dei gay per tutelare i loro diritti mancati. A detta di molti questa ‘condizione’ potrebbe apparire ‘assurda’. Nel tuo caso è assolutamente veritiera, perché da anni ti batti per i diritti glbtq, pur essendo per l’appunto eterosessuale. Ora, potresti spiegarmi cosa ci dovrebbe essere di ‘anormale’, secondo il bigotto medio, in questa verità assoluta che fortunatamente ti riguarda?

Di “anormale” ci sono solo il pregiudizio e l’illogica convinzione che a battersi per il riconoscimento di qualsivoglia diritto debbano essere esclusivamente i diretti interessati. O, nello specifico, la convinzione che la lotta per i diritti omosessuali la facciano e debbano “logicamente” fare solo gli omosessuali. E perché però è poi “normale” – per usare il tuo termine – che un uomo scenda in piazza per i diritti delle donne, che i nativi manifestino per i diritti dei migranti, che chi vive in pace manifesti per la pace di chi invece vive in guerra? Io mi batto per il riconoscimento dei diritti degli omosessuali perché sono convinto che per il riconoscimento dei loro diritti – che in quanto tali esistono a prescindere dalle leggi e che vanno, appunto, solo “riconosciuti” – passi il livello complessivo di civiltà di uno Stato. Non c’è paese civile nella discriminazione. Per nessuno.

Nichi Vendola, dopo anni di troppi tentennamenti, negli ultimi tempi si è finalmente espresso a favore dei matrimoni gay. Sel, dinanzi ad un Pd che barcolla e delira, ha quindi preso una posizione chiara e netta sull’argomento. Ma tu credi che riuscirà a condividerla con il resto del ‘centrosinistra’, trasformandola in una bandiera elettorale da sventolare con forza, orgoglio e convinzione?

A richiedere, nel centrosinistra, i matrimoni gay oggi non è solo Sel (o meglio Vendola, visto che Sel, stando ai documenti congressuali, lo chiede ufficialmente da tempo): sulla stessa posizione è, ad esempio, anche Di Pietro. Non sono più pochi matti insomma, ma interi gruppi dirigenti, ad aver assunto il principio di parità e giustizia. Questo vuol dire che influenzeranno la coalizione e che la porteranno su una posizione definitivamente progressista? Non credo, temo di no. Credo che, l’ideologia delle idee miti, del moderatismo, porterà ancora una volta il centrosinistra ad esprimersi attraverso compromessi eternamente al ribasso.

Partito Democratico, dicevamo. Ora, dinanzi ad un IDV che sfiora l’8% e ad una SEL che sfiora il 6%, il PD sembrerebbe preferire allearsi con un UDC che non va oltre il 7%, gettando quindi automaticamente a mare un mare di voti. Se la matematica non è un opinione, ti sei fatto un’idea precisa su questa scelta suicida?

Credo che i dirigenti Pd stiano facendo male i loro calcoli. In queste settimane, per presentare Pubblico, il giornale che stiamo fondando, diretto da Luca Telese, stiamo incontrando nelle sezioni e nelle feste il popolo democratico, la base del partito, migliaia di elettori. E sai cosa ci dicono? Ci dicono tutti che, fosse per loro, non farebbero l’alleanza con Casini. Molto più condivisa è l’idea di un centrosinistra classico, anche se ristretto, con Sel e Idv, oppure di un ritorno alla vocazione maggioritaria di memoria Veltroniana. E vuoi saperla tutta? Secondo me così finirà. Tutti da soli e poi si vede. Anzi, tutti soli e poi ancora “ce lo chiede l’Europa”: la più grande truffa del secolo, dietro cui si nascondo sempre e solo le politiche più recessive e lo smantellamento sistematico dello stato sociale, la privatizzazione dei servizi e dei beni comuni. Hai mai sentito dire a qualcuno, “dobbiamo sostituire 20mila autobus troppo vecchi e inquinanti, perché ce lo chiede l’Europa”? No. Eppure l’Europa ci chiede anche quello, multandoci ogni anno perché facciamo girare dei ferri vecchi nelle nostre città. Dipende quindi da quale Europa ascolti. Quale Europa vuoi ascoltare.

Da romano che lotta per i gay vivendo spesso in prima persone le associazioni glbtq capitoline, non posso esimermi dal chiederti un parere sul litigioso mondo del nostro associazionismo. Mario Mieli, Di Gay Project, Arcigay. Ti sei fatto un’idea a riguardo? Possibile che possano avere credibilità e diffusione mediatica ‘leader associativi’ come Imma Battaglia, teoricamente in lotta per i nostri diritti, per poi sposare le parole di Ferdinando Casini e dire NO alle unioni civili, perché il Paese a suo dire avrebbe giustamente altro a cui pensare?

L’ho scritto sull’Espresso, quello che penso delle parole di Imma Battaglia su Casini. Ed ho scritto condannando ma senza alcuna traccia di stupore. Perché, osservando dall’esterno, capita spesso di accorgersi che parte del movimento, magari impegnato nel salvaguardare qualche locale, qualche festival, qualche appuntamento estivo, qualche patrocinio o finanziamento, assuma atteggiamenti contraddittori verso la politica. A te sembravano parole di “apertura”, come le ha definite Battaglia, quelle di Casini? Il leader dell’Udc disse “i matrimoni tra gay sono un’idea profondamente incivile, una violenza della natura e sulla natura”: bisogna proprio aver letto male per coglierci segni di “apertura”. Detto questo, credo che il movimento Lgbt sia quanto di più vitale c’è in Italia, insieme alla creatività delle nuove lotte operaie, che ci hanno partoto sui tetti delle fabbriche, su un’isola e sulla torretta di controllo dei treni. Non è un caso che oggi si parli molto dei matrimoni gay. Vuol dire che la parte buona, caparbia e coraggiosa del movimento – che è assolutamente maggioritaria – è riuscita ad affermare nuove parole d’ordine, sempre meno – finalmente – propense al compromesso. Perché, lo dicevamo prima, i diritti esistono e basta, e il loro riconoscimento o è completo o non è tale.

Una proposta ovviamente ‘provocatoria’. Pochi giorni fa mi son chiesto, via blog, perché non fondare un partito/lista civica a tinte gay? Perché non metterci la faccia e ‘lottare’ in prima persona, e direttamente dalle stanze del potere, per far propri quei diritti che i partiti ‘reali’ si ostinano a non volerci concedere? Un tuo parere a riguardo.

Credo che di partiti ce ne siano già molti, forse troppi. E credo che basterebbe votare con maggior intransigenza. Continui a prendermi in giro con documenti contraddittori, fumosi e timorosi di scomuniche? Non ti voto. Mi prometti cose concrete, chiare, determinate e rivendicate? Ti voto. Ma è poi soprattutto importante che i gay, e coloro che si battono per i diritti Lgbt – che, è bene ricordare, vanno oltre il matrimonio, e passano, ad esempio, per la legge sul cambio del nome anagrafico delle persone transessuali, a prescindere dal procedimento chirurgico – mantengano o scelgano l’impegno in prima persona. Ma questo impegno, è sempre meglio esercitarlo al fianco di altri, mescolando gli impegni e intrecciando le vertenze.

Nichi Vendola Presidente del Consiglio. A tuo avviso il Paese è pronto per dire ‘sì’ ad un Premier dichiaratamente gay?

Abbiamo avuto vent’anni di Berlusconi. Gli Italiani non si lasciano impressionare da nulla. Il paese è molto meno bacchettone e moralista della classe dirigente. Gli Italiani sono cattolici, ad esser clericali sono i leader politici. Tu avresti detto che la Puglia era pronta ad avere un presidente Gay? Ecco, appunto.

Hai mai avuto ‘avance’ omosessuali? E soprattutto, ti hanno mai etichettato come gay, visto il tuo straordinario attivismo, rinfacciandotelo come insulto?

Se ti vedono sfilare ad un pride, tenere un cero ad una veglia contro l’omofobia oppure raccogliere firme per i matrimoni gay, tutti pensano che tu sia gay. E’ il pregiudizio di cui parlavamo prima. “Avance”? E’ capitato. E i complimenti, come sai, sono sempre graditi.

L’Oscar ‘omofobo dell’anno’. Possiamo assegnarlo solo ad una persona: a chi lo daresti e perché?

Giovanardi, per la costanza.

Siamo alla fine, promesso: Pubblico di Luca Telese, ‘dalla parte degli ultimi e dei primi’, sentenzia il giornale ‘delle famiglie’, e non della ‘famiglia’, in edicola dal 18 settembre, senza finanziamenti e a caccia di abbonamenti on-line. Te ne farai parte. Cosa dobbiamo aspettarci? Cosa differenzierà ‘Pubblico’ dai tantissimi altri quotidiani che tutte le mattine possiamo trovare in edicola? Cosa ti aspetti e a cosa dobbiamo prepararci?

Dovete prepararvi ad un giornale bello, molto grafico, colorato, che sarà piacevole nella forma come nella sostanza. Fondiamo un nuovo giornale perché non crediamo che il ruolo del giornale possa essere, come invece è il Fatto, solo quello di distruggere e deprimere, ma che si debba costruire, raccontare il coraggio ed entusiasmare. Faremo un giornale con le notizie: l’economia, la politica, gli esteri, lo sport, la cultura, le inchieste. Faremo un giornale con molte analisi. Faremo un giornale, però, soprattutto, pieno di storie. Un giornale di sinistra che sia però, per la sinistra politica, una sveglia sempre trillante: è ora che si scrollino di dosso il sonno! Poi, ti ho detto, Pubblico sarà il giornale delle famiglie, e non della famiglia, alla faccia del Family Day. Perché racconteremo, ogni volta che ci sarà occasione, il mancato aggiornamento del diritto di famiglia – come sul nostro sito pubblicogiornale.it ha già fatto Chiara Lalli – e il sostegno negato alle famiglie, tradizionali e non, ridotte alla fame, all’indigenza e al sacrifico.

Conduci Ribalta su Radio Popolare Roma, hai un blog e un programma radiofonico sul sito dell’Espresso, Comincio Lunedi, ti abbiamo visto su RedTv, hai scritto per Il Riformista e per Gli Altri, a breve ti troveremo in edicola con Telese e fai politica attiva, a soli 24 anni. Ora, io mi chiedo, ma riesci a dormire la notte o lavori 24 ore su 24?

Dormo, dormo.

Grazie Luca!

#MrSirenetto2012: VINCE MATTEO

L’anno scorso un romano, Simone, e quest’anno un ALTRO romano, ovvero Matteo. La bellezza di stampo capitolino ha colpito ancora, incoronando il suo Mr. Sirenetto 2012.
Matteo, 21enne, 181cm per 75 kg e secondo classificato a Mr. Gay Lazio 2012, ha battuto in volata Mattia, primatista in quanto a voti sia nei quarti che nelle semifinali. Oltre 46.000 persone hanno ‘visto’ il sondaggio con relativo ‘scontro’ tra finalisti, per un risultato finale che vede Matteo vincere con uno scarto sul secondo di
quasi 40 voti.
Terza piazza per Manuel, con Teo quarto, Marco quinto e Giacomo sesto. Al vincitore, Matteo, va come promesso la GLORIA ETERNA firmata Spetteguless. Perché nei SECOLI e nei SECOLI lui sarà SEMPRE colui che vinse Mr. Sirenetto nel 2012. Mica pizza e fichi.
I miei più sentiti complimenti, ovviamente, vanno a TUTTI i partecipanti e a tutti i finalisti di questo GIOCO (perché di GIOCO si tratta), con Mattia agguerrita medaglia d’argento e Tommaso Gran Prix della Giuria all’unanimità.
Con Mr. Sirenetto 2013, neanche a dirlo, ci ritroveremo tra 10 mesi circa.
Quindi forza e coraggio, perché c’è una terza edizione da affrontare, il prossimo anno, e perché no anche da vincere.

P.S. queste le prime parole del ‘vincitore’, AKA Mr. Sirenetto 2012: Sapete cosa mi è piaciuto di questo gioco?
Leggere tutti i commenti :) alcuni sono stati molto carini, mentre altri mi hanno relativamente sconvolto.
Non credo che sia “invidia” come molti hanno scritto bensì credo che sia l’ignoranza insita nel mondo gay, ecco perchè viene scambiata per invidia.
Io non mi sento un gran bel ragazzo eppure se stai 10 minuti a chiacchierare con me in spiaggia o dentro ad un locale con 4000 persone, ti “innamori” di me e sicuramente non solo per il mio aspetto fisico.
Trovo scontato dire che tutti si ricredono sul mio conto dopo avermi conosciuto e lo dimostrano i messaggi che ricevo e tutti i commenti che leggo.
Il mio facebook è ricco di me proprio perchè si chiama diario ed è un modo per far conoscere il mio mondo alle persone che ho tra gli amici.
Li sopra condivido i miei pensieri e piano piano è uscita la mia persona e ciò che mi dimostra il mio successo sono i messaggi che ricevo quotidianamente :) c’è chi va oltre a ciò che appare…ma non tutti ci riescono.Non mi vedo bello e forse molti di voi hanno semplicemente detto ciò che io credo e son contento di non essere un belloccio spicciolo con il visino carino e senza cervello.Io a 22 anni nonostante tutte le mie esperienza negative di vita, son contento di essere come sono oggi perchè sono il risultato di tante cose che hanno dovuto vedere i miei occhi.
Ho imparato che prima di giudicare, una persona la devi guardare negli occhi.
Ci vuole coraggio per vivere come vivo io e sinceramente non mi interessa poi molto di cosa dicono le persone che non mi conoscono, infatti son qui a metterci la faccia oltre che il “testo” come fanno molti di voi utenti. Abbiate dignità dei vostri pensieri e datevi un nome, non c’è nulla di male nel non essere d’accordo con il risultato finale del voto.
Sappiate che per me è stato un gioco :) e lo dico con il sorriso stampato sul viso e amerò vedere tutti i vostri commenti.
Siamo un gruppo di pazzi che perdono ore a criticare le persone ma poi non vanno a mettere la firma “contro i parlamentari”.
Questa cosa mi fa essere sereno e dare la giusta importanza :)
GRAZIE PER LA GLORIA ETERNA, HO AMATO QUELLA FRASE!
TITOLO TANTO “CHIACCHIERATO” E “SFANCULATO” QUANTO A.M.B.I.T.O. :) MA SOLO CHI HA IL CORAGGIO DI PARTECIPARE PUO’ VINCERE.
METTIAMOCI IN GIOCO. IN BOCCA A LUPO PER LA PROSSIMA STAGIONE :*

#MrSirenetto2012: vota il VINCITORE

- Mattia
– Matteo
– Manuel
– Teo
– Giacomo
– Marco
Eccoli i qui i SEI MAGNIFICI finalisti di Mr. Sirenetto 2012.
Sei lettori pronti a scontrarsi, per una SETTIMANA, in un uno contro TUTTI che non lascerà ‘prigionieri’, ma solo e soltanto UN VINCITORE.
Chi andrà a ‘scippare’ la corona dalla testa di Simone, Mr. Sirenetto 2011?
Quale di questi sei riuscirà a far suo il maggior numero di voti?
Andando QUI potrete esprimere la vostra PREFERENZA. Un voto a testa. Chi avrà più voti, lunedì prossimo alle ore 12:30, sarà incoronato TRIONFATORE.
Mattia, in quanto il più votato dei quarti (e anche delle semifinali), partirà con DIECI voti di vantaggio.
TUTTO è concesso, purché ci si attenga alla regola base di qualsiasi finale. Ovvero il RISPETTO altrui.
Perché a vincere sono stati TUTTI i partecipanti di quest’edizione, impreziosita dalla gemma di Tommaso.
Dopo il saltino, immancabili, TUTTE le foto dei sei finalisti.
A voi il voto.
Che Mr. Sirenetto 2012 sia.

Turn Up The Radio di Madonna in vignetta

Altro che cassonetti dell’immondizia, uomini in motorino e senza casco, impalcature sullo sfondo e poracce che fotografano di nascosto la Regina.
Le giornate fiorentine di Madonna per girare il video ufficiale di Turn Up The Radio, in uscita lunedì, possono riassumersi così.
Con la vignetta da me ideata e splendidamente realizzata dal mostruoso Emilio Pilliu (qui la sua pagina FB), al grido TURN UP THE RADIO! Buon weekend gente, con un’altra esclusiva firmata Spetteguless (che batte la cover ufficiale 10-0, diciamocelo).

#MrSirenetto2012: ecco i sei finalisti

266 – 82 (retwittate comprese).
Matteo, primo concorrente ad approdare alla semifinali, è anche l’ultimo a volare in finale.

Mr. Sirenetto può quindi ufficializzare i suoi MAGNIFICI 5 + 1. Perché ai 5 vincitori delle semifinali si andrà ad aggiungere il MIGLIOR SCONFITTO, ovvero colui che pur perdendo ha raccolto una MAREA di voti. Quali i nomi? Questi:

- Mattia – 402 voti
– Matteo – 266 voti
– Manuel – 255 voti
– Teo – 185 voti
– Giacomo – 145 voti
RIPESCATO:
– Marco – 221 voti

Lunedì, e per una settimana intera, prenderà il via la FINALISSIMA, che vedrà MATTIA partire con DIECI voti di vantaggio rispetto a tutti gli altri, avendo incamerato più MI PIACE durante i quarti di finale. Dopo il saltino, immancabile, un mini ‘riassunto’ dei 6 finalisti. A lunedì con Mr. Sirenetto 2012!