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Tanti Auguri Beyonce

“Spinga signora spinga, forza che ce l’ha quasi fatta. Vedo la testolina lucida, forza signora spinga, spinga, eccolo, arriva, eccolo, è nato… è uno splendido… Grammy?!?”.
Il 4 settembre del 1981 Tina Knowles partorì in sequenza un Emmy, un Golden Globe, una Master Card, il modellino di una Cadillac, 3 Grammy e solo all’ottavo tentativo lei, Beyonce Knowles. E’ nata una stella, gridò il padre nel vederla ballare, cantare e impacchettare profumi mentre l’ostetrica la stava ancora sculacciando. E così fu.
Fatti due calcoli sui dollaroni che in futuro l’adorata figlioletta avrebbe potuto portare a casa, Matthew Knowles la spedisce a calci nel culo alla St. Mary’s Elementary School, dove la piccola Beyonce studia danza classica, balletto e jazz. Già da adolscente Beyonce mostra a chi ha il piacere di starle accanto tutto il suo immenso talento: a sette anni riceve la prima standing ovation cantando Imagine di John Lennon, mentre ad otto anni fonda il primo gruppo musicale, le Girl’s Tyme, insieme a LaTavia Roberson, LeToya Luckett e a sua cugina, Kelly Rowland. Ossessionato dal futuro della figlia, il padre molla il lavoro per trasformare le quattro sgallettate in delle macchine da soldi. Detto, fatto. Fu così che le Girl’s Tyme diventano le Destiny’s Child. E’ il 1993. Beyonce è ancora nera come la pece, ama Lorella Cuccarini, si pettina con un frullatore ed è pronta al decollo definitivo, che arriva nel 1998. In pochi anni le Destiny’s Child sbancano le chart di mezzo mondo, fino all’arrivo delle prime inesorabili spaccature. E attenzione perché NO, non si parla di pannocchie. La Luckett e la Roberson vengono infatti malamente sfanculate, e sostituite con Michelle Williams e Farrah Franklin. Intoccabili, ovviamente, le due Rowland. La prima leader indiscussa, la seconda sua triste ombra, pronta ad accoltellarla alla schiena un giorno sì e l’altro pure, pur di scipparle il posto.

Nel 2000 le Destiny’s aprono il Baby One More Time Tour di Britney Spears con Say My Name. Leggenda narra che quel giorno, prima del via, Queen B sgozzò una gallina in camerino urlando al cielo “prima o poi finirai per  leccarmi il culo”, rivolgendosi ad una Barbie Britney totalmente ricoperta di spilli. Persa Farrah Franklin per strada, tra la Togliatti e la Salaria, le Destiny’s Child diventano un trio, ma per pochissimo tempo. Perché è il 2001 quando Beyonce da’ un calcio sulla gnocca alle altre due sgallettate rimaste per concentrarsi sulla carriera da solista. Tempo due anni ed ecco arrivare Dangerously in Love. Trascinato dal singolo Crazy in Love, registrato insieme a Jay-Z, suo futuro orrido marito, l’album decolla, vendendo l’IRA DE IDDIO, tanto da far vincere a Beyonce qualcosa come 5 Grammy Awards. Più che una stella è nata una DIVINITA’. Perché tutto ciò che tocca Beyonce sembra tramutarsi in oro. Profumi, film, peli del culo, tutto è commerciabile per l’allegra ditta Knowles, insaziabile ed avida di successo. Ritrovatasi insieme alle Destiny per l’ultimo album di gruppo, ovvero Destiny Fulfilled, nel 2006 ecco arrivare B’Day, secondo disco da solista, ispirato al ruolo interpretato dalla cantante in Dreamgirls. Queen B arriva infatti a sfiorare il clamoroso Oscar con il musical di Bill Condon. Protagonista assoluta, che se la mena e se la canta da sola, Beyonce rimane invece con una mano davanti ed una de dietro per COLPA de na cicciona sconosciuta al mondo, Jennifer Hudson, che riesce nell’impresa di oscurare la sua brillante stella. La Hudson vince sia l’Oscar che il Golden Globe, lasciando a Beyonce solo che un enorme rodimento de chiappe. Se dice che ancora je brucino. E te credo.

Vinto l’ennesimo Grammy (ne ha SEDICI, uno per gradazione di pelle), Mrs. Knowles sforna I Am… Sasha Fierce, album che vede nascere l’alter-ego di Beyonce, ancora più assetato di successo dell’originale. Trascinato da Single Ladies (Put a Ring on It), il disco vince QUALSIASI cosa. Dai Telegatti ai soliti ed immancabil Grammy, facendo diventare Beyonce l’artista femminile con più Top Ten nella Hot 100 dell’intero decennio. L’impressione, perfida ma sincera, è che l’industria musicale americana ESAGERI nell’osannarla, tanto da sbrodolarsi di sperma dinanzi a qualsiasi cosa faccia, dica, canti o balli. Beyonce coverizza Mi Scappa la Pipì Papà? Standing Ovation e 7 milioni di copie vendute. Il mondo sembra andare definitivamente a puttane dinanzi al talento di Beyonce, fino al divorzio dal padre padrone che con tenacia era riuscito nell’impresa di trasformare una bella figheira di colore in un fenomeno musicale sempre più bianco, anno dopo anno, e soprattutto sempre più (pre)potente. Con 4, quarto album da solista, la musica sembra infatti cambiare. Run the World (Girls), primo atteso singolo che avrebbe dovuto spaccare le chiappe all’intero universo del pop, non se lo incula praticamente nessuno. Peggio me sento con Best Thing I Never Had e 1+1, secondo e terzo singolo. Scopiazzata spudoratamente Lorella Cuccarini, Beyonce sembra non fare più tendenza. Oscurata dal ‘fenomeno mediatico ‘ Lady Gaga, con cui duetta in Telephone, Queen B sembra pagare l’assenza del padre scassapalle, tanto da arrivare ad annunciare durante i VMA del 2011 la sua prima clamorosa maternità. Vinto il PORACCIA AWARDS per la terribile pagliacciata gossippara, di scarsissimo gusto, e con tanto di abitino premaman indossato al 3° giorno di gravidanza dopo na serata passata a magnà facioli con le cotiche e a bere solo e soltanto acqua ferrarelle pe fasse venì la panza più grossa possibile, Beyonce costringe la Warner a rinviare le riprese di E’ Nata una Stella, remake diretto da Clint Eastwood che avrebbe dovuto portarla alla rivincita in casa Oscar. Ma con un figlio da sgravà la situazione si fa più complessa, tanto da far rinviare pellicola, tour e vita mondana della cantante, pronta così a grattasse la patonza con banconote milionarie nei 9 mesi a seguire, e con lei, la Sora Britney, costretta a pulirle le chiappe in camerino, durante i VMA 2011. Perché una volta incrociata nei corridoi del backstage, in lacrime, Beyonce ha finalmente ottenuto ciò che urlante promise a se’ stessa nel lontano 2000: “Perché piangi Britney, cosa è successo?”. “Ho finito il frappuccino. E io ho fameeee”. “Ma no amore, non piangere, ti aiuto io. Ce l’ho in camerino, fresco, fresco. Te lo faccio sul posto. Dai, vieni, seguimi. Ho quello alla nutella“. “Davvero?”. “Sì Britney, davvero”. E fu così che la notte del 28 agosto del 2011 Queen B fece nascere una stella de 3 kg e 432 grammi, nera, nerissima. Da standing ovation, accontentando una Britney sbrodolona che, facendo capolino dalle sue chiappe, commentò il tutto con un “a Beyonce’, certo che se non ce stavi bisognava proprio inventatte“. E come darle torto? Auguri chiappona!

Tanti Auguri Raffaella Carrà!


Il 18 giugno del 1943, a Bologna, nasceva Raffaella Maria Roberta Pelloni, in arte Raffaella Carrà!
Da subito, ancora in fasce, diventata RAFFA per l’intero pianeta, si iscrive giovanissima prima all’Accademia Nazionale di Danza e poi al Centro Sperimentale di Cinematografia. Nata come attrice, la Raffa nazionale negli anni 60 finisce sulle pagine rosa del Belpaese grazie alla tresca con lo giuventino Gino Stacchini.
Con gli anni 60 la carriera della Carrà si impenna grazie alla tv.
Qui nasce la più grande showgirl della storia della televisione mondiale, capace di ballare, cantare, urlare, piangere, ridere, sculettare e scheccare nel giro di un’inquadratura e mezza.
E’ nato un fenomeno.
Frocio dentro, caschetto fuori.

L’ombelico di Canzonissima con Ma che musica maestro! sconvolge l’Universo.
Trasgressiva e provocatoria, Raffa inizia a sfornare hit indimenticabili che scalano le chart di mezzo pianeta, con la Spagna che le apre le porte della propria tv all’inizio degli anni 70, innamorandosene immediatamente.
Almodovar diventa frocio solo e soltanto dopo averla vista.
Sposato quel cesso inenarrabile di Japino, la Carrà torna in Italia per diventare la REGINA indiscussa della tv nazionale: Fantastico, Ma che Sera e Pronto Raffaella la consacrano ICONA, con quei cazzo di fagioli in un barattolo da indovinare che paralizzano il paese. Non contenta, il gioco del SE FOSSE diventa tormentone, con milioni di italiani incapaci di uscire dal tunnerl dell’ormai leggendario quesito.
Leggenda narra che il 12% degli uomini di quegli anni, mentre facevano sesso con le rispettive compagne, durante i preliminari venivano pressati da queste che eccitate chiedevano… giochiamo al SE FOSSI, dai stronzo giochiamo al SE FOSSIIIII… con i masculi che, increduli dinanzi a cotanta botta de culo, rispondevano con un… “se fossi, se fossi… e se fossi io oggi a fare la donna?”.
Così nacque una nuova generazione di finocchi.
Questa è storia, altro che Garibaldi.

Diventata giustamente ANCORA più icona frocia, Raffaella passa a Fininvest per un biennio, floppa e ritorna in Rai, per poi tornare in Spagna e ritornare nuovamente in Rai con il leggendario Carramba che Sorpresa.
Dato da magnà a un centinaio de ricchioni, dicesi Carramba Boys, la Raffa torna a sbancare l’auditel grazie alla sua freschezza e alla sua strabordante simpatia, resa inconfondibile dalla delicatisssssima risata e dal caschetto assassino, accusato di aver accecato decine e decine di ‘vicini’ con le sue punte kamikaze, liberamente sventolate dalla proprietaria. Fu grazie al suo mitico SCATTO DE COLLO che MILIONI e MILIONI di pompinare/pompinari riuscirono PER ANNI a giustificare cervicali sfonnate, attaccandosi con forza all’IMITAZIONE della Raffa durante un karaoke.
Se come no, lallero, amore quello non era un microfono. E nel caso in cui tu stia pensando ancora oggi il contrario, bè allora sappi che i microfoni NON devono arrivà a struscià le tonsille! Lo so, è una sconvolgente verità ma è così.
Madre della PRIMA canzone DANCE della storia della musica italiana, ovvero quel CAPOLAVORO ASSOLUTO che è Rumore, la Carrà regala al MONDO centinaia di PERLE inarrivabili, suonate da tutte le discoteche froce d’Italia, tanto da convincere il gayo Tiziano Ferro a dedicarle una canzone omaggio anni e anni dopo.
Vergognosamente dimenticata dalla tv nostrana, che preferisce affidare microfono e conduzione a odiose sgallettate di vario tipo che potrebbero al massimo faje na tinta, Raffaella Carrà si gode ora una obbligata pensione, fregiandosi di un titolo, quello di ICONA DELLE ICONE GAY, assegnatole di diritto, dopo decenni di hit intramontabili, e di look, video, balletti e coreografie poracce e baraccone, ma mai con forza DIFESO e in qualche modo politicamente e sul fronte dei diritti giustificato.
Ma anche questo è Raffaella Carrà, unica, inimitabile, splendida, immortale, leggendaria, magnifica 69 enne.
Tanti Auguri Raffa!

 

Tanti Auguri CHER (66 anni)



Il 20 maggio del 1746 nasceva Cherylin Sarkisian LaPierre, ovvero Cher.
Padre armeno, madre attrice, modella e po’ mignotta di origini francesi ed inglesi, risposatasi tipo una trentina di volte, Cher nel 1964, già ultracentenaria e con una Rivoluzione Francese alle spalle, incontra per la prima volta Sonny Bono, in un bar di Los Angeles.
Lei stava lì a inniettasse vodka negli zigomi, e lui a sparasse rasponi sopra un Playboy in un angolo. E’ amore a prima vista. Nascono Sonny e Cher!
Il successo è immediatamente clamoroso ma, come capita ai piselli dei settantenni, così come si alza crolla immediatamente. Gli anni 70 stentano a decollare, nel 1969 Cher partorisce la dolce Chastity Bono, le cui prime parole furono tanto delicatissssime quanto preveggenti, ovvero “PORCO ***”, tanto da portarla a capire, 40 anni dopo, di essere uomo INSIDE, cambiando così definitivamente sesso.
Floppato al cinema con Chastity, nome a quanto pare tanto amato dai due, Cher vince un Golden Globe grazie alla serie tv The Sonny and Cher Comedy Hour, divorziando da Sonny Bono nel 1974 e risposandosi un anno dopo con il musicista Gregg Allman, con cui ha un secondo figlio, Elijah Blue Allman, per poi ridivorziare nel 1978.
Rottase er cazzo dei matrimoni, Cher finalmente capisce che può vivere felicemente anche solo con un dildo di 23 centimetri, possibilmente multicolor, senza bisogno di uomini, cancellando all’anagrafe i cognomi dei suoi due ex mariti e rimanendo semplicemente… Cher!
Un nome una leggenda.

Gli anni 80 sono gli anni in cui la musica va in cantina, insieme alla camicia rossa dell’amante Garibaldi, a un autoritratto perennemente coperto e alle mutande strisciate de merda del Duce, a cui i thè caldi con i pasticcini ini ini facevano quello strano effetto a ‘strisce’, per lasciare spazio al cinema.
Cher, infatti, si scopre una cazzo di signora attrice!
Strepitosa lesbica leccaciuffe compagna di stanza di Meryl Streep in Silkwood, fa sua la prima nomination agli Oscar, se lifta per la 3° volte culo e fianchi e trionfa ai Golden Globe, bissando il tutto con l’incredibile film successivo, ovvero il bellissimo Oltre la Maschera di Peter Bogdanovich, che la porta a vincere una Palma d’Oro al Festival di Cannes come Migliore Attrice, da festeggiare con una rinoplastica e un 2° buco del culo, da usare nelle emergenze.
Tornata una stella, la cantante si trasforma in magnifica strega con Le streghe di Eastwick, si fa impiantare un cuore d’amianto e un 3° rene, strizza l’occhio al thriller con Suspect – Presunto colpevole, si fa ricoprire la vagina d’oro bianco, trionfa agli Oscar con l’indimenticato Stregata dalla luna e, solo per i tre mesi di lavorazione sul set, se fa impiantà un ber paio de pinne per SIRENE, film dove ruba 10 anni di giovinezza ad una Winona Ryder rimasta talmente scioccata da diventà cleptomane e dimenticata dal mondo.
Vinto ormai tutto, Cher prova a reinventarsi per la 187° volta, tornando alla musica e facedosi impiantare un terzo occhio tra i due buchi del culo, in modo da riuscire ad avere una visuale a 360°.
Con Cher e Heart of Stone il boom è planetario. I due album vendono quasi 10 milioni di copie, con le tasche della cantante che si fanno sempre più ricche e sempre più imbrattate de botox, magnato ormai pure a colazione.
Mentre la figlia vole diventà omo, Cher cerca di tornare bambina. Ispirandosi alla sua incredibile vita, anni dopo Fincher darà vita a Il Curioso caso di Benjamin Button, con un trasformato ma credibilissimo Brad Pitt nei suoi panni.
Il 1998 è l’anno del dolore, dell’abbraccio a quer fascio de Zeffirelli, con annesso ritorno agli anni della Seconda Guerra Mondiale, quando lei era già su strada, e della nuova Cher musicale, sempre più maledettamente icona frocia.
Sunny Bono muore in un incidente d’auto, al cinema quella gran repressa di Franco Zeffirelli la vuole nel suo Un tè con Mussolini, ispirato a fatti a lei realmente accaduti, mentre nelle radio di tutto il mondo si schecca grazie a Believe, singolo di lancio di un disco CAPOLAVORO che vende oltre 10 milioni di copie in tutto il mondo, vincendo anche un Grammy, un Disco per l’Estate, un Festivalbar, uno Zecchino d’oro e un GAY DISCO OF THE YEAR.
La Cher DANCE, che ammicca e scoatta, piace a tutti, etero, finocchi e sacerdoti, con annessi zatteroni, capelli lunghi alla Romina Power, voce robotica, zigomi al titanio, glitter impiantati sulla cute, pantaloni di pelle e trucco da battona berlinese anni 80. Ormai è innegabile… sopra tutti i cubi del pianeta si balla CHER!
In Italia, incredibile ma vero, arriva pure una CHER dei noantri, con la trashissima, truzza e indimenticata Dov’è L’Amore, con la pronuncia della cantante che entra nella STORIA della lingua italiana. Insoddisfatta, mesi dopo se ne fa impiantare una nuova, elettronica e a richiesta anche biforcuta, per spompinare meglio.
Believe 2, ovvero Living Proof, fallisce miseramente, ed ingiustamente, tanto da lanciare la SPLENDIDA The Music’s No Good Without You solo in Europa. Ma gli americani d’altronde, se sa, non capiscono un emerito cazzo.
Passati i successivi anni a tirasse pure i peli del culo, e le curatissime ciglia del 3° utilissimo occhio tra i due buchi, Cher, tornata come per magia 24 enne e con un figlio maschio, si concede nel 2000 e nel 2002 due comparsate tv con Will & Grace, impersonando addirittura DIO e presentando la nuova Barbie, a sua immagine e somiglianza, portando infine in scena “Cher at the Colosseum”, che non è purtroppo er baretto al fianco del Coming Out a Roma, ma il Caesars Palace di Las Vegas.
Nell’ultimo biennio l’abbiamo vista nuovamente in sala con l’attesissimo musical BURLESQUE, film in cui ha interpretato una matrona parecchio mignotta proprietaria di un pubbetto de zozze, dove è ovviamente finita quella campagnola succhiacazzi di Christina Aguilera, che a breve, perchè lei è sempre tanto originale, cambierà nome in Christina&Aguilera, a cui seguirà nei prossimi mesi un NUOVO disco, che la vedrà duettare persino con Lady Gaga
Un Oscar come miglior attrice, un Grammy, un Emmy, tre Golden Globe, un People’s Choice Award per i suoi contributi nel cinema, nella musica e nella televisione, il singolo più venduto da una cantante donna in Inghilterra, Believe, l’unica donna ad aver piazzato una canzone nella Top Ten americana in quattro decadi differenti, dagli anni sessanta del 700 ai novanta del 900, il tour di maggior successo intrapreso da un’artista femminile, il Farewell Tour, 4328 operazioni chirurgiche e oltre 250 milioni di dischi venduti in tutto il mondo.
In soldoni… …. Si scrive Cher, si legge DIO.
Grazie di esistere MITO. 

 

 

Happy Birthday Lady Gaga in un’unica vignetta

E’ il 28 marzo del 1986 quando Cynthia Bissett sforna Stefani Joanne Angelina Germanotta. “Madonna dell’addoloreta quanto è brutta“, grida l’ostetrica, ma la pupa sente solo la prima parola, rimanendone folgorata. La radio della sala parto trasmette il pezzo di una giovane popstar che da un paio di anni sbanca le classifiche di vendita. Si intitola Live to Tell ed è uscita due giorni prima. E’ la folgorazione divina. E’ nata una STELLA, con lo sviscerato amore nei confronti di Madonna. Oggi, 28 marzo del 2012, quella pupa bruttarella può dire di aver vissuto questi ultimi anni raccontando pop. Il migliore della sua generazione. Perché Lady Gaga è un talento. Ha voce, ha carisma, ha presenza scenica. E’ un animale da palcoscenico, riuscito nell’impresa di costruire un impero in pochi anni. Due dischi e mezzo, 5 Grammy, 13 MTV Video Music Awards, 8 MTV Europe Music Awards, decine di milioni di copie vendute, milioni di visualizzazioni sul Tubo, 22 milioni di fan su Twitter, 49 su Facebook, 100 milioni di dollari incassati solo nel 2011, e un trono, quello del pop, ‘rubato’ alla legittima proprietaria per 48 mesi. Paladina dei gay, icona della moda, dominatrice dei media, in solo 4 anni Lady Gaga ha travolto il mondo della musica pop, cambiandolo probabilmente per sempre. Perché nel bene o nel male nulla sarà più come prima. Ufficialmente in ‘pausa’ per preparare al meglio il suo nuovo tour, Gaga compie oggi 26 anni. Solo 26 anni. Qui su Spetteguless ‘omaggiati’ con una vignetta ad hoc (cliccate sull’immagine per vederla ad una maggiore risoluzione), da me ideata e dal solito magnifico Emilio Pilliu (qui la sua pagina fan FaceBook) splendidamente tramutata in realtà. Detto ciò, ancora una volta, con l’intera sua videografia che vi attene dopo il saltino e con il suo MIGLIOR SINGOLO da eleggere una volta per tutte (Bad Romance per quanto mi riguarda), auguri Gaga. 

Tanti Auguri Rihanna

Il 20 febbraio del 1988, alle Barbados, Monica Fenty partorisce Robyn Rihanna Fenty. Maggiore di tre figli, RiRi vive un’infanzia difficile e tormentata. E non per la scucchia immensa che i suoi compagni usano per giocare a freccette, bensì per la dipendenza dalla cocaina del padre e il conseguente divorzio dei suoi genitori, avvenuto quando lei ha solo quattordici anni, anche se già ne dimostra 31. Cresciuta a pane e raggy, Rihanna inizia a gracchiare all’età di 7 anni, per poi formare un trio musicale con due sue compagne di classe all’età di quindici anni. Il nome? Le tre caravelle, ovvero la Nina, la Pinta e la Santa Maria, con le cosce delle tre pulzelle usate come timoni dai pochi ma ormonosi fan dell’isola. L’anno della svolta è il 2003, quando Riri si presenta al produttore Evan Rogers cantando in playback Emotions delle Destiny’s Child. Compiuti 16 anni, Rihanna segue Rogers come un’ombra inginocchiata, incide quattro demo, fa colpo sulla Def Jam Recordings, e firma un contratto per sei album, da pubblicare praticamente in sei anni.
Il 30 agosto del 2005 esce Music of the Sun, disco di debutto, lanciato dal singolo Pon de Replay. E’ nata una stella. A sei punte, vista la scucchia, ma comunque stella. Neanche un anno dopo ecco arrivare A Girl Like Me, trainato da SOS, mentre è il 2007 quando esce Good Girl Gone Bad, che vede il boom di Umbrella, canzone che le fa conoscere Chris Brown.

Tra i due nasce un amore mediaticamente rumoroso. Se ameno, nun se ameno, se tradiscono, nun se tradiscono, ma soprattutto se corcano. Se lui le spacca la faccia provando ad aprire una bottiglia di birra con il suo pronunciato mento, scambiandolo per un cavatappi, lei finisce sulle prime pagine di tutto il mondo. La popstar livida, lacrimosa e sanguinante fa notizia, soprattutto perché fuori dai confini di Fatima, amplificando all’inverosimile la sua notorietà. Ma al masochismo non c’è mai fine, visto che i due tornano a frequentarsi tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012, anche se lui è ufficialmente fidanzato e lei teoricamente ancora scioccata dalla mazzate prese due anni prima. La zozzona dalle cosce lunghe che non sa ballare, scrivere canzoni, suonare e soprattutto cantare, fa comunque il botto. Con Rated R, nel 2008, RiRi prova a cambiare musica, ma senza colpire nel segno. Perché l’album delude le chart di vendita, anche se musicalmente interessante, tanto da ‘costringerla’ a partorire Loud, quinto album in studio in 5 anni. Estratti 888 singoli, la scucchiona non conosce sosta, incidendo in 3 notti Talk That Talk, sesto album prodotto in 72 mesi, battendo così il precedente record di Cristina d’Avena e del suo Fivelandia.


Piazzati 11 singoli alla prima posizione della classifica Billboard Hot 100, Rihanna diventa in pochi anni una donna da RECORD. E’ infatti lei l’artista con più singoli al numero uno negli Stati Uniti a partire dal 2000, e la terza artista donna in assoluto per numero di singoli al primo posto, oltre ad essere la prima cantante con numero di fan su Facebook, davanti a Lady Gaga e alla sua stessa scucchia, solo terza e tristemente sconfitta. Raggiunto il vertice della popolarità in poco più di 2 anni, con paparazzi ombre alle sue spalle, bikini porno, slinguazzate lesbo, fiumi di birra e grattate de patonza da concedere ai nostri occhi voyeuristi, Rihanna sembra ora non voler mollare la presa. Regalati al mondo una decina di look, con capelli biondi, scuri, rossi, castani, ricci e lisci, e un’infinita serie di scatti tutt’altro che ‘eleganti’, RiRi si appresta a conquistare anche i box office cinematografici, grazie al debutto in sala con Battleship, Battaglia Navale da 200 milioni di dollari in cui potrà finalmente fare quello che più ama. Ovvero maneggiare cannoni e lasciarsi circondare da aitanti omaccioni in divisa. Più che un film di fantascienza una vera e propria gang bang in mare aperto. Da Battaglia Navale a Battaglia Anale il passo è breve, con annesso remake porno già in produzione.

Totalmente priva di apparente talento, costruita a tavolino da un branco di produttori fenomenali e in grado di partorire album alla velocità della luce, in poco più di sei anni Robyn Rihanna Fenty è riuscita a creare un impero. Attaccata, sfottuta, quasi sempre sottovalutata, qualitativamente parlando musicalmente poco considerata, corcata de botte, trucida, un po’ mignotta, gnocca Armani con caschetto alla Enzo Paolo Turchi, milionaria sfornadischi, single, orgogliosamente zozza, dotata di gola profonda, con tinta Milva, misteriosa botta de culo firmata Coldplay e un pelo masochista, con tanto di riavvicinamento shock all’ex ‘fijodenamignotta’, Rihanna compie oggi 24 anni. E Spetteguless non poteva non omaggiarla/considerarla, augurandole buon compleanno con annesso sondaggione ad hoc. Perché c’è il suo MIGLIOR ALBUM da incoronare, aspettando il settimo. Praticamente dietro l’angolo…

Qual è il miglior album di Rihanna?

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Tanti Auguri Christina Aguilera


Il 18 dicembre di 31 anni fa, a Pittsburgh, nasceva colei che in 31 anni si è prima proposta al mondo come la nuova stella cometa, per poi sbagliare strada e finire sulla costellazione del carro, e ritrovarsi affanculo, Christina Aguilera.
Figlia di una pianista/violinista e di un militare ecuadoregno, la Aguilera viene picchiata per anni dal padre con i violini e i pianoforti a coda della madre che, trovata un centinaio di volte la povera figlia esanime, giustamente abbandona il nido e si trasferisce a casa della nonna. Qui l’amata nonnina scopre un talento INNATO nella cara nipotina. Come toglie i calli lei, nessun’altra. Ma il futuro della Aguilera non è da callista, per la delusione della nonnina che non si riprenderà mai più dallo shock. Nel 1993, a soli 12 anni, CriCri partecipa al Mickey Mouse Club. Qui, sullo stesso palco, Christina trova insieme Britney Spears e Justin Timberlake, con la prima già inginocchiata e la povera Aguilera costretta a guardare, dall’esterno, da poraccia. Una condizione che la perseguiterà a vita.
La terza incomoda, la chiameranno. E terza incomoda sarà per sempre.
Nel 1998, dopo aver prestato la voce al cartone animato Disney più sfigato degli ultimi 180 anni, Mulan, CriCri partorisce il suo primo fottutissimo album, l’omonimo Christina Aguilera. Il boom è immediato, quel troione ammiccante dalla voce potente conquista la critica, facendo vincere alla Aguilera il suo primo Grammy come Best new artist. Nel 2000 arriva lo spagnoleggiante Mi Reflejo, mai uscito in Italia, mentre con la sensuale Lady Marmalade, trascinante colonna sonora di Moulin Rouge, vince un secondo Grammy, ma è il 2002 l’anno della consacrazione. Con Stripped Christina sforna singoli dance come Dirty e Fighter, oltre alla struggente ballata Beautiful. 13 milioni di copie vendute la trasformano in una CHE SE LA SENTE CALDA, fino alla data CLOU di un’intera carriera.
E l’agosto del 2003 quando la Aguilera, in versione MORA DAI CAPELLI ZOZZI E UNTI con la pelle ustionata dalle lampade, sale sul palco dei VMA. Non è sola, al suo fianco ci sono Madonna e Britney Spears.
Le tre Marie.
Le tre puttane.
Le tre regine del pop.
Gli aggettivi si sprecano, ma di quelle tre una passerà INOSSERVATA, verrà dimenticata, verrà CANCELLATA dalla memoria collettiva.
Ed una di quelle tre è proprio lei, Christina Aguilera.
Anche lei mise 6 metri di lingua in bocca a Madonna, anche lei smignotteggiò, anche lei sculettò, anche lei cantò, anche lei ammiccò, ma nessuno se lo ricorda.
Tutti, e dico tutti, rimembrano solo la pomiciata lesbo tra Britney e Mrs. Ciccone.
E’ crisi.
Christina Aguilera entra in crisi d’identità.
La presunta NUOVA popstar che doveva annientare tutte e tutti perché dotata di VOCE e pseudo talento si rende conto che in realtà NESSUNO SE LA CAGA.
Tanta fatica per nulla.
Dopo ben TRE anni di analisi per uscire dal tunnel, e una vergognosa colonna sonora per quell’oscenità vista da nessuno di Dirty Dancing 2, nel 2006 arriva in Italia al Festival di Sanremo. Qui, sul palco dell’Ariston, la Aguilera duetta con Andrea Bocelli ma neanche lui la vede, neanche lui si accorge della sua presenza, e succede il patatrac. Tutti provano a spiegarle che è NORMALE, Andrea non ti ha visto perché è cieco, ma lei in lacrime replica di conoscere la sua italianità, e di non voler più sentire menzogne sulla nazionalità di Bocelli, perché NON è stupida. Gli organizzatori, a quel punto, alzano le braccia e si arrendono commentando laconicamente “portatela via”.
Passano pochi mesi e per uscire dalla crisi Christina torna nei negozi di dischi con il mastodontico e atteso Back to Basics. 12 cd, 173 foto e 876 canzoni. Fanno cagare QUASI tutte. L’album si ispira agli anni 20, ’30 e ’40, unendo sonorità Jazz, Blues e Soul. Escono 5 singoli, complessivamente vende 5 milioni di copie, Candyman viene scelto come motivetto odioso per lanciare il campionato di Serie A 2007-2008, Bob Sinclair le bestemmia contro per avergli tolto lo scettro di becero e martellante tormentone calciofilo, ma Christina vince un altro Grammy per la Miglior performance vocal pop femminile. E STIGRANCAZZI, rimarrà il giudizio complessivo impresso sui libri di storia, perché qualsiasi cosa VINCA, il giorno dopo TUTTI se ne dimenticano, sempre.
Passati altri due anni nel totale anonimato nel 2008 sforna la sua prima inutile raccolta, Keeps Gettin’ Better – A Decade of Hits. E’ un insuccesso. 1 milione e mezzo di copie, spiccioli. Ce manca poco che Giorgia ne venda di più con il suo di Greatest. Tornando indietro nel tempo, nel 2005 per la precisione, sposa Jordan Bratman. Visto l’evento CriCri festeggia per 4 giorni e 4 notti con gli amici, che alla fine del quarto giorno le chiedono basiti: ma dov’eri finita? Lei era sempre stata lì. Sempre. 
Passano due anni e i piccioncini sfornano Max Liron Bratman, futuro suicida per via del nome atroce scelto da quegli stronzi dei genitori, fino all’atteso 2010, l’anno del ritorno, dell’album RIVOLUZIONARIO, della Aguilera che SPACCA TUTTO E TUTTI, del cd MITOLOGICO. L’album EVENTO, l’album che il mondo aspettava. Maddechè. Ma quando. Ma chi. Je piacerebbe.
Bionic fa un buco nell’acqua talmente profondo che la Aguilera quando riempe la vasca se ritrova ar piano de sotto sopra er tavolo der sushi der ristorante giapponese di Imao e Zumi. Vende 122 copie e mezzo, 119 le ha comprate lei, è il flop dei flop. 
Per provare a smuovere le acque e fare un pelo de notizia CriCri in una settimana si dichiara lesbica, bisessuale, eterosessuale, uno gnu, na laziale, la figlia segreta di Rosy Bindi e un’africana sbiancata con 21 cm de uccello, ma nessuno se la incula. Christina chi?, si chiedono tutti. Per provare a risalire la china prova a copiare il look di una mezza sconosciuta che si fa chiamare Lady Gaga. Per sua sfortuna la mezza sconosciuta diventa l’autentica sorpresa del decennio, e lei, sfigatissima, viene smerdata. Bionic, ribattezzato in rete Flopponic, viene così dimenticato in fretta e furia dalla stessa cantante che decide di non promuoverlo, per dedicarsi anima, corpo e zinne al lancio di Burlesque, film che la vede esordire al cinema.  
E’ suo il ruolo da protagonista, è sua la colonna sonora, è sua la faccia urlatrice che troneggia in locandina, è suo er culone a 90° visto da dietro quando si inchina per piazzare le sue belle impronte sulla Hollywood Walk of Fame, a lei concesse dopo 15 anni de attesa, è sua la nomination ai Golden Globe 2011 per una delle canzoni del film, è sua la carriera d’attrice LANCIATA in pompa magna nel caso in cui quella musicale crolli definitivamente, è suo il viso rubato a Cindy Lauper, in cambio de 3 paia de calze e due buoni da Mac, è sua la presenza spropositata in tv, ed è suo, nel caso in cui non lo aveste ancora capito, il  compleanno di oggi, che segna 31, trentuno anni tra alti e bassi, con 50 milioni di dischi venduti, 51 milioni di singoli e una carriera DECOLLATA anni fa ma ritrovatasi immediatamente in una FITTA NEBBIA in cui nessuno ti vede e ti ascolta, o più semplicemente ti caga. Anche se il ritorno è dietro l’angolo, dopo la comparsata BOOM con i Maroon Five, con un nuovo album in uscita e 44 kg in più sul groppone, nella speranza che la ‘taglia Adele’ non passi di moda, perché in quel caso “tanta fatica a sfonnamme per nulla”.
Detto ciò… se non ci fosse, bisognerebbe inventarla.

Tanti Auguri Christina Aguilera.  


Tanti Auguri BRITNEY SPEARS (con traccia inedita)

Oltre 100 milioni di dischi spacciati nel mondo, di cui 32 milioni nei soli Stati Uniti in 10 anni di carriera, piazzandosi così all’ottavo posto fra le donne che hanno venduto di più in tutta la storia del mercato musicale pop statunitense. Un Grammy Award, 4 premi e 5 performance agli MTV Video Music Awards.
Il boom a 17 anni, 27 milioni di copie vendute con …Baby One More Time, due zinne rifatte, una verginità sbandierata ai 4 venti, falsa come la sua voce robotica, un fidanzamento d’oro targato Disney con Justin Timberlake, un addio doloroso e lancinante, che l’ha portata sulle soglie della pazzia, visto che, giustamente, un sorco così, MA QUANNO JE RICAPITA PIU’??!?
Con Oops!… I Did It Again si ripete, vendendo altri 25 milioni di copie, diventa la nuova reginetta del pop. Le c
anzoni so tutte uguali ma nessuno sembra farci caso, la mignottella appena maggiorenne che sculetta e balla a tempo di musica piace ai 4 angoli del globo, diventando una nuova icona gay.
Nel 2001 strappa un contratto milionario con la Pepsi Cola, diventandone la testimonial. Contratto che la
lega talmente al marchio da trasformarla nel giro di un paio d’anni in una botte de ciccia sgasata pronta ad esplodere ad ogni agitata di troppo.
Il 10 settembre del 2001 “duetta” con Michael Jackson nel brano The Way You Make Me Feel al Madison Square Garden di New York. Bin Laden quella sera vide tutto, incazzandosi a tal punto da decidere che OK, E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI PUNIRE STI CAZZO DI AMERICANI! E fu così arrivò l’11 settembre.
Con il terzo album ammette de esse ninfomane con la celebre “I’m a Slave 4 U”, finendo per esordire in sala con l’indimenticabile boiata CROASSROAD, in lotta da anni ormai per il titolo di CAGATA DELLE CAGATE con Glitter di Maialona Carey… è obiettivamente una bella lotta, Coppi e Bartali in confronto erano na barzelletta.
Mollato Justin, Britney entra in un tunnel dalla quale fatica ad uscire.
Apre un ristorante, NYLA, che chiude i battenti nel giro di un anno. Se magnava tutto lei, era un cazzo de delirio.

Pe ripijasse dalla botta de Jusin prova la strada del lesbismo con un bacio saffico sul palco degli Mtv Awards. Insieme a lei Madonna e quell’artra che nessuna ricorda. La tresca umida fa scalpore, tanto che la Spears sembra riprendersi, uscendo in tutti i negozi di dischi con In the Zone.
15 milioni di copie vendute in tutto il mondo e un singolo, Toxic, che svarvola in radio. Passati 12 mesi ecco che arriva il primo greatest per la sora Britney, Greatest Hits: My Prerogative, 10 milioni di copie vendute ed ULTIMO autentico successo di vendite.

Qui, infatti, la Spears entra in un TUNNEL di follia, da cui fatica ad uscire. Si sposa co un cojone, divorzia, si risposa co un cojone ancora più cojone dell’altro cojone, capisce de esse fatta pei cojoni, sforna du pischelletti, aridivoriza, magna come na sfonnata, se rasa la capoccia, sbrocca in pubblico, se impasticca, beve come n’addannata, rutta, se gratta, se scaccola, perde ciocche de capelli, inizia ad uscì con Paris Hilton e Lindsay Lohan, regale fiche depilate ad ogni fotografo che incrocia, diventa na gattara, insomma si trasforma da ICONA GAY ad ICONA TRASH, per la gioia di Madonna, che torna così ad essere THE QUEEN.

Dopo 3 anni di eccessi, tenta di tornare in auge con Blackout, forse il suo MIGLIORE ALBUM, clamorosamente bucato però a causa della totale incapacità di Brit di promuoverlo. L’esibizione MBRIACHELLAlive di Gimme More agli Mtv Awards entra nella storia delle PORACCIATE, facendo affondare l’album, che vende appena 2 milioni di copie in tutto il mondo.
Finita, morta, andata, ridicola, troia. Gli aggettivi si sprecano per l’ex ragazzina di …Baby One More Time, che risorge per l’ennesima volta con CIRCUS, a cui segue The Singles Collection. Tornata in studio di registrazione per il nuovo, attesissimo album, si regala un cameo veloce come una scureggia in una puntata di Glee, vista da talmente tanti milioni di telespettatori da farle rinascere il pallino per la recitazione. E se sfornassi Croassroad 2, si chiede, portando il regista del primo capitolo, immediatamente contattato, al suicidio. Forse ad un passo dallo sposare l’attuale fidanzato, a sua volta strangolato dalle extension assassine che sulla cute barbonesca di Britney hanno ormai preso vita, l’ex reginetta del pop, che ormai da sola finanzia l’intera catena Starbucks della California, sembra aver raggiunto quella stabilità mentale che le permetta di capire che non può uscire di casa il 1° luglio e augurare Buon Natale al primo passante che incrocia per strada. Toccato il fondo delle proprie vendite con Femme Fatale, e fatto ridere i polli con l’omonimo tour, praticamente ne’ cantato ne’ ballato, la Sora Spears è così arrivata ad un prestigioso traguardo della propria vita. Perché OGGI, 30enne, Britney Spears è finalmente consapevole di NON avere VOCE e NON avere un FUTURO che sia anche minimamente diverso dal pop frocio danzereccio ballereccio computerizzato che da oltre 10 anni je paga medicinali, alcool e stronzate varie.
Partendo da questo semplice e veritiero presupposto, non possiamo che festeggiare l’icona delle icone TRASH della musica contemporanea, DA ANNI autentica fonte di risate, balletti, sfrociate discotecare e pettegolezzi di ogni sorta.
Perché se non ci fosse, bisognerebbe decisamente inventarla… W BRITNEY!

P.S. come festeggiare i 30 anni? Con la diffusione di questo pezzo inedito, che ‘omaggia’ La Isla Bonita, Love 2 Love U. Giustamente tenuto nascosto, fino ad oggi…

Tanti Auguri Madonna

Il 16 agosto del 1958, in una darkroom, nasceva colei che ha contribuito a generare 1 miliardo e 710,000 froci in tutto il mondo. Dati Istat. Madonna Louise Veronica Ciccone. In arte Madonna.
Terza di sei fratelli, di origini aquilane e rimasta senza madre all’età di 5 anni, Madonna nel 1977 prende e parte per la Grande Mela, con 37 dollari in tasca, un unico enorme sopracciglio e una fica pelosissima tra le cosce.
Vista inizialmente come donna barbuta nei circhi di freak newyorkesi, Madonna esplode artisticamente nel 1984. Il mondo della musica pop rimane folgorato da Like a Virgin. E’ nata una stella. E’ nata un’icona. E’ nata una multinazionale, incapace di sbagliare un colpo. Da 26 anni a questa parte.
Immediatamente amata dai froci di tutto il pianeta, Madonna fa tendenza, è stile, è cool, è na gnappa che non sa cantare e neanche così bene ballare, ma è impossibile non sculettare e dimenarsi ai suoi ritmi, non amarla, non idolatrarla, non pregare senza pronunciare il suo nome, così magnificamente blasfemo.
Oltre 350 milioni di dischi venduti, più di 160 milioni di singoli, più di 600 milioni di dollari infilati sotto er materasso, 11 album in studio, 20 film come ‘attrice’, uno come regista, 8 tour mondiali da tutto esaurito, 1 Golden Globe come Migliore Attrice per Evita, 2 Brit Award, 9 Grammy Award, 4 MTV Europe Music Award, 21 MTV Video Music Award, 2 World Music Awards e un numero imprecisato di look cambiati, sempre con successo.
Oggi 53 enne, Madonna nell’animo se sente ancora tanto regazzina, tanto da annà in giro con i vestiti della figlia, dopo essese inniettata 180 kg de Botox sugli zigomi e tirata pure le rughe del culo. Negli anni abbatte tutte le sciacquette che hanno provato a detronizzarla. Se l’è magnate tutte, una dopo l’altra, digerite, cagate o vomitate, ringhiando felice sopra i loro corpi agonizzanti, moderna Godzilla che incontra King Kong che incontra Paola Barale. Ogni volta che la danno per finita lei risorge, sempre e comunque, facendo capire a tutti chi cazzo è che comanda.
Sposato Sean Penn nel 1985, divorzia da lui dopo solo 3 anni e mezzo, tornata su piazza frequenta Warren Beatty, per poi scoparsi il bisessuale Tony Ward, Dennis Rodman e il proprio personal trainer, Carlos Leon, grazie al quale sgrava Lourdes Maria.
E’ il 1996, Madonna crede di aver partorito un Pupples ma sotto quel miliardo di peli c’è una splendida bambina, pronta a raccogliere l’eredità della madre con il passare degli anni. Nel 1997 viene cacciata a calci in culo dal palco di Sanremo da Raimondo Vianello, che probabilmente la scambia per la Mondaini, mentre nel 1999, stanca del personal trainer, conosce Guy Ritchie, regista inglese in rampa di lancio. Nel 2000, dopo aver partorito Rocco, i due si sposano, in un kitschissimo matrimonio nello Skibo Castle, in Scozia. Si mormora che i due volessero replicare le sobrissime e delicatissime nozze di Ramazzotti a Bracciano. Ebbene ci riuscirono…
Diventata Madonna Louise Veronica Ciccone Penn Ritchie, prende e si trasferisce a Londra, diventando così la donna più ricca d’Inghilterra, per la gioia della Regina Elisabetta, ormai praticamente co le pezze ar culo.
Invecchiando inizia a perde la brocca, avvicinandosi nel 2003 alla Kabbalah. Beve solo acqua Kabbalah, mangia solo cibi Kabbalah, scopa solo se il patner je urla Kabbalah e prega 180 volte al giorno, tra una Kabbalah e l’altra, finendo così per slinguazzarsi Britney Spears e n’artra che passava da quelle parti sul palco degli Mtv Video Music Awards, dando così ancora una volta scandalo.
Nel 2004, quasi totalmente impazzite, dichiara al mondo che da quel momento in poi non si chiamerà più Madonna bensì Esther. Presa per il culo pure dalla filippina che je pulisce i primi 12 cessi de casa, capisce de avè sparato na cazzata abnorme, tornando così sui propri passi. Anche perché quel nome NON E’ solo un nome, ma un vero e proprio marchio. Come se la Coca Cola da domani decidesse de chiamasse Palmazio.
Nel 2006, dopo un breve viaggio in Africa e dopo aver sempre invidiato le pubblicità Benetton, compra un bimbo nero del Malawi, da abbinare all’abito Prada con le frange rosse visto la settimana prima a Los Angeles, salvandolo così dalla polmonite, dalla malaria, dalla tubercolosi e dalle temibili vuvuzela.
Stanca de dovè passà la vita al fianco di uno zoticone mbriacone omofobo, e pure cane regista, visto l’atroce Travolti dal Destino, che la vede TRIONFARE ai Razzies Awards, nel 2008 divorzia da Guy Ritchie, rimanendo folgorata da un modello di 180 anni più giovane, Jesus Luz. Praticamente un compagno de classe della figlia scimmia.
Anche se i media dipingono la loro storia come un “rapporto malato tra una vecchia e na marchetta”, i due si ameno alla follia, con lui che je tira le rughe e lei che je passa un centone dopo ogni botta. Na vecchia e na marchetta? Non è vero, loro se ameno. Per poi lasciarsi, e vedere Mrs. Ciccone fasse inchiappettà da n’altro pischelletto.
Sconvolta dal terremoto dell’Aquila, Madonna si ricorda per la prima volta in vita sua di avere origini abruzzesi, donando così 500.000 sterline, 3 cd, 18 alberi e 127 froci maturi e già cresciuti, tra i 16 e i 30 anni, per la ricostruzione della città, che apprezza e ringrazia, Curia in testa, soprattutto per i 127 froci.
Bette Midler semina alberi, lei ripopola il mondo di finocchi. Una donna un mito. Anche perché diciamocelo, gli orsi bianchi della Golia c’hanno riccamente rotto er cazzo. C’è anche altro da salvare, vedi noi.
Tornata regista, dopo l’ottimo e stupefacente esordio di Sacro e profano, sbarcherà a Venezia con WE, biopic su Wallis Simpson, divorziata americana che diede scandalo nella puritana Inghilterra degli anni ‘30 diventando l’amante del Principe ereditario Edoardo VIII e successivamente sua moglie, per poi tornare in studio di registrazione con un nuovo album, probabilmente pronto per il 2012, come annunciato dai Maya in tempi non sospetti.
Anche perché se proprio se ne dovemo annà, fatecelo fa con classe, sfrociando sulle note del suo 12° disco. Grazie.
Auguri mito, auguri genio, auguri Madonna.

Tanti Auguri Celine Dion

2 Oscar, 3 Golden Globe, 6 Grammy Awards, 12 World Music Awards, 7 Billboard Music Awards, 21 Juno Awards, 40 Félix Awards, 1 Microfono di Cristallo e 7 American Music Awards.
Il 30 marzo del 1968 nasceva Celine Marie Claudette Dion, conosciuta al mondo come Celine Dion, ovvero Celina.
Ultima di 14 fratelli, uno dei quali è Benjamin Button, Celina come lui invecchia al contrario, ma senza mai ringiovanire. Vecchia era e vecchia rimane, a vita. Nel 1981, appena 13enne (ma ne dimostra 41), incide il suo primo brano, trovando immediatamente un manager mentore, René Angelil, che ovviamente pochi anni più tardi se la tromberà ufficialmente (solo pochi anni dopo???), diventando suo marito. Il suo primo album è dietro l’angolo, con il Canada intero che inizia ad amare quella pertica canterina tanto bruttarella quanto fenomenale, fino al 1987, anno in cui Celina strappa un contratto milionario alla Sony.

Da allora la cantante ha venduto 200 milioni di dischi, oltre a 250 milioni di singoli, sfornando la bellezza di 47 album, di cui 22 in studio, 5 live e 20 raccolte.
Della serie ME COJONI, questa è peggio de Mina che canta pure le controindicazioni dei farmaci.
Nel 1991 vince l’Oscar grazie a La Bella e la Bestia, 3 anni prima trionfa all’Eurofestival con la Svizzera, mentre nel 1993 sposa finalmente il suo manager, sulla carta di 26 anni più vecchio ma a prima vista n’amico de banco de scola, dando fine allo ‘scandalo’ che da sempre aleggiava tra gli addetti ai lavori, ovvero “che schifo du vecchi che scopano“.
Partorito D’eux, album in lingua francese più venduto della storia, Celina batte tutti i record possibili immaginabili di sopportazione con l‘indimenticata lagna del Titanic, My heart will go On, decollando definitivamente.
Leggenda narra che quando James Horner, autore della colonna sonora del film Titanic e della canzone stessa, fece sentire il brano alla Dion per proporglielo, cantandolo lui stesso, a Céline non piacque affatto. A quel punto, prima di un rifiuto definitivo, lo scopamentore René propose a Céline di provare a registrare un demo, per vedere come la canzone sarebbe stata se ad interpretarla fosse lei. Céline accettò la proposta, incise il demo e, incredibile ma vero, quella prima versione fu talmente perfetta che la Dion non la reincise mai più in studio. MAI PIU’, buona la prima. Roba da non crederci… e infatti ma chi ce crede, a cazzari.

Dal 1997 in poche parole la Dion diventa una macchina da guerra, vendendo ovunque milioni e milioni di dischi. Diventata madre nel 2001, a 66 anni, piazza le chiappe per 5 anni a Las Vegas, dando vita ad uno show permanente che la ricopre d’oro, tanto da incassare quasi 800 milioni di dollari negli ultimi 10 anni.
Diventata insopportabile in Italia grazie a Mr. Kinder Paradiso, e a quel cazzo di aeroplanino fatto con la plastichetta della confezione, la cantante, da poco madre di ben due gemelli, che la chiamano bisnonna, compie oggi 43 anni, portati obiettivamente de merda. Ma tant’è, se non ci fosse bisognerebbe inventarla… auguri Celina!


Tanti Auguri Lady Gaga

25 anni fa nasceva Stefani Joanne Angelina Germanotta. Cugina di Cristiano Malgioglio, Stefani sin da piccola mostra ai vicini di casa le sue spiccatissime qualità artistiche. Pannolone tagliato a tanga, trucco da battona, orecchini, parrucca e tacco 12, la piccola Germanotta ammalia la palazzina, cantando Like a Virgin dal seggiolone. Ha 3 anni. Le sue prime parole sono ‘Madonna’ e ‘copierò’. E’ nata una stella.


A quattro anni inizia a suonare il pianoforte, ai 5 riesce a farlo utilizzando gli spiccati denti, ai sei suona flauto e clarinetto, a 16 anni li suona cor culo, ai 17 riesce a farli sparire, da stella a fenomeno, il passo è breve. Cresciuta in una scuola cattolica, poco prima della maggiore età Stefani è una delle venti persone al mondo ad ottenere l’ammissione anticipata alla Tisch School of the Arts presso la New York University. A fare domanda in 20, per 20 posti. C’è anche lei. Lasciata casa per trovare la propria strada, Stefani si esibisce tra i vari bar della Grande Mela, affiancando Drag Queen, ballerine Burlesque e freak di vario tipo, fino al contratto con la Interscope Records, che la lancia come ‘autrice’. Stefani scrive per Britney Spears, Fergie e le Pussycat Dolls, della serie ‘me cojoni’, mostrando a tutti le doti da pop smignotteggiante poi esplose nel 2008. Rubata l’anima ad un’amica suicida, tale Lina Morgana, Stefani si trasforma infatti in Lady Gaga.

E’ il luglio del 2008 quando Just Dance esce negli States. Eccessiva, provocatoria, quasi scandalosa, Stefani conquista il mondo in pochi mesi. Ogni giorno un look diverso, ogni giorno uno shock vestiario. L’uragano di novità è quasi epocale. Le sue chiappe al vento invadono i tabloid di mezzo mondo. I froci rimangono ammaliati da tanto baraccume. Quintali di glitter e strass li travolgono, facendo nascere una nuova icona gay. Madonna? Sticazzi, W Lady Gaga. Della serie “siete peggio delle puttane”. Scoperta in ritardo, quel genio di Christina Aguilera le scippa i look per poi nascondersi dietro un ridicolo “Lady Gaga? Non la conosco”, nel rispondere canticchiando Poker Face ai tanti che sottolineano le similitudini tra il suo ritorno e il boom della Germanotta, che le spazza via tutte. In due anni monopolizza la stampa, vende camionate di dischi, sforna 11 singoli con un album e mezzo, vince Grammy su Grammy e trionfa ai VMA, dove arriva vestita con due kg de braciole, ridando senso alla natura stessa dei videoclip, autentici minifilm che strizzano l’occhio al mondo del cinema, diventando i più cliccati di sempre su Youtube.

Giocando con l’ambiguità sessuale e il presunto uccello tra le cosce diventa paladina dei gay, trasformandosi nel più grande sponsor frocio della storia del pop, dal punto di vista dei diritti glbtq. Sì al matrimonio gay, sì alle adozioni gay, sì al Papa gay, sì ai militari gay, insomma sì a tutto ciò che me po’ fa diventà n’icona gay, darkroom con annesso Glory Hole in Chiesa compresa. Amata e idolatrata dai piccoli ‘monsters’ che la seguono ossessivamente, Lady Gaga diventa anche l’artista da ‘abbattere’ da parte dei milioni di fan ‘concorrenti’, costretti a dover sopportare la caduta dal cielo di una cessa talentuosa riuscita nell’impresa di cancellare la concorrenza con un semplice schiocco di dita. Britney, Christina, Rihanna? Costrette ad inseguire lei e il suo autentico circo.


Con Born This Way promette la canzone del millennio, per poi partorire un martellante pezzo dance, che di epocale non ha nulla, se non il plagio nei confronti di Express Yourself, cultone madonnaro di quasi 25 anni fa. Perché quando Stefani Joanne Angelina Germanotta nasceva, cresceva ed iniziava a sbiascicare le prime parole, una certa Louise Veronica Ciccone stravolgeva il mondo della musica, facendo tendenza e sbancando i negozi di dischi, senza poter sapere, ovviamente, che 1/4 di secolo dopo quella poppante con pannolone tagliato a tanga, trucco da battona, orecchini, parrucca e tacco 12, si sarebbe impossessata dei suoi successi, per provare poi a rubarle scettro, corona e  trono, alla tenera età di 25 anni.  Tre anni fa non era nessuno. Tra 3 anni potrebbe tornare ad esserlo. Oggi è Lady Gaga.


Auguri Germanotta!

TANTI AUGURI Vanessa Hudgens


21 anni, attrice, cantante, ballerina, strumento di repressione omosessuale, un po’ sgualdrina e tanto ricca. Il 14 dicembre di 21 anni fa nasceva Vanessa Hudgens, a Salinas, che attenzione, non è in provincia di Sassari ma in California!
Un padre, Greg Hudgens, nativo americano, ma di origini irlandesi e indo-americane, una madre, Gina Guangco, di origini filippine, latino-americane e cinesi, una sorella minore, Stella, di origini aliene, cambogiane e calabresi, un cane, tre gatti, un vibratore, un pesce rosso, una macchina fotografica con l’autoscatto e un abbonamento ai pornazzi gay in pay per view per il boyfriend rappresentano il suo fantastico, colorato e gioioso mondo!
Ad 8 anni Vanessa inizia a sfornare musical, apparendo in produzioni locali come Il Mago di Oz, Striptease, The Music Man, Gola Profonda e Cinderella. Proprio in una di queste fortunate prove teatrali Vanessa conquista un giudice, che la vuole per uno spot televisivo. Le si aprono così le porte di Hollywood! Il debutto in sala, ovviamente, avviene con Thirteen, film scandalo che racconta la vita di 13enni allo sbando, tra sesso, droghe ed alcool. E chi chiamerai per rappresentare tutto ciò? Ovvio… Vanessa Hudgens!
Il boom planetario avviene grazie alla magica Walt Disney, che vede in quel volto candido e porcelloso una futura promessa. High School Musical sbanca i dati auditel delle tv di mezzo mondo.

Sul set del film la Hudgens incontra il primo e fino ad ora unico amore della propria vita, Zac Efron. Leggenda narra che ad unire i due sia stata una piastra per capelli. Quella di Vanessa si era rotta, Zacche le prestò la sua, fucsia, glitterata e a forma di cosce maschili e pelose. La Hudgens non capì, il giorno dopo vide Zacche tirar fuori da un cassetto un vibratore e, pensando che lo stesse per regalare a lei, se ne innamorò perdutamente!
Co uno come questo, pensò ingenuamente, azzo se me ce diverto… quanto se sbajava…

L’immagine della dolce verginella canterina nata in provincia di Sassari subisce però uno scossone nel 2007, quando internet viene invasa da foto che la ritraggono nuda, vogliosa e sempre più porcellona. Chi scattò quelle foto, è il quesito che da tre anni tutto il mondo si pone. Zac Efron, accusato di esserne il diretto responsabile, si difese sostenendo che lui Vanessa non l’aveva mai vista nuda e mai toccata neanche con un dito. Quello stesso dito che automaticamente sarebbe finito nella sua bocca nel caso in cui la prima opzione fosse realmente avvenuta. Quello stesso dito che tutte le notti quella poveraccia di Vanessa si augurava che potesse trasformarsi in altro… che magari non fosse una mano, tra l’altro pure sua.
Chissà perchè mai ma tutti credono a Zacche, tanto che lo stesso Efron, facendosi rodere il culo, smentì tutto sottolineando come non solo fu lui a fotografare nuda Vanessa, ma anche a girare i porno di Pamela Anderson, Paris Hilton e Alessandra Mussolini. Ad Hollywood ancora je stanno a ride dietro… al massimo quello de Colin Farrell, non ce provà a bello.

Scongiurato un licenziamento dalla Disney, Vanessa è talmente cretina da continuà a fasse fotografà co le zinne de fori nell’estate del 2009, posando con una mutandina dorata di strass trovata chissà dove. Visti gli scatti Efron va su tutte le furie, tornando a casa come una checca isterica a causa proprio di quelle mutandine, che erano le sue preferite dall’età di 12 anni! Si scoprì solo dopo che ce ballava la danza del ventre, sua passione, da una vita. Per ripicca si riprese la piastra fucsia glitterata a forma de cosce pelosi maschili, dando vita ad una crisi isterica famigliare da Guerra dei Roses, con tanto di dito indice puntato e mossa da negrona accompagnato da un inequivocabile e maschile“stronza”.
Buttatasi a capofitto sul lavoro, perchè sulla vita privata è meglio che lascio perde, Vanessa continua a sfornare album e film, floppando miseramente con Bandslam, a cui seguirà a breve Beastly, Bella e la Bestia in versione moderna.
21 anni, 6 film alle spalle, 2 in arrivo, 3 abum, 6 singoli, 4 colonne sonore, 3 tour, 2 serie di scatti zozzi, 1 pseudo ragazzo, na voglia de ceppa larga così e una piccola stronzetta di nome Miley Cyrus da azzoppare, prima che sia troppo tardi.
Tanto inutile e sessualmente inappagata, quanto gossippata, se non ci fosse bisognerebbe inventarla… W Vanessa Hudgens!

P.S. ‘cronIstoria’ non ufficiale, basata su fatti realmente accaduti, amplificati e a volte inventati.

P.P.S A seguire la storica Zacche e Vanessa Story di Spetteguless: