Category Archives: Razzismo

Al grido frocio, frocio, pestaggio shock a Campo dei Fiori

Come può una piazza che è SEMPRE presidiata dalle forze dell’ordine trasformarsi in una corrida OMOFOBA? La domanda sorge spontanea nel vedere quello che è capitato ad un ragazzi inglese, a Campo dei Fiori. Palesemente ubriaco, il giovane si è denudato in mezzo alla celebre piazza romana, approfittando del getto d’acqua nato da una fontanella clamorosamente divelta. La folla lo circonda. Ci saranno un centinaio di persone, se non più. Il ragazzo è palesemente in preda all’alcool. Gli urlano frocio, frocio. Poi il fattaccio. Lo invitano a rivestirsi, lui rispedisce al mittente i vestiti, e loro lo picchiano. Un colpo in faccia e uno alla testa, una volta caduto. Il pestaggio dura pochi secondi, ma è sconvolgente vedere come al primo TESTA DI CAZZO che alza le mani se ne aggiungano immediatamente altri. Come se tutti non aspettassero altro, come se il seme della follia fosse lì ad attendere solo e soltanto quell’assurdo momento Delle forze dell’ordine, incredibile ma vero, nemmeno l’ombra. Un tempo a Campo dei Fiori si bruciava Giordano Bruno, perché luterano, ora si pestano a sangue inglesi ubriachi, perché etichettati come froci. Quando si dice l’involuzione della specie, quando si dice la Roma pseudo sicura del FASCISTA Alemanno, quando si dice Italia.

150 anni di presunta UNITA’ ed essere gay in Italia

Il 17 marzo 1861 il parlamento subalpino proclamò Vittorio Emanuele II non re degli italiani ma «re d’Italia, per grazia di Dio e volontà della nazione».
Oggi, 150 anni dopo, siamo qui a festeggiare l’Unità della nazione.
150 di Italia ‘Unita’.
Sulla carta.
Perché la triste realtà vede un’Italia più che mai  DIVISA, egoista, ignorante, razzista, maschilista, omofoba.
Unità dovrebbe significare anche eguaglianza, pari diritti, dignità sociale.
Viviamo invece in un magnifico paese che fa distinzione tra cittadini di Serie A e di Serie B.
Sesso, colore della pelle, estrazione sociale, orientamento sessuale, elementi che quasi ridicolizzano il concetto di ‘Italia Unita’.
Perché ancora oggi, 17 marzo del 2011, ci sono italiani che non possono sposarsi, che non sono neanche legalmente riconosciuti come ‘coppia’, che non possono essere accompagnati in ospedale dall’uomo o dalla donna che da una vita vivono al loro fianco, che non possono decidere come e quando morire, se staccare o non staccare la celebre ‘spina’, uomini che non possono adottare, che non possono far parte dell’Esercito, uomini che non hanno diritti, a differenza di altri, ma solo e soltanto doveri.
150 anni e sentirsi ancora diversi, 150 anni e sentirsi quasi ‘ospiti’ nel proprio Paese, 150 anni ed essere quasi costretti ad abbandonarlo, questo straordinario Paese, che come ti ha visto nascere ti vede ora andare via, in Terre dove invece sei ben accolto, anche se ‘straniero’.
La speranza, nel festeggiare questo storico anniversario intriso di bellezza e cultura, è di non ritrovarci ancora qui, in quanto italiani, tra 150 anni, a sottolineare nuovamente le stesse e paradossali diseguaglianze.
Nell’attesa, incrociamo le dita,  e buona ‘Unità d’Italia’ a tutti… (con un’imperdibile Roberta Bonanno Trash e una VERGOGNOSA classe politica, che IGNORA il perché oggi sia Festa Nazionale).

John Galliano shock: i LOVE HITLER

Sospeso immediatamente e carriera professionale probabilmente FINITA.
50 anni, stilista Dior e un video (da vedere QUI) che lo inchioda alle proprie responsabilità.
Insulti anti-semiti ad una coppia asiatica, fuori da un caffè parigino, conseguente denuncia ma non solo, visto che oggi è spuntato anche un clamoroso video, fatto con un telefonino, ad avvalorare le accuse della coppia, per due giorni rigettate dallo stilista.
“Io amo Hitler: la gente come te sarebbe morta, tua madre, i tuoi progenitori, tuttimaledettamente gassati”.
Galliano sbiascica, il tavolo è pieno di bicchieri. Ha bevuto, è probabilmente ubriaco. E’ stato probabilmente PROVOCATO, addirittura filmato, e forse anche incastrato. Ma quello che ha detto è inaccettabile. E’ considerato un GENIO creativo, da quasi 20 anni lavora nella maison Dior, ma difficilmente un’accusa simile, in un mondo, quello della moda, dove girano soprattutto ‘soldi ebrei’, potrà mai essere perdonata.
E così sia.
Anche perché uno che urla I LOVE HITLER merita di TUTTO, tranne che giustificazioni.

Il nuovo HITLER è tra noi

«I gay sono malati e deviati, hanno bisogno di aiuto psicologico. Dobbiamo scoprire dove sono e identificarli. Dire che queste pratiche sono vergognose è poco, siamo al degrado morale. Questa non è la prostituzione femminile, questa è maschile e non può passare inosservata».

Parole di Riccardo Missiato, sindaco di Spresiano (Treviso), ex DC eletto con l’appoggio del PARTITO DEMOCRATICO locale, che si è dissociato da tali affermazioni (e grazie ar cazzo, aggiungerei).

Il suo era un commento alla prostituzione notturna nella zona del Piave, alla quale ha reagito imponendo il COPRIFUOCO a gay (come riconoscerli non si sa) lucciole e trans. Interessante notare poi come la prostituzione femminile PO’ PURE PASSA’, ma quella maschile NO, e che sei matto. Non fa na cazzo de piega.
Questo è da neuro.
Amore mio sei te il DIVERSO, er MALATO, sei te che hai bisogno di CURE PSICHIATRICHE, fattene una ragione.
W l’Italia.

I Will Survive… all’Olocausto

Per non dimenticare.
I sopravvissuti all’Olocausto e alcuni loro famigliari ballano al ritmo di I Will Survive davanti ai più celebri campi di concentramento polacchi.
Potentissimo.

Immanuel Casto denuncia: Il Profondo Nord e la Censura



A Udine, come molti sapranno, nelle ultime settimane è successo di tutto.
Una recente campagna contro l’omofobia, realizzata dall’arcigay locale, è stata prima contestata e poi censurata dalla Provincia stessa.
Una campagna semplice e per nulla ‘scandalosa’, con protagonisti due normalissimi baci.
Subito dopo la loro affissione i manifesti sono stati prontamente imbrattati e oggetti di un vero e proprio scandalo. La Chiesa per prima li ha definiti indecenti e pericolosi per i bambini.
La Lega si è profusa, ovviamente, in accuse di volgarità. Mentre la beffa finale, la più amara, è stata la condanna del PD alla campagna, parlando di “dimensione provocatoria” perché “turberebbe la sensibilità di molti cittadini”.
In questo clima di tensione si è tenuta ieri una serata musicale a tema gay friendly, che ha dato il via ad una nuova ed accesa polemica.
La serata era un evento inserito nel contesto dell’Home Page Festival. Un festival di arte e musica assolutamente eterogeneo, partocinato dalla Regione, al fine di creare una serie di eventi culturali e di intrattenimento nella Provincia di Udine, con temi ed eventi estremamente variegati (il prossimo evento ad esempio sarà a tema rock-metal).
Il dramma è nato dell’articolo di una giornalista che titola il pezzo “La Regione patrocina una serata gay”.
Apriti cielo.
Un titolo mistificante, visto che la Regione non ha patrocinato esclusivamente una serata gay, ma tutto il festival che, nel volere trattare più temi, si rivolge giustamente anche ad un pubblico gay.
A denunciare tutto questo è IMMANUEL CASTO, che ha così spiegato a Spetteguless l’accaduto:

Le polemiche esplodono e non c’è chi manca di strumentalizzare la mia presenza, dal momento che sono stato invitato come “main artist”, parlando senza alcuna cognizione di causa di serata “Hard”. E’ intervenuto persino il Sindaco di Udine in mia difesa.
Il totale rifiuto dell’informazione è stato lampante, dal momento che nessuno dei detrattori si è evidentemente preso la briga da dare un’occhiata ad un mio live, tutt’altro che volgare, o di inserire le mie più forti provocazioni nell’ambito della mia produzione, che non si limita ad esse.
La notte precedente allo show, la mia pagina artista di facebook è stata cancellata (ovviamente non conteneva nessun contenuto problematico).
Le contestazioni si sono fatte così accese da portare la Provincia e Regione a dare un ultimatum al Festival, dicendo che se volevano i fondi, dovevano depennare la serata gay dal calendario.
Dimostrando grandissima integrità gli organizzatori (etero e gay) del Festival hanno deciso di fare ugualmente la serata e di rinunciare al contributo di quegli enti pubblici, con la conseguente messa in discussione del resto del palinsesto estivo.
La serata si è comunque rivelata un successo e vedere un pubblico misto, gay ed etero, cantare a squarciagola i miei pezzi con spirito liberatorio, è stata una bella soddisfazione. Concludo mandandoti il comunicato che ho fatto divulgare dalla mia agenzia Jle Management:

“Non sono avvezzo a dare una connotazione politica a ciò che faccio, perché sono un artista, non un politico, e non mi impongo come rappresentante di nessuno. Inoltre ritengo che i temi che mi stanno più a cuore, come il progresso sociale e la parità dei diritti, siano così importanti da dover trascendere gli schieramenti politici. Ma il contesto di polemica in cui si è svolta la mia performance ad Udine e l’oscuramento della mia pagina di facebook, mi portano a pormi una domanda: che cosa è che si vuole realmente censurare nel mio lavoro? Il riferimento al sesso, con qualche parolina sconcia ogni tanto? Se è questo il rigore morale che vogliamo, allora censuriamo anche i film con Boldi e De Sica, il “Grande Fratello”, le tette e i culi delle veline, “La pupa e il secchione” e tutta una serie di programmi pensati per il grande pubblico. Per tutta la famiglia, bambini compresi. Al contrario di ciò che propongo io dove nessuno è costretto a venire ai miei concerti, nessuno è costretto ad ascoltare i miei brani, nessuno è costretto a guardare i miei video. Forse ciò di cui mi si accusa è di non rispettare l’Italia cattolica? Per prima cosa, allora, avrei bisogno di vederla questa Italia cattolica che va a messa tutte le domeniche e non fa sesso al di fuori dal matrimonio. Io rispetto la libertà di culto, intesa esclusivamente come libertà di credere in ciò che si vuole, ma mi rifiuto di rispettare chi, basandosi su tali credenze, vuole imporre determinati comportamenti. Ritornando quindi alla mia domanda: Cos’è che si vuole censurare? Non certo un video ben diretto o una divertente canzone sulle escort, ma qualcosa di molto più importante. La libertà di espressione.”

Nota al comunicato: Ultimamente la libertà di espressione non solo non viene rispettata, ma addirittura strumentalizzata! da chi, ad esempio, si trincea dietro di essa per sostenere che i gay siano dei malati da curare con la preghiera o che non debbano poter dar vita ad una famiglia. Chiariamo allora una cosa: Sostenere che un omosessuale non debba avere gli stessi diritti di un eterosessuale è come dire che una persona di colore non posso prendere gli stessi mezzi pubblici di un bianco. Non è un “opinione”. Si chiama razzismo.

Grazie per l’attenzione,
Manuel.
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Questa è l’incredibile Italia di oggi.
Manuel mio, per quello che può valere, hai la mia stima e la mia TOTALE solidarietà.

Massacrato di botte per un bacio gay

“Mi hanno scaraventato a terra e preso a calci ovunque, addirittura in faccia, più volte. Ho tentato di difendermi, ma erano in troppi. E così mi sono chiuso a riccio, per evitare colpi al viso e al ventre. Ma non la smettevano. A un certo punto ero convinto che mi avrebbero ammazzato. Poi, hanno capito che qualcuno aveva allertato la polizia, e sono scappati via a bordo di due auto”.
Simone Giovannini, 23 enne, è stato massacrato di botte da 7 testa di cazzo per aver semplicemente dato un bacio a stampo al proprio fidanzato, a Bolzano.
Simone ha riportato un serio trauma cranico, una frattura multipla al braccio sinistro e contusioni ovunque. Gli hanno anche portato via portafogli, duecento euro, documenti, cellulare e occhiali da sole firmati.
A parlare è il fidanzato, Simone Rossi: “Eravamo stati alla festa del “Sei come sei” per il secondo anniversario del locale. Quando il disco-pub ha chiuso, verso le 4.30, siamo usciti per mangiare qualcosa assieme ad amici e amiche. Ci siamo avvicinati al bancone del chiosco, nel parcheggio, e abbiamo ordinato. Poi, ci siamo scambiati un breve bacio sulle labbra, castissimo, perché in pubblico ci comportiamo così. Subito si è avvicinato un giovane: carnagione scura, pizzetto, piuttosto stempiato. Non parlava tanto bene l’italiano, ma abbastanza per offenderci con battute pesantissime sulla nostra omosessualità”. “Gli ho gentilmente chiesto di non disturbarci e gli ho detto che erano fatti nostri. Ma lui niente, ha preso a spintonarmi. Io l’ho allontanato, e in quel momento lui ha urlato agli altri di raggiungerlo”. “Saranno stati almeno sette-otto”. “Hanno scaraventato a terra Simone e hanno cominciato a colpirlo a calci, prima uno, poi l’altro, poi tutti assieme”. “Io non sono intervenuto, non sarebbe servito, erano troppi”.
W l’Italia.

P.S. non sei intervenuto perchè non sarebbe servito a niente?!? Amore mio stanno massacrando il tuo uomo e te rimani lì a guardare?

Ancora un’aggressione omofoba nella capitale

Insulti omofobi e schiaffi.
Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 aprile un volontario di Arcigay Roma, Mattia, 22 anni è stato insultato e aggredito da un gruppo di 4 ragazzi di circa venticinque anni a bordo dell´autobus N8 in zona Trastevere: dopo aver provato a replicare, colpito ripetutamente e preso per il collo, è poi sceso dalla vettura.
E´ lennesimo episodio di omofobia che si verifica nella nostra città – ha detto il presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo – siamo molto preoccupati perché assistiamo al moltiplicarsi di questi comportamenti violenti e intimidatori che offendono non soltanto la persona aggredita e la comunità lesbica e gay, ma la libertà di tutti i cittadini“.
La cosa che mi ha colpito maggiormente – ha detto Mattia – è l´indifferenza degli altri passeggeri: nessuno di loro, pur assistendo alla scena, ha detto qualcosa o è intervenuto per fermarli. Io ero seduto e leggevo un libro, poi queste persone, dopo aver preso di mira un uomo di colore hanno iniziato a dirmi che facevo schifo perché gay“.
La nostra città non può permettersi di restare indifferente verso comportamenti di questo tipo – ha aggiunto Marrazzo – Purtroppo in Italia non esistono leggi che prevedano un´aggravante nel caso di aggressioni motivate da odio nei confronti di lesbiche, gay e trans. E´ necessario che il legislatore affronti la questione per mettere fine a questa diffusa percezione di impunità, così come è importante che le Istituzioni siano al fianco della nostra comunità aumentando l´impegno contro ogni forma di discriminazione con iniziative nelle scuole e nella pubblica amministrazione o con campagne di comunicazione e sensibilizzazione. Alla Regione Lazio, per questo, chiediamo di riprendere al più presto le campagne antiomofobia di Gay Help Line 800.713.713 e al Comune di Roma di aumentare la diffusione della prossima campagna. La maggior parte delle vittime, infatti – conclude Marrazzo – non denuncia gli episodi per paura delle conseguenza in famiglia o nel lavoro: il nostro servizio cerca di dare quel supporto legale e psicologico che dia loro la forza di denunciare“.
Quanto accaduto la notte tra sabato e domenica a Trastevere è un atto vile e da condannare con la massima fermezza. A nome mio e di tutta l’amministrazione voglio esprimere la mia vicinanza al ragazzo aggredito. Mi auguro che gli autori dell’aggressione vengano individuati al più presto e puniti come meritano”.
Parole, queste, di Gianni Alemanno, Sindaco di Roma.
Provo un senso di profonda frustrazione nel realizzare che non è più possibile neanche salire su un mezzo di trasporto senza correre il rischio di non tornare a casa incolumi e con il conseguente senso di angoscia che questo provoca non solo nelle vittime, ma anche nelle loro famiglie e in tutti i cittadini“.
Parole, queste, di Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma.
È un fatto gravissimo, di inaccettabile violenza e intolleranza che va condannata e combattuta. Al giovane aggredito va tutta la solidarietà mia e della istituzione che rappresento. La Regione, nell’ambito delle sue competenze, non farà mancare certamente tutto il proprio impegno contro qualsiasi forma di discriminazione e a sostegno di una cultura della tolleranza e del rispetto del prossimo“.
Parole, queste, di Renata Polverini, Presidente della Regione Lazio.
Parole, parole, parole.
Noi ce pijamo le botte e in Parlamento discutono di intercettazioni, par condicio e legge elettorale.
Non fa una cazzo di piega.

Neanche in 50 a Roma per protestare contro Bertone e per dire NO all’accostamento OMOSESSUALITA’/PEDOFILIA

4 gatti. In meno di 50 persone. Ed era pure uscito il sole. Ci si indigna tanto, per poi rimanersene a casa. Qui il resoconto della manifestazione romana contro le parole del Cardinal Tarcisio Bertone, reo di aver vergognosamente associato l’omosessualità alla pedofilia. Dov’erano i migliaia di gay che ogni weekend affollano le discoteche della capitale? Solo Dio lo sa.



Renzo Bossi a Vanity Fair: NELLA VITA SI DEVE PROVARE TUTTO TRANNE I CULATTONI E LA DROGA

22 anni, bocciato più e più volte e 13mila preferenze nella provincia di Brescia alle ultime Elezioni regionali
Voti, quest’ultimi, che l’hanno reso il più giovane consigliere regionale mai eletto in Lombardia.
Renzo Bossi si è APERTO a Vanity Fair, con un’intervista davvero ricca di PERLE DI PURA SAGGEZZA.
Questo un sunto:

- Nella vita penso si debba provare tutto tranne due cose: i culattoni e la droga
- Non seguirò gli azzurri al mondiale, non tifo Italia
- Il tricolore, per me, identifica un sentimento di cinquant’anni fa
- Mai sceso a Sud di Roma
- E’ passato il messaggio, falso, che fossi un ignorante pluribocciato con 12 mila euro al mese di stipendio
- Mi hanno infatti bocciato solo due volte (ha 22 anni).
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Complimenti ai lombardi per la scelta fatta.
Se questo è il FUTURO della politica italiana, siamo semplicemente fottuti…

P.S. Renzo caro, non ti preoccupare… non credo esista un “culattone” in tutta Italia che te se inchiappetterebbe… meglio er cadavere der cavallo de Cicciolina cazzo.