Coming Out Day – dichiaratevi, forza e coraggio

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Oggi, mercoledì 11 ottobre, si celebra in tutto il mondo il Coming Out Day. Un giorno per riflettere sull’importanza del “coming out”, un giorno per prender coraggio e gettare in terra la maschera che tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo indossato. Perché ‘celebrare’ questo giorno su Spetteguless? Semplice. Perché è doveroso pensarci, ‘pianificare’, farsi un esame di coscienza. Per prendere forza e coraggio, ed urlare al mondo ‘sono gay’. Perché checché se ne dica l’accettazione è tutto, personale ed altrui, e mai come oggi quella tanto attesa sensazione di libertà potrebbe esser finalmente vostra. Un giorno tutto questo NON sarà più necessario. Anzi, probabilmente sarà ridicolo. Ma per arrivare a quel giorno, al giorno in cui eterosessualità ed omosessualità saranno REALMENTE ‘uguali’, dobbiamo continuare a lottare, ad esporci, dichiararci, e far sapere a parenti, amici, vicini e genitori, che anche loro conoscono e vogliono BENE ad un gay. Automaticamente cadrebbero cliché e leggende metropolitane. Automaticamente diventeremmo tutti ‘uguali’. Realmente tutti ‘uguali’. Ma ci vuole tempo e coraggio, per arrivare a quel giorno.
Ecco perché ripropongo, ancora una volta, la storia del MIO coming out.
I lettori più fedeli ricorderanno la rubrica MY LIFE, andata avanti per 3 anni, divisa in puntate e incentrata sulla MIA vita.
Uno di quei capitoli riguardò proprio il MIO personalissimo coming out, inatteso e tutt’altro che pianificato.
Un coming out che ancora oggi, a distanza di anni, nel suo piccolo mi inorgoglisce, e con la consapevolezza che SI’, ha contribuito a cambiarmi la vita.

Tanto da riproporvelo, nel caso in cui potesse essere utile.
Quindi buona lettura e buon Coming Out Day a tutti.

Una volta tornato da Milano, come detto, la mia vita è totalmente cambiata. L’accettazione, la paura di vivere la mia persona, la paura di espormi, la paura del giudizio degli altri, le paure che ruotavano attorno alla mia OMOSESSUALITA’ erano finalmente crollate, quando improvvisamente, con coraggio e incoscienza, presi e volai verso la città meneghina, pronto ad andare tra le braccia di un perfetto sconosciuto, a cui avrei poi dato il mio primo bacio.
Quel PRIMO BACIO, il primo VERO bacio della mia vita, il primo bacio SENTITO, il primo bacio ad un uomo, scoperchiò il Vaso di Pandora, e il Federico che tornò da Milano cominciò finalmente a vivere
Pian pianino iniziai a conoscere i primi ragazzi, a farmi le prime amicizie e a frequentare i primi locali gay. Potevo finalmente parlarne con qualcuno, senza reprimere tutto dentro, e anche il mio STILE di vita cambiò radicalmente. A quel cambiamento cominciarono ad associarsi BUGIE SU BUGIE da dire ai miei genitori. Cosa fai, dove vai, con chi esci, che hai fatto ieri sera, dove dormi… domande a cui, con il passare del tempo, imparai a rispondere quasi automaticamente, ma con ENORME dispiacere… non mi è mai piaciuto mentire ai miei genitori, anche perchè non sono molto credibile nella menzogna, così una volta tornato da Mykonos, tornato alla MIA VITA fatta di minchiate, sono semplicemente SBOTTATO e ho rovesciato quel fottutissimo vaso.
D’altronde l’apice l’avevo toccato qualche settimana prima…
Avevo conosciuto un ragazzo, un fuorisede, ci piacevamo, c’era attrazione, era palese, lui una sera in MEZZO alla settimana mi invita a casa sua a vedere un film. Ci spariamo un dvd, sul suo letto, non ci sfioriamo nemmeno, per poi iniziare a parlare… parla che ti riparla, con nessuno dei due pronto a fare il PRIMO PASSO (quanto ero deficiente porca troia…), finiamo per fare le 6:30 del mattino!
Semplicemente esausto, senza più salivazione, stremato e soprattutto senza davvero nessun più argomento disponibile da trattare (credo di non aver mai detto tante cazzate in tutta la mia vita come quella sera… lui non parlava e io, per riempire i silenzi imbarazzanti, ho parlato per 6 ore consecutive…) alla finì me ne uscìì proprio con una risata isterica a stemperare il momento SURREALE, della serie “o ci baciamo o ci scrivo sopra un cazzo di film su sta serata, altro che Prima dell’Alba!”, trovandomi dopo due secondi sulle sue labbra… ci staccammo alle 8 del mattino, ma solo perchè una FURIBONDA e TERRORIZZATA chiamata di mio padre ci interruppe… GIUSTAMENTE voleva sapere dove cazzo fossi, e lì me ne inventai davvero di tutti i colori per reggere il gioco…
Così al massimo un mesetto dopo, senza nessun preavviso, senza nemmeno averlo minimamente pianificato, una sera, verso le 19:30, seduto sul divano a vedere Passaparola, con la domanda CON LA F, JE PIACE IL CAZZO ad illuminarmi, sono IMPAZZITO e mi sono clamorosamente deciso… “basta, glielo dico ora!”.
E attenzione perchè mio padre e mia madre non sono proprio i classici genitori MENTALMENTE aperti e moderni… anzi! Mio padre è l’emblema dell’eterosessuale per cui vale il millenario detto “tira più filo di fica che un carro di buoi”, mentre mia madre rientra nel perfetto stile ” fingo di essere moderna, ma basta che non lo sappia nessuno, sorridi … FAMIGLIA PERFETTA FAMIGLIA PERFETTA!”.
Davanti a quel pacioccone di Gerry Scotti, però, per una volta non pensai MINIMAMENTE alle possibili conseguenze di quello che stavo andando a fare, e così lo feci…
Mi alzo dal divano, vado in cucina, mia madre era li che cucinava, mi avvicino a lei e con voce ferma e decisa gli dico “mamma senti devo dirti una cosa, vieni di là?”… un secondo dopo che era uscita dalla bocca, quella frase era già tornata indietro come un pugno sul mio viso, ma ormai il DANNO era stato fatto.
Andiamo in salone, mi tremano le gambe, il cervello è completamente ZEPPO di pensieri, anche perchè non avevo PIANIFICATO nulla, non mi ero preparato nessun discorso, e PORCA TROIA stavo IMPROVVISANDO il mio COMING OUT!!!
In quei 30 secondi ero lì che mi chiedevo… “e ora? come CAZZO glielo dico? Mamma sono frocio? Mamma mi piace il CAZZO? Mamma mi piacciono i maschi? Mamma non mi piacciono le ragazze? Mamma SANTOIDDIO quando mi avete portato al cinema a vedere La Famiglia Addams2 e ho sentito per la PRIMA VOLTA IN VITA MIA Macho Man l’ho cantata per 1mese, ma che ve devo fà un disegno? Da piccolo guardavo I MINI PONY A MA’, E ANNAMO! CHE TE DOVRO’ DI’ SECONDO TE!!”, ma non sapevo quale fosse la frase MENO traumatica!
E così il momento arrivò…
Lei si accese una sigaretta, era lì, pensierosa, divisa tra la paura e la curiosità, davanti a me, con le gambe incrociate e lo sguardo attento, pronta a ricevere l’attesa misteriosa notizia…
E così gli dissi… “mamma, ho un cancro e ho 6 mesi di vita… no, non è vero, sono sanissimo, sono solo frocio!”… BOOM… E’ FATTA!
Ovviamente NON è andata così… questo è quello che ho SEMPRE sognato di dire al mio coming out, in onore di Shirley MacLaine e di Fiori d’Acciaio, ma in quel momento non ne ebbi il coraggio, sarebbe davvero stato troppo, più che altro per lei… così la presi inizialmente alla larga con un… “vedi era tanto tempo che volevo parlarti, che volevo dirti questa cosa… solo che non ho mai avuto il coraggio di farlo, di dirlo a te e a papà, però mi sono stufato di mentirvi, e credo che sia anche giusto che voi lo sappiate… si dai insomma, mamma a me PIACCIONO GLI U-O-M-I-N-I!”.
CRAC!
Non disse una parola, non mosse un muscolo facciale, solo la mano ebbe la forza di portare la sigaretta alle labbra, che fecero un tiro… un silenzio che non dimenticherò mai invase casa, io mi ero tolto un peso enorme, mentre a lei era forse crollato un palazzo sulla testa… a quel punto DOVETTI rompere quell’imbarazzante silenzio, spiegandole che non sarebbe cambiato nulla, che erano anni che ormai lo sapevo, che mi ero finalmente accettato, che DOVEVO dirglielo, che ero SEMPRE IO, Federico, etero o frocio, ero sempre suo figlio… e lei li, incapace di aprire bocca, di dire anche una sola parola, con quella fottuta sigaretta arrivata ormai alla sua conclusione, e due occhi rossissimi pronti ad aprire i rubinetti.
E a quel punto, nel vedere quegli occhi, nel vedere gli occhi di MIA madre lucidi, anticipai il momento e cominciai a piangere come un bambino frocio a cui rubano la Barbie Ballo di Fine Anno… solo allora cominciò a parlare, piangendo insieme a me, facendo domande, chiedendomi se ne ERO SICURO, se volessi un AIUTO psicologico, domanda fatta allora e poi MAI PIU’, di fronte ad un mio secco NO MAMMA, io sono felice così, e tu dovresti esserlo di conseguenza.
E’ stata forse l’unica volta che mi sono DAVVERO confidato a mia madre… parlammo per quasi due ore, gli dissi TUTTO quello che voleva sapere, mi confidò che NO, non se n’era accorta e che ANZI era convinta che gli stessi per annunciare uno pseudo fidanzamento con chissà quale fantomatica ragazza … della serie, BEATA INGENUITA’ MATERNA! Quando non si VUOL vedere qualcosa ci si fodera davvero gli occhi di tutto…
Prima di chiudere la conversazione mi disse solo “non dirlo però a tuo padre… se lo viene a sapere ti caccia di casa, lo sai si?”, e così facemmo questo patto.
Patto che RUPPE LEI, portandolo una sera a cena fuori, a mia insaputa, per poi dirglielo una volta da soli in macchina… bè, mio padre non sono non mi ha cacciato di casa, ma ha anche avuto una reazione che, una volta saputa, mi ha rifatto piangere un’altra volta, e ancora oggi è capace di farmi venire i brividi… Appresa la notizia, di fronte a mia madre TERRORIZZATA dalla sua possibile reazione, rispose con un… “bè, stiamogli vicino allora, perché sarà sicuramente un momento difficile per lui…”. Peccato che poi con lui NON ne abbia MAI parlato per anni, ma lui SA ed è terribilmente orgoglioso, da omofobo, fascio e juventino, di questo figlio che si ritrova, anche se frocio, comunista e romanista…
Mia madre invece è stata MOLTO più tosta… non mi ha parlato per settimane, per sfogarsi l’ha dovuto dire a mia insaputa ad ALCUNE mie cugine che, una volta che mi hanno rivisto l’estate successiva, se ne sono uscite con un clamoroso “bè… come và con i ragazzi?”, facendomi infartuare seduta stante!
Anche il dirlo a mia SORELLA, più grande di me di 4 anni, con due figli a carico e un uomo che l’ha mollata per un’altra una volta nato il secondo e apparentemente MOLTO aperta mentalmente, è stata davvero, e stranamente, dura! Pure lei per SUPERARE il tutto ha dovuto dirlo praticamente a TUTTE le persone che conosceva, ovviamente sempre a mia insaputa… quindi la figura di MERDA fatta con le mie cugine l’ho poi rifatta con i suoceri e le sue migliori amiche!
Sono passati ormai anni da quella FOLLE SERA, e se ci ripenso mi vien da sorridere, domandandomi COME ABBIA FATTO ad uscirmene in quel modo, felicissimo però di averlo fatto! Perché  è sempre difficile all’inizio, la notizia va digerita, capita, archiviata, ma alla fine ci si toglie un’ingombrantissima maschera, si smette di finge di essere quello che non si è e si comincia a vivere VERAMENTE la propria vita…
E’ un passo TOSTO che qualsiasi omosessuale dovrebbe compiere, perchè non c’è NULLA di cui vergognarsi e non c’è NULLA da capire. Siamo carne della loro carne, sangue del loro sangue, ci hanno messo al mondo, ci hanno cresciuto, e nella maggior parte delle volte sono pronti a STUPIRCI, facendo prevalere l’amore che nutrono nei nostri confronti.
A me è capitato, e mi ritengo fortunato, ma sono convinto che ci sono centinaia di ragazzi che in questo momento staranno pensando che a LORO non capiterà mai, tralasciando quel margine di errore e di imprevedibilità che nella vità fortunatamente esiste. Io proprio a quel margine mi sono attaccato, e sentire l’altra sera mia mare dirmi, davanti al telegiornale che raccontava l’aggressione nei confronti di un ragazzo, “stai attento quando esci, che tira una brutta aria…“, è stato tanto incredibilmente piacevole quanto semplicemente impensabile fino a pochi anni fa, anche se in realtà DOVREBBE essere assolutamente “NORMALE”… quindi TIRATE FUORI IL CORAGGIO, e fate in modo che lo diventi…

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  • Fabio78

    E’ inutile…. fa paura, crea agitazione… ma poi ci si sente di un bene!!!!! Il più bel giorno della vita. Inutile fare le “Discrete”… si vive male.. si vive tristi.

  • baldwin

    La cosa migliore che un omosessuale possa fare per se stesso. Regalarsi la libertà. Essere gay è bellissimo, viverlo apertamente è il massimo.

  • Sneg

    E’sicuramente un giorno di svolta e tutti noi non potremo mai dimenticarlo. Però ognuno lo deve fare quando si sente pronto e non deve sentirsi sotto pressione nel farlo.

  • serenity

    Apo volevo dirti che su dettofatto il programma di Rai Due, da quest’anno c’è una tutor transessuale, e che durante il primo tutorial, Caterina Balivo ha raccontato la storia con molta delicatezza. Secondo me è stato un momento di televisione molto toccante, senza tanto spettacolo ma molto delicato. Eh gnè questo. So che non è un commento in topic ma mi è sembrato davvero importante dirtelo.

  • abiqualcosa

    È come quando ti devi decidere di mollare qualcuno con cui le cose non vanno più da tempo: è difficilissimo, temporeggi….ma dopo ti senti leggero e libero e ti chiedi perchè hai aspettato tanto a farlo.

  • Giuseppe

    Come ogni anno continuo a dirti grazie per il tuo post. Perché è anche grazie al suo contenuto ben impresso nel cervello che ho avuto la serenità e il coraggio di condividere questa cosa con i miei genitori ed i miei fratelli. Continuamo così!
    ti voglio bene

  • Fabri

    Tutta la mia famiglia sa di me da quando avevo 19 anni. Ora ne ho 45. Indubbiamente, il loro appoggio mi ha permesso di vivere serenamente me stesso e tutte le relazioni che ho avuto (e quella che ho oggi). Non ho mai ritenuto la mia sessualità niente di più di un aspetto del mio essere. Non ne ho mai fatto una bandiera, né ho mai compreso fino in fondo di cosa si dovrebbe essere “orgogliosi”. Ritengo tuttavia vitale accettarsi e farsi accettare, soprattutto dagli affetti più intimi. Quando hai una famiglia vicina, tutto risulta più facile. Ecco, di questo sono orgoglioso. Tanto più che allora (erano gli anni ‘90) se ne parlava molto meno e molto male.

  • marco

    Ma che palle questo coming out! E quelli che vogliono per forza che tu lo faccia.. Ognuno è libero di essere come vuole senza per forza fare coming out che vuol dire automaticamente ghettizzarsi ed essere strumentalizzati.. Che stronzata il pride, ha trasformato degli esseri umani liberi in froci ridicoli. W le persone intelligenti e libere…

  • Febo Guiscaldo Elegiaco

    Leggere queste cose è molto bello, ma poi ti catapulti nella tua realtà, un paesino siciliano dal quale non puoi scappare perché non hai i soldi per farlo e nessuno che ti da un lavoro, dove tutti sanno tutto di tutti e dove vieni giudicato ogni giorno anche solo per averti fatto un tatuaggio. Spesso ho pensato di farla finita, ma sono un codardo, non ho coraggio e adesso che sono arrivato ad un’età in cui non sono più giovane, ma nemmeno vecchio, dove mi rendo conto di avere più rimpianti che altro, per tutte le cose non fatte e accantonate, mi sento ormai rassegnato. Ed anche se negli ultimi anni l’ho anche detto a qualche amica e amico fidato, ma la famiglia è un’altra storia! Quando mi trovo a pensare a dirlo in famiglia mi si gela il sangue. Mi manca l’amore, mi sento una persona profondamente sola e quando leggo di gente che la fa facile dicendo “si vive meglio”, “fatelo”, un po’ mi incazzo… perché non potete capire quanto sia difficile quando si vive in culo al mondo con persone che ti disprezzano, dove gli unici gay sono fidanzati e sposati con ragazze e tu sei un diverso tra i diversi, perché non sono nemmeno il classico tipo che si mette lì a trombare con chiunque, non ho mai fatto sesso occasionale, ho avuto due relazioni finite male e solo con questi due ragazzi ho fatto l’amore, fine. Non c’è mai stato nessun’altro e chissà se mai ci sarà. Nella mia inutile vita mi piace leggere di tutto, mi commuovo quando leggo certe storie, ma poi mi guardo intorno, osservo la mia solitudine e capisco che la mia storia non potrà mai avere un lieto fine. Però grazie per le vostre storie perché sono bellissimi spaccati di una vita che, se abitassi a Roma o a Milano, piacerebbe vivere pure a me, a me che so che il coming out day non può essere altro che un’utopia. E mi scuso per il monologo, non volevo fare la parte del “pesante”, avevo soltanto bisogno di sfogarmi e di fare a mio modo un diverso “coming out”.

  • Stefano

    Ti sono spiritualmente vicino.
    Io nel profondo nord ho vissuto più o meno la stessa esperienza.
    Chi fa coming out oggi solitamente è giovane e quando noi avevamo questi problemi, chi lo fa oggi allora forse non era neppure nato.
    Dichiararsi è un atto non semplice, chi non ha la forza di farlo non va giudicato male.
    Tanti fattori influiscono su questa scelta.
    Sono d’accordo comunque che non farlo, per una ragione o per l’altra, è una sofferenza continua, spesso accompagnata ad una triste solitudine.
    Il destino di molti.

  • Stefano

    Sono d’accordo.
    Molti gay vivono una vita serena, magari con un compagno fisso, senza necessariamente dirlo.
    Spesso basta conoscerli un po’, senza necessità di loro dichiarazioni.

  • Nic

    Perdonami, so che il coming out va fatto quando si è spiritualmente pronti e forse tu non lo sei ancora, indipendentemente dall’età che puoi avere, però nel tuo modo di ragionare mi sembra di cogliere anche molta prevenzione. Credimi, il diavolo non è mai così brutto come lo si dipinge a priori e tra i tuoi rimpianti potresti annoverare anche quello di non aver potuto godere della sorpresa nel vedere reagire benissimo i propri parenti e conoscenti. La famiglia spesso parla male, quando non sa di avere figli omosessuali, per poi fare delle eccezioni miracolose quando scopre che l’omosessuale è il proprio parente più stretto. E’ una contraddizione ma tutto quello che c’è stato prima e che vi ha legati varrà sempre più di ogni forma di pregiudizio. Rimarresti sorpreso dalla facilità con la quale la gente, anche solo per mostrarsi mentalmente aperta come insegnano oggi i media, accetterebbe il tuo orientamento che, peraltro, permettimi di aggiungere non è assolutamente affare degli altri e che potrebbe anche costituire il loro ultimo pensiero tra i mille problemi quotidiani. Perciò non devi temere perché non c’è nulla da temere. Non permettere alle tue paure – infondate – di condizionarti fino a tal punto. Il coming out è visto anche dagli altri come un atto di coraggio che merita rispetto.