Giornata mondiale contro l’omotransfobia – perché è importante ricordarla

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In 78 paesi del mondo l’omosessualità è ancora considerata un reato. In Arabia Saudita, Iran, Mauritania, Sudan, Yemen e negli stati della federazione della Nigeria che applicano la sharia e nelle zone meridionali della Somalia i rapporti fra persone dello stesso sesso sono puniti con la pena di morte.
Nel Rapporto annuale 2013, Amnesty International ha denunciato violazioni dei diritti umani, aggressioni, intimidazioni e discriminazioni nei confronti di persone Lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate (Lgbti) in più di 40 paesi: Albania, Armenia, Bahamas, Bielorussia, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Camerun, Cile, Croazia, Danimarca, Fiji, Gambia, Georgia, Ghana, Grecia, Guyana, Iran, Iraq, Italia, Giamaica, Lettonia, Libano, Liberia, Lituania, Macedonia, Malawi, Moldova, Montenegro, Nigeria, Russia, Serbia, Sudafrica, Taiwan, Trinidad e Tobago, Tunisia, Turchia, Ucraina, Uganda, Ungheria, Uruguay, Zimbabwe. In molti stati europei – tra cui Bielorussia, Georgia, Lituania, Macedonia, Moldova, Russia, Serbia e Ucraina – alle persone Lgbtq viene negato il diritto alla libertà di espressione, riunione e manifestazione in pubblico.
In Italia da un anno siamo finalmente usciti dal NULLA giuridico, con l’approvazione della prima storica legge sui diritti glbq. Ma a mancare, ancora oggi, è proprio una legge CONTRO l’omofobia, mai tanto necessaria come in questo momento, visti i rigurgiti fascisti dell’ultima settimana.
Nel luglio 2011, come nel 2009, il parlamento ha respinto la proposta di legge contro l’omofobia e la transfobia, accogliendo le pregiudiziali di incostituzionalità presentate dai vari gruppi parlamentari. Il disegno di legge mirava a introdurre l’aggravante di omofobia nei reati motivati dall’odio e dalla violenza sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere. Da quasi 4 anni un nuovo disegno di legge è fermo al SENATO, dopo aver ottenuto il via libera alla Camera. Sparito tra i cassetti parlamentari. La mancanza di una legislazione penale antidiscriminazione che contempli l’omofobia, la transfobia e la lesbofobia tra le possibili cause di discriminazione ha ovviamente favorito l’aumento di intolleranza e discriminazione verso noi gay, con suicidi e pestaggi che si sono rincorsi tra le prime pagine dei giornali. Peccato che passata l’indignazione iniziale sia poi rimasto il vuoto. Semplici parole al vento, tra politici omofobi e appecorati a un Vaticano che ha ‘provato’ la via del cambiamento con il nuovo Papa. Ma a Montecitorio e a Palazzo Madama nulla su muove.
Passano gli anni, in mezza Europa ci si sposa e qui, nel Bel Paese, neanche l’abc della decenza viene contemplato.
Ecco perché questa Giornata Mondiale contro l’Omofobia dovrebbe suonare come campanello pavloviano, ricordando automaticamente agli smemorati politicanti che esistono milioni di italiani ancora oggi discriminati e in alcuni casi perseguitati. Una triste, amara ma veritiera realtà semplicemente inconcepibile, perché siamo nello strafottutissimo 2017.

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