Michael Egan vs. Bryan Singer: ulteriori particolari sulle accuse di abuso

Condividi

«In casa ci davano cocktail mescolati a droghe. Ci facevano bere litri di liquore. Le regole erano: nessun costume, nessun vestito fuori dalla zona della piscina. Eravamo vittime di vari tipi di abusi sessuali. Eravamo come carne da macello per quella gente. Ci scambiavano tra di loro. Se devo dare un nome a quella casa la definirei come la rappresentazione del male. Sono stato più volte violentato in quella casa, e da più individui».
Parole firmate Michael Egan, nel lontano 1998 modello ed aspirante attore diciassettenne finito tra le grinfie del celebre Bryan Singer, regista hollywoodiano di X-Men e I Soliti Sospetti, da sempre gay dichiarato. Ora, se Singer ha rigettato tutte le accuse raccontate alla stampa da Egan, che proprio ieri ha tenuto una conferenza stampa con il proprio avvocato, negli Usa iniziano a circolare i primi sospetti e le prime voci sulle ‘abitudini sessuali’ di Bryan, a quanto pare da sempre molto attratto dai più giovani. Vedi 18, 19 e 20enni. Come se fosse un reato, tra le altre cose. Ma l’ipocrisia a stelle e strisce è rinomata, tanto da portare la ABC a rimuovere il nome di Singer come produttore esecutivo dello show Black Box, di prossima uscita.
Insomma, colpevole o innocente, per Bryan è già iniziato il processo mediatico.
Anche perché Egan ha pennellato un quadro sconcertante, con pistole puntate alla bocca nel caso in cui osasse ‘infrangere le regole della casa’, abitata da potentissimi nomi del cinema a stelle e strisce. La Lobby Gay del sesso, potremmo definirla. E non è tutto, perché la madre di Michael avrebbe informato le autorità di Los Angeles su quando accaduto già in quegli anni, tra il 1998 e il 2000, senza però mai ricevere risposte.
Ciò che appare evidente, a poche settimane dall’uscita in sala di X-Men – Giorni di un futuro passato, è che per Singer niente sarà più come prima.

Autore

Articoli correlati

Impostazioni privacy