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Paolo Villaggio delira – io e De Andrè tiravamo pietre ai gay

Io e De Andrè fingevamo di essere brave persone ma eravamo delle carogne. Da ragazzi tormentavamo due omosessuali, uno dichiarato e l’altro no. Li prendevamo a pietrate, solo per il gusto di farlo. Perfidia pura. Ugo Tognazzi? È stato salvato dal caso. Un giorno, a Milano, incontra un travestito affascinante, viene colto da una curiosità tragica e decide di portarselo in hotel, vicino al Corriere della Sera. Mentre sta cercando di sodomizzarlo, per strada scoppia una bomba che Tognazzi interpreta come segnale divino. Da quel giorno la sua condotta è stata più lineare“.

 

81 anni a dicembre.
Una decina di anni fa certo di morire perché gliel’aveva predetto una cartomante.
In passato grande attore.
Maschera comica straordinaria, in grado di realizzarci un personaggio come Fantozzi semplicemente irripetibile.
Eppure con il passare degli anni sempre più indifendibile, rincoglionito, provocatorio.
Paolo Villaggio continua, mese dopo mese, a regalare interviste choc. L’ultima della lista firmata Panorama.
Tra d’Urso, quotidiani e settimanali Villaggio ha massacrato una carriera fatta di tanti alti e pochissimi bassi, per poi precipitare in un decennio.
Perché dinanzi ad un uomo tanto indifendibile, che arriva ad esternare quasi con fierezza pseudo verità simili, c’è solo che da provare pena. Neanche disprezzo. Bensì pura e semplice pena.
Perché di umano, nel mitico ragionier Ugo Fanzotti, non c’è rimasto nulla.

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