50 Responses to Gay Village 2012: ecco la campagna pubblicitaria

  1. DG_VICTIMS scrive:

    ahahah fatto proprio a fagiolo! :) complimenti all’autore.

  2. Anonimo scrive:

    io avrei evitato i tacchi a spillo….

  3. Anonimo scrive:

    Personalmente, boccio i tacchi a spillo. Non capisco perché rimarcare sul pregiudizio dell’uomo gay come uomo con elementi femminili.

  4. Dr.Apocalypse Dr.Apocalypse scrive:

    i tacchi a spillo ci vogliono, per collegare con un banale particolare il senso stesso del messaggio.
    Non è così complesso.

  5. salvo scrive:

    Mi sono ricordato, vedendo questa foto, che da bambino gay vivevo con raccapriccio il pensiero che da grande avrei poi dovuto indossare abiti femminili, con boa di struzzo e tacchi a spillo. Pensavo che essere omo fosse soprattutto questo; E lo pensano tutt’ora in tanti, non solo i bambini. Se la campagna viene fatta per sensibilizzare e far conoscere (penso soprattutto i piú giovani), questa foto la trovo furviante :-)

  6. Rui scrive:

    Si parla di comunità GLBTQ ragazzi. Non ci siete solo voi al mondo e la vostra ossessione che gli altri guardandovi pensino che non siete abbastanza maschi. I tacchi sono DOVUTI. Forza e coraggio, dai.

  7. Fabri scrive:

    Potrei dilungarmi per ore sul perché e per come del mio pensiero, ma non ne ho voglia e sarei certamente frainteso, se dovessi limitarmi a scrivere un commento dettagliato in un post. Dico solo che no, non mi piace. Aborro qualsiasi riferimento a tacchi, tacchetti, lustrini e quant’altro associ al gay la figura femminile, specie se con fare denigratorio (tanto più che la donna stessa è vista come un ‘oggetto’ o un essere ‘inferiore’ ancora oggi). Agli occhi di un gay può anche essere una campagna ‘divertente’, ma agli occhi dell’etero medio è il solito cliché che da decenni i media ci appiccicano addosso. La tempistica sarà pure ottimale in un certo senso, ma il messaggio sarà frainteso e comunque non lo trovo rappresentativo. E’ il solito discorso del gay-macchietta che anela a scimmiottare la donna, sempre e comunque. Avrei preferito semmai due calciatori in un atteggiamento intimo, ma ‘virile’. Niente di ostentatamente e ridicolmente macho (alla film porno gay), ma immagini di calciatori (o pompieri, poliziotti, militari, muratori, qualunque cosa evochi nell’immaginario collettivo la mascolinità) in normali atteggiamenti di coppia (una mano nell’altra, uno sguardo negli occhi dell’altro, un ballo in discoteca uno di fronte all’altro, che ne so, troppe ce ne sarebbero). Tutto fuorché ‘sta cazzata da avanspettacolo che fa tanto italietta anni ’70. Mi viene in mente una bellissima foto di -mi pare- IKEA di qualche tempo fa in cui -se non erro- si vedevano due uomini su un divano, uno dei quali leggeva con la testa nel grembo dell’altro che guardava la TV. Una scena di vita quotidiana ‘etero’ in cui si ritraeva una coppia gay. Qualcosa di simile era decisamente più auspicabile.

  8. andrea scrive:

    io lo trovo un pò inquietante, ma non so neppure il perchè.
    Ad ogni modo, l’ultimo dei problemi del village è la locandina che, per quanto mi riguarda, avrebbe potuto essere anche una scena di Jersey shore o la cartina topografica di Torbella glitterata o una trans inseguita da un coatto inseguito da un carabiniere… ecco, quest’ultima, magari con la guardia sui tacchi a spillo ce la vedo proprio. Senza contare il biglietto che quest’anno prevede la cessione del quinto dello stipendio, mentre i drink verranno versati direttamente in gola col contacogge. e comunque…. ENERGIAAAAA AHA AHAH AHAH.

  9. Criminal scrive:

    Quoto pienamente Fabri.

  10. Dr.Apocalypse Dr.Apocalypse scrive:

    Fabri mio, qui si parla di una campagna che deve arrivare in un secondo. E’ la pubblicita’. Toscani c’e’ diventato leggenda. Quei tacchi non cavalcano il cliche’, ma lo prendono e lo riutilizzabo per far passare un altro messaggio. Che sta sul pezzo, che cavalca l’attualita’, e che da quei tacchi trae forza. Si parla di una singola foto, connessa ad un singolo slogan. Deve essere immediata. E l’immediato gioca per forza di cose con lo stereotipo. Gay o etero che sia.

  11. andrea scrive:

    @Fabri. quoto fortissimamente quoto, aggiungendo che il mondo dei locali gay e della comunicazione che gli gira attorno sembra aver dimenticato totalmente l’esistenza delle lesbiche. In qualunque rivista, locale, blog, poster… uomini nudi, maschioni, muscoli (al limite trans e drag queen che attirino i falsi etero). Come al solito le donne sono considerate l’ultima ruota del carro, e se il carro è l’ultimo della fila perchè è un carro gay… le lesbiche stanno dietro col triciclo.

  12. Pegasus scrive:

    FANTASTICA !!! :)
    Un calcio nel sedere all’omofobia di quel cretino ignorante!

  13. salvo scrive:

    @Rui, io non ho l’ossessione di voler sembrare maschio (lo sono; capita anche ai gay; mi é capitato), semmai il contrario, dover spiegare alle persone che sono gay, ma che non amo i tacchi (non é un merito, ma un dato di fatto, accettami :-) )

  14. Fabri scrive:

    Ecco, mi è venuto in mente cosa avrei usato io, in tema calcistico, se proprio volevo ridicolizzare la fobia che tanti hanno nei nostri confronti: visto che in fondo si tratta sempre e solo di paura (questo, infatti, significa la parola ‘omofobia’), avrei messo tre calciatori in uno spogliatoio, due gay ai lati e uno etero al centro. L’etero nudo o in mutande con i gay che lo guardano maliziosi e una scritta tipo: “Paura, eh?”. Salvo poi ritrarre i due che -invece- escono e vanno insieme a ballare al village. Come a dire: “Tranquillo bello, non è che perché sei maschio ti troviamo attraente e appetibile”. La paura di molti etero, belli o brutti che siano, è infatti che i gay, per il solo fatto di essere tali, dovrebbero trovare attraente qualunque etero e provarci a prescindere. Chi non ha sentito espressioni delicate quali: “Sì, ma a un palmo dal culo mio?”. Che poi è il Cassano-pensiero, in fondo. E non solo il suo.

  15. giacomosmile scrive:

    Tanto qualsiasi cosa fosse stata ci sarebbe stato qualcuno a cui non andava bene e che riteneva di poter far meglio……

    Io ad esempio avrei messo la scarpa classica da calcio, ma avrei messo una palla rossa piena di lustrini e glitter…. mi sarebbe piaciuto di più…. ma semplice gusto mio. Ste gambe muscolose su tacchi a spillo sono un po’ troppo sfruttate ormai dai kazaky ad altri…

  16. signorino tumistufi scrive:

    per il “senza se senza ma” hai preso lezione di politichese da pierferdinando casini?’-)

  17. Arturo scrive:

    Questa campagna fa fare un salto INDIETRO di 10 anni alla comunicazione GLBTQ in Italia. La provocazione non deve passare attraverso dei tacchi a spillo ancor di più se sei il Gay Village e hai così tanta risonanza a livello mediatico. La provocazione vera semmai sta in un bacio spontaneo tra due calciatori che esultano per un goal (campagna tedesca contro la discriminazione nello sport).
    Questo messaggio è totalmente controproducente per la comunità omosessuale e di certo non aiuta gli sportivi gay ad uscire allo scoperto. Per di più rivolta solo ad un target maschile. Bocciata in pieno.

  18. Paer scrive:

    E le lesbiche? E i gay?

    Mi sembra un poster dedicato solo alle trans calciatrici, visto che le transessuali sono le uniche a indossare i tacchi (e spesso pure molto bene).
    No, non mi piace proprio… e concordo con quei tacchi, sembra che la comunità non sappia fare niente senza metterci in mezzo, ogni santissima volta questi elementi macchiettistici. Io non ho niente contro i tacchi in sé, ma non é che bisogna infilarceli ogni volta eh.

  19. Rui scrive:

    @Salvo: è molto più faticoso dover spiegare che sei maschio e ti piacciono i tacchi! Sarebbe stato molto più limitante un calciatore senza tacchi o altre geniali boiate che ho letto al volo nei commenti. Ma siete mai stati al Village, o in un locale gay che non sia una sauna o l’Autogrill, o al Pride? Beh, vi sarete accorti che ci sono anche le lesbiche che amano vestirsi e apparire con un aspetto decisamente maschile, i maschi che si travestono, i queer, le trans e tantissima altra gente che sicuramente apprezza questa pubblicità e che sicuramente viene più discriminata di voi. Mettetevi in testa che la figura del gay come comunissima persona della porta accanto è l’ultima ruota del carro!!!

  20. Remo scrive:

    Nell’era dei social media bastano due post e due “tost” per giudicare rapidamente i lavori delle altre persone. Questa campagna è diretta. Usa degli sterotipi forti per comunicare a due mondi apparentemente distanti e che invece in questi ultimi mesi stanno avendo sempre più un forte contatto. Trovo divertente chi si autocensura per i tacchi che sono un evidente simbolismo. Ci sarebbero tantissime altre cose da censurare qualcuno parla di un Bacio sul campo di calcio… AVANGUARDIA PURA… si vede questo riferimento alla campagna tedesca ( altra storia, altra funzione ). In questo preciso momento l’associazione dello sport con la figura surreale è immediata e divertente e comprensibile. Ma sopratutto apre lo spiraglio del dialogo. Si usano gli strumenti convenzionali e gli stereotipi per comunicare ad un pubblico allargato. La cosa interessante è che non è la prima volta che c’e’ attenzione sulla campagna del GAY VILLAGE che desta come evento purtroppo solo tanta invidia e sopratutto nel mondo GLBT.

  21. massimiliano scrive:

    Bhè è giusto che ci siano i pro e i contro. C’è chi capisce al volo il messaggio della pubblicità e chi invece addirittura lo avversa. In tutte le cose è cosi. Però, visto che tra di noi in primis nascono queste discussioni fermiamoci. Pensiamo. Riflettiamo. Quanti capiranno e quanti no? A me non interessa se io lo capisco, sono gay, non mi interessa neppure se altri gay lo capiscono, sono gay. A me interessa che lo capiscano il numero maggiore di persone che ancora oggi non capiscono. Etero.Omofobici. Distratti. Quindi magari mettere tre, quattro calciatori, con anche uno che indossa i tacchi poteva esser meglio. Ma sinceramente cosi come è non va bene. Ricadiamo sempre nelle solite cose.Gay=abiti femminili=effemminato. No. Non siamo tutti cosi, non ci siamo solo noi gay che non ci vestiamo da donna, non ci sono solo i gay che invece si vestono da donna, non ci sono solo i transessuali e transgender. Ci siamo tutti CAVOLO. TUTTI siamo e TUTTI dobbiamo essere visti per quel che siamo. Questa locandina fa vedere a chi non capisce, checchè ne dica il Dr Apocalipse, arriva si in un secondo, ma alla maggior parte delle persone arriva nel modo sbagliato!

  22. Rocco scrive:

    grandissima stronzata l’uso dei tacchi . . .

  23. fivebyfive scrive:

    Quando dissi a mia madre che ero gay, lei disse:”vuoi diventare donna?”

    Ci ho messo un’eternità per farle capire che essere gay significa essere uomini che amano altri uomini ( o donne che amano altre donne).

    Tutto il resto sono solo etichette che ci cuciamo.

    IO che sono gay capisco che è una provocazione divertente, un etero invece risulta ancora più confuso.

    E rende ancora di più l’idea che la persona gay è “diversa”.

    IO avrei fatto una foto ad un gruppo di ragazzi, vestiti con abiti calcistici con didascalia: tra di loro c’è un ragazzo gay, e quindi?

    Al contrario anche per le ragazze, magari ambientato nel mondo della danza.

  24. Enzo scrive:

    Anch’io la trovo brutta e inutile. In fondo non è che ogni cosa debba essere fonte di orgoglio o “evviva siamo tutti uniti” o “pretendiamo diritti”. Ogni cosa ha il suo fine: questa è una serata in discoteca, punto. Non credo voglia dire niente di più.

    p.s.: Apocalisse hai scritto: “E l’immediato gioca per forza di cose con lo stereotipo. Gay o etero che sia.” Il problema è che prima ci infastidiamo quando ci affibiano degli stereotipi, poi li appoggiamo quando si deve “pubblicizzare” una serata… bah. Secondo me la gente è più sveglia di così. Chi organizza serate, e io ci lavoro spesso, è gente che non ha intenzioni serie in fondo, spesso dei camorristi che sa che si fanno soldi coi gay: GLI INTERESSANO LI PIPPI e provocare a prescindere dalle reazioni, anzi più negative sono meglio è per il loro ritorno mediatico, poi quando qualcuno viene menato fuori il loro locale se ne sbattono il cazzo. C’è un’ipocrisia nel mondo delle serate gay che mi da il voltastomaco. Scrivi quello che ti pare apocalips, ma parlo perchè ne ho viste di cose dall’interno e cazzo c’è un limite a tutto!

  25. Massi scrive:

    Fa schifo, quoto Fabri al 100%.
    Chi l’ha ideata crede che usare gli stereotipi omofobi ci faccia tanto più intelligenti e simpatici. Un po’ come quando ci diamo dei froci da soli o ci chiamiamo al femminile. Ci sta nel privato, non per una campagna che pretende di essere capita da una platea più vasta.

  26. Daniii scrive:

    @ Rui

    Scusa ma..l’ultima ruota del carro sta sega.
    A me personalmente i tacchi non danno fastidio, la pubblicité la trovo carina. Ma non mi si venga a dire che nella battaglia per ilñ riconoscimento di pari diritti i gay ” della porta accanto” sono l’ultima ruota del carro.

    Massima libertá a chiunque di vestirsi come vuole, e di sentirsi ció che vuole, per caritá. Ma l’accettazione deve proprio partire dal fatto che i gay sono persone che incontri dovunque, sono persone che non hanno nulla di meno e nulla di piu, nulla di meglio e nulla di peggio, rispetto a tutte le altre. E anche molte trans sono ESATTAMENTE cosí.

    Per il resto, a costo di sembrare un po’ chiuso, comunque faccio fatica a capire le persone che sottopongono il loro corpo a una trasformazione radicale. trovo che al di lá dell’essere omosessuali in quel caso ci sono problematiche piú profonde, sulle quali non discuto, ma che forse si potrebbero risolvere in altro modo che non sia impiantarsi seni finti. Che è una cosa molto diversa dal travestirsi per gioco/spettacolo. Ad ogni modo, massimo rispetto per chi lo fa, ma non mi si venga a dire che queste sono le colonne portanti del movimento glbt.

  27. Nic scrive:

    Apo io dico solo una cosa. Toscani vive sulla provocazione perché deve vendere un messaggio o un prodotto. I tacchi vanno bene come polo d’attrazione per attirare l’attenzione ma veicolano – per gli eterosessuali omofobi – un concetto sbagliato che peraltro già hanno. quello della promiscuità sessuale e che i gay abbiano tutti la mani del travestitismo. E’ provocazione lo so, ma consolida proprio l’idea di una confusione dei ruoli che il mondo omosessuale non ha e che il mondo etero gli attribuisce. Poi l’idea in sé lo ammetto è geniale dal punto di vista del concept.

  28. Rui scrive:

    @Daniii: guarda, stavo già argomentando una risposta ma poi sono arrivato a questa parte:

    “faccio fatica a capire le persone che sottopongono il loro corpo a una trasformazione radicale. trovo che al di lá dell’essere omosessuali in quel caso ci sono problematiche piú profonde, sulle quali non discuto, ma che forse si potrebbero risolvere in altro modo che non sia impiantarsi seni finti”

    e non trovo ci sia più niente da dire sinceramente. E’ per questo tipo di persone che il TACCO ci vuole. Non si può andare oltre il TACCO se ci sono pure gay che fanno discorsi come questo a cui preferisco non aggiungere aggettivi.

    Che tristezza.

  29. Daniii scrive:

    @ Rui

    Chi ha mai detto che il tacco non ci vuole? Ci vuole eccome.

    E se hai letto bene, sono il primo a difendere la normalitá di una trans o di chiunque altro. non mettermi in bocca cose che non ho detto, che qui l’indisponente sei tu (cito:”Mettetevi in testa che la figura del gay come comunissima persona della porta accanto è l’ultima ruota del carro!!!”).

    Semplicemente ti dico che IO non ci sto ad essere l’ultima ruota del carro. Cos’è, anche tra omosessuali dobbiamo trovarne di serie A e di serie B?

    La mia ultima riflessione è un’opinione mia, che non pretende di offendere nessuno, e non voglio certo essere il nazista della situazione. Massimo rispetto, non pretendo di capire quali sentimenti ti portano a desiderare un corpo che non è il tuo (ma non capisco neppure le donne che si mettono seni finti, a meno di operazioni post-asportazione, e non capisco neanche chi si rifá il naso o si fa tirare la faccia, tutte cose che sicuramente sono 1000000 volte piú stupide e frivole di un uomo (o donna) che non si sente bene nel suo corpo e decide di cambiare sesso). Solo è la mia riflessione. Spero crescendo come persona di diventare piú tollerante/aperto/meno ignorante, ma per ora il tuo commento antipatico di prima mi ha tirato fuori questa riflessione.
    Con questo chiudo.

  30. Enzo scrive:

    @rui: credo che il commento di Danii evidenzi una sua confusione che non ha niente a che fare con la discussione che si sta facendo in questo post.

    Lui non è “i gay”.

  31. no non mi piace affatto… le motivazioni sostanzialmente sono quelle di Frabri…questa continua associazione mentale gay-tacchi-parrucche è fuorviante.
    Ricalcare gli stereotipi da macchietta è controproducendente e sinceramente noioso.
    E’ dal tempo delle pinne da mare con i tacchi che riesumano questi elementi banali e strausati.

    BAsta basta basta….c’è un mondo di NORMALITà fuori dagli schemi glitter e parrucche del village.
    Basta…non mi sento rappresentato.
    Basta… voglio la foto di un ragazzo normale…altrimenti non leveremo MAI dalla mente della gente che i gay siano “mezzefemmine”!!!

  32. Luca scrive:

    Io in realtà non ho capito lo slogan O_o

    I tacchi non mi disturbano particolarmente ma avrei preferito di molto l’idea di giacomo con le scarpe normali e il pallone glitterato!

  33. massimiliano scrive:

    Rui, condivido che il discorso di Daniii non sia condivisibile, ma rispettabile. Dici che il tacco ci vuole per qualquno. OK. Ma qualquno non è TUTTI. Dobbiamo iniziare noi a far vedere tutto di tutti. Che tu voglia o meno il tacco non è tutto di tutti. IO capisco il senso del manifesto. Ma dobbiamo essere realiti perchè viviamo in un paese retrogrado dal punto di vista della convivenza fra persone di diverso genere, politico, sociale, religioso, sessuale eccetera. Un ignorante machista tipo Cassano, per restare in tema, cosa vuoi che capisca da questo manifesto, cosa vuoi che gli arrivi? Noi DOBBIAMO parlare a chi non capisce, gli altri non hanno bisogno di farlo, già sono avanti. Ma uno come Cassano penserà che tutti i gay usano i tacchi a spillo! Ragazzi poi se vogliamo vivere nell’utopia va bene, mettiamo anche una gonnellina al posto del pantaloncino magari dei collant al posto dei calzettoni e trucchiamo il giocatore, io la prenderei in simpatia, capirei, ma chissene frega di me? Io voglio che capiscano tutti i Cassano del mondo e anche quelli più retrogradi dei Cassano! Ma è cosi difficile essere realiti?

  34. anonimo scrive:

    Tutto st’entusiasmo che hai per questo slogan sinceramente non lo condivido. Quale conquista sarebbe? Se non quella di riempire le casse degli organizzatori? altro che belle parole “diritti, omofobia ecc”. Ho il terrore che si ripeterà quello che è successo l’anno scorso: botte ai “froci” dentro e fuori il village, coatti ubriachi e strafatti e violenti, che insultavano i gay in pista, strattonavano prendevano per il culo. Perché ovviamente entravano TUTTI. Quelli rimbalzati dai locali etero perché troppo coatti e personaggi osceni, li facevano entrare al village. Allora a sto punto Facessero una bella pubblicità però lo chiamassero “COATTO VILLAGE” Perché questo è stato lo scorso anno al suon di “entrano tutti belli e brutti basta che PAGHINO”. Allora, mettessero pure i tacchi ad un calciatore, una parrucca ad un vigile del fuoco, tre dita di fondotinta a un militare, se poi quelli che andrebbero tutelati in un contesto del genere si ritrovano ad essere emarginati anche lì dentro. Un tempo lo aspettavo con entusiasmo, dopo l’anno scorso, rabbrividisco solo al pensiero.

  35. massimiliano scrive:

    Daniii per esser chiaro io condivido pienamente quel che dici. l’inizio del post precedente era per chiarire a rui

  36. Rui scrive:

    @Daniii: non ti ho messo in bocca niente, ho citato esattamente quello che hai scritto. Ah, e risultare simpatico era l’ultimo dei miei pensieri.

    @Enzo: lui non è “i gay”, certo, ma quello che intendo è che ci sono un sacco di gay che la pensano come lui, ancora di più sono gli etero e ancora più grande è l’ignoranza intorno a tutto quello che va oltre, anche se di pochissimo, “il gay”. E poi ci lamentiamo per un TACCO associato alla figura del GAY in un poster che annuncia l’apertura del GAY VILLAGE? Perché poi continueranno ad avere un’idea stereotipata e ci discrimineranno ancora di più? Stigrancazzi! Quando sento dire che alcuni “problemi” potrebbero essere risolti in un altro modo che non sia impiantarsi seni finti, mi rendo conto che c’è molto altro lavoro da fare prima e che la realtà che deve essere rappresentata è molto, molto più ampia.

  37. Fabri scrive:

    Travestirsi è una cosa, transessualità è tutt’altro. Rientra nel gruppo di identità sessuali ‘non definite’ se paragonate agli etero, ma il percorso che affronta chi cambia sesso è dolorosissimo, penoso e complicato. Non si risolve con un ‘affrontare la cosa diversamente’, dato che neanche noi gay possiamo sapere cosa significhi. Tra gay ed etero, c’è un’infinità di connotazioni che non sta a noi né comprendere -forse- fino in fondo né, soprattutto, giudicare. Esistono gay, bisex, lesbiche, transessuali, transgender, transomosessuali e tanto altro ancora. Ognuno di noi può forse solo capire la propria condizione (e non è detto che ci si arrivi sempre), ma per favore non cerchiamo di stabilire come gli altri dovrebbero affrontare il proprio percorso sessuale. Sono cose intime che possono segnare un’esistenza. La cosa importante è che TUTTE meritano rispetto, in primis da noi omosessuali. Se cominciamo già tra noi a fare figli e figliastri, è la fine. Da sempre sostengo che fin troppo spesso i primi razzisti siamo noi (basti guardare a come ci attacchiamo dandoci della ‘passiva’, ad esempio – a volte mi chiedo se non siamo noi i primi ad essere condizionati dal modello etero), cerchiamo quindi di non dare adito agli altri di deriderci. Qui si parla di una semplice campagna pubblicitaria e Apo ha ragione da vendere quando dice che veicolare un messaggio deve essere d’impatto. Io dico solo che quell’impatto poteva usare altri elementi. Personalmente, trovo geniale e più mirata l’idea del pallone glitterato di Giacomosmile: si usava il folkore gay, ma senza mettere addosso a un uomo le scarpe col tacco. Anche perché, come detto giustamente da molti qui, si rappresenta solo una parte, escludendone tante altre, lesbiche in primis.

  38. Rui scrive:

    @Massimiliano: e vorresti far entrare un concetto sulla non discriminazione dei gay nella testa di Cassano con un poster del Gay Village? Per far entrare qualsiasi tipo di concetto in una testa del genere ce ne vuole di tempo… E’ più sensato cercare di arrivare prima nelle teste che sono già pronte a ricevere qualcosa, e poi, piano piano, a tutti gli altri. Non trovi?

  39. roberto scrive:

    Io i soldi a Imma Battaglia e a quei magna soldi non glieli do!

  40. Rui scrive:

    @Roberto: ahah pure su questo ci sarebbe da discutere a lungo :)

  41. massimiliano scrive:

    No non trovo. Chi, come definisci tu, è già pronto a ricevere qualcosa, non ha bisogno di grossi aiuti a capire, i Cassano invece hanno bisogno di tutta la nostra pazienza, intelligenza, furbizia per iniziare a capire. E i Cassano ccredimi sono tanti tanti tanti purtroppo. Ti voglio fare un esempio spicciolo, il mio. Nella mia famiglia per mia fortuna non ho avuto problemi con mia mamma e le mie sorelle, ma neppure con gli zii o i cugini. Con mio padre invece si. Nonostante abbia lasciato Bergamo per andare a vivere a Roma con il mio ragazzo, nonostante ci vivessi da 3 anni ormai, anche in punto di morte mio padre non ha capito. Tralascio per rispetto quel che disse. Se avesse all’epoca (anno 2000) visto un cartellone come questo sono certo che non lo avrebbe aiutato a capire di più, ma solo convinto di essere nel giusto o peggio fortificare la suo omofobia. Sono stato chiaro?

  42. Enzo scrive:

    Una cosa sono i diritti, una è l’idea che hanno le persone dei “gay”, un’altra è un cazzo di poster merda per una serata di merda.
    Sono argomenti diversi ed è giusto che abbiamo opinioni diverse.

    Siamo noi che dobbiamo basare la nostra vita non sul fatto che siamo gay, ma concentrarci su quello che facciamo e che amiamo.
    Parliamo troppo di omosessualità in un modo veramente svilente e frustrante. Iniziamo a cambiare noi.

    Quindi:
    Io non mi ritrovo nell’immaginario di questo poster. Rappresenta un mondo lontano dal mio e se devo difendere la “diversità” allora mi piace pensare che anche tra di noi siamo diversi e addirittura in contrapposizione ideologica sull’argomento. L’unico momento in cui ci si deve unire indistintamente è quando dobbiamo mandare affanculo i governi che non valutano i nostri diritti e pretenderli. Il resto è noia.

  43. Rui scrive:

    @Massimiliano: ho una situazione molto simile alla tua. Ma sai cosa, per restare sul personale, conosco gente che sta molto peggio di me! Quando entrano in ballo i diritti – e l’assenza di essi – almeno ideologicamente dovrebbero sempre avere la precedenza quelli che subiscono più discriminazioni e che più soffrono quando questi vengono a mancare/mancano. Da questo punto di vista i gay stanno messi male, certo, ma la componente trans sta decisamente peggio ed è quello il punto da cui bisogna partire, non Cassano e la gente ignorante come lui. Poi stiamo parlando del poster pubblicitario di un un locale romano, che prende i soldi di gay, lesbiche, bisessuali, transessuali (e molti etero) e non vedo pubblicità migliore di quella.

  44. AG-brasc scrive:

    Ragazzi, tranquilli…
    E’ solo un mix perfetto di immediatezza ed efficace ironia.
    Con tutto quello che ci sentiamo dire, siamo diventati incapaci di comprendereil concetto di ironia e, soprattutto, autoironia?

  45. massimiliano scrive:

    Ah allora scusa ho capito si ragiona su chi sta peggio. Allora sto zitto. Ho capito tutto

  46. massimiliano scrive:

    Ah allora scusa ho capito si ragiona su chi sta peggio. Allora sto zitto. Ho capito tutto. Meno male va!

  47. Raffaele scrive:

    CHE ORRORE!!! ANCORA CON QUESTI STEREOTIPI SUI TACCHI A SPILLO!! UN ALTRO BUON MOTIVO PER BOICOTTARE QUESTA COATTATA PER IGNORANTI OMOFOBI CHE è DIVENTATO IL GAY VILLAGE!!

  48. Daniele scrive:

    Bah, che schifo.
    Ma due bei polpacci pelosi e basta?
    Il tacco a spillo rosso…non ci siamo proprio.

  49. Erpupone scrive:

    Ragazzi ma la capite la differenza tra una descrizione e un simbolo? Con un poster non si deve fare un trattato per cogliere l’essenza del gay (se mai ne esiste una), ma si deve ironicamente mostrare qualcosa…questo il senso dei tacco, perdiana…
    Lo sappiamo tutti, scienziati che siamo, che di gay ne esistono duecentomilioni di tipi diversi, ma avere paura di essere rappresentati dall”altro da sè” significa voler essere tolleranti solo con l’immagine che si ha di sè…
    State calmi, state sereni, siete tutti dei bei maschioni, anche se vi rappresenta un polpaccio con i tacchi a spillo!

  50. Erpupone scrive:

    Scusate, la frase giusta era “…ma si deve ICONICAMENTE mostrare qualcosa…”. Anche se è uscita bene lo stesso :-P

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