Un coming out ‘live’, in diretta, ripreso da una telecamera ‘nascosta’ montata da DAN sopra il frigorifero. Il motivo? Il ragazzo in questione sta per fare coming out con la madre, in cucina. I’m gay. Due parole secche, semplici, pesanti come macigni, che colpiscono al cuore. Perché la reazione della mamma è magnifica. Abbraccia il figlio, si commuove. “E’ tutto a posto, ti voglio bene. Sono orgogliosa di te. Non devi aver paura di essere quello che sei”. Caricato nelle ultime ore su Youtube (con annesso BOOM di visite), il filmato è andato incontro a critiche. Vero o falso? Dan dice VERO, assolutamente vero. Eppure c’è chi non gli crede. Ma questo ha importanza? Assolutamente NO. Perché qui è la forza del COMING OUT ad esplodere con fragore. L’importanza dell’accettarsi e di urlare al mondo quello che troppo spesso nascondiamo con fatica. SONO GAY. Se non l’avete ancora fatto, DITELO, ai vostri genitori, ai vostri amici, perché un attimo dopo vi sentirete più leggeri, liberi di volare, finalmente sinceri, e pronti a vivere realmente la vostra omosessualità, che non ha nulla di sbagliato e/o anormale da giustificare un silenzio simile, tanto prolungato quanto inutile. Perché SIAMO gay, e non esiste UN motivo al mondo che ci possa costringere a tacerlo e soprattutto a negarlo, e non solo agli altri, ma soprattutto a noi stessi. Vero è che spesso sono proprio le reazioni altrui a spaventare, e a bloccarci, ma il tempo tutto ‘cancella’ e digerisce. Mia madre non mi rivolse parola per 10 giorni quando feci coming out. Ma ne è valsa la pena? Assolutamente sì. Ora è felice della mia felicità, e darebbe un braccio per difendere i miei diritti. Ci sono passaggi che vanno affrontati. Difficili, ma necessari. E il comint out è proprio uno di quei passaggi. Percorretelo, nel caso in cui non l’abbiate ancora fatto, e ne uscirete comunque vincitori.
apo tieni conto che molte situzioni familiari sono difficili.
tanti vengono cacciati da casa perchè gay.
in questi casi è meglio che il figlio si faccia una vita, e poi si dichiari ai suoi.
Mi dispiace Apo, ma non sono d’accordo con te.
Purtroppo non tutti la pensano così (e pensano male), ma il coming out non è sempre la scelta più giusta.
C’è gente che perderebbe casa, possibilità di studiare, possibilità di vedere persone alle quali vuole bene.
Trovo il coming out liberatorio, ma solo per quelle persone che possono avere la possibilità di avere un abbraccio così.
Di quelle persone che non verrebbero cacciate da casa (e voi dite: Chi ve lo fa a rimanere a casa con gente che nemmeno vi accetta?).
Eh, ce ne passa di acqua sotto i ponti… Sono situazioni che devono essere prese singolarmente ed analizzate.
Ovvio. So che esistono situazioni simili. Ma so anche che fino a quando non ti dichiari NON puoi conoscere la reazione di un genitore. Io ho un padre omofobo, che ha sempre votato a destra. Prima Fini, poi Berlusconi. Ero terrorizzato dalla sua reazione. Terrorizzato. Eppure la prese ‘meglio’ di mia madre. Mi stupì. “Stiamogli vicino, perché ne avrà bisogno”. Così rispose a mia madre, quando lei glielo disse. Ribadisco. E’ un ‘rischio’ che credo vada affrontato. Merita l’azzardo, la reazione scomposta e spropositata. Il coming out FA BENE. Non smetterò mai di dirlo.
Apo, mi dispiace dirtelo ma hai solo avuto culo.
Vallo a dire a chi è stato cacciato di casa e ora abita in un monolocale (se se lo può permettere il monlocale) senza possibilità di vedere parenti, senza possibilità di studio, ovviamente senza un lavoro (niente studio>niente lavoro).
Vai a dire a loro quant’è stato bello il tuo coming out.
Mi dispiace, ma non approvo quanto da te detto.
vabbè Matteo. Allora facciamo passare il messaggio che tutti i ragazzi che hanno fatto coming out sono stati cacciati di casa. Ma cosa dici. Ma non è così! Ci sono, ovviamente, ma sono una ‘piccola’ parte rispetto alla stragrande maggioranza.
E infatti Apo mica ho detto che TUTTI vengono cacciati di casa.
Ho detto che ALCUNI vengono cacciati di casa.
Io le conosco le mezze misure.
Ho solo detto che dare il coming out giusto A PRESCINDERE, senza tener conto di quelli che prima abbiamo chiamato “ALCUNI”, è sbagliato.
Il coming out sarà pure giusto per la stragrande maggioranza,
ma non puoi dire che è un percorso che va preso per forza da tutti sempre, perchè è una grandissima cazzata su. Ci sono situazioni e situazioni e vanno analizzate soggettivamente.
Se io avessi ‘analizzato’ soggettivamente la mia situazione non avrei mai fatto coming out (mia madre era CONVINTA che mio padre mi avrebbe cacciato di casa). Finché non lo fai non puoi sapere a quale reazione andrai incontro. Il gioco vale la candela? Sì.
solo perche’ hai avuto fortuna, ORA dici “ho fatto bene”.
se ti fosse andata male ti saresti tirato tanti accidenti.
io vivo in una famiglia dove si sfottono ogni secondo i gay, si hanno conati di vomito a pensare cosa fanno e dove si crede che l’omosessualita’ e’ dovuta a possessione demoniaca.
secondo te sono dichiarato? ma manco morto!
cmq video bello ma semi-inutile, quella rappresentata non e’ l’aria italiana
Voi avete na grande sfiga… Tutti quanti dico. E non è nemmeno colpa vostra: siete nati e cresciuti in Italia.
Apo sei un grande adoro questo post!
Un mio amico di Zurigo è stato buttato fuori quando aveva 20 anni… Ora ne ha 35… Felice di non aver più rivisto coloro che dovevano amarlo Indiscriminatamente.
È vero! Dopo aver fatto il coming out uno è pronto a vivere!!! È un momento della vita di un omosessuale fantastico perchè terrorizzante ma liberatorio al tempo stesso. Non conosco nessuno che non sia felice del suo COMING OUT… Anzi… Gli amici più depressi sono quelli repressi o quelli che lo nascondono a casa.
Il coming out aiuta tutti! È fantastico perchè le persone davvero importanti non smetteranno di vedervi per quello che siete. E se avete amiche psicopatiche come me potreste sentire frasi tipo “aaaah! Allora ora siamo ancora più amici!” :-)
possibile che le scarpe sul pavimento di quella cucina facciano così casino? Sembra in effetti un set montato ad arte. Ad ogni modo il messaggio che il video vuole dare è ottimo, penetrante e distensivo. E lo sappiamo tutti che è più semplice dirlo a mamma che non a papà!
Io l’ho fatto ed ora sono la persona più felice del mondo, con un compagno spettacolare che la mia famiglia ha accolto come un nuovo figlio e fratello!!!
Questo ragazzo è uno youtuber abbastanza popolare, soprattutto ha fatto video in collaborazione con Michael Buckley, you degli youtuber più famosi e dichiaratamente gay della rete.
Quindi la madre, che effettivamente è stata splendida, non cascava certo dal pero, considerato anche il fatto il ragazzo è decisamente ‘evidente’.
Lei lo sapeva, e lui sapeva che lei sapeva.
Fare coming out nel mondo ‘reale’ è un’altra cosa, specie se sei cosciente che i tuoi genitori non hanno la più pallida idea che tu possa essere gay, e se sono pure tutt’altro che presenti e amorevoli come la madre di questo ragazzo…
Mia madre ha avuto praticamente la stessa reazione del video ed io ero convinto che fosse lei la più difficile da convincere. Al contrario il mio ragazzo ha una madre fredda ed egoista che da oltre un anno lo mortifica e lo insulta per cio che è, facendo capire che in fin dei conti per lei sia più importante la “facciata” e che della felicitá di suo figlio non glie ne freghi nulla. Bisogna avere culo. Ma non bisogna pensare di sapere come i genitori la prenderanno perché noi pensiamo di conoscerli bene ma nn sempre è vero. E soprattutto noi nn capiamo il modo in cui un genitore ama il proprio figlio (e se nn lo fa, beh, non è un genitore)…
Ogni conquista si raggiunge attraverso dei sacrifici. Il coming out deve essere un passo studiato a fondo. Si deve essere consapevoli a cosa si va incontro.
Qualsiasi cosa succede, però, se ne esce vincitori. Mai sconfitti.
Se i genitori ti sbattono la porta in faccia, per quanto dura, brutta e schifosa come reazione, è meglio che continuare a vivere nell’ipocrisia e nella falsità. Insistere a vivere nella falsità non solo ci rende infelici, deboli, tristi, vinti, ma non ci permetterà mai di abbattere quel muro di omertà che spesse volte, troppe volte ci castra fin dal profondo impedendoci di vivere a pieno la nostra vita. Paura dei genitori, del fratello, dell’amico, del preside o dei colleghi…Queste cose non ci aiutano ad essere più felici o più realizzati. Queste situazioni non fanno altro che distruggerci la vita rendendoci giorno dopo giorno succubi e vittime di una società che ci vorrebbe schiacciati e/o morti. Tenere il nostro privato nascosto ci illude di vivere una vita perfetta e di essere, quindi, apprezzati da tutti. In realtà non si fa altro che vivere una vita a metà, fatta di sogni infranti e di bugie dette alle persone alle quali diciamo di voler bene (madre, padre, fratello, miglior amico ecc ecc).
Quindi, è questa la vita che vogliamo vivere? Io credo proprio di no!!!
E poi ogni conquiesta deve essere perpetuata attraverso piccoli o grandi sacrifici. Quello che serve al movimento LGBTQ è di prendere consapevolezza e trasmettere ai nostri cari un messaggio rassicurante di serenità e di speranza: l’essere omosessuali non è nulla di male, di grave o di brutto. Non è una malattia o una perversione. E noi riusciremo a convicere tutti di questo solo e soltanto quando saremo in grado di autoconvincere noi stessi che essere gay o lesbiche o trans o bisex o trisex o quello che ci pare non è assolutamente un punto a sfavore per noi. Finché vivremo nella paura, non solo trasmetteremo questo messaggio, ma non riusciremo mai a vivere a pieno la nostra vita e forse ce ne renderemo conto quando sarà troppo tardi.
Personalmente di me lo sa tutta la mia famiglia. Il mio ragazzo è invitato alle feste, ai matrimoni e natale. Mio padre mi ha detto che sarei andato a finire a fare la marchetta per strada… E sapete che vi dico? Meglio aver messo le cose in chiaro. Almeno so chi è realmente mio padre e che tipo di persona è. L’unica cosa che gli ho detto è che il problema era suo e soltanto suo, non di certo mio. Adesso, a distanza di 6 anni, le cose vanno meglio…ma per tanti anni non ci siamo parlati… Io sono per un rapporto chiaro con tutti. Chi mi ama mi prende per ciò che sono. Chi non mi ama, se ne andasse a fan culo!
E poi molte volte la paura del coming out ci rende ciechi. Diamo fiducia alle persone che veramente ci vogliono bene, ci sorprenderanno.
matteo basta raccontarti delle scuse, prendi in mano la tua vita, inizia a lavorare e mantieniti agli studi ma non ti nascondere dietro la paura di essere cacciato di casa…
Farlo serve, sempre e comunque; non per la causa, ma per se stessi. Ecco, detto questo vado al tuo interrogativo “ma questo ha importanza?”. Si ne ha, eccome. Non il dichiararsi in se, ovvio, ma la propaganda di una reazione genuina, comprensiva, gioiosa. Se fosse falsa, orchestrata, avrebbe molta importanza, perché semplicemente sarebbe un falso, fatto ad arte per pubblicizzare qualcosa che vero non è. Ed il nostro autore non sarebbe quel bell’eroe che ora strombazzi. E quella mamma non sarebbe un totem di amore sconfinato, ma due grandissimi cazzari che (ci) ti stanno prendendo per il culo, una volta di più. E noi ormai il culo lo diam proprio via per niente.
Spesso, così come i nostri genitori non ci conoscono abbastanza, anche noi a volte siamo sopraffatti da un’idea sbagliata di loro e del loro pensiero e quindi siamo portati a credere che possano reagire ad un qualcosa in un determinato modo; quindi poi ci meravigliamo quando invece vediamo che le cose vanno diversamente.
Ho fatto nel mio piccolo la scelta di dirlo ai miei (e ormai anche a tutto il resto del “cast”) e proprio in merito al discorso iniziale non mi aspettavo minimamente la loro reazione, anzi!
Sicuramente questa scelta ha avuto le sue conseguenze e non nego di aver perso alcune amicizie per questo motivo, ma onestamente col senno di poi mi son reso conto che sarebbero state costruite su un qualcosa che non può reggere, perciò son sicuro che tutti sarebbero più sereni dopo questa scelta, anche se ne condivido la difficoltà.
In bocca al lupo a tutti.
ma le preferenze sessuali devono per forza essere esplicitate ai genitori? poniamo l’esempio che io sia un feticista dei piedi, dovrei sedermi e dirlo ai miei? oppure se ho deciso di restare vergine a vita, dovrei dirlo ai miei genitori? io se fossi gay lo direi ai miei genitori nel caso in cui avessi un fidanzato da portare a casa giusto per non scioccarli al momento davanti a un’altra persona, quindi potrebbe essere a 20 anni come a 50… sennò perchè mi dovrei sognare di dire ai miei genitori cosa mi piace fare sotto le lenzuola? premesso, io sono donna e non sono gay, ma mai mi sono sognata a 15 anni di dire ai miei “sapete ho scoperto di volere fare sesso (che sia con un uomo o con una donna)” perchè in fondo di questo si parla, di preferenze sessuali, e parlare di sesso con i genitori è imbarazzante sempre… mettiamoci in più che quando uno è gay la cosa è amplificata di mille volte, capisco che è davvero una difficoltà, a mio avviso superabile decidendo di non approfondire l’argomento, visto che ognuno a letto e nella vita fa quello che vuole, non è che devi dare conto ai genitori o agli amici se fai sesso e con chi! magari le vostre mamme credendovi etero vi direbbero “ah ma non sei fidanzato?” ma insomma tutti mentono, è come quando mia nonna mi dice “mi raccomando non fare sesso prima del matrimonio” ed io le dico “certo nonna”, ed ho 25 anni quindi sono 10 anni che lo faccio :D ovviamente alla domanda “sei gay?” risponderei di si le lo fossi, mi sono sempre chiesta come mai i gay sentono questo bisogno di rivelare le loro preferenze sessuali senza che nessuno glielo abbia chiesto, mi spiegate perchè? però senza insultarmi grazie, la mia è solo curiosità, se io avessi un figlio gay credetemi che non farebbe alcuna differenza, tanto che appunto mi chiedo qual’è il bisogno di specificarlo!
Apo perché non fai un bel post dove racconti il tuo coming out? Potrebbe essere un valido aiuto per chi non ha ancora avuto il coraggio di dichiararsi! :)
I tuoi genitori si comportano così perché troppe persone, piuttosto che affrontare l’argomento, mettono la testa soto la sabbia come gli struzzi. In fin dei conti il problema è il tuo, non il loro. Sei te che vivi male la tua vita non loro. Sei tu che sei costretto a dire bugie su bugie per aderire a quel modus vivendi che in tanti ritengono come il più giusto. A volte è anche colpa nostra ne senl 2012 ci sono persone che non riescono a percepire in maniera positiva l’0mosessualità. Comincia col far sentire la tua opinione sull’argomento. Comincia con l’istruirli e far vedere loro anche l’altra faccia della medaglia!!!!
Non riamente con le mani in mnamo quando senti i tuoi familiare usare espressioni infelici riferite all’omosessualità!
Io feci coming out esattamente 4 anni fa, una settimana dopo essermene andato di casa…prima di quel pomeriggio ho sempre pensato che mai avrei detto ai miei di essere gay, tanto meno a mio padre, per certi versi anche a mia madre che un giorno vedendomi rientrare in casa con i capelli bianchi urlò a pochi passi da mio padre e mia sorella “aaaah ma allora sei gay” con aria quasi schifata, silenzio di tomba e un’omertà spaventosa per mesi e mesi, in cui la paura di rivelarmi mi logorava, fino ad un pomeriggio di 4 anni fa, 11 febbraio 2008, in cui fu proprio mia madre a tirarmi fuori quelle parole così pesanti…in quel momento sentii il viso prendere fuoco, la gola prosciugarsi, la lingua felparsi e il respiro farsi sempre più veloce, durò un attimo e l’attimo seguente vidi frammenti a terra della maschera portata in volto per 22 anni, la sentivo sgretolarsi ad ogni parola di mia madre, parole comprensive, amorevoli, iperprotettive, ma velate di timore, quel timore per un’infelicità fatta di pregiudizi e offese gratuite. Nei giorni seguenti non ebbi nemmeno il tempo di metabolizzare che lo disse a mia sorella e alle mie zie, tralasciando mio padre come da me richiesto, perchè mio padre è sempre stato il classico sventrapapere, quello che da pischello se le rimorchiava tutte e non ce l’ho fatta con lui…l’idea di guardarlo negli occhi e percepire la sua delusione mi ha frenato. Oggi, 4 anni dopo, lo sa, glielo ha detto mia madre in un momento di debolezza e queste le sue parole “è sempre nostro figlio, non cambia nulla”, belle parole si, ma MAI abbiamo parlato di questa cosa, lui sa che io so, ed io so che lui sa…e vissero felici e contenti, o ci provano…
@ Anonimo delle 16:38
(cazzo costa mettere un nick ogni tanto porcoddue) ma non pensi che i tuoi sfottano l’omosessualità solo perché credono che sia una caratteristica degli altri che non li tocca? quando si tratta dei propri figli, parenti, affetti le prospettive potrebbero cambiare radicalmente e tu potresti rimanere davvero sorpreso dell’”eccezione” che i tuoi famigliari farebbero per te e del modo in cui comincerebbero a vedere la cosa con occhi diversi.
Apo, che il video sia serio E’ importante. Non diciamo il contrario. Altrimenti ci prendiamo per il culo per 8 minuti buoni e ci raccontiamo le favolette. Il fatto che la madre sia tutto il tempo a favore di camera già mi fa pensare a un fake.
io ho 16 e un anno fa ho fatto outing con tutti , devo dire che sono stato molto fortunato tutti mi hanno accettato molto bene persino i miei amici e i miei parenti calabresi apparentemente omofobi , ieri ho presentato a mia madre il mio ragazzo e lei era più contenta di me , e ragazzi fidati poter fare questo alla luce del sole non ha prezzo , buona fortuna a tutti quelli che devono compiere questo liberatorio atto ;)
Il coming out è un momento estremamente difficile anche per il genitore che lo subisce.
Per questo, vero o falso, questo coming out rubato fa schifo. Nel video la madre ha una reazione estremamente positiva e razionale, ma avrebbe avuto tutto il diritto di correre via piangendo o di avere qualsiasi altra reazione negativa possibile. Questa intimità doveva essere rispettata. Filmare di nascosto, cliccare sul tasto upload e dare tutto in pasto agli sconosciuti per avere un paio di spettatori in più sul tuo canale traduce nei fatti il modo di dire : “Vendersi la madre”.
@ES, ragazza mia, non hai capito un cazzo della vita.
la mia esperienza con il coming out è stata ed è tragica, davvero. Mi è stato consigliato di uccidermi, sparami in bocca, sono stato minacciato con il TSO, insomma me ne sono state dette di tutti i colori. Tuttora il rapporto con i miei è una merda totale, non penso nemmeno lontanamente che possa migliorare (è successo un paio d’anni fa ed il tutto si è solo che stabilizzato in una fase down di ribrezzo reciproco). Ma sapete una cosa? Dopo tutto questo sono riuscito ad essere veramente felice,mi riesco veramente a godere il mio meritato spazio nel mondo. Il peso di dover mentire è insopportabile a tutti, ed anche una reazione negativa come quella che ho vissuto io si è alla fine rivelata positiva, davvero positiva, perlomeno per me.
@Es : io vorrei evitare gli insulti, ma penso sia necessario dirti che la tua povertà di empatia è difficilmente eguagliabile.
assolutamente no! o meglio nn sempre le persone possono fare coming out..nn tutti hanno le tue stesse fortune..ma quanti anni hai 13?!?!?!? se arrivato bene ai 30 anni:)
riprendo il discorso delle 16:38..
non e’ un mettere la testa sotto la sabbia.. loro sono FERMAMENTE convinti che tutto cio’ sia mostruoso, inculcati dalla religione che hanno loro (e che io ho acquisito con le dovute misure, non ciecamente).
ho provato a tirar fuori l’argomento in occasione degli attacchi alle coppie di fatto et similia, vedendo che la loro conoscenza in merito e’ quasi nulla ma comunque irremovibile, seguaci del diktat papale.
perche’ doversi esporre? io faccio la parte dello studioso universitario che non ha altre idee per la testa e loro non rompono.
dovrei forse dirlo di modo da essere trascinato a forza da preti ed esorcisti ed essere compatito e tenuto alla larga come un appestato?
mi spiace.. prima finisco gli studi (no, facendo l’ultimo anno di medicina, con lezioni-studio-tirocini-internati mi e’ impossibile lavorare nel mentre), mi trovo una sistemazione, e quando saro’ completamente indipendente (se vorro’), glielo diro’
ma non lo vedete quanto è recitato e anche male???
ad 1.30 non cv’è nulla sul pensile della cucina, magicamente a 1.33 spunta fuori un non meglio definito oggetto blu.
Cmq queste so delle pagliacciate allucinanti che mi fanno veni la pelle d’oca.
@Claus,
carissimo, io non ho bisogno di prendere in mano la mia vita.
In parte già l’ho fatto. Studio, ho una vita mediamente felice, cerco di miglioarla di giorno in giorno. Ho qualcuno affianco, ma ma sono ancora troppo giovane per poter iniziare a lavorare. In realtà sono troppo giovane per potermene andare di casa.
Sai, non tutti sono ultraventenni con autonomia, lavoro ed indipendenza.
Mettiamo in gioco anche il fatto che io non voglio i miei genitori vicino, in quanto non c’è con loro un buon rapporto.
Che dovrei fare? Dirgli la verità così è la volta buona che mi cacciano di casa? Ma anche no.
Se permetti prendo il diploma, lavoro, trovo una sistemazione E POI posso fare coming out pure con il papa.
E’ questo il messaggio che voglio far arrivare.
Non mi interessa perdere i miei genitori, loro se ne fregano di me pure da presunto etero.
Ma se andiamo in giro a dire che il coming out fa bene, quando ci sono ragazzi che la vivono malissimo, mi dispiace ma ovviamente mi faccio girare il culo.
Il video è ovviamente un fake.
Cmq ora su cielo, (ore 3) stanno facendo un programma tv, credo si chiami sex therapy, protagonisti della puntata due ragazzi gay… ancora una volta in onda l’umiliazione…
Non sono d’accordo sl fatto che il coming out sia un fatto necessario. E ciò non è una scusa per evitare i “problemi” che potrebbero nascere. La sessualità per molti resta (etero e omo) un fatto estremamente intimo. A volte la parola è superflua e i fatti parlano molto di più. Io ho 37 anni, non ho fatto coming out ufficiale, ma se qualcuno mi chiede se sono gay, non ho nessun problema a dirgli la verità.
Qualcuno si premuri di spiegare ad ES che essere gay non è un feticcio, non è una stravaganza sessuale… proprio perchè NON SI TRATTA DI SOLO SESSO! Posto ciò credo che per quanto si possa amare chi ci sta intorno la prima persona che necessita di rispetto e amore siamo noi stessi! Solo dopo aver fatto coming out ti rendi conto di aver vissuto a metà fino a quel momento.. e una vita vissuta a metà, mi dispiace, m non è una vita!
Raga il coming out è un atto in primis di grande coraggio e stima personale, anche di puro orgoglio. La mia vicenda personale è un pò come quella di tanti ragazzi del sud che per trovare il loro spazio hanno dovuto lasciare il proprio borgo natio, la propria famiglia e gli amici d’infanzia. Quante storie in fotocopia ho visto in questi 17 anni di vita romana e di esperienze uguali alla mia. Come dico spesso siamo tutti immigrati in cerca di uno spazio e di più libertà. Oggi fortunatamente gli spazi di espressione rispetto agli anni ’90 sono aumentati, forse non in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale, ma chi ha voglia di costruire il proprio futuro in maniera autonoma ce la può fare.
Alle superiori avevo come unica forma di lotta personale quello dell’istruzione e della formazione. Da quando avevo 14 anni e a volume super basso guardavo di notte e di straforo il film “Maurice” di J.Ivory su Rete4, mi sono accorto che contro l’ignoranza e il pregiudizio ci voleva solo più scolarizzazione e allora ho fatto di tutto per elevarmi da quella condizione che avevo intorno di ignoranza e pregiudizio. E’ da ragazzino idealista, secchione e che voleva cambiare il mondo mi sono fottuto gli anni dell’adolescenza, ma sono stati il mio purgatorio per arrivare ad essere padrone assoluto della mia vita. E quando è stato il tempo, sono fuggito per realizzarmi. Rimango dell’avviso che fare coming out in famiglia o all’interno del proprio clan sociale deve rimanere una scelta ponderata, ma soprattutto deve presupporre sempre un’alternativa di espressione e di costruzione. Oggi ad un ragazzino di 14 anni continuerei a consigliare di fare coming out, ma a patto di avere in famiglia quell’equilibrio e quella informazione indispensabile per affrontare il tema della diversità. Altrimenti no. Coming out a tutti i costi NO! Quando intorno non c’è la possibilità di volare, allora bisogna attrezzarsi per farlo altrove. Le battaglie a tutti i costi, fanno solo morti e feriti. Se si è forti si sopravvive, altrimenti si soccombe. Io non riesco ancora a dimenticare un mio compagno di classe che addirittura a me era riuscito a nascondere la sua gayezza, ma io non la mia a lui, e che si è tolto la vita senza che io non abbia potuto fare nulla per convincerlo che un mondo migliore esisteva ed esiste ed è quello in cui vivo adesso.
Ragazzi il percorso è questo: consapevolezza, formazione, autonomia, libertà! Tutto il resto sono chiacchiere.
Mia mamma, quando feci coming out ormai 8 anni fa… non la prese molto bene…
Iniziò a piangere e chiedersi dove aveva sbagliato, come se fosse un errore suo o di mio padre.
Poi col tempo, informandosi, parlando con me, con amici suoi e con amici miei… ha naturalizzato la cosa… e adesso mi difende quasi alla stregua della mitica Rita de Santis…
A volte è solo questione di tempo e cultura…
@Mike
Ciao, non conosco la tua situazione famigliare, ma sarebbe interessante, qualora avessi ancora dei rapporti con la tua famiglia, sapere come la vivi fra le mure di casa o come ti senti ai pranzi/cene assieme alle persone care che ignorano questa parte di te.
Dici che se qualcuno ti chiede se sei o no omosessuale tu rispondi senza problemi. Non hai timore che le persone a cui non lo hai detto vengano a saperlo da parte di terzi? Non ti sembra che stai nascondendo quella parte di te che è destinata ad amare un’altro uomo?
L’umiltà ci insegna che anche fare il coming out è una scelta e non un dovere. Detto questo io vi consiglio di aver il coraggio di fare delle scelte difficili!
Harvey Milk disse: “Gay brothers and sisters,… You must come out. Come out… to your parents… I know that it is hard and will hurt them but think about how they will hurt you in the voting booth! Come out to your relatives… come out to your friends… if indeed they are your friends. Come out to your neighbors… to your fellow workers… to the people who work where you eat and shop… come out only to the people you know, and who know you. Not to anyone else. But once and for all, break down the myths, destroy the lies and distortions. For your sake. For their sake.”
Dopo aver visto il film ricordo di avere aperto la finestra e aver urlato: “JE SUIS GAY!!!” Secondo me Harvey ha ragione.
La prossima volta che sento un gay dire che con chi va a letto sono fatti suoi e il coming out non è quindi necessario, lo piglio a calci in culo.
E un consiglio a tutti quelli che hanno paura della reazione di mamma e papà : è chiaro che non tutti i genitori ti stringono la mano facendoti i complimenti quando dici loro che sei gay. Passato lo shock iniziale i genitori DEVONO accettarti. Se non lo fanno si ha tutto il diritto di mandarli a farsi fottere. Il legame di sangue non vuol dire necessariamente che bisogna ciucciarsi degli ignoranti che non ti amano per tutta la vita.
Sono sconvolto da quelli che dicono di aver paura della reazione :
1) Penso che, legalmente, nessuno possa buttare fuori nessuno se i figli non hanno adeguati mezzi di sostentamento. Bisognerebbe sentire un avvocato…
2) Secondo voi negli Stati Uniti o in Svezia, passati i 18 anni i ragazzi si fanno pagare gli studi e i week-end a Cortina dai genitori? No. Se ne vanno fuori dalle balle, lavorano, chiedono un prestito in banca per pagarsi gli studi e diventando adulti.
@enrico certo, il nostro paese ti permette di fare cosi’… con le banche e la disoccupazione attuale, appena ci provi finisci sotto un ponte ed alla mensa dei poveri
Al 31 gennaio 2011 il tasso di disoccupazione in Italia era pari all’8,9%. Nello stesso mese in Francia era del 9,9% e nel Regno Unito dell’8,4%. Tra le grandi economie solo la Germania fa molto bene con 6,7%.
Negli USA la disoccupazione è all’8,3% il tasso più basso da due anni a questa parte.
In pratica oggi solo i froci tedeschi dovrebbero fare coming out? Ma te prego…
Molla la paghetta di mamma e papà e cercati un lavoro.
@ENRICO prima di sputare veleno da vera acida, sappi che io non ho nessuna paghetta, nn ho una macchina (faccio 2 ore di treno al giorno) e sono 8 anni che non vado in ferie..
detto questo, ovvio che ognuno cerca un buon lavoro, lo spazzino non lo vuol fare nuessuno XD
@Enrico ora chi ti leggo anche qui mi sorge una domanda: ma tu sei gelido dentro oppure è solo una corazza?
Io ho “sofferto” per 2 anni dopo che ho fatto il coming out. Mio papà non voleva più vedermi e io “non ero più suo figlio”
Andavo in giro spavaldo perchè avevo mia madre dalla mia parte, ma pensare di aver “perso” mio padre non era sicuramente una cosa che rendeva la mia vita favolosa e glitterata. Immaginati in una casa dove Madre, Padre e sorella ti trattano come un finocchio, non ti possono vedere, ecc… non credo sia una cosa facile da affrontare.
Certo, facendo coming out, ribadisco, si fa una delle cose più difficili ma anche più belle che un gay possa fare nella sua vita.
Ma come ne parli te sembra che dovremmo mandare tutti a fanculo i genitori che non accettano un figlio gay. Se non avessi “combattuto” e sopratutto cercato di comunicare con mio padre allora non so quanto tempo ancora ci sarebbe voluto per farmi invitare a Pasqua insieme al mio ragazzo…
It gets better… sempre… ma non è tutto una equazione matematica come l’hai brutalmente espresso tu.
ma io non ho fatto il paragone fra l’omosessualità ed il feticismo, scusate se sono stata poco chiara ma ho anche fatto l’esempio di me stessa… il mio pensiero faceva riferimento al parlare con i genitori di fatti personali che riguardano il sesso (omosessuale, eterosessuale, con oggetti, insomma come volete!)… come ha detto @Mike , se io fossi gay lo direi se me lo chiedessero (ovviamente, perchè le bugie presuppongono sempre la vergogna e vergognarsi della proprio natura si che fa vivere malissimo), ma se nessuno me lo chiedesse perchè dovrei fare coming out? cosa gliene frega ai miei genitori di sapere con chi vado a letto? proprio perchè l’omosessualità a mio avviso è una cosa naturale come lo è l’eterosessualità. sono stata accusata di mancanza di empatia, ma perchè mai? poi sia chiaro, e non ci sarebbe neanche il bisogno di specificarlo ma tant’è, se uno vuole dirlo ai suoi fa bene a farlo, ma io mi riferivo proprio al fatto che si parla di coming out come di una cosa necessaria, che DEVE esser fatta.
apo tieni conto che molte situzioni familiari sono difficili.
tanti vengono cacciati da casa perchè gay.
in questi casi è meglio che il figlio si faccia una vita, e poi si dichiari ai suoi.
Mi dispiace Apo, ma non sono d’accordo con te.
Purtroppo non tutti la pensano così (e pensano male), ma il coming out non è sempre la scelta più giusta.
C’è gente che perderebbe casa, possibilità di studiare, possibilità di vedere persone alle quali vuole bene.
Trovo il coming out liberatorio, ma solo per quelle persone che possono avere la possibilità di avere un abbraccio così.
Di quelle persone che non verrebbero cacciate da casa (e voi dite: Chi ve lo fa a rimanere a casa con gente che nemmeno vi accetta?).
Eh, ce ne passa di acqua sotto i ponti… Sono situazioni che devono essere prese singolarmente ed analizzate.
Generalizzare non mi piace affatto.
vero o no
vorrei avere io il suo coraggio :’(
Ovvio. So che esistono situazioni simili. Ma so anche che fino a quando non ti dichiari NON puoi conoscere la reazione di un genitore. Io ho un padre omofobo, che ha sempre votato a destra. Prima Fini, poi Berlusconi. Ero terrorizzato dalla sua reazione. Terrorizzato. Eppure la prese ‘meglio’ di mia madre. Mi stupì. “Stiamogli vicino, perché ne avrà bisogno”. Così rispose a mia madre, quando lei glielo disse. Ribadisco. E’ un ‘rischio’ che credo vada affrontato. Merita l’azzardo, la reazione scomposta e spropositata. Il coming out FA BENE. Non smetterò mai di dirlo.
Apo, mi dispiace dirtelo ma hai solo avuto culo.
Vallo a dire a chi è stato cacciato di casa e ora abita in un monolocale (se se lo può permettere il monlocale) senza possibilità di vedere parenti, senza possibilità di studio, ovviamente senza un lavoro (niente studio>niente lavoro).
Vai a dire a loro quant’è stato bello il tuo coming out.
Mi dispiace, ma non approvo quanto da te detto.
vabbè Matteo. Allora facciamo passare il messaggio che tutti i ragazzi che hanno fatto coming out sono stati cacciati di casa. Ma cosa dici. Ma non è così! Ci sono, ovviamente, ma sono una ‘piccola’ parte rispetto alla stragrande maggioranza.
E infatti Apo mica ho detto che TUTTI vengono cacciati di casa.
Ho detto che ALCUNI vengono cacciati di casa.
Io le conosco le mezze misure.
Ho solo detto che dare il coming out giusto A PRESCINDERE, senza tener conto di quelli che prima abbiamo chiamato “ALCUNI”, è sbagliato.
Il coming out sarà pure giusto per la stragrande maggioranza,
ma non puoi dire che è un percorso che va preso per forza da tutti sempre, perchè è una grandissima cazzata su. Ci sono situazioni e situazioni e vanno analizzate soggettivamente.
Se io avessi ‘analizzato’ soggettivamente la mia situazione non avrei mai fatto coming out (mia madre era CONVINTA che mio padre mi avrebbe cacciato di casa). Finché non lo fai non puoi sapere a quale reazione andrai incontro. Il gioco vale la candela? Sì.
solo perche’ hai avuto fortuna, ORA dici “ho fatto bene”.
se ti fosse andata male ti saresti tirato tanti accidenti.
io vivo in una famiglia dove si sfottono ogni secondo i gay, si hanno conati di vomito a pensare cosa fanno e dove si crede che l’omosessualita’ e’ dovuta a possessione demoniaca.
secondo te sono dichiarato? ma manco morto!
cmq video bello ma semi-inutile, quella rappresentata non e’ l’aria italiana
Voi avete na grande sfiga… Tutti quanti dico. E non è nemmeno colpa vostra: siete nati e cresciuti in Italia.
Apo sei un grande adoro questo post!
Un mio amico di Zurigo è stato buttato fuori quando aveva 20 anni… Ora ne ha 35… Felice di non aver più rivisto coloro che dovevano amarlo Indiscriminatamente.
È vero! Dopo aver fatto il coming out uno è pronto a vivere!!! È un momento della vita di un omosessuale fantastico perchè terrorizzante ma liberatorio al tempo stesso. Non conosco nessuno che non sia felice del suo COMING OUT… Anzi… Gli amici più depressi sono quelli repressi o quelli che lo nascondono a casa.
Il coming out aiuta tutti! È fantastico perchè le persone davvero importanti non smetteranno di vedervi per quello che siete. E se avete amiche psicopatiche come me potreste sentire frasi tipo “aaaah! Allora ora siamo ancora più amici!” :-)
Fouri tutti!
possibile che le scarpe sul pavimento di quella cucina facciano così casino? Sembra in effetti un set montato ad arte. Ad ogni modo il messaggio che il video vuole dare è ottimo, penetrante e distensivo. E lo sappiamo tutti che è più semplice dirlo a mamma che non a papà!
Io l’ho fatto ed ora sono la persona più felice del mondo, con un compagno spettacolare che la mia famiglia ha accolto come un nuovo figlio e fratello!!!
Questo ragazzo è uno youtuber abbastanza popolare, soprattutto ha fatto video in collaborazione con Michael Buckley, you degli youtuber più famosi e dichiaratamente gay della rete.
Quindi la madre, che effettivamente è stata splendida, non cascava certo dal pero, considerato anche il fatto il ragazzo è decisamente ‘evidente’.
Lei lo sapeva, e lui sapeva che lei sapeva.
Fare coming out nel mondo ‘reale’ è un’altra cosa, specie se sei cosciente che i tuoi genitori non hanno la più pallida idea che tu possa essere gay, e se sono pure tutt’altro che presenti e amorevoli come la madre di questo ragazzo…
Mia madre ha avuto praticamente la stessa reazione del video ed io ero convinto che fosse lei la più difficile da convincere. Al contrario il mio ragazzo ha una madre fredda ed egoista che da oltre un anno lo mortifica e lo insulta per cio che è, facendo capire che in fin dei conti per lei sia più importante la “facciata” e che della felicitá di suo figlio non glie ne freghi nulla. Bisogna avere culo. Ma non bisogna pensare di sapere come i genitori la prenderanno perché noi pensiamo di conoscerli bene ma nn sempre è vero. E soprattutto noi nn capiamo il modo in cui un genitore ama il proprio figlio (e se nn lo fa, beh, non è un genitore)…
Ogni conquista si raggiunge attraverso dei sacrifici. Il coming out deve essere un passo studiato a fondo. Si deve essere consapevoli a cosa si va incontro.
Qualsiasi cosa succede, però, se ne esce vincitori. Mai sconfitti.
Se i genitori ti sbattono la porta in faccia, per quanto dura, brutta e schifosa come reazione, è meglio che continuare a vivere nell’ipocrisia e nella falsità. Insistere a vivere nella falsità non solo ci rende infelici, deboli, tristi, vinti, ma non ci permetterà mai di abbattere quel muro di omertà che spesse volte, troppe volte ci castra fin dal profondo impedendoci di vivere a pieno la nostra vita. Paura dei genitori, del fratello, dell’amico, del preside o dei colleghi…Queste cose non ci aiutano ad essere più felici o più realizzati. Queste situazioni non fanno altro che distruggerci la vita rendendoci giorno dopo giorno succubi e vittime di una società che ci vorrebbe schiacciati e/o morti. Tenere il nostro privato nascosto ci illude di vivere una vita perfetta e di essere, quindi, apprezzati da tutti. In realtà non si fa altro che vivere una vita a metà, fatta di sogni infranti e di bugie dette alle persone alle quali diciamo di voler bene (madre, padre, fratello, miglior amico ecc ecc).
Quindi, è questa la vita che vogliamo vivere? Io credo proprio di no!!!
E poi ogni conquiesta deve essere perpetuata attraverso piccoli o grandi sacrifici. Quello che serve al movimento LGBTQ è di prendere consapevolezza e trasmettere ai nostri cari un messaggio rassicurante di serenità e di speranza: l’essere omosessuali non è nulla di male, di grave o di brutto. Non è una malattia o una perversione. E noi riusciremo a convicere tutti di questo solo e soltanto quando saremo in grado di autoconvincere noi stessi che essere gay o lesbiche o trans o bisex o trisex o quello che ci pare non è assolutamente un punto a sfavore per noi. Finché vivremo nella paura, non solo trasmetteremo questo messaggio, ma non riusciremo mai a vivere a pieno la nostra vita e forse ce ne renderemo conto quando sarà troppo tardi.
Personalmente di me lo sa tutta la mia famiglia. Il mio ragazzo è invitato alle feste, ai matrimoni e natale. Mio padre mi ha detto che sarei andato a finire a fare la marchetta per strada… E sapete che vi dico? Meglio aver messo le cose in chiaro. Almeno so chi è realmente mio padre e che tipo di persona è. L’unica cosa che gli ho detto è che il problema era suo e soltanto suo, non di certo mio. Adesso, a distanza di 6 anni, le cose vanno meglio…ma per tanti anni non ci siamo parlati… Io sono per un rapporto chiaro con tutti. Chi mi ama mi prende per ciò che sono. Chi non mi ama, se ne andasse a fan culo!
E poi molte volte la paura del coming out ci rende ciechi. Diamo fiducia alle persone che veramente ci vogliono bene, ci sorprenderanno.
matteo basta raccontarti delle scuse, prendi in mano la tua vita, inizia a lavorare e mantieniti agli studi ma non ti nascondere dietro la paura di essere cacciato di casa…
Farlo serve, sempre e comunque; non per la causa, ma per se stessi. Ecco, detto questo vado al tuo interrogativo “ma questo ha importanza?”. Si ne ha, eccome. Non il dichiararsi in se, ovvio, ma la propaganda di una reazione genuina, comprensiva, gioiosa. Se fosse falsa, orchestrata, avrebbe molta importanza, perché semplicemente sarebbe un falso, fatto ad arte per pubblicizzare qualcosa che vero non è. Ed il nostro autore non sarebbe quel bell’eroe che ora strombazzi. E quella mamma non sarebbe un totem di amore sconfinato, ma due grandissimi cazzari che (ci) ti stanno prendendo per il culo, una volta di più. E noi ormai il culo lo diam proprio via per niente.
Spesso, così come i nostri genitori non ci conoscono abbastanza, anche noi a volte siamo sopraffatti da un’idea sbagliata di loro e del loro pensiero e quindi siamo portati a credere che possano reagire ad un qualcosa in un determinato modo; quindi poi ci meravigliamo quando invece vediamo che le cose vanno diversamente.
Ho fatto nel mio piccolo la scelta di dirlo ai miei (e ormai anche a tutto il resto del “cast”) e proprio in merito al discorso iniziale non mi aspettavo minimamente la loro reazione, anzi!
Sicuramente questa scelta ha avuto le sue conseguenze e non nego di aver perso alcune amicizie per questo motivo, ma onestamente col senno di poi mi son reso conto che sarebbero state costruite su un qualcosa che non può reggere, perciò son sicuro che tutti sarebbero più sereni dopo questa scelta, anche se ne condivido la difficoltà.
In bocca al lupo a tutti.
Giuseppe
ma le preferenze sessuali devono per forza essere esplicitate ai genitori? poniamo l’esempio che io sia un feticista dei piedi, dovrei sedermi e dirlo ai miei? oppure se ho deciso di restare vergine a vita, dovrei dirlo ai miei genitori? io se fossi gay lo direi ai miei genitori nel caso in cui avessi un fidanzato da portare a casa giusto per non scioccarli al momento davanti a un’altra persona, quindi potrebbe essere a 20 anni come a 50… sennò perchè mi dovrei sognare di dire ai miei genitori cosa mi piace fare sotto le lenzuola? premesso, io sono donna e non sono gay, ma mai mi sono sognata a 15 anni di dire ai miei “sapete ho scoperto di volere fare sesso (che sia con un uomo o con una donna)” perchè in fondo di questo si parla, di preferenze sessuali, e parlare di sesso con i genitori è imbarazzante sempre… mettiamoci in più che quando uno è gay la cosa è amplificata di mille volte, capisco che è davvero una difficoltà, a mio avviso superabile decidendo di non approfondire l’argomento, visto che ognuno a letto e nella vita fa quello che vuole, non è che devi dare conto ai genitori o agli amici se fai sesso e con chi! magari le vostre mamme credendovi etero vi direbbero “ah ma non sei fidanzato?” ma insomma tutti mentono, è come quando mia nonna mi dice “mi raccomando non fare sesso prima del matrimonio” ed io le dico “certo nonna”, ed ho 25 anni quindi sono 10 anni che lo faccio :D ovviamente alla domanda “sei gay?” risponderei di si le lo fossi, mi sono sempre chiesta come mai i gay sentono questo bisogno di rivelare le loro preferenze sessuali senza che nessuno glielo abbia chiesto, mi spiegate perchè? però senza insultarmi grazie, la mia è solo curiosità, se io avessi un figlio gay credetemi che non farebbe alcuna differenza, tanto che appunto mi chiedo qual’è il bisogno di specificarlo!
Tuo padre ha sempre votato Berlusconi???…
E non l’avete ancora cacciato da casa? :)
e poi scusa Apo, ma perché hai ‘sta fissa del DOVER fare coming out? Ma ognuno può fare come cazzo crede? Ma chi sei tu per darci lezioni?
Apo perché non fai un bel post dove racconti il tuo coming out? Potrebbe essere un valido aiuto per chi non ha ancora avuto il coraggio di dichiararsi! :)
@Anonimo 16:38
I tuoi genitori si comportano così perché troppe persone, piuttosto che affrontare l’argomento, mettono la testa soto la sabbia come gli struzzi. In fin dei conti il problema è il tuo, non il loro. Sei te che vivi male la tua vita non loro. Sei tu che sei costretto a dire bugie su bugie per aderire a quel modus vivendi che in tanti ritengono come il più giusto. A volte è anche colpa nostra ne senl 2012 ci sono persone che non riescono a percepire in maniera positiva l’0mosessualità. Comincia col far sentire la tua opinione sull’argomento. Comincia con l’istruirli e far vedere loro anche l’altra faccia della medaglia!!!!
Non riamente con le mani in mnamo quando senti i tuoi familiare usare espressioni infelici riferite all’omosessualità!
Io feci coming out esattamente 4 anni fa, una settimana dopo essermene andato di casa…prima di quel pomeriggio ho sempre pensato che mai avrei detto ai miei di essere gay, tanto meno a mio padre, per certi versi anche a mia madre che un giorno vedendomi rientrare in casa con i capelli bianchi urlò a pochi passi da mio padre e mia sorella “aaaah ma allora sei gay” con aria quasi schifata, silenzio di tomba e un’omertà spaventosa per mesi e mesi, in cui la paura di rivelarmi mi logorava, fino ad un pomeriggio di 4 anni fa, 11 febbraio 2008, in cui fu proprio mia madre a tirarmi fuori quelle parole così pesanti…in quel momento sentii il viso prendere fuoco, la gola prosciugarsi, la lingua felparsi e il respiro farsi sempre più veloce, durò un attimo e l’attimo seguente vidi frammenti a terra della maschera portata in volto per 22 anni, la sentivo sgretolarsi ad ogni parola di mia madre, parole comprensive, amorevoli, iperprotettive, ma velate di timore, quel timore per un’infelicità fatta di pregiudizi e offese gratuite. Nei giorni seguenti non ebbi nemmeno il tempo di metabolizzare che lo disse a mia sorella e alle mie zie, tralasciando mio padre come da me richiesto, perchè mio padre è sempre stato il classico sventrapapere, quello che da pischello se le rimorchiava tutte e non ce l’ho fatta con lui…l’idea di guardarlo negli occhi e percepire la sua delusione mi ha frenato. Oggi, 4 anni dopo, lo sa, glielo ha detto mia madre in un momento di debolezza e queste le sue parole “è sempre nostro figlio, non cambia nulla”, belle parole si, ma MAI abbiamo parlato di questa cosa, lui sa che io so, ed io so che lui sa…e vissero felici e contenti, o ci provano…
@ Anonimo delle 16:38
(cazzo costa mettere un nick ogni tanto porcoddue) ma non pensi che i tuoi sfottano l’omosessualità solo perché credono che sia una caratteristica degli altri che non li tocca? quando si tratta dei propri figli, parenti, affetti le prospettive potrebbero cambiare radicalmente e tu potresti rimanere davvero sorpreso dell’”eccezione” che i tuoi famigliari farebbero per te e del modo in cui comincerebbero a vedere la cosa con occhi diversi.
Apo, che il video sia serio E’ importante. Non diciamo il contrario. Altrimenti ci prendiamo per il culo per 8 minuti buoni e ci raccontiamo le favolette. Il fatto che la madre sia tutto il tempo a favore di camera già mi fa pensare a un fake.
io ho 16 e un anno fa ho fatto outing con tutti , devo dire che sono stato molto fortunato tutti mi hanno accettato molto bene persino i miei amici e i miei parenti calabresi apparentemente omofobi , ieri ho presentato a mia madre il mio ragazzo e lei era più contenta di me , e ragazzi fidati poter fare questo alla luce del sole non ha prezzo , buona fortuna a tutti quelli che devono compiere questo liberatorio atto ;)
@luca 18:25
Apo ha già fatto un post sul suo coming out in uno degli episodi della serie: My Life (A Michael Keaton me fai na pippa!)
Il coming out è un momento estremamente difficile anche per il genitore che lo subisce.
Per questo, vero o falso, questo coming out rubato fa schifo. Nel video la madre ha una reazione estremamente positiva e razionale, ma avrebbe avuto tutto il diritto di correre via piangendo o di avere qualsiasi altra reazione negativa possibile. Questa intimità doveva essere rispettata. Filmare di nascosto, cliccare sul tasto upload e dare tutto in pasto agli sconosciuti per avere un paio di spettatori in più sul tuo canale traduce nei fatti il modo di dire : “Vendersi la madre”.
@ES, ragazza mia, non hai capito un cazzo della vita.
Il coming out non va fatto sempre, il coming out va fatto solo se migliore la vita….
Palle.
la mia esperienza con il coming out è stata ed è tragica, davvero. Mi è stato consigliato di uccidermi, sparami in bocca, sono stato minacciato con il TSO, insomma me ne sono state dette di tutti i colori. Tuttora il rapporto con i miei è una merda totale, non penso nemmeno lontanamente che possa migliorare (è successo un paio d’anni fa ed il tutto si è solo che stabilizzato in una fase down di ribrezzo reciproco). Ma sapete una cosa? Dopo tutto questo sono riuscito ad essere veramente felice,mi riesco veramente a godere il mio meritato spazio nel mondo. Il peso di dover mentire è insopportabile a tutti, ed anche una reazione negativa come quella che ho vissuto io si è alla fine rivelata positiva, davvero positiva, perlomeno per me.
@Es : io vorrei evitare gli insulti, ma penso sia necessario dirti che la tua povertà di empatia è difficilmente eguagliabile.
assolutamente no! o meglio nn sempre le persone possono fare coming out..nn tutti hanno le tue stesse fortune..ma quanti anni hai 13?!?!?!? se arrivato bene ai 30 anni:)
riprendo il discorso delle 16:38..
non e’ un mettere la testa sotto la sabbia.. loro sono FERMAMENTE convinti che tutto cio’ sia mostruoso, inculcati dalla religione che hanno loro (e che io ho acquisito con le dovute misure, non ciecamente).
ho provato a tirar fuori l’argomento in occasione degli attacchi alle coppie di fatto et similia, vedendo che la loro conoscenza in merito e’ quasi nulla ma comunque irremovibile, seguaci del diktat papale.
perche’ doversi esporre? io faccio la parte dello studioso universitario che non ha altre idee per la testa e loro non rompono.
dovrei forse dirlo di modo da essere trascinato a forza da preti ed esorcisti ed essere compatito e tenuto alla larga come un appestato?
mi spiace.. prima finisco gli studi (no, facendo l’ultimo anno di medicina, con lezioni-studio-tirocini-internati mi e’ impossibile lavorare nel mentre), mi trovo una sistemazione, e quando saro’ completamente indipendente (se vorro’), glielo diro’
ma non lo vedete quanto è recitato e anche male???
ad 1.30 non cv’è nulla sul pensile della cucina, magicamente a 1.33 spunta fuori un non meglio definito oggetto blu.
Cmq queste so delle pagliacciate allucinanti che mi fanno veni la pelle d’oca.
io lo feci nel 1992….a 20 anni!
…20 anni fa.Non fu una cosa facile.
@Claus,
carissimo, io non ho bisogno di prendere in mano la mia vita.
In parte già l’ho fatto. Studio, ho una vita mediamente felice, cerco di miglioarla di giorno in giorno. Ho qualcuno affianco, ma ma sono ancora troppo giovane per poter iniziare a lavorare. In realtà sono troppo giovane per potermene andare di casa.
Sai, non tutti sono ultraventenni con autonomia, lavoro ed indipendenza.
Mettiamo in gioco anche il fatto che io non voglio i miei genitori vicino, in quanto non c’è con loro un buon rapporto.
Che dovrei fare? Dirgli la verità così è la volta buona che mi cacciano di casa? Ma anche no.
Se permetti prendo il diploma, lavoro, trovo una sistemazione E POI posso fare coming out pure con il papa.
E’ questo il messaggio che voglio far arrivare.
Non mi interessa perdere i miei genitori, loro se ne fregano di me pure da presunto etero.
Ma se andiamo in giro a dire che il coming out fa bene, quando ci sono ragazzi che la vivono malissimo, mi dispiace ma ovviamente mi faccio girare il culo.
Il video è ovviamente un fake.
Cmq ora su cielo, (ore 3) stanno facendo un programma tv, credo si chiami sex therapy, protagonisti della puntata due ragazzi gay… ancora una volta in onda l’umiliazione…
Non sono d’accordo sl fatto che il coming out sia un fatto necessario. E ciò non è una scusa per evitare i “problemi” che potrebbero nascere. La sessualità per molti resta (etero e omo) un fatto estremamente intimo. A volte la parola è superflua e i fatti parlano molto di più. Io ho 37 anni, non ho fatto coming out ufficiale, ma se qualcuno mi chiede se sono gay, non ho nessun problema a dirgli la verità.
Qualcuno si premuri di spiegare ad ES che essere gay non è un feticcio, non è una stravaganza sessuale… proprio perchè NON SI TRATTA DI SOLO SESSO! Posto ciò credo che per quanto si possa amare chi ci sta intorno la prima persona che necessita di rispetto e amore siamo noi stessi! Solo dopo aver fatto coming out ti rendi conto di aver vissuto a metà fino a quel momento.. e una vita vissuta a metà, mi dispiace, m non è una vita!
Raga il coming out è un atto in primis di grande coraggio e stima personale, anche di puro orgoglio. La mia vicenda personale è un pò come quella di tanti ragazzi del sud che per trovare il loro spazio hanno dovuto lasciare il proprio borgo natio, la propria famiglia e gli amici d’infanzia. Quante storie in fotocopia ho visto in questi 17 anni di vita romana e di esperienze uguali alla mia. Come dico spesso siamo tutti immigrati in cerca di uno spazio e di più libertà. Oggi fortunatamente gli spazi di espressione rispetto agli anni ’90 sono aumentati, forse non in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale, ma chi ha voglia di costruire il proprio futuro in maniera autonoma ce la può fare.
Alle superiori avevo come unica forma di lotta personale quello dell’istruzione e della formazione. Da quando avevo 14 anni e a volume super basso guardavo di notte e di straforo il film “Maurice” di J.Ivory su Rete4, mi sono accorto che contro l’ignoranza e il pregiudizio ci voleva solo più scolarizzazione e allora ho fatto di tutto per elevarmi da quella condizione che avevo intorno di ignoranza e pregiudizio. E’ da ragazzino idealista, secchione e che voleva cambiare il mondo mi sono fottuto gli anni dell’adolescenza, ma sono stati il mio purgatorio per arrivare ad essere padrone assoluto della mia vita. E quando è stato il tempo, sono fuggito per realizzarmi. Rimango dell’avviso che fare coming out in famiglia o all’interno del proprio clan sociale deve rimanere una scelta ponderata, ma soprattutto deve presupporre sempre un’alternativa di espressione e di costruzione. Oggi ad un ragazzino di 14 anni continuerei a consigliare di fare coming out, ma a patto di avere in famiglia quell’equilibrio e quella informazione indispensabile per affrontare il tema della diversità. Altrimenti no. Coming out a tutti i costi NO! Quando intorno non c’è la possibilità di volare, allora bisogna attrezzarsi per farlo altrove. Le battaglie a tutti i costi, fanno solo morti e feriti. Se si è forti si sopravvive, altrimenti si soccombe. Io non riesco ancora a dimenticare un mio compagno di classe che addirittura a me era riuscito a nascondere la sua gayezza, ma io non la mia a lui, e che si è tolto la vita senza che io non abbia potuto fare nulla per convincerlo che un mondo migliore esisteva ed esiste ed è quello in cui vivo adesso.
Ragazzi il percorso è questo: consapevolezza, formazione, autonomia, libertà! Tutto il resto sono chiacchiere.
Mia mamma, quando feci coming out ormai 8 anni fa… non la prese molto bene…
Iniziò a piangere e chiedersi dove aveva sbagliato, come se fosse un errore suo o di mio padre.
Poi col tempo, informandosi, parlando con me, con amici suoi e con amici miei… ha naturalizzato la cosa… e adesso mi difende quasi alla stregua della mitica Rita de Santis…
A volte è solo questione di tempo e cultura…
“Ho capito ma’ so frocio! Mo basta co’ sto pippone!”
ehmmmm, con una madre così non vedo grosse alternative…(IRONIA, VI PREGO!) :-)
Ne sono terrorizzato.
@ES ………. vabbé capita a tutti di dire delle cazzate. L’importante è rendersene conto.
@Mike
Ciao, non conosco la tua situazione famigliare, ma sarebbe interessante, qualora avessi ancora dei rapporti con la tua famiglia, sapere come la vivi fra le mure di casa o come ti senti ai pranzi/cene assieme alle persone care che ignorano questa parte di te.
Dici che se qualcuno ti chiede se sei o no omosessuale tu rispondi senza problemi. Non hai timore che le persone a cui non lo hai detto vengano a saperlo da parte di terzi? Non ti sembra che stai nascondendo quella parte di te che è destinata ad amare un’altro uomo?
L’umiltà ci insegna che anche fare il coming out è una scelta e non un dovere. Detto questo io vi consiglio di aver il coraggio di fare delle scelte difficili!
Harvey Milk disse: “Gay brothers and sisters,… You must come out. Come out… to your parents… I know that it is hard and will hurt them but think about how they will hurt you in the voting booth! Come out to your relatives… come out to your friends… if indeed they are your friends. Come out to your neighbors… to your fellow workers… to the people who work where you eat and shop… come out only to the people you know, and who know you. Not to anyone else. But once and for all, break down the myths, destroy the lies and distortions. For your sake. For their sake.”
Dopo aver visto il film ricordo di avere aperto la finestra e aver urlato: “JE SUIS GAY!!!” Secondo me Harvey ha ragione.
La prossima volta che sento un gay dire che con chi va a letto sono fatti suoi e il coming out non è quindi necessario, lo piglio a calci in culo.
E un consiglio a tutti quelli che hanno paura della reazione di mamma e papà : è chiaro che non tutti i genitori ti stringono la mano facendoti i complimenti quando dici loro che sei gay. Passato lo shock iniziale i genitori DEVONO accettarti. Se non lo fanno si ha tutto il diritto di mandarli a farsi fottere. Il legame di sangue non vuol dire necessariamente che bisogna ciucciarsi degli ignoranti che non ti amano per tutta la vita.
Sono sconvolto da quelli che dicono di aver paura della reazione :
1) Penso che, legalmente, nessuno possa buttare fuori nessuno se i figli non hanno adeguati mezzi di sostentamento. Bisognerebbe sentire un avvocato…
2) Secondo voi negli Stati Uniti o in Svezia, passati i 18 anni i ragazzi si fanno pagare gli studi e i week-end a Cortina dai genitori? No. Se ne vanno fuori dalle balle, lavorano, chiedono un prestito in banca per pagarsi gli studi e diventando adulti.
Fate altrettanto. Crescete.
@enrico certo, il nostro paese ti permette di fare cosi’… con le banche e la disoccupazione attuale, appena ci provi finisci sotto un ponte ed alla mensa dei poveri
Qualunquismo.
Al 31 gennaio 2011 il tasso di disoccupazione in Italia era pari all’8,9%. Nello stesso mese in Francia era del 9,9% e nel Regno Unito dell’8,4%. Tra le grandi economie solo la Germania fa molto bene con 6,7%.
Negli USA la disoccupazione è all’8,3% il tasso più basso da due anni a questa parte.
In pratica oggi solo i froci tedeschi dovrebbero fare coming out? Ma te prego…
Molla la paghetta di mamma e papà e cercati un lavoro.
@ENRICO prima di sputare veleno da vera acida, sappi che io non ho nessuna paghetta, nn ho una macchina (faccio 2 ore di treno al giorno) e sono 8 anni che non vado in ferie..
detto questo, ovvio che ognuno cerca un buon lavoro, lo spazzino non lo vuol fare nuessuno XD
@Enrico ora chi ti leggo anche qui mi sorge una domanda: ma tu sei gelido dentro oppure è solo una corazza?
Io ho “sofferto” per 2 anni dopo che ho fatto il coming out. Mio papà non voleva più vedermi e io “non ero più suo figlio”
Andavo in giro spavaldo perchè avevo mia madre dalla mia parte, ma pensare di aver “perso” mio padre non era sicuramente una cosa che rendeva la mia vita favolosa e glitterata. Immaginati in una casa dove Madre, Padre e sorella ti trattano come un finocchio, non ti possono vedere, ecc… non credo sia una cosa facile da affrontare.
Certo, facendo coming out, ribadisco, si fa una delle cose più difficili ma anche più belle che un gay possa fare nella sua vita.
Ma come ne parli te sembra che dovremmo mandare tutti a fanculo i genitori che non accettano un figlio gay. Se non avessi “combattuto” e sopratutto cercato di comunicare con mio padre allora non so quanto tempo ancora ci sarebbe voluto per farmi invitare a Pasqua insieme al mio ragazzo…
It gets better… sempre… ma non è tutto una equazione matematica come l’hai brutalmente espresso tu.
ma io non ho fatto il paragone fra l’omosessualità ed il feticismo, scusate se sono stata poco chiara ma ho anche fatto l’esempio di me stessa… il mio pensiero faceva riferimento al parlare con i genitori di fatti personali che riguardano il sesso (omosessuale, eterosessuale, con oggetti, insomma come volete!)… come ha detto @Mike , se io fossi gay lo direi se me lo chiedessero (ovviamente, perchè le bugie presuppongono sempre la vergogna e vergognarsi della proprio natura si che fa vivere malissimo), ma se nessuno me lo chiedesse perchè dovrei fare coming out? cosa gliene frega ai miei genitori di sapere con chi vado a letto? proprio perchè l’omosessualità a mio avviso è una cosa naturale come lo è l’eterosessualità. sono stata accusata di mancanza di empatia, ma perchè mai? poi sia chiaro, e non ci sarebbe neanche il bisogno di specificarlo ma tant’è, se uno vuole dirlo ai suoi fa bene a farlo, ma io mi riferivo proprio al fatto che si parla di coming out come di una cosa necessaria, che DEVE esser fatta.