Il Re Leone 3D: Recensione in Anteprima

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Il Re Leone 3D
Festival Internazionale del Film di Roma
Recensione pubblicata da ME su CINEBLOG.it
Uscita in Sala: 11 novembre

Una scommessa azzardata, che ha visto capitolare il box office americano. La riconversione in 3D de Il Re Leone, indimenticato classico del 1994, ha conquistato il cuore di milioni di americani, corsi in sala non tanto per la terza dimensione quanto per rivedere un cartoon che ha segnato intere generazioni. Tra i quali il sottoscritto, 17 anni fa per ben 4 volte spettatore pagante in un cinema della Capitale, per settimane preso d’assalto da centinaia di spettatori. D’altronde solo in Italia il cartoon incassò la bellezza di 50 miliardi di vecchie lire, cifre enorme per l’epoca, tanto da trasformarlo nel cartoon più visto di sempre sul suolo nazionale. Insieme a La Sirenetta e a La Bella e la Bestia, Il Re Leone contribuì, all’inizio degli anni 90, alla rinascita dei lungometraggi Disney, tornati a conquistare critica e pubblico dopo anni particolarmente poveri e spenti.

93 i milioni di dollari incassati in poche settimane da questo The Lion King 3D, per un titolo riuscito ad entrare nella Top10 dei maggiori incassi d’America, ovviamente inflazione esclusa. Battuto Toy Story 3, per una ’strategia’, quella di riportare in sala cult del passato con la ’scusa’ dell’occhialetto aggiuntivo, presto riadattata ad altri 4 cartoon Disney, ovvero La Bella e la Bestia, Nemo, Monsters & Co e La Sirenetta. Il rischio, palesemente concreto, è che il mercato della riconversione animata si ’saturi’, trasformandosi in una pericolosa e rischiosa prassi.

Anche se va detto che l’effetto nostalgia, nei confronti de Il Re Leone, ha funzionato. Tralasciando la bellezza del cartoon originale, capolavoro non solo animato e musicale ma di scrittura e di regia, la riconverzione in 3D voluta dalla Disney ha ridato forza ad un titolo già straordinariamente potente di suo, amplificandone la profondità e dando ancor più spessore a quei magnifici personaggi che ancora oggi, a 17 anni dalla loro ‘nascita’, riescono ad emozionare.

Oscar per la Migliore Colonna Sonora Originale e per la Miglior Canzone Originale, Il Re Leone è ancora oggi il film più venduto nel settore dell’home entertainment, dopo aver ispirato anche un musical per Broadway premiato con il Tony Award. Diventato un classico da subito, il film di Roger Allers e Rob Minkoff ha avuto l’onore e l’onere di inaugurare quest’inedita strategia hollywoodiana, tanto azzardata quanto riuscita e rischiosa. Perché dinanzi ad un’industria priva di idee e di coraggio, Il Re Leone spalanca le porte al ‘riciclaggio’ d’autore, facendo leva su quel passato talmente amato da resistere all’onta della ridistribuzione.

“Il 3D migliora la storia. Viene inserito in un film come si fa con la colonna sonora, la cui funzione è quella di arricchire il film e di sottolinearne il contenuto emotivo. Avere la possibilità di rendere Il Re Leone in 3D, arricchendolo di profondità, aumenta senza dubbio la suggestione della storia ed esprime maggiormente la visione del filmmakers“. Così ha parlato Robert Neuman, stereografo del 3D del film, andato incontro ad una riconversione curata sequenza dopo sequenza. 60 gli esperti della terza dimensione ingaggiati dalla Disney per il delicato compito, incaricati di occuparsi di vari aspetti, fra cui la luce, il layout, gli effetti e il software, rielaborando con la massima accuratezza i file CAPS originali, per stabilire il grado di profondità necessaria a creare la tridimensionalità delle immagini. Quattro i mesi necessari per completare l’intera operazione, innegabilmente non esaltante, essendo comunque una riconversione di un film nato, pensato e realizzato per la bidimensionalità, ma paradossalmente sorprendente, nel ridare potenza e luce ad un titolo già di suo praticamente perfetto. Mai troppo ‘esplicitato’, il 3D di questo Re Leone entra nella storia con successo, regalando ulteriori e inedite prospettive a Simba e ai suoi compagni di avventure.

Approfittando dei sentimenti dello spettatore medio in casa Disney hanno così trovato il modo per far soldi, spendendo poco o nulla tanto in idee quanto in energie, piombando con sicurezza sull’usato di qualità, da spolpare fino al giorno in cui anche l’effetto nostalgia avrà esaurito tutte le proprie cartucce. Qui inaugurate da un primo colpo ad effetto, che ancora oggi, 17 anni dopo il primo ruggito, profuma di leggenda.

Voto Federico: 10 al cartoon originale / 7 alla riconversione 3D

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